Grazie all’ennesima straordinaria prestazione del Pallone d’Oro Lionel Messi (seconda tripletta consecutiva in campionato e trentaquattresima rete stagionale per lui), il Barcellona risponde ai rivali del Real Madrid, che si erano aggiudicati con il punteggio di 3-1 l’anticipo disputato ieri sera al Santiago Bernabeu contro lo Sporting Gijon, e li riaggancia a quota sessantotto in vetta alla classifica. Tra i catalani, vittoriosi a Saragozza per 4-2, torna al gol anche Zlatan Ibrahimovic, seppure solo nei minuti di recupero e su calcio di rigore. Sempre terzo il Valencia, mentre il Maiorca travolge l’Atletico Madrid e scavalca in quarta posizione il Siviglia, battuto nettamente sul terreno dell’Espanyol.

Cristiano Ronaldo e Robinho lo difendono, il Santiago Bernabeu lo fischia, Galliani assicura non fosse rotto, Pellegrini lo sostituisce, la stampa spagnola gli appiccica addosso maglie diverse da quella “blanca” per la prossima stagione: stiamo parlando di Ricardo Kakà, stella del Real Madrid giunto nella capitale spagnola per 65 milioni di euro. Stagione non propriamente da incorniciare, rendimento ben al di sotto le aspettative e una fastidiosa pubalgia a mettergli il bastone tra le ruote: come successo a Shevchenko che aveva abbandonato la “famiglia rossonera” per un acclamato trasferimento a Londra, sponda Chelsea, anche per il fuoriclasse brasiliano lasciare Milanello non ha portato per niente bene.
La punta dell’iceberg di questo momento no di Kakà? La settimana scorsa durante Real Madrid - Lione, ritorno degli ottavi di Champions: il giocatore è stato ingenerosamente fischiato e sull’1-1 Pellegrini lo ha cambiato. Il suo addetto stampa su twitter si è lasciato andare in commenti inopportuni, definendo un codardo il tecnico cileno. Sebbene Kakà abbia preso le distanze da queste esternazioni, al momento del cambio non era affatto contento: “Ero arrabbiato per come andava la partita, è stato un colpo molto duro, un momento molto difficile per il Real Madrid e per i tifosi. Possiamo solo chiedere scusa agli aficionados“. Già, ma la faccenda si fa seria e oggi è tornato a parlare, tramite il quotidiano As.
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Con una tripletta messa a segno nella ripresa da uno scatenato Messi, il Barcellona torna al successo nella Liga, infliggendo un pesante 3-0 al Valencia, piuttosto temuto alla vigilia visto il non eccezionale stato di forma dei blaugrana nelle ultime settimane. Dopo un primo tempo equilibrato e chiusosi a reti inviolate, c’è voluta infatti un’espulsione di Maduro poco dopo il vantaggio siglato dal Pallone d’Oro per spianare la strada ai padroni di casa, fino a quel momento non brillantissimi.
Al dodicesimo successo casalingo su tredici incontri dei campioni in carica, risponde però il Real Madrid, che riscatta in parte la clamorosa eliminazione subita in Champions League dal Lione con un travolgente successo per 4-1 a Valladolid, suggellato da tre reti del sempre più caldo Higuain. Le due squadre restano così appaiate in vetta alla graduatoria a quota sessantacinque punti. Ieri al Ramón Sánchez Pizjuán, Siviglia e Deportivo La Coruna si erano divise la posta in palio pareggiando 1-1.
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Duecentocinquantaquattro (254) milioni di euro spesi parevano una garanzia certa per non steccare per la sesta stagione di fila l’ingresso ai quarti di finale (i quarti, mica la finale!!!) di Champions League: Florentino Perez aveva predisposto tutto per far sì che il suo Real Madrid si giocasse la finale di maggio di Champions League dopo tanti anni di assenza dalle partite primaverili in Europa. Per di più quest’anno la coppa dalle grandi orecchie verrà assegnata proprio al Bernabeu, per la prima volta di sabato: i tifosi delle merengues pregustavano già quella serata calda per inneggiare ai loro nuovi idoli. Che in una serata di inizio marzo sono già diventati flop. Ancora un’eliminazione, un qualcosa che brucia tantissimo viste le premesse e l’epilogo sperato.
Passa il modesto Lione, in Ligue 1 addirittura dietro a una neopromossa come il Montpellier (va bene che la squadra del sud della Francia è prima insieme al Bordeaux); i francesi avevano ceduto Karim Benzema ai blancos quest’estate, uno dei tanti colpi messi a segno dalla società reale. E proprio l’attaccante è uno dei deludenti: appena 5 gol in Liga, per lui si parla già di cambiare aria con Milan e Inter che assistono interessate all’affondamento della corazzata. E poi c’è Kakà: altro flop di cui si è parlato tanto, ieri sostituito e polemico tramite twitter (anche se poi il messaggio scritto dalla moglie contro Pellegrini è stato subito rimosso). L’allenatore di questa accozzaglia si chiama, per l’appunto, Manuel Pellegrini: nella capitale iberica lo danno già per spacciato, Jorge Valdano lo difende.




