
C’è moderato entusiasmo alle pendici dell’Etna: da ieri il Catania ha acquisito le prestazioni sportive di David Suazo, veloce attaccante honduregno che da un paio di stagioni s’era perso nella galassia Inter. Intricato caso di mercato quello che ha coinvolto il 32enne centravanti centroamericano: riaccolto al Cagliari come figliol prodigo qualche settimana fa, alla fine Cellino ha bloccato l’operazione in disaccordo tra l’altro col suo allenatore Donadoni (a cui è stato presentato il conto e sembra che la goccia che abbia fatto traboccare il vaso sia stata proprio questa).
Non si è ben capito cosa abbia fatto saltare tutto, tra l’altro Cellino ha smentito seccamente le dichiarazioni riportate da La Nuova Sardegna in cui il patron rossoblu pareva avesse asserito che “purtroppo David non è più lo stesso, è un giocatore zoppo e io non posso che pensare alla squadra“. Fatto sta che alla fine il Catania ha fiutato l’affare e si è preso il giocatore: ha firmato un contratto annuale con opzione per il secondo anno, sarà il primo honduregno della storia del club e ha già sostenuto visite mediche e il primo allenamento agli ordini di mister Montella. Queste le sue prime parole direttamente dal ritiro di Torre del Grifo:
“Ringrazio la società per avermi portato a Catania. Vengo con grandi aspettative e spero di ricambiare la fiducia dei dirigenti. Il mio obiettivo personale è quello di fare tanti gol. Voglio dimostrare che posso ancora dire la mia in Serie A. Spero di diventare un beniamino dei tifosi. Da due anni mi mancano le trasferte coni i compagni. Mi manca la spinta del pubblico. Qui a Catania so che il tifo è molto caldo, spero nel loro sostegno”.
Le prime avvisaglie in giornata si sono rivelate fondate e il Cagliari, con un comunicato ufficiale, ha esonerato il tecnico Roberto Donadoni. La nota del club sardo pubblicata sul proprio sito:
“La Società Cagliari Calcio comunica di aver sollevato dall’incarico l’allenatore Roberto Donadoni e il suo staff composto da Luca Gotti, Giovanni Andreini e Paolo De Toffol. La Società Cagliari Calcio ringrazia per il lavoro sin qui svolto e augura loro le migliori fortune per il prosieguo della carriera”.
Il primo esonero della stagione è quasi sicuramente frutto degli attriti tra il presidente del Cagliari, Massimo Cellino, e Donadoni sul mancato ingaggio di David Suazo. L’attaccante ha preferito non firmare il contratto propostogli da Massimo Cellino, ritenuto troppo basso. L’indiziato numero uno per la panchina del Cagliari, per la stagione ormai alle porte, è Massimo Ficcadenti.

Si fa sempre più rovente il clima in Sardegna, dopo il caso Suazo adesso il ciclone potrebbe investire direttamente Roberto Donadoni. Secondo quanto racconta La Nuova Sardegna ormai il rapporto tra Massimo Cellino e l’allenatore si è definitivamente rovinato, tanto da far apparire molto probabile un suo esonero ancora prima dell’inizio del campionato. L’amichevole di oggi contro l’Arzachena, squadra che milita in Serie D potrebbe essere l’ultima per l’ex ct della nazionale azzurra.
Alla base di questa crisi tanto repentina quanto devastante ci sono probabilmente una serie di cause. Di sicuro l’affaire Suazo ha pesato molto, Donadoni ha provato a far trattenere l’attaccante ma Cellino non gli ha dato ascolto e lo ha scaricato. Il presidente dei rossoblu non si fida di Giovanni Branchini, procuratore di Suazo ma anche di Donadoni e Acquafresca, e può aver sospettato che il comportamento dell’allenatore non fosse negli interessi della società. Probabile anche che a Donadoni non siano andate giù le cessioni dei pezzi pregiati della rosa, da Matri a Lazzari fino a Marchetti e Acquafresca.
Per il momento è possibile soltanto avanzare delle ipotesi, i veri motivi della rottura, sempre che ci sarà, forse non li conosceremo mai fino in fondo. Fa riflettere il comunicato diramato oggi dalla società per smentire un virgolettato del presidente riportato in un articolo de La Nuova Sardegna a firma di Antonio Ledà: non viene infatti fatto nessun accenno al caso Donadoni, né tanto meno viene smentito quanto scritto. Pare che Cellino abbia già iniziato a pensare al nuovo allenatore, in cima alla lista delle preferenze del presidente rossoblu sembra esserci Ficcadenti, un altro nome papabile è quello di Bortolo Mutti, non è infine da escludere un clamoroso ritorno di Ballardini. I tifosi intanto aspettano che il mercato del Cagliari finalmente decolli, sperando di poter mettere da parte tutti questi veleni e queste polemiche.

