
Disfatta casalinga del Palermo di Delio Rossi che ora scala al terzo posto nella classifica del girone F e si complica il cammino per la qualificazione. I rosanero cercano solamente nel primo tempo di imbastire manovre degne di note prima di essere travolti da un avversaro più esperto. Al 23′ Benussi para un rigore di Vagner Love (un penalty causato dallo stesso portiere che aveva atterrato Gonzalez). Ma al 34′ Doumbia stacca in completa solitudine per il gol del vantaggio. Al 59′ ancora Doumbia raddoppia con una azione personale. Al 75′ espulso Pastore. Necid chiude il conto all’83′ per il Cska Mosca. Le parole di Delio Rossi a fine partita sono prive di alibi:
“Abbiamo sofferto perché sono una squadra più esperta di noi, è diverso anche l’arbitraggio e quindi ci dobbiamo abituare a questi palcoscenici. L’orgoglio e la dignità non sono bastati, abbiamo commesso anche degli errori: il risultato è pesante ma in questo momento siamo a un livello inferiore al Cska, questo è poco ma sicuro. Loro sono più forti di noi e il campo lo ha dimostrato.”





La Federcalcio russa (RFS) ha deciso per una vera e propria rivoluzione dei calendari del massimo campionato nazionale. Come tutti sappiamo, a causa delle avverse condizioni meteorologiche durante la stagione invernale, la Premjer Liga si gioca dalla primavera all’autunno, da marzo a novembre di ciascun anno. Spesso questa motivazione ci ha portato a fare considerazioni tecniche sullo stato di forma di eventuali avversari russi quando il sorteggio li ha messi di fronte ad una squadra europea: è evidente che queste squadre si presentino ai nastri di partenza delle competizioni continentali con un vantaggio dal punto di vista fisico, allo stesso modo però non sono preparatissime quando le coppe entrano nel vivo e cioè in primavera.
Anche per questo si è deciso quindi di modificare la storica formula per arrivare, attraverso una transizione graduale, ad un perfetto allineamento con i maggiori campionati continentali. Il prossimo campionato, che avrà inizio nella primavera del 2011, si concluderà regolarmente a novembre ma le 16 squadre che vi prenderanno parte saranno divise, secondo il posizionamento in classifica, in due gruppi da otto. Nella primavera del 2012 le prime otto si sfideranno per il titolo e per l’accesso alle coppe europee, le altre invece per non retrocedere. Le ultime due di questo raggruppamento retrocederanno direttamente in seconda divisione, mentre terzultima e quartultima sfideranno terza e quarta della serie inferiore per cercare di rimanere nella top class.

Dopo i sorteggi di Champions League di ieri, oggi è stato il turno di quelli di Europa League. Interessate all’evento di Monaco le quattro squadre italiane che prenderanno parte alla competizione: Juventus, Napoli, Palermo, Sampdoria. L’urna non è stata particolarmente benevola per i nostri colori, in particolare i bianconeri, collocati in prima fascia, pescano il peggior avversario possibile e cioè il Manchester City di Roberto Mancini e delle sue tante stelle. Un po’ meglio è andata alle squadre di seconda fascia, mentre i partenopei, terza fascia, beccano il Liverpool per una sfida che già fa sognare il pubblico del San Paolo.
La Juventus è assegnata al Gruppo A, a farle compagnia il temibile Manchester City pescato dalle mani, poco fortunate dal punto di vista bianconero, di Giuseppe Bergomi. A completare il gruppo ci sono gli austriaci del Red Bull Salisburgo e i polacchi del Lech Poznan. La sfida per la testa del girone riguarderà prevedibilmente gli italiani e gli inglesi anche se le altre due contendenti potrebbero far perdere qualche punto importante a una delle due favorite.

