
Se dici Serie B, dici Roberto Colacone: da più di sette anni questa seconda punta di San Donato Milanese milita in cadetteria e oggi compie la bellezza di 35 anni. Eppure la sua carriera pareva più fulgida: esordio in Serie A non ancora 20enne durante un Parma-Roma dell’aprile ‘94, con la maglia dei ducali; ancora giovanotto la squadra emiliana decise di fargli fare le ossa in terza serie dove realizzò 20 gol in 60 partite con la Carrarese prima e la Spal poi, quindi la parentesi al Foggia dove compose con David Di Michele una coppia offensiva che dalle parti dello Zaccaria ancora ricordano con piacere.
Dopo un solo anno in Puglia, arrivò la chiamata della Lucchese: ancora casacca rossonera, ancora ottime giocate. Coi toscani quasi 100 partite e 25 gol, di cui 14 in C1. Dopo le sfortunate parentesi a Ravenna e Treviso, ecco il Como che Colacone letteralmente trascinò in Serie B nella seconda parte della stagione 2000/01, facendo bene anche in B. Approdati in A, i lariani si disfecero di lui e da allora iniziò a peregrinare in seconda serie cambiando molte squadre e invecchiando piano piano.

E’ stato presentato oggi ufficialmente, con tanto di conferenza stampa in diretta, Gianfranco Zola, nuovo allenatore del West Ham United, squadra londinese che può vantare una storica rivalità proprio con il Chelsea, il team della Premier League nel quale Zola conquistò la fama, il titolo di miglior giocatore del campionato e l’onorificenza di Ufficiale dell’Ordine dell’Impero Britannico, la più importante che possa essere concessa ad un cittadino straniero.
Proprio grazie alla stima di cui gode nel calcio inglese Zola è riuscito ad ottenere un contratto faraonico: 15 mln di euro per tre anni. Incredibile considerando l’esperienza da allenatore di “Magic Box“, come era stato soprannominato durante l’esperienza londinese di qualche anno fa, che può vantare il solo incarico precedente sulla panchina dell’Italia Under 21 come vice di Pierluigi Casiraghi. L’ex numero 10 di Napoli, Parma e Cagliari in Italia ha vinto la concorrenza di grossi nomi. Fra i candidati a succedere ad Alan Curbishley c’erano allenatori del calibro di Slaven Bilic e Roberto Donadoni.
Per il fantasista sardo è una grandissima occasione, di quelle uniche che nella sua carriera è sempre riuscito a sfruttare al meglio. La sua filosofia di calcio? L’attacco, consapevole del prestigio della squadra che gli è stata affidata. Il giocatore più contento del suo arrivo sulla panchina? Sicuramente David Di Michele, attaccante del Torino in prestito proprio agli Hammers. Vedremo come andrà a finire questa sua avventura, dopo il continua le sue prime parole da Manager del West Ham.
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Le dimissioni a sorpresa di Alan Curbishley dall’incarico di Manager del West Ham hanno fatto saltare la prima panchina della Premier League, un evento certamente più raro nel massimo campionato inglese rispetto alla nostra Serie A dove presidenti “bizzosi” stile Zamparini amano far ruotare molto spesso i mister delle loro squadre.
Ad ulteriore testimonianza di come la rimessione dell’incarico di Curbishley avesse poco a che vedere con la volontà della proprietà c’è un fatto piuttosto curioso: dopo 5 giorni manca ancora il nome del suo sostituto. Le voci inizialmente vedevano “sfidarsi” per il posto in panchina Paolo Di Canio e il C.t. della nazionale croata Slaven Bilic hanno trovato conferma solo nell’interessamento, dichiarato, dei dirigenti del West Ham per quest’ultimo.
Sembra così tramontata definitivamente l’ipotesi di un ritorno di Di Canio nel club che ospitò parte della sua avventura inglese da calciatore, così come pare Roberto Mancini sia stato escluso per le beghe contrattuali ancora in corso con l’Inter. I contatti con Bilic stanno però creando un autentico terremoto all’interno della Federazione Croata che definisce “sporchi trucchetti inglesi” i contatti fra il selezionatore della nazionale e club inglesi a pochi giorni della sfida che vedrà protagonista proprio la Croazia contrapposta all’Inghilterra di Fabio Capello.
