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Tutti gli articoli con tag damiano tommasi

Buffon ammette: "Ogni tanto si fanno calcoli e si pareggia" e impazzano le polemiche

pubblicato da vieni_127


Gianluigi Buffon non ha peli sulla lingua e spesso le sue dichiarazioni esternate in totale sincerità hanno scatenato polemiche: è il caso di quando ammise che sul gol-non gol di Muntari nel famigerato Milan - Juve di qualche mese fa seppure avesse visto la palla oltrepassare la linea non avrebbe avvertito l’arbitro, è il caso di ieri quando il portierone della Nazionale, interpellato a Coverciano sul caso calcioscommesse e sul presunto coinvolgimento di Antonio Conte, se n’è uscito con una frase di sicuro poco conformista:

“Chi conosce e vive il calcio, nella propria testa può avere già un’idea di cosa sia accaduto o di cosa accade in queste situazioni, nulla di negativo che possa far pensare alla malavita o a qualcosa del genere. Alcune volte si pensa… E in alcuni casi si dice che sono meglio due feriti che un morto. Le squadre le partite se la giocano e sarà sempre così, ma ogni tanto qualche conto bisogna anche farlo”.

Lecito immaginare che qualcuno abbia francobollato queste parole come irresponsabili e per niente in linea col pensiero comune degli addetti ai lavori. Oggi hanno commentato le parole del numero uno azzurro vari personaggi, tra cui il presidente dell’Aic Damiano Tommasi:

“Lo sappiamo, Gigi cerca di spiegare il suo pensiero senza peli sulla lingua. Soprattutto in questo periodo, dove non ci sono partite, le parole che non riguardano il campo, fanno rumore. Credo che le sue intenzioni fossero quelle di spiegare ciò che è sotto gli occhi di tutti. Una competizione di lunga durata vive anche sul pareggio di una singola partita. Detto questo, accomunare le parole di Gigi a quello che si sta evidenziando legato alle scommesse è forse una forzatura. Anche in occasione del ‘gol-non gol’ di Muntari, Buffon si è lasciato andare ad una considerazione personale. Che è diventata dichiarazione di Buffon, capitano della Nazionale e vicepresidente Aic, personaggio di riferimento per tanti calciatori”.

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Calcio e omosessualità, un tabù eterno: le opinioni di Damiano Tommasi

pubblicato da vieni_127


Justin Fashanu: vi dice niente questo nome? Presumibilmente sì, perché del resto è stato il primo calciatore della storia a fare coming-out, a dichiarare cioè pubblicamente la sua omosessualità: era il 1990 e la sua fama sul rettangolo verde era svanita da un pezzo (balzò agli onori della cronaca calcistica a fine anni ‘70 e ad inizio anni ‘80 con le maglie del Norwich City e del Nottingham Forrest di Brian Clough); la decisione di liberarsi di questo peso, all’epoca era sotto contratto col West Ham, gli costò però cara e amara. Fu emarginato, cercò il riscatto sociale negli Stati Uniti ma non riuscì a risalire la china anche per un’accusa di violenza sessuale su un diciassettenne, arrivando ad impiccarsi nella primavera del 1998. Non è sempre così drammatica la cosa: conoscete ad esempio Anton Hysen?

Il suo cognome forse non è nuovo ai tifosi della Fiorentina, dato che il padre ha vestito il viola dall’87 all’89: ebbene, il 21enne Hysen nel marzo scorso ha ammesso di essere gay, lui che gioca nella squadra svedese dell’Utsiktens BK: “Sono un calciatore e sono gay. Quando faccio il calciatore, non penso che importi qualcosa se mi piacciono le ragazze o i ragazzi. La gente può chiamarmi come vuole, non farà altro che rafforzarmi” ha rivelato il ragazzo allenato proprio dal padre che, tra l’altro, si è detto contento che suo figlio si sia liberato pubblicamente del fardello interiore dettato dalla sua tormentata sessualità. Casi del genere nel mondo del calcio sono rari, per non dire unici, il machismo di chi gravita intorno al pallone vieta qualsivoglia ambiguità sessuale.

