
Fare gli auguri tramite queste pagine a Damiano Tommasi è una inezia in confronto a cosa gli hanno organizzato a Tianjin i suoi tifosi: durante la partita contro lo Shangai hanno issato sue gigantografie e hanno composto una coreografia solo per lui (che ha ripagato sbagliando in occasione del gol degli avversari, eheh). Continua bene l’avventura al Tianjin Teda per Tommasi che oggi compie 35 anni, scrivere della sua carriera è forse pleonastico dato che la storia di questo centrocampista veneto è ormai vicenda nota, quasi una favola fatta di grande umanità, forza d’animo e chilometri macinati sul terreno verde.
Dopo gli inizi col Negrar e il San Zeno, entrò nelle giovanili del Verona e con gli scaligeri firmò pure il suo primo contratto da professionista: 3 anni nella città di Romeo e Giulietta con 77 partite disputate e 3 gol realizzati. Nel ‘96 passò alla Roma e nella capitale divenne un punto fermo del centrocampo giallorosso per ben 10 stagioni, con tanto di convocazioni in Nazionale (29 presenze e 1 gol) fino al tragico infortunio dell’estate 2004: “Lesione complessa di tutte le strutture capsulo-legamentose del ginocchio destro; rottura dei menischi interni ed esterni; rottura del crociato anteriore e posteriore; rottura del collaterale mediale; rottura dell’inserzione dei flessori della coscia destra“.

Il Tianjin TEDA ha battuto il Dallan Shide per 4 a 1 e si porta in vetta alla China Super League (CSL), il massimo campionato cinese. Fin qui potrebbe non importare a nessuno, anche perché non siamo che alla prima giornata del torneo; ma la ragione di questa notizia è che nella squadra vittoriosa milita una gradevole conoscenza del calcio italiano: Damiano Tommasi. Come scrive lui stesso sul suo sito, quest’ultima è stata la sua terza partita ufficiale, dato che ha già disputato le prime 2 partite della fase a gironi della Asian Champions League (ACL): perdendo contro i nipponici del Kawasaki Frontale e pareggiando contro gli australiani della Central Coast Mariners.
La città di Tianjin (nota anche come Tientsin) racchiude un area metropolitana di circa 6 milioni di persone ed è relativamente poco distante dal Pechino. Non è un caso che Damiano, pochi mesi fa, abbia firmato un contratto da 40 mila dollari al mese proprio con questo club: questa zona infatti è stata, dal 1902 al 1947, un protettorato italiano. E’ inutile adesso addentrarsi sulle vicende d’inizio secolo scorso con la famosa Rivolta dei Boxer di Pechino, l’intervento di una forza multinazionale e la successiva suddivisione in aree di influenza; fatto sta che, ancora oggi, Tianjin, possiede una struttura urbanistica e una piccola percentuale di abitanti di origine italiana.
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Dubbi e perplessità, ma anche tanta voglia di mettersi in gioco: in queste ore Damiano Tommasi sta decidendo se andare o meno a Tianjin, città cinese gemellata con Milano a mezz’ora da Pechino, dove lo attendono migliaia di tifosi entusiasti e una squadra, il Teda, che punta sul mediano veronese per rivivere i fasti dei primi anni 80 (in cui vinse due dei tre scudetti che ha in bacheca). Le trattative sono in dirittura d’arrivo, contratto col Queen’s Park Rangers rescisso consensualmente e 40mila dollari al mese già nero su bianco sulla sua futura busta paga: “Ma ancora non ho firmato, ma se le cose sono come mi sono state prospettate fino ad oggi, sarò pronto a farlo. E’ un’esperienza diversa e che mi fa piacere affrontare. Ora c’è da sistemare le cose, anche perché non è proprio dietro l’angolo“.
Già, sistemare le cose; moglie e quattro figli, Damiano deve conciliare professione e vita privata: “Possibilità da uno a cento? Cento per l’esperienza di vita, ottanta per la scelta professionale, cinque per la famiglia. Ma se si trova il modo per rendere meno complicata la mia assenza per qualche tempo, non ci sono problemi“. L’allenatore del team, Zuo Shusheng, è entusiasta e così anche i supporters: Tommasi ha giocato con la nazionale italiana e con la Roma scudettata, compagno di Totti e, non ultimo, rappresentate dei capitolini quando venne presentata, proprio in Cina, la versione cinese del sito della Roma.