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Giornate abbastanza tribolate nell’East End londinese: l’ultracentenario West Ham United è la prima squadra di Premier League a cambiare allenatore dopo le dimissioni del suo allenatore Alan Curbishley. L’ex manager del Charlton, da un paio di stagioni sulla panchina degli Hammers, ha infatti deciso di svestire i panni di allenatore del West Ham presentando delle dimissioni un po’ a sorpresa: l’acquisto di Di Michele pare sia stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, colmo di incomprensioni con la dirigenza islandese del club. Queste le parole del tecnico inglese:
“Ho iniziato la mia carriera nel West Ham quando lasciai la scuola nel 1974, e sono sempre stato un fan di questa società. Sono sempre stato orgoglioso di guidare questa squadra, e la decisione di lasciare è stata per me molto sofferta. Per un manager è difficile operare la selezione di una squadra. Con il club avevo un accordo in base al quale solo io avrei stabilito la composizione della rosa. Invece loro hanno continuato e prendere decisioni importanti senza mai consultarmi. Si è creata la rottura di un patto di fiducia, per cui l’unica opzione rimastami era quella di lasciare. Ma auguro al club ed ai giocatori ogni fortuna per il futuro“
In realtà, oltre all’affare Di Michele, Curbishley era fortemente contrario alle cessioni di due difensori, Anton Ferdinand e George McCartney, passati nei giorni scorsi entrambi al Sunderland di Roy Keane. Queste transazioni sul principio di settembre gli hanno fatto perdere le pazienza. Bye Bye dunque Alan, chi sarà di scena ora a Boylen Ground (o Upton Park che dir si voglia)? Di Canio o Bilic?
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Da affamato cronico a bulimico: pareva che Urbano Cairo non ponesse limiti alla sua voglia di attaccanti, tanto che ieri alla chiusura del mercato, ore 19 in Italia, il suo Torino aveva in rosa ben 8 centravanti, un numero esorbitante vista la cronica deficienza di andare in rete (e di punte in generale) del Toro messo su in questi anni dall’editore alessandrino. Rosina, Ventola Abbruscato, Malonga, Amoruso, Bianchi, Stellone e… basta. Sì, proprio così, a mezzanotte la società piemontese ha ceduto sul filo di lana David Di Michele al West Ham United, un prestito oneroso con diritto di riscatto a favore dei londinesi.
Il mercato d’Oltremanica chiudeva infatti qualche ora dopo del nostro e così, in sordina, gli Hammers hanno messo a segno un discreto colpo, visto e considerato che inseguivano l’attaccante di Guidonia da qualche tempo. Ad Upton Park, Di Michele troverà Valon Behrami, lo svizzero d’origine kosovara che ha salutato la Lazio durante l’estate; i suoi nuovi colleghi nel reparto offensivo saranno Dean Ashton, Craig Bellamy e Carlton Cole, un bel parterre per un talento che è sempre stato sul punto di esplodere senza mai effettivamente consacrarsi.
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Quattordici delle sedici partite del terzo turno di Coppa Italia sono passate in archivio con qualche sorpresa, gocce di sudore di troppo e un infortunio abbastanza grave. Iniziamo da quest’ultimo, partita Lazio-Benevento 5-1: facile la vittoria dei biancocelesti grazie alle reti di Pandev (2), Meghni, Mauri e un’autorete, ma in uno scontro di gioco con Carrizo, il neo-acquisto dei giallorossi Evacuo ha rimediato la rottura composta di tibia e perone, per lui almeno tre mesi di stop. Di fronte a questo spiacevole episodio appaiono non poi così gravi le sconfitte delle tre compagini di Serie A che hanno già salutato la competizione.
Il Lecce ha perso in casa contro la Salernitana: 0-1 con gol di Di Napoli nella ripresa e clamoroso errore sottoporta di Ariatti nel finale. Sconfitta anche del Palermo al Barbera, col Ravenna corsaro grazie a una doppietta di Succi (inutile il gol di Cavani); e ko inaspettato finanche del Chievo di Iachini, giustiziato dal Padova (come il Ravenna in Prima Divisione) da un super-Varricchio, autore di una doppietta, e in partita solo grazie al gol di Pellissier, nel mirino dichiarato del Siviglia.
Vince l’Ascoli contro il Bari 1-0 (Pesce), l’Empoli ai danni del Cittadella sul neutro di Treviso (sempre 1-0, Lodi) e il Livorno a Crotone (0-3 con gol di Filippini, Diamanti e Tavano), inoltre superano il turno le altre sette compagini di massima serie. Il Cagliari si affida a Matri per superare la Triestina, l’Atalanta ha la meglio del Modena solo agli ultimi minuti grazie a Marconi, dopo i gol di Manfredini per i nerazzurri e Bruno per i canarini; vince facile il Siena contro l’Albinoleffe (Calaiò, Portanova, Kharja e Maccarone per il 4-0 finale), il Bologna supera il Vicenza con l’ex duo genoano Adailton-Di Vaio (2-0).
