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Tutti gli articoli con tag cristiano doni

Calcioscommesse, ecco i deferiti: ci sono Atalanta, Novara e Siena

pubblicato da Cesare Rinaldi

carlo gervasoni

Dopo l’anticipazione di ieri a proposito del primo troncone di indagine condotto da Stefano Palazzi, quello che prende il via dall’inchiesta della Procura di Cremona, oggi vengono resi noti i nomi delle squadre e delle persone deferite. La notizia, che era già nell’aria ieri, è che Atalanta, Novara e Siena entrano fin da subito nel procedimento della giustizia sportiva, manca invece il Chievo che molti davano per certo. In Serie B il terremoto è meno forte di quel che si pensava, tra le prime in classifica ci sono il Pescara e il Padova e a sorpresa è spuntato anche il nome della Sampdoria. Non sono coinvolte invece Torino, Varese e Verona, altri nomi che circolavano nella giornata di ieri.

Sono in tutto 22 le società che saranno raggiunte dal provvedimento di deferimento, comprese le tre che quest’anno hanno giocato in Serie A che pagano per episodi avvenuti nello scorso campionato cadetto, questo l’elenco completo in ordine rigorosamente alfabetico:

AlbinoLeffe, Ancona, Ascoli, Atalanta, Aversa, Cremonese, Delfino Pescara, Empoli, Frosinone, Grosseto, Livorno, Modena, Monza, Novara, Padova, Piacenza, Ravenna, Reggina, Rimini, Sampdoria, Siena e Spezia.

Più ricco l’elenco delle persone deferite, 61 in tutto tra calciatori ancora in attività, ex calciatori e tesserati a vario titolo. Anche in questo caso l’elenco dei nomi è in ordine alfabetico:

Paolo Domenico Acerbis, Andrea Alberti, Mirko Bellodi, Cristian Bertani, Davide Caremi, Filippo Carobbio, Mario Cassano, Edoardo Catinali, Marco Cellini, Roberto Colacone, Alberto Comazzi, Luigi Consonni, Kewullay Conteh, Achille Coser, Federico Cossato, Filippo Cristante, Andrea De Falco, Franco De Falco, Alfonso De Lucia, Cristiano Doni, Nicola Ferrari, Riccardo Fissore, Luca Fiuzzi, Alberto Maria Fontana, Ruben Garlini, Carlo Gervasoni, Andrea Iaconi, Vincenzo Iacopino, Vincenzo Italiano, Thomas Hervé Job, Inacio José Joelson, Tomas Locatelli, Giuseppe Magalini, Salvatore Mastronunzio, Vittorio Micolucci, Nicola Mora, Antonio Narciso, Maurizio Nassi, Gianluca Nicco, Marco Paoloni, Gianfranco Parlato, Dario Passoni, Alex Pederzoli, Alessandro Pellicori, Mirco Poloni, Cesare Gianfranco Rickler, Gianni Rosati, Francesco Ruopolo, Nicola Santoni, Vincenzo Santoruvo, Maurizio Sarri, Luigi Sartor, Alessandro Sbaffo, Mattia Serafini, Rijat Shala, Mirko Stefani, Juri Tamburini, Marco Turati, Daniele Vantaggiato, Nicola Ventola, Alessandro Zamperini.

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Di Martino sul calcioscommesse: "Troppi coinvolti, necessaria un'amnistia"

pubblicato da Antonio D'Avanzo


Roberto Di Martino, il pm di Cremona che indaga da molti mesi sul calcioscommesse e in particolare su giocatori e dirigenti indiziati di combine, ha espresso un pensiero a tratti spiazzante, dai microfoni di Sky Sport 24. Dalle indagini di Cremona sono emersi, ad ogni modo, dei riscontri oggettivi da cui sono conseguiti dei procedimenti giudiziari. Ma il bubbone, a quanto pare, sembra molto, troppo grosso, secondo il pm.

