
Il litigio di ieri pomeriggio a Trigoria tra Luis Enrique e David Pizarro (il cileno ha abbandonato anzitempo l’allenamento nonostante i richiami del tecnico asturiano) è un ulteriore indizio, e cioè che il centrocampista è ormai promesso sposo della Juve. Se poi nella rosa della Vecchia Signora c’è un connazionale di Arturo Vidal ed è appena arrivato un tuo ex compagno di squadra alla Roma come Marco Borriello, allora gli indizi diventano così tanti che fanno quasi una prova. C’è di più, perché il succitato Vidal sponsorizza il club bianconero e non può che far venire l’acquolina in bocca ad un Pizarro ad oggi utilizzato col contagocce di Luis Enrique, anche se a Torino avrà Andrea Pirlo avanti a sé:
“È un giocatore molto bravo, non ci siamo sentiti in questi giorni, ma se me lo chiedesse gli direi di venire nella Juve. Qui c’è grande allegria, è difficile trovare un clima più sereno in una squadra. Sono stato accolto benissimo e ormai a Torino mi sento a casa. In Italia mi trovo molto bene e con la mia famiglia ho visitato Milano, Genova e altre città. E Torino la conosco benissimo”.
Per niente turbato dalle vicissitudini che l’hanno interessato negli ultimi due mesi, Arturo Vidal è raggiante e felice dell’esperienza che sta vivendo in Piemonte e da Dubai non si nasconde:
“Non so se quello della Juve è un centrocampo al top in Europa, dovete dirmelo voi. Ma di sicuro è forte, e io nella linea a tre di Conte mi trovo perfettamente a mio agio. A me piace molto il centrocampo del Barcellona e del Real Madrid, ma non va sottovalutato nemmeno quello dell’Udinese. La Serie A? Rispetto alla Bundesliga le difese sono più forti ed è più facile che una piccola squadra batta una grande. Con il Bayer Leverkusen succedeva raramente di soffrire in provincia. Segno di meno, ma il gol non mi manca: certo mi piacerebbe farne di più, ma la cosa principale è che vinca la squadra”.
Continua a leggere: Juve, Vidal chiama Pizarro: "Raggiungimi, qui c'è allegria e serenità"

Mentre la Juve è a Dubai un po’ in vacanza e un po’ a preparare la trasferta di Lecce, Giuseppe Marotta e Fabio Paratici (anche se quest’ultimo è con la squadra) non si staccano dal telefono per puntellare la squadra secondo i dettami di mister Conte. Mercato in entrata, certo, ma anche (se non soprattutto) in uscita con 5-6 uomini che sicuramente lasceranno Torino per cercare fortuna altrove.
Marco Borriello ieri ha effettuato le visite mediche nella clinica Fornaca di Torino e può considerarsi a tutti gli effetti un giocatore della Juve (prestito oneroso con diritto di riscatto): non ci sarà sicuramente a Lecce ma già contro il Cagliari dovrebbe essere disponibile. Per giovedì dovrebbero essere messe nero su bianco anche le altre due operazioni di cui tanto si sta chiacchierando: Martin Caceres vestirà di nuovo il bianconero dopo un anno e mezzo, se la trattativa sta andando per le lunghe col Siviglia è solo perché non ci si mette d’accordo sulle cifre (ci sono in ballo due milioni di euro, con la Juve che ne offre 8 e gli andalusi che ne vogliono 10); per David Pizarro pare invece cosa fatta tanto che il cileno ieri non era presente al raduno della Roma (si parla di dettagli). Per il momento questo è quanto ricevono le frequenze di radio mercato, almeno per quanto concerne le operazioni in entrata dei bianconeri.
L’arrivo di Borriello obbliga la Juve a vendere almeno due tra Toni, Amauri e Iaquinta; con grande probabilità alla fine a fare le valigie saranno Luca Toni (lo vuole il Cesena che è spaventato dall’ingaggio, pare ci stia pensando Mutu a convincere il modenese) e Amauri, che ha estimatori un po’ ovunque ma che guadagna cifre così cospicue che fatica a trovare chi veramente fa sul serio (la Fiorentina è in pole, ci sono un paio di club brasiliani, oggi Redknapp ha escluso un suo arrivo al Tottenham). Ma la vera notizia del giorno è che Milos Krasic è il nome in cima alla lista dei desideri di Villas-Boas del Chelsea: il Chelsea offre addirittura 19 milioni di euro (17 mesi fa costò 15 alla Juve per strapparlo al CSKA Mosca), se Abramovich fa sul serio la trattativa si chiude. Infine Marco Motta, neanche convocato per Dubai, è corteggiato dallo Sporting Gijon, mentre Frederik Sorensen è nelle mire del Bologna, che è disposto a sganciare 2 milioni di euro per la comproprietà.
Michele Pazienza è l’oggetto del desiderio di Francesco Guidolin per rafforzare ulteriormente la mediana dell’Udinese: nonostante l’interesse concreto, l’agente del calciatore Vincenzo D’Ippolito ha detto che il foggiano non si muoverà per via della ferma volontà di Conte di non lasciarlo andare, oltre che per la voglia del giocatore stesso di continuare l’avventura in Piemonte. Anche Fabio Grosso dovrebbe rimanere a Torino (nonostante non sia partito per Dubai), da cui andrà via sicuramente a giugno dato che è in scadenza di contratto: lo volevano Fiorentina e Parma ma in Corso Galileo Ferraris non hanno accettato le offerte, evidentemente basse, dei due club.