Eppure esisterà, per certo, più di un calciatore omosessuale (magari con la copertura di una fidanzata d’occasione): chi arriva a giocare ad alti livelli di sicuro ha fatto una gavetta importante, di quella che comincia quando i propri gusti sessuali non sono formati e definiti a perfezione. E nello spogliatoio la promiscuità, seppur solo “visiva“, può far svegliare in un bambino prepubere istinti che altrimenti rimarrebbero sopiti. Ebbene, come mai allora se si parla di calciatori non viene in mente un solo gay?

“L’omosessualità nel calcio è ancora un tabù e anche il coming out è sconsigliabile. Nel calcio c’è una convivenza tra colleghi, diversa da ogni altra professione. Esprimere la propria preferenza sessuale è difficile in tutti gli ambiti, ancor di più per un calciatore che condivide con lo spogliatoio, quindi anche la sua intimità, con altri. Nel nostro mondo si potrebbe creare imbarazzo; uno sport dove ci si spoglia, potrebbe diventare una difficoltà in più nella convivenza. Inoltre anche il coming out è da sconsigliare. Il fatto di essere individuato o additato come ‘quello che’, dimenticando la propria professione, non penso sia una strada consigliabile”.

Questo è il pensiero di Damiano Tommasi, presidente dell’Associazione Italiana Calciatori, che poi ha continuato: “Escludo che nel calcio non si parli per paura o timore, piuttosto non lo si fa per una questione personale; non credo ci sia bisogno di andare a raccontare le proprie preferenze sessuali per poter lavorare o per vivere civilmente, con assoluta tranquillità. Nel nostro ambiente ogni cosa che esce dal seminato diventa un boomerang anche per chi una situazione la vuole portare a conoscenza. Personalmente, non ho mai conosciuto calciatori gay. Poi magari li ho conosciuti senza sapere che sono omosessuali“. Un pensiero condivisibile.

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Sciopero calciatori: ventiquattro ore per decidere sul nuovo accordo-ponte

pubblicato da Celephais


Piccoli passi avanti tra Lega di serie A e Aic per l’accordo sul contratto collettivo dei calciatori, che ha provocato lo sciopero in seguito al quale è stata rinviata la prima giornata di campionato. Secondo la nuova proposta avanzata dal presidente della Lega, Maurizio Beretta, il contratto resterebbe in vigore fino al 30 giugno del prossimo anno, accettando i sei punti definiti il 7 dicembre del 2010 e chiedendo una formulazione ad hoc nel giro di 15 giorni per il settimo punto. Se questo non fosse possibile, si confermerebbe momentaneamente l’articolo 7 del precedente contratto, quello sugli allenamenti differenziati, con l’aggiunta dell’interpretazione fatta dal presidente Abete la settimana scorsa. Questo il commento di Beretta a proposito:

“L’assemblea ha votato una posizione che ha riferito all’Aic e alle istituzioni sportive. Proponiamo di firmare un accordo collettivo con valenza da qui al 30 giugno 2012 che recepisca i 6 punti leggermente modificati secondo gli accordi del negoziato sviluppato nei mesi scorsi. Sull’articolo 7 la proposta, se accettata dall’Aic, prevede un confronto fra le parti da sviluppare in 30 giorni dalla firma. Se non ci sarà un’intesa varrà il parere formale del presidente federale Abete che si è detto disposto a riformularlo senza il concetto di temporaneità della possibilità di derogare all’obbligo degli allenamenti con la prima squadra. Tommasi ha detto che non è in grado dare subito una risposta, anche se sulle prime è apparso problematico e ha detto si sarebbe preso del tempo. Questa proposta è molto simile a quella che loro ci hanno fatto, se la accettassero saremmo in grado di firmarlo anche oggi pomeriggio”.

La palla torna quindi ora nelle mani di Tommasi, che nelle prossima ventiquattro ore tenterà di superare la contrarietà dei capitani, i quali vorrebbero un accordo che resti in vigore fino al 30 giugno 2013, naturale scadenza nel caso in cui si segua la consuetudine del rinnovo triennale. Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, ha intanto ammonito i giocatori, dichiarando che se dovessero respingere anche questa proposta diventerebbe chiaro che gli unici responsabili di un eventuale prolungamento dello sciopero sarebbero soltanto loro.

