Il Barcellona si sbarazza facilmente di un Al-Sadd quanto mai rinunciatario, schierato con un difensivissimo 5-4-1 dall’uruguayano Jorge Fossati. Che non ci sarebbe stata partita era comunque abbastanza prevedibile, troppo grande la differenza tra la squadra del Qatar e quella che invece è forse il miglior undici calcistico della storia del calcio. Gli spagnoli vincono 4-0 e volano in finale dove incontreranno il Santos di Neymar a Ganso, oggi presenti in tribuna per studiare l’avversario. Nonostante ciò i blaugrana hanno pochi motivi per festeggiare, durante la partita si è infortunato gravemente David Villa, l’attaccante si è fratturato la tibia e presto tornerà in Catalogna per sottoporsi ad un intervento chirurgico: dovrà stare lontano dal campo per un periodo molto lungo, si parla di sei mesi, vale a dire che la sua stagione è praticamente finita e sono ridotte anche le speranze di partecipare al prossimo europeo.
La cronaca della partita è ben poca cosa, l’Al-Sadd si è preoccupato prima di tutto di non prenderle e ha fatto ben poco per impensierire Messi e compagni. Il gol dell’1-0 è di Adriano che è lesto a sfruttare una clamorosa indecisione del portiere avversario, il raddoppio allo scadere del primo tempo porta ancora la sua firma. Nel secondo tempo il Barça ne infila altri due, prima con Keita servito splendidamente da Messi, poi con Maxwell che fa poker con un preciso diagonale dalla sinistra. Il resto è poca roba, Messi è rimasto a secco, si registra comunque un suo tentativo in rovesciata che ha scaldato il pubblico. Domenica sicuramente assisteremo a una sfida più interessante dal momento che di fronte il Barcellona si ritroverà il Santos.
Resta da capire come mai un trofeo come la vecchia Coppa Intercontinentale sia stato snaturato per creare una competizione che, partita finale a parte, ha ben poco di interessante. Il Barcellona ha perso, come detto, il suo attaccante di punta David Villa e a partita in corso Guardiola ha sostituito in maniera preventiva anche Alexis Sanchez che pure avvertiva qualche fastidio. L’Al-Sadd non ha giocato una partita scorretta ma gli interventi dei suoi giocatori spesso si sono fatti notare per vera e propria imperizia, tanto che lo stesso Guardiola a fine partita ha chiesto lumi al suo collega uruguayano sulla qualità delle entrate di alcuni dei suoi. La domanda è: c’è davvero bisogno di partite del genere?

A leggere i giornali di oggi sembrerebbe che tutti i migliori attaccanti europei siano pronti a cambiare casacca, certo sono solo voci, per alcune delle quali sono già arrivate le smentite di rito, ma si sa che a volte in questo genere di notizie un fondo di verità può sempre esserci. Dalla Spagna all’Inghilterra sono rimbalzate le voci dei malumori di gente come Cristiano Ronaldo e Fernando Torres, ma anche di David Villa che sta faticando a trovare spazio nel Barcellona. Partiamo proprio da quest’ultimo, la notizia è di Marca, quotidiano vicino al Real Madrid che potrebbe giocare a destabilizzare l’ambiente blaugrana, che l’ha data con tanto tanto di titolone a caratteri cubitali.
L’attaccante asturiano ha fatto molto bene l’anno scorso, quest’anno però è stato messo in ombra dall’arrivo di Alexis Sanchez e Cesca Fabregas, per non parlare dell’ultima scoperta Isaac Cuenca. Insomma, Villa gioca poco, è partito da titolare solo in otto occasioni, e starebbe meditando di terminare il suo rapporto con il Barcellona con due anni di anticipo rispetto a quanto previsto dal suo contratto quadriennale. Tuttavia appare molto improbabile un suo trasferimento già in occasione della finestra di mercato invernale, ma secondo il quotidiano madridista l’addio è quasi certo in estate. La smentita arriva però direttamente da Guardiola che in conferenza stampa dice apertamente che Marca mente e nega anche i pettegolezzi a proposito del pessimo rapporto dell’attaccante con la stella Leo Messi. Nei prossimi mesi si conosceranno gli sviluppi di questa storia, intanto si registra l’interesse per Villa da parte di Chelsea, Aston Villa e Liverpool.
In Catalogna ci si difende con la stessa arma, la destabilizzazione: il quotidiano Sport, vicino al Barça, racconta della tristezza di Cristiano Ronaldo. Il lusitano è stanco di non vincere niente, l’ennesimo scontro con i rivali blaugrana perso al Santiago Bernabeu, costellato da due suoi errori, avrebbe accentuato il suo malcontento. Mourinho per risollevargli il morale lo ha fatto giocare anche in Coppa del Re, lui ha ripagato con un gol per il quale però non ha voluto esultare, nonostante i compagni lo abbiano subito circondato. La sua partenza da Madrid sembra effettivamente molto improbabile, però a quanto pare il Manchester City ha già drizzato le orecchie, pronto a sfruttare qualsiasi spiraglio possa aprirsi nei prossimi mesi.