In sostanza l’inchiesta Last Bet portata avanti dallo stesso Di Martino e caratterizzata dall’arresto di alcuni calciatori (come Doni e il portiere Cassano) ha fatto venire alla luce un’amara verità, forse scomoda per “qualcuno”: troppi atleti in Italia e in Europa sarebbero coinvolti in questi giri di scommesse e di partite manipolate. Per Di Martino la cosa migliore sarebbe un’amnistia per dare un segnale forte senza provocare danni a nessuno. Le sue parole pronunciate poche ore fa:

“I segnali che ci sono sono quelli di un quadro abbastanza vasto. In Europa e non solo in Europa. Anzi in posti - diciamo così - esotici, va anche peggio. Almeno qui in Italia la gente segue il campionato di calcio e si rende conto e può criticare con cognizione di causa. In altri posti si fa anche di peggio senza rischiare di essere scoperti. Il fenomeno è così vasto e coinvolge un numero così importante di calciatori da ipotizzare la necessità di un’amnistia, ovviamente riservata alla giustizia sportiva, per ripartire da zero. Cioè qualche cosa che consenta un chiarimento senza provocare danni a nessuno”.

Foto | © TMNews

Calcioscommesse, Cristiano Doni si confessa: "Non fate come me, fate come Masiello"

pubblicato da vieni_127


E pensare che dopo la combine tra Atalanta e Pistoiese, partita di un decennio fa di Coppa Italia in cui Cristiano Doni fu accusato di partecipare a un biscotto, lo storico capitano della Dea iniziò a festeggiare i suoi gol con una mano sotto il mento, ad indicare fierezza, come a dire “ne sono uscito e posso andare in giro a testa alta“. Eppure oggi alla Gazzetta dello Sport Doni non si nasconde e la testa la tiene più bassa di quanto non abbia mostrato in tutti questi anni, soprattutto se con un filo di voce ammette che “i miei errori sono iniziati nella partita con la Pistoiese di 12 anni fa, anche quella gara fu combinata, sono stato stupido, pensavo di farla franca“. Il lupo perde il pelo, cambia squadra e rilascia interviste, non perde però quel dannato viziaccio di ricascarci, come può succedere con la cocaina (basta fare i nomi di Flachi e Bachini), o con le scommesse. Ma se nel primo caso ci si rovina la propria di carriera, e chissà di vita, nel secondo si mette a repentaglio anche un club e una città, come successo con l’Atalanta e con Bergamo.

La stessa città che aveva idolatrato il suo capitano, Cristiano Doni appunto: “So di aver tradito i tifosi ed è la cosa che più mi ferisce in questa storia dopo il male fatto alla mia famiglia. La Dea per me è tutto, era tutto… Capisco di averli delusi, traditi. Non chiedo perdono, ma solo che non siano cancellate tutte le cose buone che ho fatto in campo. Ma voglio continuare a vivere a Bergamo. È la mia città. Non sarà facile, ma voglio restare lì. La benemerenza della città? Sono pronto a restituirla“. Doni pare pentito, non si dà pace, lancia messaggi, si svuota di un fardello accumulato domenica dopo domenica:

“La cosa più difficile di tutta questa storia? Preparare mia figlia, spiegare quello che è accaduto al papà. Sono stato un imbecille, in carcere ho capito. Non fate come me, fate come Masiello. In Italia c’è una mentalità sbagliata, uno schifo nelle partite di fine stagione. In carcere stavo da solo e ripetevo ‘Ma come hai fatto? Quanto sei stato stupido’. Non ho dormito per due notti, anzi mai. Ho meritato il carcere, non solo per le due partite taroccate (una e mezza, con l’Ascoli alla fine è stata partita vera), non solo per aver deluso i tifosi dell’Atalanta ma soprattutto per aver tradito lo sport. Si deve giocare pulito. Sempre. E non dare retta a chi gli chiede di barare. Anche fosse un compagno. Deve denunciarlo, far finta di nulla è grave quasi come alterare una partita. Non prendete esempio da me”.

Le lacrime, a volte segni tangibili di sinceri pentimenti, altre volte paiono sgorgare da occhi di coccodrillo. Alla sensibilità della gente, e alla propria diffidenza, propendere verso il perdono verso certi personaggi o, in alternativa, allo sdegno, che può essere esacerbato da certe dichiarazioni.

Foto | © TMNews

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Doni interrogato: "Ero d'accordo con il portiere" - Il pm Di Martino: "Presto nuovi indagati"

pubblicato da Antonio D'Avanzo


Davanti agli inquirenti e durante l’interrogatorio durato quasi tre ore Cristiano Doni ha confermato l’episodio del rigore calciato durante Atalanta-Piacenza: “Eravamo d’accordo che avrei tirato forte e centrale. Ma il patto non era con Gervasoni bensì con il portiere del Piacenza Cassano“. Quest’ultimo è uno dei giocatori già citati nei verbali precedenti, ma non ancora iscritto sul registro degli indagati. La partita, per la cronaca, finì 3 a 0 per la squadra bergamasca.