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Sciopero calciatori: la serie A non parte, a rischio anche le prossime giornate

pubblicato da Celephais


Il presidente della Lega di serie A, Maurizio Beretta, ha comunicato a quello della Figc, Giancarlo Abete, e a quello dell’Assocalciatori, Damiano Tommasi, la decisione dei club della massima categoria di rifiutare la proposta di contratto-ponte, valido fino a giugno 2012, suggerita dal patron del Napoli, Aurelio De Laurentiis, e avanzata ieri dal sindacato dei calciatori. Sfumano dunque le ultime speranze di scongiurare lo sciopero che farà slittare a data da destinarsi la prima giornata di campionato e che rischia di protrarsi anche più a lungo, nel caso in cui le parti non riescano a trovare un accordo nelle prossime due settimane. Immediata la replica da parte dell’Aic, il cui comunicato recita:

“L’Aic, preso atto della mancata sottoscrizione dell’Accordo Collettivo da parte della LNPA, comunica che i calciatori di Serie A non scenderanno in campo in occasione delle gare programmate per la prima giornata di andata del campionato 2011-2012 nei giorni di sabato 27 e domenica 28 agosto 2011. A nulla è valsa l’ulteriore proposta avanzata in data odierna dai calciatori in ordine alla sottoscrizione del Contratto Collettivo nel testo concordato tra delegazioni e certificato dalla Figc nel mese di dicembre 2010, pur con validità limitata alla sola stagione sportiva in corso. L’ultima proposta avrebbe concesso alle parti la possibilità di un’immensa riapertura della piattaforma contrattuale, nell’ambito della quale poter vagliare le nuove richieste avanzate solo in questi giorni dai presidenti di serie A, in un ambiente più sereno e con tempistiche confacenti alle recenti istanze sollevate. L’Aic confida ad ogni modo nelle possibilità di veder sottoscritto l’Accordo Collettivo anche dai presidenti di serie A, nel rispetto degli impegni precedentemente assunti, permettendo così la regolare ripresa del campionato”.

La Federcalcio, per bocca del Presidente Federale, che ha espresso tutta la sua amarezza e ha sottolineato il rischio che l’agitazione continui ad oltranza, rischiando di pregiudicare anche lo svolgimento delle gare successive alla sosta per la Nazionale, ha dunque ufficializzato il rinvio a data da destinarsi della prima giornata di serie A, in programma domani e domenica. Queste le parole di Abete:

“L’Aic ha confermato l’intenzione di non scendere in campo in mancanza della firma sull’accordo collettivo e io ho interpretato di conseguenza la delega avuta dal consiglio federale all’unanimità per rinviare la prima giornata. L’ipotesi di uno sciopero a oltranza è uno dei problemi che si pone. Permane il rischio pensando alle gare successive. C’è tanta amarezza perchè c’erano tutte le condizioni perchè questo sciopero non avvenisse. È una cosa che appare incomprensibile considerando le problematiche al centro della discussione. Una cosa è certa, bisogna subito attivarsi e fare come in Spagna cercando di limitare la protesta ad una sola giornata di campionato. È vero che c’è la sosta per la Nazionale, ma non è che ci sia così tanto tempo visto che c’eravamo lasciati il 7 dicembre scorso con un accordo definito. Per uscire da questo contenzioso potrebbe non bastare qualche giorno in più. Bisogna lavorare subito a una soluzione”.

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Serie A, ecco lo sciopero, slitta la prima giornata

pubblicato da Gabriele Capasso


La FIGC non riesce a metterci la pezza. La mediazione fra la Lega Calcio e l’Aic è fallita, non c’è la firma sul contratto e lo slittamento della prima giornata sembra ormai inevitabile. Trovato l’accordo, almeno a parole, anche sulla questione del “contributo di solidarietà” rimane sempre lo scontro sul punto 7.2, quello che riguarda i fuorirosa. In Spagna, sempre per questioni contrattuali (in quel caso economiche e legate al mancato pagamento degli stipendi), sono già saltate 2 giornate, la nostra Serie A è destinata ad imitare la Liga Spagnola.