È arrivato nel tardo pomeriggio via fax l’ok del Cska Mosca, il club russo ha accettato l’offerta di Giuseppe Marotta per Milos Krasic che può quindi definirsi a tutti gli effetti un giocatore della Juventus. Alla fine non c’è stato nessun rilancio, per assicurarsi le prestazioni del serbo sono bastati 15 milioni pagabili in tre anni. Non è ancora arrivata l’ufficializzazione da parte juventina, la conferma arriva però direttamente dalla Russia, il club moscovita ha confermato la cessione sul suo sito ufficiale.
Che si fosse vicini ad una svolta era abbastanza evidente, Marotta aveva detto che adesso la società si sarebbe concentrata sull’acquisto di un esterno e le parole di fiducia di Delneri per Diego chiudevano di fatto ogni pista verso Edin Dzeko. L’arrivo del serbo chiude infatti la telenovella che ha visti coinvolti il Wolfsburg e la punta bosniaca, la nuova normativa, varata dopo il mondiale dalla Figc, limita ad uno il numero di nuovi extracomunitari che una società può tesserare in un anno: Krasic, con il suo passaporto serbo, rientra in questa categoria.
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Milos Krasic, l’esterno offensivo della nazionale serba e del CSKA Mosca, vuole a tutti i costi la Juventus. Dopo una trattativa nella quale la società russa ha giocato al rialzo, sfruttando la presenza di un’offerta del Manchester City per il giocatore, è proprio Krasic e il suo agente a non volerne sapere di rinunciare a vestire la maglia bianconera. Senza offesa per nessuno, sia chiaro, non si comprende dall’esterno questa ostinazione nel voler venire in Italia e alla Juventus, soprattutto tenendo conto che difficilmente il club bianconero potrà offrirgli un contratto più remunerativo di quello che gli sottoporrebbe la squadra di Manchester in mano agli sceicchi.
Evidentemente Krasic ha intenzione di misurarsi con la realtà del nostro campionato ed è fortemente motivato. Come noto il Dg Marotta si è spinto fino ad offrire 15 milioni di euro, che ritiene la cifra massima, il CSKA ha prima accettato e poi giocato al rialzo fino ai 16.5. Il nuovo dirigente della Juventus non ha nessuna intenzione di salire oltre i 15 e la trattativa si è arenata.
Ora Krasic è pronto al muro contro muro con la sua società: o lo cedono alla Juventus quest’anno oppure niente rinnovo con la prospettiva di liberarsi a parametro zero nel dicembre 2011 alla scadenza naturale dell’accordo con lo lega al CSKA. Sarà la spinta decisiva per portarlo a Torino in questa sessione di frenetico calciomercato bianconero?




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Chi ha avuto la fortuna di vedere il documentario “Kill the referee” non potrà che essere felice per la designazione di Howard Webb quale arbitro dell’imminente finale di Champions League tra l’Inter e il Bayern Monaco: il fischietto inglese fu grande protagonista della pellicola (andò in onda su Mediaset Premium qualche mese fa), in cui veniva raccontato l’Europeo del 2008 dalla prospettiva degli arbitri. Ebbene, in quella manifestazione l’allora 37enne di Roterham fu nell’occhio del ciclone per la partita Austria-Polonia, in cui assegnò un rigore al 90° ai padroni di casa facendo andare su tutte le furie i polacchi.
Fu minacciato di morte e tornò in patria praticamente scortato, il tutto immeritatamente dato che il gol dei polacchi fu segnato in fuorigioco e il rigore poi per gli austriaci in fondo c’era tutto. Insomma, è un bravo arbitro e un bravo ragazzo il prossimo fischietto della finalissima, il più giovane della storia (39 anni da compiere) a dirigere l’atto finale della coppa dalle grandi orecchie. Ex poliziotto, ormai “in pensione” per lasciar spazio esclusivamente alla professione di arbitro di calcio, è considerato l’erede naturale di Graham Poll e viene da una stagione praticamente perfetta (unico neo un dubbio rigore assegnato al Manchester United contro il Liverpool).
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Video Champions League: CSKA - Inter 0-1 del 6 Aprile 2010 - Highlights HD