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Il primo a darne la comunicazione ufficiale è stato lo stesso giocatore: dalle pagine del suo sito ufficiale, Rolando Bianchi ha annunciato il suo passaggio dal Manchester City al Torino. “Sono felice, consapevole che mi trovo davanti ad una sfida dura ma molto affascinante. Un solo obiettivo: portare in alto, insieme a tutti i miei compagni, il Toro e i suoi splendidi tifosi” le prime parole da neo-granata per l’attaccante bergamasco, costretto a ridursi lo stipendio ma comunque soddisfatto per la nuova avventura che sta per intraprendere. L’ex centravanti dei Citizens ha firmato infatti un contratto di cinque anni a un milione di euro a stagione, circa 1,5 milioni in meno rispetto a quanto percepiva a Manchester.
Ma lo sforzo economico è stato fatto, oltre che da lui che ha accettato di guadagnare di meno, soprattutto da Urbano Cairo, l’editore alessandrino che dopo diverse richieste di prestito con diritto di riscatto, ha rotto gli indugi e ha sborsato quasi 8 milioni di euro cash per assicurarsi le prestazioni di Bianchi. Una mezza novità per un presidente da sempre attento al mercato degli svincolati e agli affari in prestito, resasi necessaria per la crescente insoddisfazione dei tifosi del Toro circa il mercato e la reale possibilità di vedersi sfuggire un altro obiettivo di mercato per il lungo titubare.
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Durante la sfida di campionato tra Torino e Catania l’attaccante granata David Di Michele conosceva per la prima volta l’emozione di giocare nello stadio di casa dopo aver esordito a San Siro contro il Milan con la sua nuova maglia.
Alla mezz’ora del secondo tempo il Torino stava provando, anche in virtù della superiorità numerica, a cingere d’assedio la difesa siciliana per cercare la vittoria.
Di Michele si è infilato in area cercando di raccogliere un passaggio di Ventola quando si è scontrato con il portiere Polito. L’uscita dell’estremo difensore non è stata scorretta ma l’attaccante dopo l’impatto è rimasto a terra. Le sue urla sono state fortissime tanto che Polito spaventatissimo si è chinato su di lui e tenendogli la testa per cercare di calmarlo.
Si è temuto ovviamente il peggio, il dolore provato da Di Michele sembrava non lasciare spazio all’ottimismo, il suo mantenere le mani sul ginocchio destro lasciava intuire il classico infortunio ai legamenti che vuol dire stagione finita. A questo aggiungiamo anche l’infortunio subito durante la stessa partita da Rosina, possiamo capire che il morale dei granata non era proprio alle stelle.
Il Milan non sfata il tabu’ della vittoria in casa neppure contro il Torino e nonostante fosse reduce dalla partita ricca di gol contro la Samp, stecca ancora una volta e non va oltre il pareggio a reti bianche. Bocciati gli attaccanti, anche se almeno nel primo tempo la gara l’avevano fatta i rossoneri. Un pareggio salutato coi fischi giustificati dei tifosi che non comprendono come sia possibile segnare 5 gol tre giorni prima a Genova e giocare poi così male al Meazza.
Un incubo. Il Milan non vince in casa dal mese di aprile, uno dei periodi più neri degli ultimi anni. Su sei partite nessuna vittoria.
L’ennesimo risultato deludente dei rossoneri è figlio anche della brutta prestazione di Kakà che ha trascinato anche Pirlo tra i bocciati. Una serie di occasioni buttate via, due fra tutte di Gilardino e di Inzaghi, i migliori nel Milan sono stati il vecchietto Cafu e il sempreverde Seedorf.
Ancelotti punta su Gilardino dopo l’ottima prestazione di Genova. La prima occasione degna di nota è al 20′ quando Gilardino scatta e brucia Dellafiore con un tiro da 13 metri che finisce fuori.
Al 31′ è ancora il biellese a rendersi pericoloso facendo da sponda a Kakà che a sua volta tira fuori poco a destra della porta granata difesa da Sereni.
Dopo una pressione più incessante da parte del Milan, al 42′ sono i granata a creare problemi con Di Michele che entra in area e favorisce Rosina. Tiro, salva per i rossoneri Favalli.
Al 45′ occasionissima mancata per i rossoneri: Cafu passa a Kakà che crossa basso, Gilardino non ci arriva e Natali mette in calcio d’angolo rischiando il clamoroso autogol.
Un minuto dopo è ancora Milan con la percussione di Pirlo e il suo tiro che si infrange sul muro Sereni. Termina così il primo tempo. Il Milan avrebbe meritato di più per quanto si è visto ma gli attaccanti non sono stati incisivi.
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