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Brutta tegola sul Barcellona e su Alexis Sanchez: non sarà certo da ricordare per i blaugrana la trasferta all’Anoeta di San Sebastian dato che oltre al danno, l’infortunio del numero 9 catalano, arriva anche la beffa col pareggio della Real Sociedad. Siamo circa alla mezz’ora quando il numero 22 dei padroni di casa, il difensore Estrada, entra deciso sull’ex udinese vicino alla linea laterale; Sanchez viene colpito al ginocchio destro e si accascia dolorante; dopo due minuti sarà costretto ad abbandonare il campo sostituito da David Villa, col Barça in vantaggio di due gol (il primo di Xavi proprio su assist di Sanchez). Per il cileno si prospetta uno stop di un mese e mezzo, forse due, dirimenti saranno gli esami diagnostici di domani: di sicuro non sarà della partita martedì quando al Camp Nou arriverà il Milan per il debutto Champions.
Nel gruppo I la Spagna passeggia con il Liechtenstein grazie alle doppiette di Negredo (34′ e 37′) e di Villa (60′ e 79′), intercalate dalle reti di Xavi Hernández al 44′ e Sergio Ramos al 52′. I campioni in carica, a punteggio pieno, non possono più essere raggiunti dalla Repubblica Ceca (che ha riposato) e difenderanno il titolo continentale in Polonia e Ucraina.
Nel girone dell’Italia la Serbia supera le Far Oer per 3-1 e, alla luce della sconfitta della Slovenia, si contenderà presumibilmente insieme all’Estonia il posto utile per i play off. Le reti del match: 6′ Jovanovic (S); 22′ Tosic (S); 31′ Benjaminsen (F); 69′ Kuzmanovic (S)
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Finisce in parità il primo scontro tra Real Madrid e Barcellona della stagione 2011/2012. Le due squadre si sono affrontate al Santiago Bernabeu nella gara d’andata della Supercoppa di Spagna, il risultato finale penalizza leggermente i ragazzi di José Mourinho che forse ai punti avrebbero meritato qualcosa di più. I padroni di casa, schierati con lo stesso undici che subì la storica “manita”, provano a mettere sotto i blaugrana sfruttando l’arma dell’agonismo e vanno in vantaggio con Ozil che al 13′ sfrutta al meglio una buona giocata di Benzema sulla destra.
Quando sembra che il Real sia in grado di dilagare si sveglia Messi e la partita subisce uno scossone. L’argentino prima serve largo Villa che con un destro a giro bellissimo fulmina Casillas, poi fa tutto da solo e mette a segno il gol del 2-1. L’inizio della ripresa regala ancora emozioni, i bianchi non ci stanno a subire una nuova sconfitta casalinga e dopo appena nove minuti ristabiliscono la parità, la firma è di Xabi Alonso che supera Valdes con un piattone dal limite dell’area. Finisce 2-2 e tutto è rimandato a mercoledì prossimo in occasione della gara di ritorno, al Camp Nou in campo ci potrebbe essere anche il nuovo acquisto dei catalani Cesc Fabregas.
Non è un video che racchiude le prodezze di Messi nel 2010, ma si tratta, piuttosto, di un tributo all’altro faccia della carriera del talento argentino, quella di assistman. Messi, in questo video, non segna gol a ripetizione ma fa segnare e spesso inventa passaggi al bacio per i propri compagni.
La sequenza degli assist (la squadra avversaria e tra parentesi il giocatore che ne ha beneficiato):
10. Sporting Gijon (Iniesta)
9. Panathinaikos (Alves)
8. Numancia (Henry)
7. Bayern (Eto’o)
6. Villarreal (Bojan)
5. Levante (Eto’o)
4 Donetsk (Pedro)
3. Real Madrid (Henry)
2. Real Valladolid (Pedro)
1. Real Madrid (Villa)

In fondo anche nel primo “clasico” italiano a cui prese parte, il derby milanese tra Milan e Inter, José Mourinho perse: va bene, un conto è soccombere per 1-0, gol di Ronaldinho, un altro è buscare cinque ceffoni in pieno volto non facendo praticamente neanche un tiro nello specchio della porta. Ma lo Special One, ormai è arcinoto, è tipo orgoglioso ma anche intelligente, non fa mai drammi un po’ per conservare intatto l’ego enorme che l’ha portato ad essere l’allenatore più vincente degli ultimi anni, un po’ per preservare i suoi ragazzi. Non punterà mai il dito contro la prestazione dei singoli, lui fa quadrato intorno alla squadra, catalizza oneri e onori, e alla fine la sfanga. Così nella pancia del Camp Nou, dopo la batosta più pesante avesse mai subito, il lusitano si mostra impavido, per niente imbarazzato, quasi desideroso di rispondere ai cronisti, alquanto eccitati nel pregustare la reazione bastonata dell’uomo di Setubal. Che non c’è stata.