Maurizio Beretta
, presidente della Lega Calcio ha chiarito nuovamente:

Se ci sono spiragli bisogna chiedere all’Aic. La nostra posizione è chiara, e gli emendamenti sono quelli. Abbiamo trattato per mesi, ora i margini per una trattativa non ci sono. O l’Aic firma che è disposta a pagare il contributo di solidarietà, o niente. Se come dicono, sono disposti a pagare il contributo, non vedo il motivo per cui non lo possano mettere nero su bianco. Anche il 7.2 è chiaro, gli allenatori devono poter gestire le proprie esigenze tecniche

Insomma, la questione rimane sempre la stessa: la Lega rifiuta di ratificare il contratto che che anche lei aveva accettato di sottoscrivere dopo la mediazione offerta sempre dalla FIGC qualche tempo fa. I presidenti non hanno nemmeno la scusa del contributo di solidarietà perché Giancarlo Abete aveva offerto un fondo di risorse proprie (20 milioni di euro) da accantonare per garantire qualsiasi tipo di soluzione alla questione fiscale. L’atteggiamento, a mio parere, della Lega è ingiustificabile e rende, al contrario, perfettamente sensata e comprensibile la scelta dei giocatori di scioperare. Tommasi, prima di entrare nella sede della FIGC aveva detto “ai tifosi chiedo di pazientare per l’inizio del campionato. Se slitta una giornata qualche squadra avrà più tempo per prepararsi“. Abete proverà una trattativa senza sosta, ma ormai sembra davvero inevitabile che sabato e domenica prossimi il campionato non avrà il suo via, vi terremo aggiornati.

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Liga, salta anche la seconda giornata: anche in Italia Tommasi non esclude lo sciopero

pubblicato da vieni_127


Stadi chiusi in Spagna nel week-end appena passato, lo stesso accadrà sabato e domenica prossima quando anche la seconda giornata salterà a causa del protratto sciopero dei calciatori: braccio di ferro niente male quello che sta tenendo in ansia milioni di calciofili spagnoli, con la Liga che a questo punto aprirà i battenti (sempre che si troverà un accordo) dopo la sosta per le partite delle Nazionali, e cioè solo l’11 settembre. “Lo sciopero resta in vigore per la seconda giornata” ha sentenziato il portavoce del sindacato dei calciatori, Luis Gil, che sta perorando la causa di decine di giocatori a cui non sono state pagate diverse mensilità di stipendio dai più svariati club della massima serie (e non solo).

Il problema in Spagna è infatti meramente economico, legato in pratica agli stipendi: la Lega dei Club (Lfp) ha debiti nei confronti di circa 200 calciatori di 42 società di Liga e Segunda per un ammontare di 52,8 milioni di euro. La Lega gioca al ribasso, i calciatori non fanno sconti; non solo, cercano di tutelarsi immettendo una legge che consente agli stessi lo svincolo automatico nel caso il club non paghi tre mensilità consecutive. La battaglia è tutt’altro che semplice, più morbida sembra invece la situazione italiana:

“Se non si firma il nuovo accordo collettivo la prima giornata sarà posticipata. Dopo un anno questa non può essere considerata una minaccia. Il fatto è che non si può cominciare il campionato senza l’accordo collettivo”.

Parole e musica di Damiano Tommasi che sì minaccia (anche se lui stesso si spazientisce quando si nomina la parola “minaccia“), ma che insieme all’AIC (che rappresenta) rimane incartato su una questione di più facile soluzione: il famigerato articolo 7 del contratto collettivo, quello inerente ai fuori rosa. Giancarlo Abete lavora per venire incontro alle parti, mercoledì assemblea di Lega e, subito dopo, consiglio federale. Tifosi e televisioni aspettano di sapere, sebbene il sindacato non si sbilancia con percentuali lo slittamento del primo turno di Serie A pare un’ipotesi abbastanza debole.

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E' ancora scontro tra Aic e Lega: "Senza firma niente campionato"

pubblicato da Antonio D'Avanzo


Nuovo scontro tra l’Associazione Calciatori e la Lega di Serie A. Motivo del contendere è sempre la questione del contratto collettivo scaduto a giugno del 2010. “In occasione dell’inizio della stagione agonistica con la partita della Supercoppa giocata ieri tra Milan ed Inter, i calciatori di serie A, come anticipato nei giorni scorsi dal presidente Aic Tommasi, vogliono portare a conoscenza dell’opinione pubblica la sconcertante situazione attualmente in atto per il rinnovo del contratto collettivo”, è l’inizio della lettera firmata da esponenti delle 20 squadre di Serie A.

