
Il mezzo passo falso della Juventus contro il Cagliari non delude più di tanto Antonio Conte che al termine della partita elogia l’impegno dei suoi giocatori. Nessun dramma per il tecnico juventino, ma solo un invito a voltare pagina e a mantenere alta la concentrazione. I bianconeri si consolano mantenendo l’imbattibilità in campionato (sono l’unica squadra a non aver ancora perso). Tra poche ore si conoscerà il risultato del derby milanese ed è indubbio che il risultato più favorevole alla Juventus sia il pareggio o anche una vittoria dell’Inter:
“La partita si era messa subito bene. Eravamo passati in vantaggio, abbiamo giocato molto bene, abbiamo avuto altre occasioni per raddoppiare ma bisogna essere bravi e cinici a mettere in freddo il risultato. Invece, nel secondo tempo, abbiamo preso questo gol che ci ha gelati, abbiamo faticato a riordinare le idee ma nonostante tutto abbiamo avuto delle occasioni che potevano essere sfruttate meglio. Il Cagliari è una buona squadra, sappiamo che dobbiamo soffrire e che dobbiamo lavorare per mantenere questi ritmi. Rinforzo a centrocampo? Noi andiamo avanti col gruppo che ho a disposizione. Abbiamo cercato di cambiare la partita cercando di dare più vitalità ai tre davanti e per poco non ci siamo riusciti visto che Del Piero e Krasic hanno avuto delle occasioni importanti. Il nostro cammino è fatto di lavoro, di fatica per portare a casa le vittorie. A livello di impegno non posso comunque rimproverare niente ai ragazzi”.
Ovviamente soddisfatto Davide Ballardini. Un punto prezioso conquistato nella roccaforte dello Juventus Stadium non è cosa da tutti i giorni, in questa stagione:
“Oltre ad aver pressato bene gli avversari, il Cagliari ha cercato col gioco di mettere in difficoltà la Juve. Volevamo provare a non farli giocare e gestire poi noi la palla, purtroppo negli ultimi 15 minuti abbiamo commesso l’errore di non giocare. Abbiamo coperto il campo ma potevamo uscire molto meglio, quando si conquistava la palla non si cercava di ripartire, magari un po’ per stanchezza. Ma dico bravi a tutti i miei giocatori”.
Juventus - Cagliari 1-1 - Le foto della partita




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Come un fulmine a ciel sereno arriva da Cagliari l’esonero di Massimo Ficcadenti, dopo che la sconfitta di Bergamo non sembrava aver lasciato particolari strascichi. I sardi, dopo un buon inizio di campionato, sono rimasti un po’ fermi al palo con soli tre punti conquistati nelle ultime cinque partite e due sconfitte nelle ultime due uscite. Nonostante ciò sembrava che Cellino fosse propenso a tradire la sua indole e a voler sfruttare la sosta del campionato per concedere al tecnico ex Cesena ulteriore tempo per lavorare. Invece all’improvviso è arrivata la notizia del suo esonero attraverso un comunicato ufficiale pubblicato sul sito della società.
Ficcadenti è il secondo allenatore a lasciare la panchina del Cagliari quest’anno, in estate prima di lui era stato già licenziato Roberto Donadoni che non aveva nemmeno avuto l’occasione di iniziare la stagione ufficiale. Al suo posto subentrerà Davide Ballardini, ancora non c’è l’ufficialità ma questa dovrebbe arrivare nella giornata di domani. Per il ravennate si tratta di un ritorno in rossoblu, aveva seduto sulla panchina dei sardi nella stagione 2007/2008, subentrando a Nedo Sonetti e ottenendo una comoda salvezza ritenuta tuttavia impensabile a gennaio. La notizia sorprende un po’ tutti, soltanto poche settimane fa il Cagliari di Ficcadenti veniva elogiato per i risultati ottenuti e per l’ottimo gioco messo in mostra. Ma questo è il calcio e alcuni presidenti, e Cellino fa parte di questo gruppo, ci hanno abituato a colpi di testa di questo tipo.