Mentre la Juve si allena al caldo di Dubai, l’amministratore delegato Giuseppe Marotta è in Italia e lavora già per il mercato invernale. Il fronte più caldo è sicuramente quello che porta a Marco Borriello, l’attaccante della Roma è ormai virtualmente bianconero. Le due società hanno trovato l’accordo e domani nella capitale potrebbe esserci la firma del nuovo contratto. La Juventus porterà a Torino il napoletano con la formula del prestito oneroso, un milione da versare nelle casse giallorosse, con il diritto, e non il prestito, di riscatto è fissato a 8 milioni di euro. Il giocatore si unirà ai suoi nuovi compagni soltanto dopo la trasferta di Lecce, anche perché soffre ancora di un leggero affaticamento muscolare.
Ma nelle ultime ore si è iniziato a parlare anche di un forte interessamento di Marotta nei confronti di David Pizarro. Il cileno viene impiegato ormai pochissimo da Luis Enrique, per questo Walter Sabatini lo ha messo nella lista dei cedibili. La Juventus lo vedrebbe bene nel ruolo di vice Pirlo e vorrebbe convincere la Roma a cederlo più o meno alle stesse condizioni di Borriello, le due parti potrebbero approfittare proprio dell’incontro di domani per intavolare questa nuova trattativa. Il cileno non è comunque la prima scelta dei bianconeri in quel ruolo, prima di lui ci sono almeno due o tre suoi colleghi.
In cima alla lista dei possibili acquisti di Marotta per la linea mediana c’è l’ex viola Zdravko Kuzmanovic, attualmente in Germania con lo Stoccarda. Il rapporto tra i due club è ottimo, si ricordano le operazioni che hanno portato in biancorosso Molinaro e Camoranesi, e l’affare potrebbe andare in porto. A favore dello svizzero giocherebbero vari elementi: in primo luogo i suoi 24 anni lo rendono un giocatore con ottime prospettive, Pizarro ne ha 30 per dire; poi da non sottovalutare anche il suo passaporto svizzero e quindi il suo status da comunitario; infine molto apprezzata anche la sua duttilità che permetterebbe a Conte di schierarlo sia nella posizione centrale solitamente occupata da Pirlo, sia leggermente più defilato in caso di indisponibilità di Marchisio o Vidal. Nel frattempo si raffreddano le piste che portano a Montolivo e Palombo: il mercato della Juve, almeno per ora, si fa su questi nomi.
![]()
Claudio Ranieri, a mente fredda dopo le dimissioni, torna nuovamente a parlare della Roma. Il tecnico testaccino appare ferito, dalle sue parole traspare una realtà chiarissima: parte dello spogliatoio l’aveva abbandonato da tempo. Gli obiettivi sono essenzialmente due, David Pizarro, il cileno sempre indisponibile con Ranieri e disposto a sacrificarsi (portando grandi benefici al centrocampo della Roma) nelle prime due gare di Montella.
David da tempo aveva problemi al ginocchio. Fin dall’estate si era allenato poco e male, non era pronto più lo difendevo dandogli il tempo di guarire più trovavo insinuazioni continue sui giornali. Siccome non sono un’idiota l’ho preso molte volte da parte: ‘hai dei problemi con me? Ti ho trattato male? Dimmelo in faccia, se ho commesso un torto non ho paura di ammetterlo sono fatto così, non da ieri.’ Risposta: ‘No mister, nessun problema’.
Scarsa chiarezza e la convinzione che Pizarro l’abbia tradito. Altro obiettivo di Ranieri è Marco Borriello, spesso protagonista di intemperanze quando veniva escluso dalla formazione titolare:
Voleva giocare sempre, ma non è che nel Milan fosse costantemente titolare. Lo faccio partire dal 1’ con il Napoli e non vede un pallone, due giorni dopo analizziamo la gara, glielo faccio notare e mi risponde: ‘Ero stanco mister, venivo da tre partite consecutive’. Allora non capisco forse sono tardo io: se sei stanco perché dovrei farti giocare anche la quarta e la quinta partita consecutiva?
Continua a leggere: Claudio Ranieri attacca: Pizarro e Borriello due problemi

