
Non è bastato salvare il West Ham, Gianfranco Zola non ha centrato la riconferma per la prossima stagione. L’allenatore italiano è riuscito a raggiungere l’obiettivo minimo, seppur in maniera poco brillante e molto stentata: gli Hammers hanno chiuso il campionato al quartultimo posto garantendosi la permanenza in Premier League. Nonostante ciò la nuova società, ora guidata dai due magnati della pornografia David Sullivan e David Gold, ha deciso di concludere il suo rapporto con il tecnico sardo con tre anni di anticipo, Zola aveva firmato un contratto che legava ai londinesi fino alla fine della stagione 2012/2013.
Fin da subito i rapporti tra i nuovi proprietari, insediatisi a gennaio, e l’allenatore non erano stati idilliaci. Domenica il West Ham ha chiuso pareggiando in casa con il Manchester City, in occasione della conferenza stampa del post partita Zola aveva espresso tutta la sua insoddisfazione rivelando di non provare più divertimento e confermando i dissapori con la società. Oggi sul sito ufficiale degli Hammers è stato pubblicato uno stringato comunicato stampa che annunciava l’esonero.
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Anno di mondiali, il mercato di gennaio diventa sempre particolare: già, perché ci sono i cosiddetti campioni, magari profeti in patria, che ricevano garanzie dai commissari tecnici, del tipo “se giochi ti convoco“. E allora a metà anno, con alle spalle decine di di panchine, decidono che è meglio darsi alla fuga, prestitino veloce e via, catapultati in una nuova realtà, club e campionato diverso. Ruud Van Nistelrooy è vicinissimo all’Amburgo, Tiago invece ha scelto l’Atletico Madrid: sono due esempi non a caso, anzi calzanti più che mai con le storie di altri due giocatori, ora a Milano ma probabilmente per niente protagonisti del derby di domani sera, che condividono aspirazioni, nazionalità e voglia di emigrare coi due sopracitati.
Stiamo parlando ovviamente di Jan Klaas Huntelaar, il “cacciatore” milanista che ha incantato col Catania e poco altro, e di Ricardo Quaresma, er trivela dall’esterno leggendario che col nerazzurro interista addosso non ha mai convinto. Uno olandese, l’altro portoghese, come Van Nistelrooy e Tiago, entrambi con la valigia in mano e con la voglia di esserci in Sudafrica. A patto di arrivare a giugno in forma, e per arrivarci bisogna giocare. The Hunter è appetito dal West Ham, nuova proprietà e ambizioni a lungo termine: “Lui è un top player e per noi è importante acquistare un bomber prima della chiusura del mercato invernale. Siamo disposti a offrire circa 400 mila euro al mese per un breve periodo di prestito” ha detto David Gold, pronto dunque a fargli percepire più di due milioni di euro per calcare il Boylen Ground.

Alla fine la spunta un duo: David Sullivan e David Gold, stesso nome e stesse ambizioni, riescono ad accaparrarsi il 50% del West Ham United con opzione sulla restante metà. Sborsati 55 milioni di euro, identica cifra che la coppia sgancerà nel momento in cui rileverà l’intero club: gli ex proprietari del Birmingham City hanno vinto la concorrenza di Massimo Cellino, presidente del Cagliari che nei giorni scorsi veniva addirittura dato in pole position, e di Tony Fernandes, imprenditore malesiano proprietario della Lotus. Per Sullivan è un sogno che si avvera.
“Ho cercato di prendere il controllo del West Ham per 20 anni, ora non vedo l’ora di cominciare a lavorare. Mi è piaciuto guidare il Birmingham per 16 anni e mezzo, ma tutti lì sapevano che il mio vero amore era il West Ham” ha dichiarato l’imprenditore della InterMarket che con Gold è riuscito a convincere la CB Holding islandese, precedente proprietaria del club londinese. Già, entusiasmo, ma gli Hammers non se la passano bene: 19 punti e terz’ultimo posto in classifica. Con un allenatore, Gianfranco Zola, dato dai bookmakers inglesi come il prossimo coach a saltare in Premier. Non la pensa così però il neo-presidente.

Non conferma né smentisce, raggiunto telefonicamente da un giornalista dell’ANSA a Londra, il presidente del Cagliari e imprenditore nel settore alimentare Massimo Cellino, si limita a rispondere: “Non posso dire niente“. Qual’era la domanda? Semplice, se fosse vero che si trova nella capitale inglese per rilevare il West Ham United, secolare squadra dell’est londinese che da un po’ di tempo si trova in acque non proprie limpide. Gli Hammers, allenati da Gianfranco Zola (sardo e bandiera del Cagliari prima di chiudere la carriera), sono in zona retrocessione ma ai mezzi disastri sportivi si aggiunge anche una situazione finanziara non proprio rosea.
Bjorgolfur Gudmundsson, pelato patron islandese travolto dalla crisi dell’isola nel 2008, è da un po’ di tempo che non ce la fa più e dopo aver temporeggiato pare vicino a cedere la società in mani economicamente più stabili: possibile che Massimo Cellino ha i 70 milioni di euro (questa la cifra dell’investimento) per dare al West Ham sicurezza con annesso futuro? Evidentemente sì, stando anche alle voci che da ieri si rincorrono e che vogliono l’imprenditore sardo davvero vicino a chiudere l’affare: è in pole-position sugli altri pretendenti, David Gold e David Sullivan (ex proprietari del Birmingham City) della società finanziaria InterMarket e Tony Fernandes, imprenditore malesiano.
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