Il direttore sportivo giallorosso, Daniele Pradè, intervistato ieri da Sky Sport 24, ha chiarito in maniera definitiva la posizione della società nei confronti del nuovo caso che ha coinvolto l’attaccante brasiliano Adriano: “Dobbiamo valutare bene come stanno queste situazioni Adriano lo si può rimproverare per la questione dei problemi burocratici, poteva pensarci prima. Appena arriverà ci spiegherà meglio. Lui si sta impegnando, ha avuto sei mesi difficili, ha subìto degli infortuni. Ora però è in netta ripresa, può dare ancora tanto al calcio italiano. Rimane con noi al 100%.”
Nel prosieguo dell’intervista il dirigente della Roma ha parlato anche della complicata situazione fisica del centrocampista cileno Pizarro: “Ha un problema al ginocchio che lo perseguita. Ha provato con un suo medico di fiducia in Cile, vogliamo capire meglio. Deve sapere che è un calciatore su cui puntiamo, non solo sotto il profilo tecnico e sportivo, ma anche caratteriale e umano.”
Ribadendo infine i concetti già espressi nei giorni scorsi dal presidente Rosella Sensi in merito alla trattativa per il rinnovo del contratto a Mexes: “So per certo che il presidente parla in continuazione con il calciatore, io con il procuratore. Stiamo cercando una soluzione. Lui vuole valutare bene l’evoluzione della questione societaria, ma ha sempre dimostrato di dare la priorità alla Roma. Prima di fare qualsiasi cosa ci avvertirà, ne siamo sicuri.”

Sconfitta e beffata: la Roma conferma il suo momento negativo al Rigamonti di Brescia, i giallorossi lasciano l’impianto delle Rondinelle con zero punti in saccoccia e infinite recriminazioni. Fino ad ora la squadra allenata da Claudio Ranieri ha raccolto solo briciole, non vincendo mai in questo avvio di stagione: dopo il ko in Supercoppa Italiana contro l’Inter, battuta d’arresto anche in Champions all’Allianz Arena di Monaco di Baviera e appena due punti in quattro partite di campionato, pur essendo il calendario favorevole ai vice campione d’Italia. In terra lombarda il 2-1 dei padroni di casa è già di per sé pesante per il risultato, ma a questo va aggiungersi la furente recriminazione di tecnico e società per l’arbitraggio di Russo di Nola.
Il fischietto campano è accusato di non aver accordato un paio di penalty agli ospiti, salvo poi decretare la massima punizione per un intervento pulitissimo di Mexes sulla palla, per di più fuori area: ciliegina sulla torta il secondo giallo per il francese, con relativa espulsione. E, beffa delle beffe, in pieno recupero si fa male anche il portiere Julio Sergio, che esce a valanga su Kone e si infortuna ad una caviglia, lasciandosi andare in un pianto a dirotto molto suggestivo. Dopo il triplice fischio dell’arbitro (Hatemaj e Caracciolo per il Brescia, Borriello per i capitolini) esplode la rabbia di Ranieri, la Sensi e il ds Pradè, un unico coro velenoso che vuole puntare il dito sulla terna arbitrale, e non solo.
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Alla fine Nicolas Burdisso sarà un giocatore della Roma. Il ds giallorosso Pradè è volato a Montecarlo per incontrare il suo omologo Marco Branca e chiudere la trattativa per il difensore argentino. Burdisso, per il quale la Juventus aveva già ottenuto il via libera dall’Inter, ha fatto prevalere la sua volontà e riuscirà alla fine a tornare a Trigoria da quelli che sono stati i suoi compagni nella scorsa stagione.
L’unico effetto ottenuto dai bianconeri, che hanno cercato di strapparlo alla concorrenza della Roma, è stato quello di vedere salire l’offerta dei giallorossi. Rosella Sensi dovrà rassegnarsi a spendere gli 8 milioni richiesti da Moratti per il difensore, l’offerta di 5 milioni sulla quale si puntava da diverse settimane è insufficiente, soprattutto valutando il rilancio effettuato da Marotta. L’annuncio è atteso ad ore.