Da questa sera a mezzanotte la Roma si ritroverà a Trigoria per dare il via ufficiale alla stagione sportiva 2010/2011: sarà il 17esimo ritiro dell’era Sensi, probabilmente l’ultimo, il primo per il tecnico testaccino Claudio Ranieri che l’anno scorso aveva preso la squadra in corsa, dopo 180 minuti. Tre giorni nel Lazio, con la presentazione delle maglie ufficiali martedì, quindi giovedì partenza per Riscone di Brunico dove si comincerà a fare davvero sul serio, sospinti da numeri tifosi giallorossi attesi in Trentino. Quattro i Nazionali che raggiungeranno i compagni a fine mese, più eventualmente Nicolas Burdisso che ad oggi è ancora un giocatore interista: si tratta di Alexander Doni, Juan, Julio Baptista e Daniele De Rossi.
C’è da dire che il centrocampista azzurro ha chiesto a Ranieri di potersi aggregare al gruppo sin da domani (due settimane e mezzo di vacanze fatte, in più è fresco di divorzio dalla moglie), ma l’allenatore gli ha consigliato di ricaricare ben bene le pile e di “farsi vedere” più in là. Ma vediamo nel dettaglio quali sono i convocati: per la porta quattro estremi difensori, dal titolare Julio Sergio ai rumeni Bogdan Lobont e Alex Daniel Pena, con Doni che come detto arriverà più tardi. Ad Arthur è scaduto il contratto e non gli è stato rinnovato. In difesa, oltre agli assenti giustificati Juan e (forse) Burdisso, otto calciatori, alcuni dei quali che potrebbero comunque cambiare maglia.
Continua a leggere: Riparte la stagione della Roma, oggi a Trigoria e giovedì a Riscone di Brunico