Gli accordi conclusi tra la delegazione dell’Assocalciatori e la delegazione della Lega serie A e certificati dalla Figc nel mese di dicembre 2010 sono stati disattesi dall’Assemblea delle società con una scelta sorprendente ed inaccettabile - proseguono i calciatori - In conseguenza di ciò, permane oggi un inammissibile periodo di deregolamentazione che lede le nostre tutele non di carattere economico e che potrebbe, ai sensi della legge 91/81, mettere in dubbio la validità dei nostri contratti. Per quanto possa sembrare assurdo, l’Italia è oggi l’unico paese calcisticamente evoluto nel quale non esistono precise norme contrattuali in vigore per tutti i tesserati”. “Riteniamo, quindi, che senza la firma dell’accordo collettivo - concludono i capitani di serie A - non sia possibile cominciare un nuovo campionato e, per questo motivo, siamo certi che la Lega serie A terrà fede agli impegni assunti sottoscrivendo il contratto già siglato dall’Assocalciatori in data 30 maggio 2011″ .

Senza la firma dell’accordo collettivo, non è possibile cominciare un nuovo campionato”, è in sostanza il messaggio dall’AIC. Tra i firmatari della lettera Totti, Del Piero, Gattuso e Zanetti. “Così non firmeremo mai” dice il presidente della Lega Beretta. “Non è uno sciopero - afferma Damiano Tommasi, presidente dell’Assocalciatori - Qui non si discute alcuna questione economica, ma solo il diritto di ciascuno giocatore ad allenarsi con la prima squadra: ma se è davvero quello il problema, bisogna chiederlo ai presidenti. Perché noi abbiamo firmato l’accordo, loro dopo averlo raggiunto a parole non lo hanno sottoscritto“.

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Contratto collettivo calciatori: senza la firma il campionato non parte

pubblicato da Gabriele Capasso


Il campionato di Serie A rischia di non partire, come previsto, il prossimo sabato 27 agosto. I calendari sono pronti, ma i calciatori minacciano per l’ennesima volta una serrata sulla questione del contratto collettivo. Già durante lo scorso campionato si era rischiato lo sciopero dei calciatori, ma la mediazione della FIGC aveva scongiurato un’ipotesi che avrebbe danneggiato anche l’immagine dell’AIC.

L’accordo è pronto, firmato anche dai rappresentanti dei calciatori, ma manca ancora (paradossalmente) la ratifica della Lega Calcio. Il punto controverso è sempre quello dei “fuori rosa“, l’AIC insiste su una maggiore tutela per i giocatori che finiscono ai margini nelle loro squadre.

La trattativa dello scorso anno portò ad una scissione fra i “falchi” dello storico sindacato ora capeggiato dall’ex calciatore Damiano Tommasi e le “colombe” che si sono riunite in una nuova associazione guidata da Gigi Buffon. Numericamente non c’è paragone, l’AIC continua a poter contare su un numero nettamente più rilevante di iscritti e nei ritiri estivi i calciatori sembrano d’accordo: “senza firma non si parte”. Il calendario, con gli Europei da giocare nel 2012, consiglierebbe di evitare rinvii, ma questa volta la minaccia sembra reale nonostante il presidente della Lega Maurizio Beretta nei giorni scorsi non sembrasse molto preoccupato da questa prospettiva.

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Sarà Damiano Tommasi il nuovo presidente dell'Assocalciatori

pubblicato da Cesare Rinaldi

damiano tommasi

Damiano Tommasi sarà il nuovo presidente dell’Associazione Italiana Calciatori, l’ex calciatore di Roma e Verona ha avuto la meglio sull’altro candidato, l’avvocato Leo Grosso, e succederà a Sergio Campana che ha rassegnato le sue dimissioni dopo 43 anni di regno. I calciatori si sono riuniti in assemblea oggi a Milano, l’ex centrocampista ha goduto del favore di un’ampia maggioranza, la sua investitura verrà ufficializzata il prossimo 9 maggio, a lui sono andati i complimenti dell’avversario che è stato a lungo il braccio destro di Campana.