CSKA domato, secondo successo per 1 a 0 anche sul campo sintetico di Mosca, e ritorno in semifinale di Champions League dopo 7 anni. L’ultima volta si trattava di un derby contro i cugini del Milan, in quel caso i nerazzurri non persero ma con due pareggi per la regola dei gol fuoricasa salutarono la coppa più ambita e che inseguivano già da 40 anni. Quello di stasera è il quarto successo consecutivo da quando è iniziata la fase ad eliminazione diretta, battuti due volte gli inglesi del Chelsea e altrettante i moscoviti.
La vittoria di stasera è arrivata grazie ad una rete in apertura di Wesley Sneijder, ancora decisivo l’olandese. Il resto della gara è stata relativamente facile da amministrare per Mourinho che non ha mai rinunciato ad atteggiamento offensivo anche in trasferta.
Le Foto di CSKA Mosca - Inter 0-1
Le Foto LIVE di CSKA Mosca - Inter 0-1
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CSKA domato, secondo successo per 1 a 0 anche sul campo sintetico di Mosca, e ritorno in semifinale di Champions League dopo 7 anni. L’ultima volta si trattava di un derby contro i cugini del Milan, in quel caso i nerazzurri non persero ma con due pareggi per la regola dei gol fuoricasa salutarono la coppa più ambita e che inseguivano già da 40 anni. Quello di stasera è il quarto successo consecutivo da quando è iniziata la fase ad eliminazione diretta, battuti due volte gli inglesi del Chelsea e altrettante i moscoviti.
La vittoria di stasera è arrivata grazie ad una rete in apertura di Wesley Sneijder, ancora decisivo l’olandese. Il resto della gara è stata relativamente facile da amministrare per Mourinho che non ha mai rinunciato ad atteggiamento offensivo anche in trasferta.
I russi sono sembrati sempre poco cosa e sono letteralmente spariti dal campo dopo l’espulsione Odiah in apertura di secondo tempo. Ora l’Inter deve solo aspettare l’esito di Barcellona - Arsenal per sapere chi sarà la sfidante in semifinale, con tutta probabilità saranno i catalani, la prova più difficile per una squadra che vuole vincere la coppa. Questa Inter ce la può fare.
Le Foto di CSKA Mosca - Inter 0-1
E’ Finita! Inter in Semifinale di Champions League!
90+1′ Conclusione di Gonzales da calcio di punizione di poco a lato.
90′ Saranno due i minuti di recupero.
88′ Eto’o fermato nel momento della conclusione da un difensore del Cska.
85′ Fuori Sneijder e dentro Muntari.
Le Foto LIVE di CSKA Mosca - Inter 0-1
All’indomani della vittoria nei quarti di finale di Champions League contro il CSKA Mosca, Josè Mourinho concede una lunghissima intervista ai suoi tifosi, dai microfoni della chat di Inter Channel. Come d’abitudine il portoghese non si sottrae alle domande, anzi, rilancia con risposte al veleno verso il calcio italiano. Si dichiara fiducioso per il cammino dell’Inter in Champions League e orgoglioso di poter allenare i nerazzurri. Ma rincara la dose e conferma il suo complicatissimo rapporto con il pallone nostrano. Vi proponiamo l’intervista integrale riportata anche da inter.it:
Damiana scrive: Ci può dire come ha spiegato ai suoi figli, sempre che glielo abbia spiegato, le tre giornate di squalifica decretate dalla Giustizia sportiva?
“Non spiego, non spiego niente. Mia figlia è lontanissima dal mondo del calcio, mentre mio figlio ne è innamorato, ma io lo voglio solo innamorato di quello che è il vero calcio, non voglio che capisca che intorno al calcio ci sono altre cose, perché se lui a dieci anni capisce questo, sicuramente non sarà più innamorato del calcio”.
Susanna da Milano scrive: Mourinho, la vorrei ringraziare per le gioie che sta dando a tutti noi tifosi. In Champions non siamo più frenati come un tempo.
“È vero, ho cercato anche di spiegarlo ieri, nelle interviste post partita. Ora ovviamente l’obiettivo prossimo è quello di arrivare in semifinale, e se arriviamo in semifinale, ovviamente poi l’obiettivo sarà quello di andare in finale. Però, anche se non riusciamo a farlo, l’Inter ha già vinto qualcosa di importante in questa stagione: il fatto che a livello europeo non è più quella squadra che non si comportava come doveva perché aveva quasi paura di giocare. Ora è una squadra che gioca, che vince, che vince in casa, che vince fuori casa, che vince una delle candidate più importanti alla Champions come il Chelsea, una squadra che ha giocato già partite di grande pressione e stress: la partita con il Rubin Kazan era decisiva, la partita di Kiev era decisiva, le due partite contro il Chelsea lo erano, la partita di ieri lo era”.
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