
Leonardo il terzino lo voleva da tempo: non si è mai fidato a pieno di Favalli e Antonini, Bonera giace in infermeria da mesi, Oddo, Zambrotta e Jankulovski non hanno convinto a pieno. Sfumato per ragioni non ancora chiarissime Aly Cissokho, alla fine il tecnico del Milan ha dovuto fare di necessità virtù e a destra ha piazzato il giovane e volenteroso Ignazio Abate, un giocatore che nasce come ala offensiva ma che di fatto è divenuto titolare come terzino. In ogni modo è una soluzione d’emergenza, così Ariedo Braida e Adriano Galliani stanno già pensando di puntellare la difesa nel mese di gennaio, quando il mercato per un mese verrà riaperto: due i nomi caldi, molto probabilmente alla fine uno di loro arriverà. Si tratta del brasiliano dello Schalke Rafinha, giocatore sponsorizzato dai vari brasiliani presenti nella rosa e quest’estate già accostato al club di via Turati (ma anche alla Juve).
L’operazione non appare facile, perciò si potrebbe dirottare su Juan Maldonado, 27enne laterale difensivo del Flamengo che otto anni fa tentò (fallendo) l’avventura in Europa all’Arsenal: ha il passaporto spagnolo (per cui appare favorito sul connazionale dello Schalke che di fatto è un extra comunitario) ed è attentamente monitorato dai vertici rossoneri, il suo cartellino vale circa 6 milioni di euro e se il Milan lo volesse davvero non ci vorrà molto a portarlo a Milanello. Come riportato poi nei giorni scorsi, dovrebbe far ritorno nel capoluogo lombardo anche David Beckham, altro puntello per le corsie, di certo una pedina molto utile nello scacchiere che vorrà metter su Leonardo, attualmente a corto di idee e di uomini davvero affidabili. Come per esempio l’attaccante olandese Klaas Jan Huntelaar.

Spesso ci ritroviamo a raccontare di giocatori perennemente con la valigia in mano; oggi invece facciamo gli auguri di buon compleanno a un attaccante che compie la bellezza di 34 anni ma che in carriera ha indossato le maglie di appena cinque squadre. E’ il caso di Claudio Bellucci, ragazzo romano che da giovane pareva dovesse diventare un crack ma che non è mai esploso per davvero, salvo trovare la giusta maturità sulla trentina: nelle ultime stagioni ha fatto vedere ottimo calcio, anche se da quando è tornato alla Sampdoria la sfortuna lo ha accompagnato in maniera implacabile.
Abbiamo usato il verbo “tornare” perché Bellucci è cresciuto proprio alla Samp e coi blucerchiati ha esordito in Serie A a soli 18 anni, mentre non ancora 20enne già segnava reti in Coppa delle Coppe. La squadra ligure lo mandò in prestito al Fiorenzuola per fargli fare le ossa ma la sua esperienza in C durò poco perché dovette tornare a Genova a causa di vari infortuni nella rosa doriana: nell’estate ‘96 lasciò definitivamente la squadra che lo aveva lanciato per cercare fortuna in Serie B, al Venezia. E la trovò: 20 gol in una sola stagione, si rivelò un attaccante implacabile sotto rete che richiamò l’interesse del Napoli, la tappa successiva della sua carriera.

Non è solo l’imbarazzante prova fornita Mosca contro il Chelsea a preoccupare in casa Milan. L’inaffidabilità di Kalac, palesata in queste prime amichevoli, unita alla maldigerita presenza forzata di Dida a Milanello, non stanno facendo altro che spingere Christian Abbiati ad impadronirsi del ruolo di titolare per la porta. Abbiati che, per altro, sta offrendo delle buone prove ma che, di fatto, è considerato il male minore, più che il più affidabile.
La difesa fa acqua da tutte le parti. Il quartetto iniziale è di tutto rispetto: Oddo, Nesta, Kaladze, Zambrotta o, in alternativa, l’ex blaugrana a destra al posto di Oddo e Jankulovski a sinistra ma, non da garanzie di continuità. Nesta è già rotto prima di cominciare ed è soggetto ad infortuni, così come il compagno georgiano. I due Azzurri non sono più dei ragazzini, e il ceco non ha mai convinto pienamente.