“Non è un’umiliazione, ma sicuramente la peggior sconfitta della mia carriera: non avevo mai perso 5-0. È un risultato che ti lascia l’amaro in bocca ma è facile da digerire perché non ha conseguenze. Una squadra ha giocato al massimo e l’altra ha giocato molto male. È stata una vittoria meritata per loro e una sconfitta meritata per noi. Però non cambia niente, il campionato resta equilibrato e sarà così fino alla fine. Nei primi due gol presi abbiamo rasentato il ridicolo. Il Barcellona ha dimostrato di essere un prodotto finito, noi ancora non lo siamo anche se fino a questo momento avevamo fatto delle belle partite. Mi piacerebbe rigiocare domani e non aspettare sabato. I giocatori con carattere dopo una sconfitta così devono rigiocare subito” le parole di Mou, lucido e onesto, ma comunque ben lontano dal cospargersi il capo di cenere. Ovvio che di contraltare l’ambiente blaugrana è esaltato: scavalcate le merengues, umiliate, calcio totale al Camp Nou.
Le Foto di Barcellona - Real Madrid 5-0




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Due magliette autografate con la scritta “Animo Mineros” (Coraggio Minatori). E’ il personale regalo che David Villa, attaccante del Barcellona e della nazionale spagnola, ha mandato ai 33 minatori intrappolati da molte settimane nella cava di San Josè, nel deserto dell’Atacama in Cile. Villa è rimasto particolarmente dalla vicenda anche perché figlio e nipote di minatori. Tra i minatori intrappolati c’è anche Franklin Lobos, 53 anni, ex calciatore della nazionale. “Ringrazio Villa per il suo gesto - dice la figlia di Lobos, Carolina - ogni gesto di questo genere dà a noi e a loro la forza di andare avanti“.
A lei è andata una delle due maglie del talento spagnolo. L’altra maglietta l’ha ricevuta Orlando Cortes. Anche suo padre, Pedro, è intrappolato nella miniera. “Un bel gesto - dice - che ci dà forza e speranza. Quelle che servono per arrivare da qui a Natale, data entro la quale è prevista la liberazione dei minatori”.
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Un Mondiale di grandi soddisfazioni per Thomas Mueller. Il giovanissimo attaccante tedesco, quello accanto al quale Maradona non voleva sedersi appena cinque mesi perché “non lo conosceva”, è stato eletto miglior giovane del torneo e capocannoniere. Nonostante abbia segnato 5 reti esattamente come Villa, Sneijder e Forlan è lui il giocatore più prolifico grazie ai tre assist per i suoi compagni. Gli altri più quotati ne hanno accumulati soltanto uno a testa, così l’attaccante del Bayern Monaco può fregiarsi del prestigioso titolo.
L’Uruguayano Forlan può consolarsi con il pallone d’oro dei Mondiali, Villa con la Coppa del Mondo conquistata, Sneijder è l’unico a rimanere a bocca asciutta nonostante lo straordinario torneo disputato da leader olandese. Non il solo per lui, eletto anche miglior giovane, che può incorniciare la splendida stagione che l’ha visto prima esordire fra i professionisti, poi imporsi nel Bayern di Van Gaal, infine mettersi in luce al Mondiale con la sua nazionale. Un trionfo per lui che ha saltato, per squalifica, proprio la partita che ha condannato la Germania a giocarsi per la seconda volta consecutiva una finale fra terzo e quarto posto invece che la finalissima.









Nella lotta per il Pallone d’oro dei Mondiali sembrava certa la vittoria di uno tra Sneijder e Villa, e invece alla fine, come dice il proverbio, “tra i due litiganti il terzo gode“. Il terzo in questo caso è l’attaccante dell’Uruguay Diego Forlan che ha vinto il sondaggio tra i giornalisti accreditati in Sudafrica con il 23,4% dei voti. Il sudamericano ha preceduto in classifica di poco l’olandese Wesley Sneijder che ha totalizzato il 21,8% dei voti, mentre lo spagnolo David Villa si è fermato “appena” al 16,9%.
Un importante riconoscimento è comunque arrivato invece per un altro spagnolo; Iker Casillas infatti è stato eletto miglior portiere del Mondiale, e gli verrà consegnato il premio intitolato al leggendario portiere dell’Unione Sovietica Lev Yashin. Nonostante la Germania sia arrivata “solo terza”, ci sono grandi soddisfazioni anche per il tedesco Thomas Muller che ha vinto la classica capocannonieri della competizione ed è stato eletto miglior giovane del torneo.