Campagna acquisti faraonica e ambizioni europee: peccato per il Cesena che questo primo quarto di campionato è stato avarissimo di soddisfazioni con appena 3 pareggi e 6 sconfitte, la miseria di 3 reti segnate e un Giampaolo, che con tutta la buona volontà di Igor Campedelli che mai aveva esonerato un allenatore a stagione in corso, ha dovuto farsi da parte colpevole di non averci capito molto. Perché è effettivamente difficile riunire un nugolo di campioni (o presunti tali) e fargli indossare una maglia a cui si sentono relativamente legati e farli giocare per di più per la salvezza; sarà stato questo forse il motivo che ha spinto Davide Ballardini a rifiutare la panchina dei romagnoli:
“Amo Cesena e sono cresciuto con loro, ci ho pensato una notte, ho ringraziato il presidente Campedelli, ma ho preferito non andare. Le motivazioni? Sono molto attaccato alla città e l’idea di non riuscire a salvare la squadra mi avrebbe fatto vergognare. Troppo amore. Non abbiamo proprio parlato di contratto, nè per uno nè per due anni. La mia è una forma di rispetto, e sono stato chiaro: non ero convinto delle situazioni che mi si prospettavano e sono stato sincero e rispettoso nei confronti delle società, dei giocatori e dei tifosi”.
Sarà, di fatto l’ex allenatore di Lazio e Genoa (ma che ha iniziato la carriera proprio nelle giovanili del Cesena nel lontano 1993) è al secondo rifiuto in un mese dopo aver detto no anche al Bologna poi passato a Pioli. Ma tornando ai bianconeri, chi guiderà la squadra nella delicatissima sfida salvezza di domenica prossima in casa contro il Lecce? Campedelli ci ha provato con Luigi De Canio che sarebbe stato subito un grande ex del match; a nulla sono serviti le tre ore di colloquio tra il presidente e il trainer materano, anch’egli scettico sulla riuscita del progetto. Si parlava di un nuovo assalto questa mattina, ma da Sky fanno sapere che l’accordo è definitivamente saltato: secondo l’esperto di mercato Di Marzio ora Campedelli virerà deciso su Daniele Arrigoni che dall’81 all’84 giocò proprio nel Cesena, in Serie A, come difensore centrale.