Il Bologna F.C. 1909 comunica di aver raggiunto un accordo con la FC Internazionale Milano per il trasferimento in compartecipazione del centrocampista Rene Krhin. Nato a Maribor, in Slovenia, il 21 maggio 1990, Krhin ha disputato l’ultima stagione in Serie A vestendo la maglia dell’Inter FC. Lo scorso anno ha esordito con la Nazionale Maggiore slovena, a soli 19 anni. E sempre sull’asse Bologna-Inter la società felsinea comunica di aver ceduto a titolo definitivo il giovane Lorenzo Paramatti ai nerazzurri. Infine si accasa alla soscietà rossoblu il difensore Nicolo’ Cherubin, classe 1986. Cherubin ha disputato le ultime due stagioni in Serie B vestendo la maglia del Cittadella. In precedenza ha militato anche nelle formazioni di Avellino e Reggina.
E’ ancora bloccata la faccenda che riguarda Nicolas Burdisso, in bilico tra Roma e Inter. Oggi ha parlato Daniele Pradè dal ritiro giallorosso di Riscone di Brunico: “L’unica cosa che ci dispiace è che il ragazzo stia vivendo una situazione difficile. Non volevamo ciò. Pensavamo fosse un trattativa molto più semplice, noi ce la stiamo mettendo tutta: abbiamo fatto una grande offerta all’Inter e al calciatore. Non possiamo fare di più, tra giovedì e venerdì ci vedremo con Branca visto che l’ho sentito oggi, però posso ribadire che abbiamo fatto un’offerta importante, quella che hanno scritto tutti, per un giocatore che abbiamo aiutato a ‘crescere’”.
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Trattativa arenata per il passaggio definitivo del difensore argentino Nicolas Burdisso dall’Inter alla Roma. Per il cartellino del giocatore, nella passata stagione in prestito al club capitolino, i nerazzurri avrebbero avanzato una richiesta di dieci milioni di euro, ritenuta troppo onerosa dal d.s. romanista Daniele Pradè. Per il momento la Roma non sarebbe disposta ad offrire più di quattro milioni, cifra che renderebbe molto difficile il successo dell’operazione. Burdisso avrebbe infatti già trovato un accordo per un quadriennale con i giallorossi, ma Branca non sarebbe disposto nemmeno a discutere per cifre inferiori ai sei milioni. Le due parti si incontreranno comunque nuovamente dopo il 29 luglio, giorno del rientro del calciatore dalla vacanze estive.
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Nella rivelazione Uruguay, giunto dopo tempo immemore tra le prime otto squadre al Mondo, hanno giocato tutti i calciatori presenti in rosa tranne il secondo portiere, il terzo e il fluidificante difensivo (all’occorrenza centrale) Martin Caceres. Eh già, El Pelado che l’anno passatoha indossato la casacca bianconera della Juve, in 360 minuti più recupero della Celeste non ha mai visto il campo, riscaldando la panchina per tutto il tempo. Strano però, perché questo giocatore nella sua parentesi a Torino si è dimostrato un ottimo corridore, piedi buoni, freddezza quanto basta e un’età ancora, per così dire, verde.
Non a caso il Barcellona, detentrice del cartellino pagato più di 15 milioni di euro dal Villarreal, l’anno scorso lo prestò alla Vecchia Signora ma aveva fissato il diritto di riscatto a favore dei piemontesi per la bella cifra di 12 milioni. Un gol alla Lazio, qualche assist e un paio di infortuni muscolari tignosi, in Serie A ha collezionato 15 presenze, abbastanza per mostrare il suo valore e far affezionare i tifosi juventini, non però per far sì che Giuseppe Marotta esercitasse il suddetto diritto di prenderselo per intero. Dodici milioni sono troppi, o si scende un po’ o Caceres non fa più per la Juve.
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“Sono più maturo. Ranieri mi ha detto che mi vuole vedere sempre sorridente, io lo sono sempre. E se mi vedrete triste vorrà dire che c’é qualcosa che non va. Sono emozionato da questa accoglienza - ha detto Adriano una volta sul prato del Flaminio - nel prossimo campionato faremo benissimo, vinceremo di sicuro”. In 5000 ieri lo hanno accolto allo stadio Flaminio, un vero e proprio bagno di folla giallorossa per l’Imperatore che torna sul suolo italiano dopo le varie vicissitudini in maglia nerazzurra.
“Non mi piace fare promesse particolari, preferisco fare i fatti“; ma ha spiegato perché ha scelto la Roma: “Mi sembra una grande famiglia, non che l’Inter non lo fosse, ma mi sembra che qui ci si aiuti uno con l’altro. Ho già sentito Totti e De Rossi, e mi hanno detto che insieme dobbiamo vincere tutto. Qui mi sento di stare in famiglia. Ranieri? Ho sentito anche lui, mi ha detto che mi vuole vedere sempre sorridente. Sono contento perché lui mi aveva cercato anche quando era al Chelsea. Sono più maturo di quando sono tornato in Brasile. Avevo bisogno di tornare a casa, perché mi mancava qualcosa, dovevo ritrovare la felicità. Ora sono pronto. Sono cambiate tante cose, ora sono molto più motivato. Sono tornato in Italia per dimostrarlo.”
Una digressione sui suoi problemi personali: “Me li sono sempre visti con me stesso, so che questa sarà una sfida difficile, all’inizio avrò un po’ di difficoltà, come è normale che sia quando arrivi in una squadra nuova; ma sono tornato per far vedere il mio valore. Non sono un bugiardo, sono uno che dice sempre la verità e in passato ho sbagliato, ma oggi sono più maturo. Sono uno che parla con il cuore, ammetto sempre i miei errori”. E sul suo peso: “Non conta che io dica di essere 80 kg sopra, o altro. Sappiamo tutti che sono sovrappeso, sono fermo da un mese ed è anche normale. Quello che conta è che ho un progetto ed ho tempo per perdere peso”.



