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Bologna - Juve 1-2: Diego e Candreva, bianconeri di nuovo quarti

pubblicato da vieni_127


Il famoso “cul de Zac” colpisce ancora: non che la Juve non meritasse per niente i tre punti conquistati questo pomeriggio al Dall’Ara di Bologna, ma la realtà è che un pareggio sarebbe stato il risultato più giusto. I felsinei ci hanno messo grinta, intelligenza e cuore, gli ospiti cinismo e volontà, alla fine la gara è stata godibile, finita con un 1-2 molto significativo per vari motivi: la terza vittoria di fila per il nuovo allenatore dei bianconeri Zaccheroni, quarto posto in solitaria agganciato e ritorno al gol per Diego. Nella ripresa solite amnesie difensive già viste con Ranieri e Ferrara (cross dalla sinistra e difesa tagliata fuori dall’occorrente di turno), pareggio di Buscé e tutto da rifare; il gol vittoria lo realizza Antonio Candreva, al primo centro con la casacca juventina (Tabellino e pagelle di Bologna - Juve 1-2 - Foto di Bologna - Juve 1-2 - Video di Bologna - Juve 1-2).

Caceres non recupera, Grosso e Cannavaro riscaldano la panchina, l’impavido Zac ripropone la difesa mostrata ad Amsterdam nella ripresa, con Grygera a destra e De Ceglie a sinistra; riposo per Sissoko, ritorna Melo insieme a Marchisio e Salihamidzic nella zona nevralgica del campo, i soliti tre moschettieri a pungere Viviano. La squadra di Colomba risponde con un 4-4-1-1 molto elastico: assente Di Vaio, l’attacco è sulle spalle di Zalayeta e Adailton, sulle fasce gli ottimi Buscé e Casarini, Guana e Mudingayi in mediana. Pronti, partenza e gol: la Juve trova subito il vantaggio con Diego. Il brasiliano sfonda centralmente, il tiro (debole) è deviato da Viviano che non trattiene, s’avventa Amauri ma una carambola fa pervenire la sfera ancora a Diego che segna senza problemi.


Le migliori foto di Bologna-Juve 1-2
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Tanti auguri a... i gemelli Zenoni

pubblicato da vieni_127


Doppia festa in casa Zenoni e non potrebbe essere altrimenti visto che si tratta di una coppia di gemelli: ci saranno da spegnere 64 candelini, 32 a testa, quest’oggi. Due torte, dunque, una a pochi chilometri di distanza dall’altra: Cristian festeggerà a Bologna, mentre Damiano farà baldoria a Parma. Storia sui generis quella di questi due terzini di Trescore Balneario, in provincia di Bergamo: a differenza degli altri gemelli del calcio uno è leggermente più forte dell’altro, se non per addetti ai lavori e ai tifosi, almeno per quanto riguarda le carriere dei due. Iniziate entrambe nel settore giovanile dell’Atalanta e proseguite a Pistoia, ma poi un pelino differenti l’un dall’altra.

Mentre Cristian esordiva con la Dea già nel ‘97, in quell’anno Damiano (che è più vecchio del fratello di qualche secondo) era ancora in C1 con la maglia dell’affiliato Alzano Virescit; tuttavia l’anno dopo si riunirono e i due spesso si confondevano per prestazioni e, ovviamente, aspetto. Ma poi nel 2001 i binari si seperarono: Cristian s’accasò al Milan che lo girò subito alla Juve nell’operazione che avrebbe portato Inzaghi in rossonero, mentre Damiano rimase all’Atalanta diventando una bandiera. Coi bianconeri Zenoni arrivò a disputare quasi 50 partite ufficiali andando anche in gol per due volte (contro Perugia e Chievo), poi dal 2003 il trasferimento alla Samp mentre il fratello era ancora a Bergamo.

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Tacopina bluff: l'americano non si fa vivo, Cazzola si "riprende" il Bologna

pubblicato da vieni_127


Champions in tre anni? Scudetto in cinque? Macché, a Bologna Cazzola e Menarini si rimboccano le maniche e volano bassi, perché di fatto questa sofferta Serie A raggiunta a giugno dovranno giocarsela con umiltà e spirito di sacrificio. Joe Tacopina, che meno di un mese fa aveva tenuto una conferenza stampa a Bologna, non s’è fatto vivo e perciò la Tag Partners, che pareva ormai ad un passo dall’acquisizione dei felsinei, rimarrà fuori dalla proprietà del club emiliano. Rimane una caparra di due milioni di euro, sulla proprietà dei quali ora probabilmente si scatenerà una battaglia legale, e la delusione per una trattativa che pareva esser andata in porto.

Tacopina, noto avvocato che aveva professato il suo amore per Bologna anche a causa di radici italiane, era atteso da giorni nella città delle Due Torri, e anche ieri il suo braccio destro Paul D’Emilia aveva assicurato che l’americano si sarebbe fatto vivo oggi. Alfredo Cazzola, però, era scettico ormai da giorni: nessuna prenotazione a suo nome negli alberghi bolognesi, tracce perse da un po’ e i tanto sbandierati 15 milioni (che Tacopina aveva detto di avere già in tasca) che non si sono mai visti. Con la proroga di 20 giorni categoricamente rifiutata. Così i rossoblu hanno iniziato il ritiro senza clamore in quel di Casteldebole, consci che il mercato non è finito come annunciato dalla stessa proprietà.

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