La notizia è ormai confermata da diverse ore: David Suazo non vestirà la maglia del Cagliari la prossima stagione. L’honduregno, giocatore di punta dei primi anni 2000 della società sarda, dopo aver lasciato intendere qualche giorno fa che la soluzione tra le due parti si sarebbe trovata, ha preferito alla fine non firmare il contratto propostogli da Massimo Cellino. “Gli ho offerto un contratto dignitoso con incentivi che pensavo lo facesse contento. Poi si è confrontato con qualcuno e ha cambiato idea“, ha affermato Cellino.
Quel qualcuno è Giovanni Branchini, agente del calciatore, da tempo in rapporti non buoni con il club sardo, secondo quanto riferisce Francesco Aresu di Repubblica. “E’ una vicenda che mi ha profondamente ferito. Per un po’ di tempo ho dato ascolto al sentimento e all’affetto, ma per fortuna mi sono svegliato dal sonno. Ho capito, devo ammetterlo, che mi stavo sbagliando“, ha commentato Cellino. Suazo è stato tolto dalla rosa nel sito ufficiale della società rossoblu dopo venti giorni di ritiro estivo e ora l’obiettivo di mercato (quasi raggiunto) è il brasiliano Thiago Ribeiro, 25enne attaccante del Cruzeiro.
Ribeiro, ex San Paolo e Al Rayyan (Qatar), è una seconda punta che ha realizzato 8 reti e 11 assist nel 2010 con la maglia della ‘Raposa’ e non ha il passaporto comunitario. Sul suo nome si è sbilanciato lo stesso Cellino, che ai giornalisti presenti a Tempio avrebbe confidato ai presenti l’arrivo dell’attaccante.