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Dopo le ultime stagioni di mercati estivi sonnacchiosi, la Roma mette la freccia in grande anticipo e già ai principi di giugno risulta la compagine più attiva in quanto a calciomercato: è quasi già storia il passaggio di Adriano dal Flamengo alla squadra della Sensi, oggi un’altra transazione è andata in porto e anche questa volta a costi contenuti. Arriva nella capitale a parametro zero il centrocampista ormai ex del Palermo Fabio Simplicio, giocatore atipico capace di grandi exploit in alcune partite quanto di match clamorosamente giocati a nascondino. Tant’è, buon acquisto tutto sommato per i giallorossi che hanno fatto firmare al brasiliano un triennale da 1,1 milioni netti a stagione.
Non si vive di solo mercato in entrata, anche in uscita il ds Pradé è per forza di cose molto impegnato. In concerto col tecnico Claudio Ranieri, potare la rosa romanista non è compito facile a cominciare dai portieri. “Doni ha fatto il suo tempo a Roma” ha dichiarato di recente l’allenatore giallorosso, con Alexander Doni che da Johannesburg non ha particolarmente apprezzato ma che forte dell’ingaggio di 2,5 milioni a stagione non ha poi tanta fretta di fare le valigie. Quasi certi invece l’addio dell’altro portiere Artur (Germania o Spagna), con Taddei che invece è bloccato sulla questione rinnovo (lui vuole un quadriennale, la società non va oltre i tre anni) ed è tentato dalle sirene juventine.

(Foto in alto by rondoner, o6blog.it)
“Il 6 giugno sarò a Roma per definire il mio trasferimento”. Lo ha detto proprio Adriano nel corso di una conferenza stampa a Rio, confermando di aver raggiunto un accordo “per ora verbale” con il club vice-campione d’Italia.
“Sono felice di tornare nella città degli imperatori - ha sottolineato l’attaccante -. Non c’è nessun altro posto come l’Italia dove potrò veramente dimostrare che mi sono ripreso: lo dovevo agli italiani. Non mi sento all’altezza di un grande come Totti, non posso paragonarmi a lui: però mi sforzerò di essere alla sua altezza e penso che potrò contribuire a fare della Roma la grande squadra che è sempre stata. Il Flamengo mi ha accolto quando avevo bisogno, e non ho alcun motivo per parlare male del club. È stata una decisione che ho preso. Ho parlato con il presidente, ed abbiamo fatto tutto amichevolmente. Io me ne vado a testa alta. Sono in debito con l’affetto che i tifosi del Flamengo mi hanno dato, il club mi ha accolto e mi ha reso felice ancora una volta, con questo gruppo meraviglioso. Voglio seguire la mia vita, ma sempre pensando di Flamengo, il club che amo“.



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L’insulsa gara dell’ostentazione di onestà si arricchisce di un nuovo capitolo. Michele Baldi, consigliere dell’As Roma, rivendica per il suo club la palma della correttezza e della coerenza e bacchetta Massimo Moratti, reo di non aver seguito i consigli del compianto Franco Sensi, negli anni che precedettero il processo di Calciopoli. Forse non è un caso che l’intervento di Baldi arrivi all’indomani della pubblicazione dell’intercettazione tra Innocenzo Mazzini e Daniele Pradè e di un altro dialogo, alquanto ambiguo, tra Pairetto e Bergamo, in cui i due discutevano di un referto arbitrale che riguardava Francesco Totti.
A margine della conferenza stampa di presentazione della nuova veste de “Il Romanista”, Baldi ha ribadito l’onestà della gestione della famiglia Sensi: “I risultati della Roma sono frutto non solo di un grande lavoro, ma soprattutto di un lavoro onesto - ha detto Baldi - . Se si fossero seguite le scelte e le idee di Franco Sensi si sarebbe evitato lo spettacolo indecoroso di calciopoli, invece quasi tutti gli altri presidenti non l’hanno fatto, come ad esempio Massimo Moratti. Se questo scudetto arriverà, sarà lo scudetto della coerenza - ha aggiunto Baldi - . Quando Franco Sensi divenne presidente della Roma e decise che alcuni collaboratori come Luciano Moggi non andavano bene, quelle furono scelte chiare e importanti, che alcuni giudicarono autolesioniste. Sensi sarebbe potuto diventare presidente della Lega e avrebbe cambiato il calcio dall’interno, evitando gli scandali di oggi. Ma gli altri decisero di continuare con il sistema esistente, non ultimo Moratti“.