In più, come alternative principali abbiamo il grande Paolo Maldini e Daniele Bonera. Ma, chiediamoci, quante partite potrà giocare il Capitano rossonero? Dieci? Quindici? Forse venti? E Bonera? E’ un buon giocatore, ma riuscirà a mantenersi su alti livelli qualora fosse chiamato a giocare con continuità?
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In questi giorni si diceva che l’Italia fa sempre pessime figure quando l’ambiente è tranquillo, quando i giornalisti non polemizzano ogni giorno sulle pagine dei quotidiani o durante le conferenze stampa, ma meno di un’ora fa è arrivata la classica tegola sulla testa di Donadoni, del gruppo azzurro e di tutta l’Italia calcistica. Fabio Cannavaro ha subito un serio infortunio alla caviglia sinistra in uno scontro di gioco con Giorgio Chiellini. La prognosi sarà svelata dopo le prossime 48 ore quando l’edema post contusione si sarà ridotto. (Foto dell’infortunio - Video dell’infortunio)
“L’infortunio non è banale” queste sono state le prime parole dallo staff sanitario azzurro. Si pensa ovviamente ad un sostituto e i nomi sono due: Gamberini e Bonera. Quest’ultimo aveva fatto parte dei pre-convocati mondiali, ha ottima conoscenza del gruppo attuale e gioca sia al centro che sulla destra, il centrale viola invece ha disputato un’ottima stagione e questo potrebbe influire sulla scelta definitiva. Sicuramente Donadoni spera di non dover chiamare nessuno ma uno dei due in via precauzionale arriverà, proprio come Domenech ha fatto per Viera richiamando Flamini. Chi ben inizia è a metà dell’opera, ma non per l’Italia.
Il Milan non ce la fa: la Juventus vince 3-2 e ipoteca la qualificazione alla prossima Champions League, i rossoneri falliscono l’ennesima “finale” e devono sperare nei risultati di domani di Fiorentina, Sampdoria e Udinese. All’Olimpico è grande Del Piero, che sigla il gol del momentaneo vantaggio, ma bravo anche l’eterno Inzaghi, autore di una doppietta nella prima frazione che aveva portato avanti il Diavolo, e ovviamente Salihamidzic, in gol per due volte e praticamente match-winner inaspettato (Fotogallery - Video).
Ranieri dà fiducia ancora a Tiago, in mezzo al campo insieme a Sissoko, difesa a quattro con Grygera, Legrottaglie, Chiellini e Molinaro, esterni Brazzo e Camoranesi, solito tandem offensivo formato da Trezeguet e Del Piero. Ancelotti invece si affida all’albero di Natale con Inzaghi unica punta supportato da Seedorf e Kakà, trio di centrocampo con Ambrosini, Pirlo e Gattuso, difesa d’emergenza con Favalli e Bonera esterni, Simic e Maldini al centro. Buffon e Kalac i due portieri.
Il primo tempo dimostra come le due squadre si affrontano a viso aperto, facendo divertire il pubblico sugli spalti e quello da casa. Il primo acuto è della Juve ed è subito 1-0: sponda di Trezeguet per Camoranesi, l’italo-argentino serve dentro Del Piero che con uno splendido e preciso diagonale infila Kalac. Gli ospiti non si deprimono e due minuti dopo è 1-1: Kakà affonda sulla sinistra, si beve Chiellini e mette in mezzo dove c’è Inzaghi che solo soletto batte Buffon. Palla al centro e tutto da rifare per i bianconeri.
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Nei giorni scorsi, sia Ancellotti che Galliani in risposta alle domande dei giornalisti riguardo la possibilità che Cannavaro approdi al Milan, dopo aver speso parole di elogio per il difensore madrileno che sta affrontando un periodo difficile, hanno dirottato la conversazione su Daniele Bonera; facendo intendere che un centrale in stato di grazia il Milan ce l’ha già.