La sesta sconfitta in nove gare di campionato costa il posto a Marco Giampaolo, l’annuncio dell’esonero del tecnico è stato dato dal presidente del club romagnolo Igor Campedelli subito dopo la partita per per 2-0 in casa del Parma. “La squadra non è riuscita a dare la risposta che ci aspettavamo. Cambieremo la guida tecnica e poi vi comunicheremo la decisione sul sostituto. Non abbiamo ancora contattato nessuno perché ci aspettavamo una reazione diversa, ma ci metteremo subito al lavoro per trovare un allenatore”, con queste parola il giovane presidente del Cesena ha messo fine al rapporto con l’allenatore già ex di Siena e Catania. I bianconeri sono ultimi in classifica con appena tre punti frutto di tre pareggi.
Per prendere il suo posto sembra essere in pole position Davide Ballardini, l’allenatore nativo di Ravenna si trasferirebbe più che volentieri nella vicina Cesena, nelle cui giovanili milita anche il figlio Enea. Campedelli ha negato qualsiasi contatto con l’ex di Lazio e Genoa, ma Tuttomercatoweb però ha dato in esclusiva la notizia di un invito a cena per stasera nel tentativo di trovare subito un’intesa. Ballardini, che poco fa ha rifiutato il Bologna, sarebbe disponibile ad accettare di trasferirsi al Manuzzi a patto che gli venga proposto di firmare un contratto biennale, un accordo annuale sarebbe respinto al mittente.
In caso di rifiuto del ravennate ci sono altri due o tre nomi che potrebbero essere presi in considerazione. Nella scorsa settimana c’era stato qualche contatto tra i bianconeri e Gigi De Canio, da allora tutto tace ma non è escluso che il telefono potesse tornare a squillare. Un altro nome che piace al presidente Campedelli è quello di Pasquale Marino, partono invece da outsider Beretta, Iachini e Arrigoni, la situazione diventerà più chiara nelle prossime ore. Nel frattempo arrivano parole di solidarietà per Giampaolo da Franco Colomba: “Dispiace molto per Giampaolo: capisco che brutto momento stia passando, a me è capitato tante volte. Avrà comunque sicuramente modo per rifarsi, è un tecnico giovane e molto in gamba”.
Sarà Stefano Pioli il nuovo allenatore del Bologna. Il quarantacinquenne ex tecnico del Chievo, esonerato ad inizio stagione dal Palermo, dopo l’eliminazione nei preliminrari di Europa League contro il svizzeri del Thun, ha infatti firmato un contratto di due stagioni con i rossoblù emiliani. Questa la nota apparsa poche ore fa sul sito ufficiale dei felsinei:
“Stefano Pioli è da oggi il nuovo allenatore del Bologna. Nato a Parma il 20 ottobre 1965, Pioli durante la sua carriera ha guidato Salernitana, Modena, Parma, Grosseto, Piacenza, Sassuolo, Chievo e Palermo. Stefano Pioli, che ha firmato un contratto biennale, verrà presentato alla stampa presso il Centro Tecnico N. Galli domani alle 12,30″.
Intanto Davide Ballardini, considerato fino a ieri in pole position per prendere il posto dell’esonerato Pierpaolo Bisoli, ha spiegato nel corso di un’intervista radiofonica i motivi del suo rifiuto:
Ho incontrato il presidente e il direttore generale del Bologna, sono stati chiari e mi volevano lì, ma gli ho risposto che dovevo prima parlare con i miei collaboratori. Non c’era la convinzione, da parte nostra, di essere lo staff tecnico giusto per il Bologna, quindi non ce la siamo sentita di intraprendere questa avventura. La società rossoblù è stata gentile con me, ma né io né i miei collaboratori avevamo la giusta convinzione di fare bene, vista la rosa attuale del Bologna. Non sarei stato l’uomo giusto. Ho una gran voglia di lavorare, ma vorrei andare dove c’è la convinzione di poter fare un buono lavoro.

“Il Bologna Fc 1909, attraverso il proprio sito ufficiale, comunica di aver sollevato dall’incarico di allenatore della prima squadra Pierpaolo Bisoli, a cui va comunque un sentito ringraziamento per il lavoro svolto con professionalità, correttezza e competenza” parole di rito da copia-incolla, esaustive però per mettere nero su bianco un divorzio che pareva scritto da 24 ore e più. Il tecnico di Porretta, dopo il mezzo flop a Cagliari, anche col Bologna non è riuscito a dimostrare quanto di buono fatto a Cesena, racimolando un punto (seppur prestigioso a Torino contro la Juve) nelle prime cinque gare di campionato. “Non c’erano più le condizioni per andare avanti” ha ribadito il vice presidente Setti che ha maturato la decisione di cambiare guida tecnica dei felsinei insieme al presidente Guaraldi.
Ora il nodo è però un altro: chi prenderà il posto di Bisoli sulla panchina del Bologna? Enigma non di poco conto dopo l’incredibile retromarcia di Davide Ballardini: col tecnico romagnolo ieri sera si era ai dettagli, sul contratto c’era da apporre solo la firma e molti giocatori sapevano che domani avrebbero svolto il primo allenamento con l’ex genoano. Pare che la fumata nera sia scaturita da beghe di tipo temporo-contrattuali, neologismo di non difficile spiegazione: Ballardini voleva un biennale netto, la società proponeva a lui e al suo staff un annuale con opzione per il secondo anno. Forse c’è anche dell’altro (pare che dietro questo rifiuto ci siano le poche garanzie societarie che offre ad oggi il Bologna), fatto sta che a Casteldebole si cerca un allenatore: in primis aveva rifiutato Delio Rossi, ora si fanno i nomi di Beretta e Marino, ma anche Stefano Pioli è in lizza, per lui il problema si chiama Palermo, dato che è ancora sotto contratto coi rosanero.