Il calciomercato dell’Inter: ecco la rubrica dell’11 luglio con tutte le notizie, notiziuole, voci, indiscrezioni e aggiornamenti sulle trattative di mercato dell’Inter. Tutte le notizie di oggi, con relativa fonte.
Wesley Sneijder
Mentre dall’Inghilterra i come al solito scatenati parlando di uno Sneijder nel mirino dello United, l’olandese si affanna a ribadire che vuole rimanere a Milano; dopodomani in edicola ci sarà un’intervista del fantasista sulle pagine di Vanity Fair: “Io e mia moglie Yolanthe amiamo l’Inter, i tifosi italiani e l’Italia. Certo, se la squadra decidesse di vendermi, andrò dove mi diranno di andare. Pero’ mi dispiacerebbe: ci siamo trovati così bene, e Milano e l’Inter mi mancheranno. Ma il calcio è così“. Come a dire, lui è disposto a rimanere, però… Gasperini, come riporta l’Ansa, gli fa l’eco: “Sneijder è qui e ha voglia di rimanere. Lui è un top player e io posso solo fotografare la situazione. Il mercato è un’altra cosa ed è imprevedibile“. Chiarissimo.
Rodrigo Palacio
Niente da fare, in casa nerazzurra hanno ormai puntato il genoano e faranno di tutto per accaparrarselo (almeno a quanto dice la Gazzetta dello Sport): dopo il niet di Pandev, che di trasferirsi in Liguria non ne vuole sapere, l’Inter punta l’argentino usando la carta Casemiro. Ma il baby brasiliano non è di certo a un tiro di schioppo e su di lui (che, ricordiamolo, è un 19enne del San Paolo) pare si sia inserita anche la Roma (sempre a detta della rosea).
Jonathan e Maicon
Duo brasiliano, il giovane e il maestro, pare che la corsia destra sarà di loro competenza la stagione a venire, notizia che ne genera due: per il primo è attesa a breve l’ufficialità, il secondo rimarrà alla Pinetina. Così Sky: “Oggi è arrivato Jonathan, che dovrà sostenere le visite mediche prima della firma del contratto. Lui si giocherà un posto da titolare con Maicon“.
David Suazo
Non ha lasciato grande impronta di sé l’honduregno, non all’Inter; lo ha fatto eccome a Cagliari e dopo 4 anni pare proprio che l’attaccante, attualmente svincolato, tornerà ad indossare la casacca rossoblu dei sardi: “Suazo, tempo fa mi aveva chiesto di tornare e la sua richiesta è un ordine per me. E’ stata una mia grande scommessa, l’ho preso 19enne, ha fatto la storia del Cagliari, poi con la sua cessione all’Inter mi ha permesso di rifare mezza squadra. Ma arriverà a mercato chiuso: sarà la nostra ciliegina sulla torta. Comunque spero che sia il nostro ultimo anno al Sant’Elia, ormai fatiscente” le parole di Massimo Cellino, patron degli isolani, riportate dall’Ansa.
Continua a leggere: Calciomercato Inter - Tutte le notizie e le voci di oggi - 11 Luglio 2011

Continua l’emergenza in casa Inter che si ritrova col nono e decimo infortunio contemporaneo alla vigilia della delicata trasferta di Verona contro il Chievo: prima Cristian Chivu, che si è fermato con la Nazionale rumena, quindi oggi è toccato a Coutinho, che ha sentito un fastidio alla coscia durante l’allenamento. Si tratta, come di consueto, di infortuni muscolari, tutte beghe che tengono la rosa nerazzurra sulle spine; a parte Samuel, i cui legamenti del ginocchio hanno fatto crack (stagione dunque finita), tutti i giocatori nerazzurri ai box sono lì lì per fare il loro rientro ma ogni settimana che passa Rafa Benitez invece di recuperare preziose pedine da far scendere in campo ne perde con cadenza preoccupante qualcuna.
Per il difensore rumeno si tratta di uno stiramento all’adduttore della gamba destra, la prognosi azzarda due settimane di stop per lui, comunque da valutare. Per il giovane brasiliano invece stiramento al bicipite femorale della gamba destra, con rientro al massimo fra un mese, abbastanza per far temere un suo forfait per la Coppa del Mondo per club che si svolgerà fra meno di un mese. Grattacapi non da poco per Benitez che dunque per la sfida del Bentegodi ha come di consueto gli uomini contati: in difesa dovrebbe giocare di nuovo Materazzi, che ha recuperato dopo la botta subita da Ibra nel derby, al centro insieme con Lucio, con le fasce occupate da Santon e Cordoba.
Continua a leggere: Inter, emergenza infinita: out anche Chivu e Coutinho