Queste le prime parole, ovviamente di soddisfazione, di Tommasi: “È una grande responsabilità, ci tenevo a passare da consigliere a presidente. La sfida più complicata di oggi è il fondo di garanzia per le squadre minori. Credo in un sindacato unito: questa secondo me è una prerogativa e nostro obiettivo è mantenere salda l’unione”. Il nuovo presidente non ha presentato un vero e proprio programma, la sua campagna elettorale si è basata su dei principi che, evidentemente, hanno fatto breccia nel cuore dei suoi ex colleghi al termine di una stagione non certo semplice per il sindacato.

A lui vanno anche i complimenti dello sconfitto che ha anche annunciato di lasciare la sua carica di vice presidente: “Tommasi non ha presentato un vero e proprio programma, ha dato la sua disponibilità e ha parlato di una serie di principi. C’è stata una votazione e ha prevalso l’idea di Tommasi presidente. È la democrazia, va bene così. Lo avevo anticipato prima del voto, se fossi stato eletto avrei continuato a sostenere questo incarico, ma ora conserverò solo le cariche di consigliere dell’Aic e consigliere federale. Ne soffrirà un po’ meno il mio studio legale… Tanto di cappello per il lavoro di Campana, ma la situazione è molto diversa da 30 anni fa. I calciatori devono tornare al centro, sono più preparati e vanno coinvolti maggiormente nelle scelte.. Auguri a Damiano Tommasi e forza Aic!”.

Il primo impegno di Tommasi sarà quello di apporre la sua firma sul tanto discusso contratto collettivo, l’incontro decisivo e tanto atteso potrebbe arrivare già nel corso di questa settimana.

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Italiani all'estero: Liverani vicino al Boston, Firmani in Cina, Indonesia per Quintieri

pubblicato da vieni_127


Chinaglia e Bettega furono i capostipiti, a fine carriera se ne andarono in America e Canada a portare un po’ di sano football agli indigeni che poco o niente ne sapevano di soccer; oggi sono molti i calciatori che decidono di emigrare all’estero, ma non nei campionati più blasonati del globo, non in Europa, bensì a centinana e centinaia di chilometri da casa. Se è vero che si sta inflazionando la penisola arabica (molti sono i giocatori che alla fine scelgono i petroldollari degli sceicchi), c’è da dire che alcune lande sono ancora calcisticamente inesplorate: l’Uzbekistan, che tanta smania ha di dire la sua nel panorama calcistico, ha alla fine avuto l’onore di ospitare nel proprio campionato Scolari e Rivaldo, poi c’è la Cina, che stiamo iniziando a conoscere. Grazie a Damiano Tommasi. E ora anche a Fabio Firmani.

L’ex laziale, svincolatosi dal club biancoceleste un mese fa, ha trovato l’accordo col Shaanxi Chanba (dove troverà l’immortale Mohammed Kallon), prima serie cinese; lui, che un paio di anni fa era stato anche a Dubai tra le fila del Al-Wasr, sarà dunque il secondo italiano nel calcio cinese, dopo l’apripista (e già citato) Tommasi che ha giocato per un annetto nel Tianjin Teda. Certo, nulla a che vedere con Simone Quintieri (nella foto), giovanili del Livorno (e amico di Chiellini) che di professione fa l’attaccante e che a 28 anni è passato da una squadra di Reggio Calabria (l’Hinterregio, in Serie D) al Semarang United, Indonesia (il bellissimo pezzo di Stefano Scacchi su Repubblica racconta a perfezione la sua storia).

E poi c’è Fabio Liverani, 34 primavere, carattere caldo e piedino delizioso: doveva rescindere ieri col Palermo, come confermato da Zamparini e da Sky, alla fine però non se n’è fatto nulla. Tutto rimandato di un paio di giorno, si dice, fatto sta che a Boston lo stanno aspettando; per lui infatti dovrebbero aprirsi a breve le porte della Major League Soccer, ultimamente meno esotica rispetto ai tempi di Pelè e George Best. Ricordiamo infine due scelte sui generis di calciatori nostrani; viene in mente Fabio Vignaroli nel 2009/10 in Australia nel Newcastle Jets, ma anche e sopratutto Salvatore Schillaci che nel ‘94 se ne andò in Giappone, al Jubilo Iwata, e segnò più di cinquanta gol.

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