Si chiude l’esperienza di Davide Ballardini sulla panchina del Genoa, il ravennate lascia con un anno di anticipo rispetto alla scadenza naturale del contratto. La notizia è stata data dal presidente Enrico Preziosi che, intervistato da Radio Radio, ha dichiarato:
“Ha un altro anno di contratto, ma da oggi Ballardini è libero. Ho sentito Davide Ballardini al telefono e l’ho ringraziato per il lavoro che ha svolto con grande serietà. Non dico il motivo dell’allontanamento, non credo sia giusto parlare di certe cose”.
Stuzzicato poi a proposito del nome del futuro allenatore dei Grifoni, i più probabili candidati sono Alberto Malesani e Delio Rossi, ha glissato:
“Sono in vacanza e quando torneranno vedremo. Certamente il futuro tecnico potrà essere uno di questi due”.
Il mercato estivo del Genoa si presenta non privo di incognite, c’è da risolvere la questione riguardante Domenico Criscito. Sull’ex Juve c’è il forte interesse dell’Inter ma ancora nessun accordo è stato trovato. Un altro nome caldo è quello di Juraj Kucka, anche su di lui, tanto per cambiare, è lotta tra le due milanesi, ma n questo caso Preziosi dice chiaramente che lo slovacco non lascerà la Liguria, è troppo importante per la squadra che verrà. Tra i pali da Roma potrebbe arrivare Fernando Muslera, il patron genoano ha confermato l’interesse per l’ormai ex laziale e si è detto ottimista circa un suo trasferimento anche alla luce dei buoni rapporti instauratisi negli anni con Claudio Lotito.

Le venti squadre che prenderanno parte alla prossima Serie A subiranno diverse rivoluzioni, a partire dalla panchine: solo 5-6 allenatori paiono sicuri di continuare a sedere sulla panchina dalle quale hanno lavorato anche quest’anno (Donadoni, Pioli, Leonardo, Allegri, De Canio e Guidolin), per il resto è tutto ancora da decidere. Dall’incertezza più completa per alcune squadre come Juve, Roma, Fiorentina e Napoli, a qualche club che invece si è mosso per tempo e ha già deciso su chi puntare per effettuare un certo progetto.
Come detto nel titolo, i più avanti in questo senso sembrano due formazioni rossoblu (il Cagliari ha già fatto sapere che si tiene stretto Donadoni): il Bologna sta cercando di chiarire le sue gerarchie societarie, poi potrà annunciare il divorzio ufficiale con Alberto Malesani e, al contempo, il matrimonio con Pierpaolo Bisoli. Al tecnico di Porretta Terme (guarda un po’, in provincia di Bologna) non mancano le offerte, ma il club felsineo è il più avanti con le trattative: un anno con opzione per il secondo, il tempo di far insediare il neo presidente Albano Guaraldi e il futuro ds Salvatore Bagni.
Giuseppe Sannino vede così sfumare la possibilità di fare il grande salto, dopo tanta gavetta, verso la Serie A anche se il suo Varese da due giorni è matematicamente ammesso ai play-off di B e non è escluso possa allenare nella massima serie con i lombardi. Già, perché Sannino era stato accostato anche al Genoa che sembra abbia ormai definitivamente rotto con Ballardini; Enrico Preziosi aveva sentenziato: “Vi stupirò” riferendosi al nuovo tecnico genoano, gli indizi portavano a Torrente, quest’anno ottimo al Gubbio.
Niente affatto, perché pare che Torrente alla fine sceglierà il Palermo (ma siamo ancora nell’ottica delle ipotesi), Preziosi ha sciolto le riserve e ha deciso di puntare su Alberto Malesani, che ieri ha festeggiato le 500 panchine da professionista (non male per uno che a calcio ha giocato solo fino a 23 anni, nei Dilettanti). Una scelta coraggiosa ma allo stesso tempo indecifrabile: potrebbe rivelarsi connubio azzeccato o errore clamoroso, il coraggio di certo non manca a Preziosi. E allora avanti col prossimo giro di valzer…