La nazionale di Honduras si presenta ai mondiali sudafricani con la miglior squadra di tutta la sua storia calcistica, il sorteggio non gli ha riservato un girone facilissimo ma non è escluso che possano riservare qualche sorpresa e magari passare il primo turno. Ironia della sorte ha voluto che gli Stati Uniti sconfiggendoli nelle qualificazioni mettessero a rischio la loro presenza in Africa, ma sono stati gli stessi americani, con un pareggio in rimonta ai danni di Costa Rica, a regalargli i biglietto aereo per il Sudafrica.
La rosa vede le sue pedine più preziose nei giocatori che attualmente militano in Europa. Noi italiani conosciamo molto bene le doti di David Suazo, la velocità del barese Edgar Alvarez e il talento di Julio Leon ex Reggina, ora al Torino. Un contributo importante arriverà anche dal trio “inglese” con in testa Wilson Palacios, che con il suo Tottenham ha centrato la qualificazione alla prossima Champions League, accompagnato da Maynor Figueroa e Hendry Thomas, entrambi del Wigan. Per gli honduregni la stella assoluta è però il vecchio Carlos Pavon, l’attaccante trentaseienne con i suoi gol, compreso l’ultimo nel decisivo 1-0 contro El Salvador, ha trascinato i Catrachos.
Il colombiano Reinaldo Rueda ha dovuto rinunciare all’ultimo momento a Carlos Costly, l’attaccante, infortunatosi all’ultimo momento, è stato sostituito dal giovane Georgie Welcome. Ma in generale i problemi principali del commissario tecnico riguardano la difesa: il portiere Noel Valladares, nonostante i suoi tanti gettoni di presenza in nazionale, non offre solide garanzie e il reparto arretrato oltre a Maynor Figueroa non può contare su altri giocatori in grado di poter fronteggiare con successo attacchi pericolosi come quelli di Spagna e Cile. In compenso centrocampo e attacco presentano molti nomi di spicco: la linea mediana si baserà su Wilson Palacios e Amado Guevara, capitano di lungo corso, in attacco Suazo e Pavon possono formare un duo micidiale.
Le Foto di Tutte le Maglie del Mondiale 2010 in Sudafrica




Le genovesi non segnano a San Siro contro l’Inter, ma neanche subiscono: terzo 0-0 in quattro partite per i nerazzurri, così come la Samp qualche sabato fa, anche il Genoa esce imbattuto dall’impianto milanese strappando un prezioso punto alla corazzata di Mourinho. Partita per niente bella, contraddistinta dall’abulia interista e dalla poca voglia di credere davvero nella vittoria da parte degli ospiti; ne esce fuori uno spot per la noia fino a dieci minuti dalla fine, quando i padroni di casa, complici anche le solite sostituzioni a trazione anteriore del portoghese, hanno creato l’assalto finale (non facendo comunque lavorare molto Amelia). Migliore in campo Salvatore Bocchetti: il difensore genoano che in questa stagione non sta brillando particolarmente, è stato praticamente perfetto, annullando il grande ex Milito. Gasperini conosce bene l’argentino, il bomber dell’Inter non ha avuto vita facile (Tabellino e pagelle di Inter - Genoa 0-0 - Le foto di Inter - Genoa 0-0).
E’ un’Inter che lascia attoniti quella che si presenta sul freddo terreno di gioco del Meazza: ha motivazioni e nomi per cercare di infilzare quanto prima la banda di Gasperini ma, di fatto, non lo fa. Nei primi quarantacinque minuti di partita tira verso la porta di Amelia una sola volta, e succede al 40° quando da distanza siderale Stankovic cerca di sorprendere il portiere avversario: parata facile sul suo tiro in fin dei conti centrale. Balotelli è svogliato, Muntari sbaglia tutti i palloni che tocca e anche Sneijder e Milito (garanzie assolute) latitano. E il Genoa? Non ha fatto di meglio per sciogliere gli infreddoliti cuori dei tanti tifosi giunti dalla Liguria: partita ordinata in difesa, buon pressing e sprazzi di gioco sulle fasce, ma Suazo è un’ombra e Sculli non è al meglio. Anche gli ospiti arrivano alla conclusione una sola volta: è Mesto a metter paura a Julio Cesar, il bolide del laterale genoano è però preda dell’impeccabile portiere brasiliano.
Le migliori foto di Inter-Genoa 0-0