Alla Roma non basta la vittoria sul Chievo per aggiudicarsi il titolo di campione d’Italia, la contemporanea vittoria dell’Inter a Siena rende vano il successo giallorosso. La squadra di Claudio Ranieri gioca al Bentegodi una buona partita e chiude i giochi già nei primi 45 minuto, andando al riposo sul risultato di 2-0. Il vantaggio porta la firma di Mirko Vucinic che infila Squizzi con un destro secco e preciso; il raddoppio allo scadere della prima frazione di gioco grazie ad un destro dalla lunga distanza di Daniele De Rossi, un gol spettacolare. La Roma chiude a 80 punti, due di distanza dalla vetta, ma abbastanza per considerare ottima la stagione disputata (Tabellino - Highlights).
I capitolini ci mettono un po’ a trovare il ritmo giusto, forse per colpa della tensione, forse anche grazie per meriti del Chievo che comunque è disposto in campo con molto ordine. Nei primi venti minuti succede poco e niente, per provare il primo brivido bisogna arrivare al 22′ quando Totti, servito da Perrotta, vede il suo destro infrangersi sul palo alla sinistra del portiere clivense. Nei minuti successivi il capitano giallorosso ha almeno un altro paio di occasioni, ma Squizzi è bravo a proteggere la sua porta, ed è incisivo anche su un destro di Vucinic qualche minuto più tardi.
Le migliori immagini di Chievo - Roma 0-2 del 16 maggio 2010








Le Foto dei Secondi Tempi di Siena - Inter 0-1 e Chievo - Roma 0-2




Le Foto dei primi tempi delle sfide Scudetto




Continua a leggere: Chievo - Roma 0-2: ai giallorossi non basta vincere, lo scudetto è nerazzurro
Dopo le mille polemiche che hanno travolto Francesco Totti in seguito al fallo su Balotelli, l’Olimpico si è stretto intorno al suo capitano. La risposta del giocatore è stata da campione, il numero 10 ha infatti siglato una doppietta risolvendo la sfida contro il Cagliari che si era messa davvero male per i giallorossi. I sardi sono infatti riusciti a passare in vantaggio grazie ad un calcio di punizione di Lazzari, ma Totti, su azione prima e su rigore poi, ha ribaltato il risultato permettendo alla Roma di continuare a sperare fino all’ultima giornata (Tabellino - Video).
Il primo tempo è tutto all’insegna della squadra allenata da Claudio Ranieri, alla fine dei primi 45 minuti si conteranno una decina di conclusioni in porta ma i giallorossi non riescono a trovare il colpo del vantaggio, mentre dal San Siro non arrivano notizie confortanti. A superare Marchetti ci provano un po’ tutti, da Totti a Toni, da De Rossi a Menez, ma la sfortuna sembra essere la protagonista di giornata, la Roma sbatte due volte sul palo, in apertura con il capitano e nel finale di tempo con Motta. Luca Toni lamenta la mancata assegnazione di un calcio di rigore, mentre Totti chiede l’intervento dell’arbitro per un tocco di mano.
Le migliori immagini di Roma - Cagliari 2-1








Continua a leggere: Roma - Cagliari 2-1: Francesco Totti tiene vive le speranze dei giallorossi