Intanto il procuratore di Cremona Roberto Di Martino ha rilasciato alcune dichiarazioni: “Ci sono tanti accertamenti positivi che confermano certe situazioni, anche in riferimento alle nuove partite di serie A. Non ho ancora avuto il tempo di iscrivere nessuno sul registro degli indagati, ma sicuramente lo farò presto. Ci sono tempi tecnici da rispettare. Sono tanti, ma quaranta come hanno scritto i giornali mi sembrano un po’ troppi“.

Il legale di Doni, l’avvocato Salvatore Pino, parla del suo assistito:

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Trapattoni deluso dal calcio italiano e da Doni: "Lo reputavo intelligente"

pubblicato da Cesare Rinaldi

giovanni trapattoni

Giovanni Trapattoni è stato intervistato oggi dal Tg1, il commissario tecnico dell’Irlanda si è espresso a proposito dello scandalo scommesse che sta scuotendo il calcio italiano. Dalle sue parole traspare tutta l’amarezza per quanto sta accadendo nel nostro paese, tutte queste vicende a detta del Trap stanno rovinando l’immagine degli italiani e del nostro calcio nel mondo che sempre più spesso viene associato alla parola “mafia”: “È una mazzata per il calcio italiano, all’estero noi allenatori italiani siamo additati come truffaldini, la parola che spesso usano nei nostri confronti è ‘mafia’. In tutto il mondo esiste una rete di scommesse, ma altrove i calciatori non scommettono, e non si truccano le partite”.

Trapattoni poi manifesta grandissima delusione per il coinvolgimento di Cristiano Doni. Fu proprio lui a credere fortemente nell’ex atalantino quando era alla guida dell’Italia, lo fece esordire in azzurro, arrivando poi ad inserirlo nella lista dei convocati per i mondiali del 2002 in Giappone e Corea del Sud. Alla luce di quanto emerso in questi ultimi giorni è chiaro che gran parte della stima che aveva nei suoi confronti è venuta ovviamente a mancare: “Doni lo reputavo un ragazzo intelligente. Mi devo ricredere. Già in passato era incappato in storie strane”. La delusione del Trap è sicuramente capita dai tifosi bergamaschi, anch’essi traditi da un calciatore in cui avevano riposto grande fiducia, il capitano di sempre che non avevano abbandonato neanche dopo le prime accuse piovute su di lui lo scorso giugno.

L’ex allenatore di Inter e Juventus guarda al nostro paese con lo sguardo distaccato di chi vive lontano, da un paese, l’Irlanda, che ha imparato ad amare e al quale sta regalando grandi gioie. In un’intervista che verrà pubblicata da Max, oltre a parlare delle speranze legate ai prossimi europei che vedranno i suoi ragazzi impegnati nel girone proprio con l’Italia di Prandelli, Trapattoni ha spiegato i motivi che lo hanno portato ad amare l’isola verde: “Mi trovo bene in Irlanda perché gli irlandesi sono come me: legati all’agricoltura e alle tradizioni, autentici, umili”. Tutti aggettivi che non potrebbero essere più distanti da quella che è la realtà del calcio italiano in questo momento.

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Doni: "Non ho guadagnato nulla" - Tre azzurri nelle intercettazioni

pubblicato da Antonio D'Avanzo


Calcioscommesse. E’ stata una giornata caratterizzata da tre importanti interrogatori a Cremona. Nomi di giocatori importanti, partite, intercettazioni con cognomi di un certo “peso”. Combine, responsabilità, illeciti o presunti tali tutti, ovviamente, ancora da dimostrare. L’ex capitano dell’Atalanta, Cristiano Doni, nel suo interrogatorio di garanzia ha dichiarato di aver “aderito” all’iniziativa illecita delle scommesse “solo per la passione che mi legava alla mia squadra e la speranza di poterla portare all’obiettivo di quella stagione“. “Io per l’Atalanta ho sempre giocato - ha spiegato Doni al Gip Guido Salvini e al procuratore della Repubblica Roberto Di Martino nell’interrogatorio di garanzia di venerdì scorso - e non ho guadagnato nulla dai fatti che ho raccontato“. Doni ha confermato la manipolazione di Atalanta-Piacenza, ma ha precisato: “Non avuto alcuna parte in guadagno o vicende simili attinenti a scommesse su questo risultato“.