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L’attaccante basco Joseba Etxeberria ha prolungato il suo contratto con l’Athletic Bilbao per un altro anno, indosserà la casacca biancorossa fino al giugno 2010. Una notizia del genere non sembrerebbe sconvolgente, non stiamo parlando di un giocatore inseguito da mezza Europa né tanto meno di un giovane talento. A rendere il fatto degno di nota sono però le condizioni del prolungamento, Etxeberria infatti nel corso della prossima stagione scenderà in campo senza percepire un solo euro.
L’attaccante ha spiegato che questo è il modo per dire grazie ad una società che nel corso di quindici anni di carriera gli ha dato tutto. Joseba fu prelevato appena diciassettenne dall’altra società basca, il Real Sociedad, nel 1995 e da allora non ha mai tradito l’Athletic. Nel corso di queste stagioni ha collezionato 474 presenze e 101 gol, vanta inoltre anche 53 presenze e 12 reti con la maglia delle furie rosse spagnole.
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Queste sono le pagine più belle che si possano scrivere. Momenti in cui l’amicizia e la solidarietà incontrano la protesta polemica ma pacifica. Mercoledì scorso, lo stadio Riazor de La Coruña è stato spettatore di un incredibile gesto, più unico che raro. La partita era Deportivo - Levante, la nona della classe contro l’ultima, match che aveva poco valore per entrambe, i giochi sono praticamente fatti ma c’è stato il modo di rende unica la serata.
Al fischio di inizio la squadra ospite si è stretta in un abbraccio a metà campo, undici uomini uniti come un muro per protestare. I colleghi del “Depor” hanno preso palla e si sono lanciati verso la porta vuota avversaria, Sergio, centrocampista bianco-blu, invece di insaccare ha calciato polemicamente fuori. Gesto di grande solidarietà e di forte impatto che ha avuto l’applauso e l’ovazione da parte dello stadio intero (dopo il salto il video dell’accaduto).
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La squadra della Liga Spagnola più “italiana”, il Levante di De Biase, ha la brutta abitudine di non pagare gli stipendi. La situazione sta diventando complicata, il pagamento degli ingaggi era arrivato a singhiozzo già lo scorso anno, in questa nuova stagione i rubinetti si sono totalmente chiusi. Non si tratta di una “punizione” legata al rendimento certo non esaltante della squadra, bensì del frutto delle difficoltà economiche del Presidente del Club Roig.
Il Levante occupa ancora l’ultimo posto in classifica in campionato, ma ha trovato dopo l’arrivo del tecnico italiano le prime tre vittorie stagionali casalinghe: due in campionato con Betis Siviglia e Almeria (rivali dirette nella lotta per non retrocedere) e una in Coppa del Re ancora con l’Almeria. I 7 punti raccolti sono ancora pochi, ce ne vorrebbero almeno il doppio per arrivare al quartultimo posto, ma il carattere e la grinta sembrano decisamente ritrovate grazie anche alle reti dell’attaccante ghanese Mustapha Riga.
Il nostro Riganò è indisponibile, ma Tommasi, Cirillo e Storari non fanno mancare il loro contributo. Il portiere in particolare è fra gli idoli della tifoseria, ma nemmeno questo gli garantisce il regolare pagamento dello stipendio. Per il momento i giocatori in rosa sono comunque disponibili ad attendere prima di mettere in mora la società, dando credito alle promesse del Presidente.
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Da Treviso a Valencia, passando da Modena, Brescia e Torino. E’ il viaggio calcistico compiuto dal Gianni De Biasi allenatore, trevigiano classe 1956, con una carriera da calciatore con 24 presenze in A e tanti gettoni soprattutto al Brescia. Cinquantuno anni è l’età giusta per volare nella penisola iberica e oggi, 9 ottobre, il sito ufficiale della società del Levante ha potuto finalmente ufficializzarlo: “Il Levante Ud ha trovato un’intesa verbale con l’allenatore italiano, ma attende di sottoscrivere il contratto sino a quando il signor De Biasi si sarà definitivamente svincolato dal Torino” si leggeva, anche se il tecnico italiano ha già condotto il suo primo allenamento e sostenuto le interviste di rito.
L’ex allenatore del Modena, la squadra che lo lanciò e con cui riuscì a conquistare una doppia promozione dalla C1 alla A in due anni, prende il posto di Abel Resino, capace di racimolare appena un punto in 7 giornate e sconfitto nell’ultimo turno dal Real Saragozza. La squadra valenciana, che ha siglato appena 3 gol (Viqueira, Riganò e Ettien), nei prossimi due match, dopo la sosta per le nazionali, affronterà Siviglia e Atletico Madrid entrambe all’Estadio Ciutat de Valencia: battesimo di fuoco per De Biasi e i suoi collaboratori (con lui approdano in Spagna un allenatore in seconda, un preparatore atletico e un allenatore dei portieri).