Ancora una volta il Real Madrid non ce la fa ad oltrepassare l’ostacolo della prima partita ad eliminazione diretta in Champions League; è la sesta volta consecutiva. Tramonta quindi il progetto di Florentino Perez di riportare la coppa dalle grandi orecchie a Madrid. Non sono bastati i 250 milioni spesi in estate per acquistare campioni del calibro di Kakà, Cristiano Ronaldo e Benzema. Gli spagnoli sono andati in vantaggio al 6′ minuto del primo tempo con C.Ronaldo pareggiando così momentaneamente il conto con la partita di andata vinta per 1-0 dai francesi. (Il Tabellino della partita - Il Video)
La partita sembrava in discesa considerata la forza dei blancos e il fattore campo a loro favore, ma sulla loro strada hanno trovato una formazione che si è saputa difendere in modo eccellente nel primo tempo, seppur con le unghie e con i denti, e capace anche di reagire fino ad arrivare a segnare il gol del definitivo 1-1 con Pjanic. Probabilmente il Real ha pagato la pressione di non poter fallire a nessun costo l’appuntamento, mentre il Lione ha giocato il match avendo solo da guadagnare da questo. Dopo una prima frazione giocata da padrone assoluto del campo il Real è stato costretto a ripiegare nella propria metà campo nel secondo.
Le Foto di Real Madrid - Lione 1-1
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Mancano poche ore alla partita della verità. La stagione del Milan è al primo decisivo spartiacque. Sembrava dovesse essere un’annata di transizione quella del post Ancelotti, invece i rossoneri di Leonardo stasera si giocano la possibilità di approdare ai quarti di Champions League ed in campionato restano aggrappati all’Inter (anche se ultimamente più per demeriti dei nerazzurri che per la loro continuità). Conditio sine qua non per timbrare il cartellino e superare gli ottavi di Champions League sarà però più complesso del previsto: riuscire a sovvertire all’Old Trafford la sconfitta per 3 a 2 subita in casa 15 giorni fa. Praticamente impossibile, ma non secondo Leonardo.
Le nostre sorti dipendono dall’atteggiamento globale, se riusciremo ad andare avanti in questa Champions sarà per il comportamento della squadra e non per le prestazioni individuali. Non sarà lo schieramento tattico a fare la differenza ma l’atteggiamento. Abbiamo alternative che ci rendono il lavoro più semplice. Sappiamo che per Beckham è un’occasione molto speciale tornare a Manchester e, a prescindere dalla sua presenza in campo, ci darà molto. Voglio lo stesso spirito mostrato a Milano, quando siamo riusciti a segnare dopo soli tre minuti.
Secondo uno spettatore a distanza eccellente, ex United, la situazione è però troppo compromessa per i rossoneri. Stiamo parlando di Cristiano Ronaldo, impegnato con il suo Real nel tentativo di sovvertire al Santiago Bernabeu l’1 a 0 subito sul campo del Lione nell’andata, che vede i rossoneri spacciati.
Le foto più belle di Crstiano Ronaldo




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Video Liga Spagnola: Almeria - Barcellona 2-2 e Real Madrid - Siviglia 3-2 del 6 Marzo 2010
Doppia rimonta, nella sfida vinta per 3-2 contro il Siviglia e in classifica, per il Real Madrid, che aggancia in vetta a quota 62 un deludente Barcellona, fermato sul 2-2 ad Almeria, e sembra ora avere una marcia in più rispetto ai rivali. Al Bernabeu match al cardiopalmo, con i madrileni sotto di due reti dopo un’ora di gioco, ma capaci di portare a casa di tre punti grazie ad un’ultima mezzora staordinaria nella quale colpiscono due legni (entrambi con lo scatenato Higuain) e vanno a segno con Cristiano Ronaldo, Sergio Ramos e, in pieno recupero, con il redivivo Rafael Van Der Vaart, lesto a battere a rete dopo un colpo di testa di Raul respinto dall’estremo difensore avversario Palop.
Dopo la rete messa a segno nell’amichevole disputata mercoledì all’Allianz Arena, che ha regalato all’Argentina di Maradona una storica vittoria contro la Germania, tutti i riflettori sono puntati sul giovane attaccante del Real Madrid e della nazionale albiceleste Gonzalo Higuain. Il bomber classe 1987, con doppio passaporto argentino-francese come David Trezeguet, sta vivendo infatti un periodo di forma straordinario, iniziato per le verità nella fase finale dello scorso campionato, quando era finalmente esploso, riscattando le due prime stagioni non proprio esaltanti con la maglia delle Merengues, che lo avevano prelevato a suon di milioni dalla squadra con la quale aveva esordito, gli argentini del River Plate, considerandolo un sicuro investimento per il futuro.
Il giocatore è infatti passato da una poco più che sufficiente media di 0,20 gol a partita del periodo 2006-2008 a quella ottima di 0,66 del biennio successivo, e addirittura stratosferica se si guarda alla stagione in corso, nella quale l’attaccante viaggia alla media di quasi un gol a partita (secondo posto ad una lunghezza dalla coppia Villa-Messi con 16 marcature nella Liga e 2 in Champions League), che diventa però uno ogni 77 minuti se si tiene conto di quelli effettivamente giocati, visto il suo impiego non sempre continuo da parte del tecnico Pellegrini. In questo momento in Europa solo la stella del Manchester United, Wayne Rooney, comunque ben distanziato con una rete ogni 97 minuti, può insomma competere con l’argentino.
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Presentate ieri a Londra le nuove maglie della Nike, che le nazionali sotto contratto con la multinazionale americana impegnate nel prossimo Mondiale indosseranno per la prima volta nelle amichevoli in programma la prossima settimana. La grande novità è rappresentata dal fatto che le divise sono realizzate completamente in poliestere riciclato al 100%, ottenuto da bottiglie d’acqua di plastica recuperate da discariche giapponesi e taiwanesi. Complessivamente saranno utilizzate più di tredici milioni di bottiglie, circa otto per ogni maglia prodotta. Nello stesso appuntamento, lanciata anche la Nike Mercurial Vapor Superfly II, la nuova scarpa sponsorizzata dalla stella del Real Madrid e della nazionale portoghese Cristiano Ronaldo, che promette un sistema di trazione capace di adattarsi ai differenti terreni di gioco.
Le maglie della Nike per i Mondiali 2010
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