Triplice fischio di Tagliavento, in pochi lo sentono al Ferraris: l’impianto genovese è una bolgia, ha appena segnato Boselli. Il minuto è il 91. Importante, importantissimo questo derby della Lanterna: vittoria di prestigio per il Genoa, sconfitta sul fino di lana per una Samp ormai con un piede in Serie B. I protagonisti, a prescindere dai giocatori e dagli encomiabili tifosi, non possono che essere i due allenatori, insieme alla proprietà di entrambe le squadre; commenta la gara Davide Ballardini:
Non è stato un bel derby, eravamo contratti e la Sampdoria altrettanto, nel primo tempo si è giocato un po’ di più, nel secondo c’era troppo nervosismo, troppa fretta e troppa paura. E comunque rimane un risultato importante. Molli per aiutare la Samp? Quando si ha a che fare con delle persone per bene e molto sensibili come lo sono i miei ragazzi, tutte queste cose che sono accadute danno molto fastidio e condizionano la partita. Abbiamo fatto partite contro il Brescia, contro il Lecce, squadre come la Sampdoria coinvolte nella lotta per non retrocedere, e abbiamo sempre fatto il nostro dovere. E’ stata sottolineata l’onestà del Genoa, cosa che per me non andava fatta perché il Genoa ha giocato la partita di stasera con la stessa intensità con cui ha giocato tutte le altre partite.
Il tecnico genoano ha poi glissato, ma senza apparire particolarmente diplomatico, sul suo futuro facendo intendere che con molta probabilità non verrà riconfermato; Enrico Preziosi non ha speso parole in favore del tecnico romagnolo, aggiungendo anzi che il nome del prossimo allenatore del Grifone sorprenderà tutti (a stupire sarà la riconferma di Ballardini?). E sulla partita il patron genoano rimarca un aspetto:
“Oggi non mi è piaciuto l’atteggiamento dei tifosi, che di solito sostengono la squadra fino al novantesimo. Il coro ‘il derby non si regala’ non mi è piaciuto e non è piaciuto neanche ai ragazzi. Sul piano del gioco la Samp ha fatto la sua partita e avrebbe meritato più di noi, ma la vittoria è una grande gioia. Io non ci credevo, anche perché soffrivamo molto nel finale, poi Boselli ha fatto un gesto tecnico bellissimo e l’esultanza è stata incontenibile”.
Le foto delle coreografie e degli striscioni di Genoa - Sampdoria 2-1




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Umore opposto per i due tecnici di Sampdoria e Genoa. Di Carlo è arrabbiato e ce l’ha con la sua squadra che non ha saputo leggere la gara: «Non si può affrontare un derby in questo modo, abbiamo cominciato a giocare nel modo giusto quando abbiamo subito il gol, ma era troppo tardi. Mi ha dato fastidio che il Genoa anche prima di passare in vantaggio abbia giocato meglio di noi. Arrivavano prima sulla palla, ripartivano in contropiede. Certo, alcune assenze e in particolare quella di Biabiany, hanno pesato, ma non c’è giustificazione». (Il Video della partita)
Grande soddisfazione invece per Davide Ballardini che con questa vittoria ha superato proprio la Sampdoria in classifica allontanandosi, forse definitivamente, dalla zona retrocessione: «Una vittoria che vale molto, abbiamo vinto il derby, siamo felici per tutti, a partire dai tifosi. Vale molto questa vittoria, per la grande partita e per la classifica. Non è una cosa positiva creare tante occasioni e concretizzare poco. Bisogna fare molto quindi sono molto soddisfatto per quello che la squadra ha fatto. Abbiamo fatto gol in una situazione difficile. E’ stato bravissimo Rafinha, siamo tutti molti felici. Eduardo? E’ stato il derby del Genoa che ha fatto grande partita, portiere compreso. Molto bene tutti».




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