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Torna a vincere in campionato la Juventus dopo più di un mese, primo successo per Zaccheroni e tre punti che rilanciano i bianconeri nella corsa al quarto posto; tanti spunti positivi la partita di oggi, domato un Genoa ordinato ma comunque abbastanza sbiadito (molte le defezioni in casa ligure), si è rivisto un certo gioco e una discreta condizione fisica. In vantaggio con Marco Rossi, gli ospiti hanno fatto rivivere alla Vecchia Signora i consueti incubi domenicali, ma il gol di Amauri prima del riposo ha cambiato l’equilibrio della partita. Nella ripresa gemma di Del Piero (su assist delizioso di Diego), ma ancora pari col capitano rossoblu dopo una papera inusuale di Buffon. Gol vittoria ancora di Alex, su calcio di rigore dubbio (Tabellino e pagelle di Juve - Genoa 3-2 - Foto di Juve - Genoa 3-2 - Video di Juve - Genoa 3-2).
La difesa a tre voluta da Zac fa capire che il progetto “Juve succursale della Nazionale” col tecnico romagnolo non funziona più: fuori Cannavaro e Grosso, il trittico difensivo è formato da Zebina, Legrottaglie e Chiellini. Caceres e De Ceglie a stantuffare sulle fasce, per il resto l’apparato finalizzatore è quello visto a Livorno. Il Genoa si affida ad Acquafresca e Suazo, ma Gasperini punta sull’aggressività e inserisce pure Sculli, affidandosi ad un equilibrato 4-4-2. Sin dalle prime battute la partita è vivace, sintomo che almeno la Juve vuole giocare a calcio. Un paio di tiri dalla lunga, un palo clamoroso di Rossi per gli ospiti, poi la doccia fredda: Acquafresca serve Marco Rossi che di destro infila Buffon sul primo palo. I vecchi fantasmi di sempre, una reazione timida ma comunque bussola salda in mano. E così Caceres, anche oggi uno dei migliori, fa lo spunto decisivo: se ne va sulla destra e piazza un cross su cui arriva Amauri, salito letteralmente in cielo.




Continua a leggere: Juve - Genoa 3-2: Amauri e Del Piero trascinano i bianconeri alla vittoria

Si sono disputate questo pomeriggio, alle ore 18, due delle quattro partite che a causa della neve furono rinviate un mese fa; il diciassettesimo turno si completerà a febbraio quando si giocheranno anche Fiorentina-Milan e Udinese-Cagliari. Riflettori accesi al Ferraris di Genova e al Dall’Ara di Bologna, in campo Genoa e Bari in Liguria, Bologna e Atalanta in Emilia: alla fine pari e patta per tutti, 1-1 il risultato finale della prima partita, felsinei ed orobici invece fissano il risultato sul 2-2 dopo che i padroni di casa erano in vantaggio di due reti. Belle partite, forse (a sorpresa) migliore quella di Bologna, ma a discapito dello spettacolo, comunque godibile, a Marassi da segnalare l’ennesimo prato dissestato. Ma vediamo nei dettagli come è andata, partendo da Genoa-Bari 1-1 (I tabellini delle gare).
Subito al via gol di Barreto: punizione calciata da Parisi, la barriera devia, spazza Papastathopoulos ma lo fa sul corpo dell’attaccante barese che quindi, in maniera un po’ fortuita, sigla il gol del vantaggio dei pugliesi. Il Genoa nella prima frazione prova a combinare qualcosa, ma riesce raramente a impensierire Gillet; unico brivido un tiro di Milanetto respinto dal portiere belga. Di contro il Bari fa la sua partita con tranquillità, anche se perde Parisi per un grave infortunio al ginocchio. Nella ripresa è tutt’altra musica: i padroni di casa partono col piede pigiato a manetta sull’acceleratore, mille angoli, schiaccia il Bari in area e trova il pari; punizione dal limite di Milanetto (per fallo di Bonucci su Suazo), ci mette la testa Almiron che spiazza Gillet. Triplo miracolo ancora del numero uno dei galletti (due volte su Mesto e una su Suazo), palo di Juric, nel Bari esordisce Castillo, ma alla fine c’è stanchezza. Pari giusto.