Dopo 24 risultati utili consecutivi si blocca nel momento meno opportuno il cammino verso lo Scudetto della Roma targata Claudio Ranieri, una doccia ghiacciata quella rifilatagli dalla mai doma Sampdoria, che espugna l’Olimpico e che continua ad accarezzare il sogno Champions League. Partita intensissima quella andata in scena all’Olimpico con i giallorossi che nel primo tempo hanno dominato in lungo e in largo, trovando il vantaggio con Francesco Totti; troppo poco vista la mole di azioni da gol creata, e infatti il calcio ha dato la sua ennesima lezione agli ingordi di occasioni. Nella ripresa Delneri effettua un paio di cambi decisivi e subito trova il pari con Gianpaolo Pazzini; forcing disperato e a tratti disordinato della Roma, a cinque minuti dal termine la seconda rete del Pazzo. Ride l’Inter e la Samp, piangono Roma, Palermo e Juve.
L’avvio di gara riserva una breve fase di studio fra le due formazioni, poi i padroni di casa azionano il turbo e per l’undici blucerchiato è notte fonda; le occasioni si sprecano con Storari che deve fare gli straordinari. Nei primi minuti Menez e Juan illudono il numeroso pubblico di fede romanista presente sugli spalti, poi tocca a Vucinic e Perrotta ma la palla non ne vuole sapere di entrare. Fino a quando il montenegrino pesca Totti in area, il capitano di prima intenzione scarica verso la porta e infila Storari alla sua sinistra. Non si placa l’onda giallorossa che sfiora il raddoppio ancora con Totti in due occasioni (girata fuori, palo), poi è Vucinic a provare un paio di conclusioni, una delle quali è miracolosamente deviata fuori (ma Damato non concede il corner) dall’imbattibile portiere ospite. La Samp si vede col fischiatissimo Cassano, para Julio Sergio, e con Pazzini, salva Burdisso.
Le Foto di Roma - Sampdoria 1-2
Continua a leggere: Roma - Sampdoria 1-2: clamoroso all'Olimpico, Pazzini gela i giallorossi
La Roma dopo la vittoria nello scontro diretto ha l’obbligo morale di continuare l’inseguimento alla capolista Inter. Il Bari non è certo l’avversario più abbordabile, i pugliesi in casa hanno sempre sfoderato ottime prestazioni. I giallorossi partono bene, si fanno vedere dalla parti di Gillet fin dai primi minuti e al 19′ passano con Vucinic. L’azione che porta al gol il montenegrino è di fattura pregevolissima, gli interpreti sono De Rossi, Totti e Toni. Il Bari prova a riagguantare il pareggio, soprattutto nelle ultime fasi della gara ma la difesa romanista regge, missione compiuta e l’inseguimento continua. (Tabellino - Video)
Finalmente la Roma ritrova il capitano Francesco Totti fin dal primo minuto, la sua presenza potrà essere di grande importanza in queste ultime fasi del campionato. La squadra allenata da Claudio Ranieri parte a testa bassa, il peso offensivo dei giallorossi è notevole. Ci provano Luca Toni di testa e Daniele De Rossi della distanza senza fortuna, i pugliesi rispondono con Barreto e Alvarez stoppati dai difensori avversari. La Roma è padrona del centrocampo e forte di questa superiorità territoriale trova il vantaggio grazie ad una verticalizzazione che vede come suo terminale Vucinic, abile ad insaccare alle spalle di Gillet.
Le migliori immagini di Bari - Roma 0-1




Continua a leggere: Bari - Roma 0-1: i giallorossi non mollano l'Inter, gol da tre punti per Vucinic
La Roma non coglie l’occasione per avvicinarsi alla capolista Inter, a Livorno non va oltre il pari, frutto di una partita divertente e rocambolesca. Il mattatore di giornata è senza dubbio Cristiano Lucarelli, il capitano amaranto ha messo per ben tre volte la sua firma sulla partita risultando alla fine determinante, complice anche qualche disattenzione di troppo della difesa di Claudio Ranieri. Per i giallorossi sono andati in rete Simone Perrotta, Luca Toni e David Pizarro, il cileno ha anche sbagliato un rigore che avrebbe portato la sua squadra sul 4-2, il suo tentativo di trasformazione però si va ad infrangere sul palo (Il video di Livorno - Roma 3-3 - Il tabellino di Livorno - Roma 3-3).
L’incontro inizia con i padroni di casa che attaccano a testa bassa, provando a mettere in difficoltà immediatamente l’avversario. La Roma prova a controllare l’ardore toscano ma dopo soli nove minuti capitola, Lucarelli va via sul filo del fuori gioco e infila per la prima volta Julio Sergio. I giallorossi reagiscono immediatamente e dopo un solo minuto pareggia i conti: Toni fa la torre in area, Taddei serve di tacco Perrotta che non sotto porta non sbaglia. Al 19′ arriva anche il vantaggio romanista, a siglarlo è Luca Toni sugli sviluppi di un calcio di punizione che lui stesso si era procurato.
Le migliori immagini di Livorno - Roma 3-3




Continua a leggere: Livorno - Roma 3-3: giallorossi stoppati da una tripletta di Cristiano Lucarelli