Il pm Roberto Di Martino ha interrogato per quasi 6 ore Carlo Gervasoni: secondo le prime indiscrezioni, l’ex difensore del Piacenza avrebbe coinvolto nell’inchiesta-scommesse altre dieci partite, tre delle quali di serie A (in due di queste la combine sarebbe riuscita). Le partite “sospette” sono Palermo-Bari 2-1; Lazio-Genoa 4-2; Lecce-Lazio 2-4. Gli inquirenti dovranno approfondire le indagini su queste tre partite per trovare eventuali riscontri: Lecce e Bari erano già state citate in passato, ma su Palermo, Lazio e Genoa non erano emersi elementi che potessero far ipotizzare un coinvolgimento diretto di giocatori delle tre società.

Su Lecce-Lazio è stato interrogato Alessandro Zamperini, il giocatore che cercò di corrompere il calciatore del Gubbio Simone Farina (quest’ultimo denunciò il fatto alla giustizia sportiva). Davanti al gip aveva raccontato di essere stato ospite dell’hotel Hilton Garden, dove alloggiavano i giocatori giallorossi perchè invitato da un amico a vedere all’incontro. Oggi, invece, ha ammesso: “Ero lì per cercare un tentativo di contatto con qualcuno del Lecce“.

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Doni: "Mi sento come se fossi finito sotto a un treno"

pubblicato da Antonio D'Avanzo


Cristiano Doni è stato interrogato due ore dal gip di Cremona, Guido Salvini. Chi gli ha fatto visita in cella, scrive il Messaggero, l’ha trovato provato e pensieroso, in tuta da ginnastica, barba lunga e con un libro sul comodino che non apre neppure. “Non riesco a trovare la concentrazione, mi sento come se fossi finito sotto a un treno”, avrebbe riferito Doni al parlamentare della Lega Giacomo Stucchi, che lo ha incontrato dietro le sbarre:

Non dorme da tre giorni. E’ preoccupato per la famiglia e soprattutto per la figlia. Inoltre è consapevole di quanto l’Atalanta sia importante per Bergamo e per i bergamaschi e sa benissimo quanto sia delicata la questione. Non ha televisione né giornali, ma i detenuti del suo reparto lo tengono informato su quello che si dice fuori

, ha detto Stucchi. Inoltre ha spiegato che non ha mai cercato di scappare: erano le sei del mattino, stava dormendo e pensava che fossero i ladri. Intanto il procuratore della Repubblica Roberto Di Martino ha dato parere favorevole alla concessione degli arresti domiciliari per Doni, l’ex preparatore atletico dei portieri del Ravenna, Nicola Santoni, l’amico e socio in affari di Doni, Antonio Benfenati e per il calciatore Filippo Carobbio.

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Scommesse - La Repubblica tira in ballo l'ex DS dell'Atalanta, Osti

pubblicato da Antonio D'Avanzo


Continuano le indagini della Procura di Cremona sullo scandalo del calcioscommesse e con esse anche gli articoli delle testate giornalistiche che ipotizzano nuovi scenari, molti dei quali da accertare. Per Repubblica.it, quella che ha appena descritto, potrebbe trattarsi di una svolta nelle indagini dell’inchiesta ‘Last bet’ che inguaierebbe ancor di più l’Atalanta. Si tratta dell’anticipazione del quotidiano romano che prende forma in un articolo di Marco Mensurati e Giuliano Foschini. Uno scoop tutto da verificare, ripreso anche dall’Eco di Bergamo e poi stranamente eliminato dalle news del quotidiano lombardo.

In pratica Mensurati e Foschini annunciano un’intercettazione tra un componente della banda degli Zingari e Carlo Osti, direttore sportivo del Lecce e all’epoca dei fatti sotto contratto con l’Atalanta. Allegato all’inchiesta ci sarebbe un tabulato del ministero dell’Interno, nel quale vengono segnalate tutte le telefonate effettuate da un membro della banda degli “zingari” (Ljubija Dunderski): nel tabulato ci sono telefonate con Doni e altre persone implicate nell’inchiesta, ma anche 15 telefonate dirette a un’utenza telefonica intestata a Carlo Osti, attualmente ds del Lecce ma ai tempi delle intercettazioni direttore sportivo dell’Atalanta. Osti ha negato, secondo Repubblica: “Io trasecolo, non so nulla, mi occupo solo di calcio e di cose di campo“.

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L'arresto di Cristiano Doni - Il Video della Polizia

pubblicato da Antonio D'Avanzo

Le immagini di un video della Polizia di Stato riprendono il momento in cui Cristiano Doni esce dalla sua abitazione sotto stretta sorveglianza degli agenti. Secondo gli inquirenti Doni, che ora è in isolamento, all’arrivo delle macchine della polizia avrebbe provato a scappare raggiungendo il garage della propria abitazione. Il giocatore dell’Atalanta, già sospeso dall’attività agonistica per tre anni da parte della giustizia sportiva, assieme ad altri due indagati, Antonio Benfenati (gestore di uno stabilimento balneare a Cervia) e Nicola Santoni, ex preparatore atletico del Ravenna Calcio, sarebbe coinvolto nella combine di tre partite dell’Atalanta del campionato di Serie B della scorsa stagione.

- Leggi l’intercettazione “di Fantozzi” -

In un’intercettazione Doni esordisce parlando in codice con Santoni nominando il celebre personaggio interpretato da Paolo Villaggio: “Fantozzi è lei?”. Oltre all’ex atalantino Doni sono finiti in carcere anche altri tra calciatori e ex tra cui Luigi Sartor (già difensore di Parma, Vicenza, Inter e Roma), Carlo Gervasoni, in forza al Piacenza e attualmente sospeso, Alessandro Zamperini e Filippo Carobbio, nome nuovo dell’inchiesta, oggi milita nello Spezia l’anno scorso era a Siena.

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Calcioscommesse: operazione della polizia all'alba, in carcere 17 persone tra cui Doni

pubblicato da Cesare Rinaldi

cristiano doni

Gli uomini delle squadre mobili di Cremona, Brescia, Bologna e del Servizio centrale operativo della Polizia hanno condotto questa mattina all’alba un’operazione che ha portato in manette ben 17 persone. Tra i nomi degli arrestati ci sono anche quelli dell’ex capitano dell’Atalanta Cristiano Doni, già squalificato dalla giustizia sportiva per tre anni e che oggi vede confermare il suo coinvolgimento. In mattinata la procura di Cremona terrà una conferenza stampa con la quale saranno resi noti i dettagli di questa seconda fase dell’inchiesta denominata “Last Bet” che già sei mesi fa aveva portato ad arresti e squalifiche scatenando l’ennesimo terremoto nel mondo del calcio.

Da quanto si è appreso gli inquirenti hanno scoperto una società con base a Singapore che sarebbe il vertice dell’organizzazione tesa ad alterare i risultati delle partite in vari campionati d’Europa, le altre sedi operative sarebbero sparse per lo più nell’Europa dell’est, a capo dell’associazione un uomo di nome Eng Tan Seet, conosciuto nell’ambiente come “Dan”. Secondo queste ulteriori indagini le scommesse illegali sarebbero state effettuate attraverso siti con sede principalmente in Asia e per questo considerati più sicuri e difficili da monitorare, gli inquirenti sostengono che sono molte le partite truccate nel campionato di Serie B negli anni 2009/2010 e 2010/2011. All’operazione di questa mattina hanno inoltre partecipato le squadre mobili di Venezia, Bari e Lecce.

Oltre all’ex atalantino Doni sono finiti anche altri tra calciatori e ex tra cui Luigi Sartor (già difensore di Parma, Vicenza, Inter e Roma), Carlo Gervasoni, in forza al Piacenza e attualmente sospeso, Alessandro Zamperini e Filippo Carobbio, nome nuovo dell’inchiesta, oggi milita nello Spezia l’anno scorso era a Siena. Riguardo a Doni, la procura di Cremona ritiene che il calciatore insieme a Antonio Benfenati, gestore di uno stabilimento balneare di Cervia, e a Nicola Santoni, ex portiere e preparatore del Ravenna, si sia reso responsabili dell’alterazione di alcune partite dello scorso campionato dell’Atalanta. Nel corso della mattinata verranno resi noti nuovi dettagli che ci aiuteranno a capire meglio la situazione.

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