
Al Milan è emergenza centrocampo: ai soliti forfait di Flamini, Gattuso e Aquilani, il rientro dei quali è ancora incerto e da valutare, si è aggiunto anche quello di Kevin Prince Boateng, uscito malconcio dal derby. “Il centrocampista ghancese ha riportato una lesione muscolare ai flessori della coscia sinistra, e la prognosi si aggira attorno alle quattro settimane salvo complicazioni” ha riferito il club rossonero tramite una nota, affrettandosi nel contempo ad ufficializzare il rientro a Milanello di Alexander Merkel. Il mediano di origine kazake ma tedesco di nazionalità torna al Milan in prestito dal Genoa, che ne deteneva la metà del cartellino.
Merkel rimane così di fatto a metà tra le due squadre che a giugno valuteranno il da farsi. Operazioni in fretta e furia per Galliani e i suoi collaboratori che hanno aspettato il via libera da Preziosi e Capozucca, disponibili a cedere il giocatore per questa seconda metà di stagione dopo l’arrivo di Biondini. Il giocatore neanche 20enne ha disputato cinque mesi ottimi al Ferraris, con 13 presenze in campionato a 1 in Coppa Italia, prestazioni di quantità e assoluta qualità. Allegri, il quale tra l’altro già ne conosce le caratteristiche per averlo avuto agli ordini l’anno passato, dovrebbe schierarlo fin da subito, dalla partita del Piola di domenica prossima contro il Novara.

Il mercato è nel vivo, chiaro dunque che nella giornata di ieri 11 gennaio 2012 si siano concretizzate diverse operazioni di mercato che di seguito andremo schematicamente ad esporre. Partiamo dal colpo del giorno, ossia Davide Biondini che dopo sei anni ha lasciato il Cagliari per accasarsi al Genoa: il rosso centrocampista passa da un rossoblu all’altro, ricordiamo che era in scadenza di contratto per cui Cellino ha cercato di monetizzare almeno un po’, ricavando la comunque non trascurabile cifra di un milione d’euro. Per un mediano che va un mediano che viene, se è vero che il sodalizio sardo ha messo di rimando le mani sul giovane Marco Romizi che arriva dalla Fiorentina in comproprietà libera: classe ‘90, quest’anno non ha visto il campo con i viola ma vanta la positiva esperienza a Reggio Emilia l’anno scorso oltre a 5 presenze con la Nazionale Under 21.
Il Palermo, che orfano di Sirigu ci aveva provato in estate con Tzorvas virando poi sul sempre affidabile Benussi, alla fine ha scelto Emiliano Viviano per difendere la propria porta: Zamparini non ha badato a spese sganciando ben 5 milioni di euro per la metà dell’ex bolognese (l’altra metà rimane all’Inter) che sono andate così nelle casse del Genoa, non proprio un affare visto che solo pochi mesi fa aveva ceduto il succitato Sirigu al PSG per appena 3,5 milioni. Ma facciamo qualche metro in avanti e parliamo di difensori: il Cesena puntella la retroguardia con Vangelis Moras, ex centrale del Bologna nella prima parte di questa stagione ai gallesi dello Swansea (1 sola presenza e rescissione del contratto), mentre siamo ai titoli di coda per l’affare Frederik Sorensen in prestito (con diritto alla comproprietà) dalla Juve al Bologna. Ufficiale Mascara al Novara, Nico Lopez alla Roma e Pablo Ledesma al Boca Juniors.

Negli ultimi giorni la Cagliari sportiva è stata animata dal caso Biondini. Il rosso centrocampista è finito nel mirino dei sostenitori rossoblu dopo un’intervista pubblicata lo scorso 8 giugno dal Corriere della Romagna, un’intervista nella quale il calciatore strizzava l’occhio al Cesena, sua città di origine e squadra del cuore, e in qualche modo metteva la parola fine alla sua avventura in Sardegna. Le sue parole non sembrano lasciare adito ad interpretazioni, Biondini parla chiaramente del suo futuro come lontano dal Sant’Elia dopo cinque stagioni ricche di soddisfazioni:
“Diciamo che questa è senza dubbio l’estate più importante della mia carriera, perché ho un altro anno di contratto ma per la prima volta non intendo rinnovare e dunque è molto probabile che me ne vada subito. Non escludo nulla: se offerta e progetto fossero buoni, non riuscirei a dire di no al Cesena. In questo momento ho due aspirazioni: fare un ulteriore salto di qualità, magari in un club più importante del Cagliari, oppure trovare una realtà che mi faccia sentire protagonista e importante dal primo all’ultimo giorno. È vero, la Lazio è interessata, ma questo è il periodo delle parole e non dei fatti. Il Cesena non mi ha mai chiamato, però è innegabile che mi piacerebbe tornare a indossare la maglia della mia squadra del cuore. Tornerei volentieri perché sono sei anni che prendo un sacco di aerei e mi sono stufato, perché a Cagliari vengono allo stadio in 8.000 e a Cesena in 20.000 e soprattutto perché tifo per il Cesena”.
Parole chiare e dirette, poco adatte ad essere ritrattate. I tifosi del Cagliari non l’hanno presa bene e hanno scatenato una vera e propria gogna mediatica nei confronti di Biondini. Il web si è presto riempito di offese e minacce al calciatore, tanto che lo stesso presidente Massimo Cellino si è sentito in dovere di intervenire in difesa del suo tesserato. Ieri è apparso sul sito ufficiale del club sardo questo messaggio del patron:
“Ho imparato in questi anni a giudicare i giocatori sulla base dell’impegno settimanale e su quanto profondono sul campo al momento della gara: a Davide Biondini, in tal senso, non ho nulla da rimproverare. Non saranno quindi poche righe di stampa o i molti insulti in libertà lanciati sulle pagine web in questi giorni a farmi mutare opinione su un nostro tesserato, al momento fisicamente lontano, ma che ho sentito profondamente amareggiato e comunque non diverso da quello che da oltre cinque anni onora, da professionista qual è, la maglia che indossa”.
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Dopo le mille polemiche che hanno travolto Francesco Totti in seguito al fallo su Balotelli, l’Olimpico si è stretto intorno al suo capitano. La risposta del giocatore è stata da campione, il numero 10 ha infatti siglato una doppietta risolvendo la sfida contro il Cagliari che si era messa davvero male per i giallorossi. I sardi sono infatti riusciti a passare in vantaggio grazie ad un calcio di punizione di Lazzari, ma Totti, su azione prima e su rigore poi, ha ribaltato il risultato permettendo alla Roma di continuare a sperare fino all’ultima giornata (Tabellino - Video).
Il primo tempo è tutto all’insegna della squadra allenata da Claudio Ranieri, alla fine dei primi 45 minuti si conteranno una decina di conclusioni in porta ma i giallorossi non riescono a trovare il colpo del vantaggio, mentre dal San Siro non arrivano notizie confortanti. A superare Marchetti ci provano un po’ tutti, da Totti a Toni, da De Rossi a Menez, ma la sfortuna sembra essere la protagonista di giornata, la Roma sbatte due volte sul palo, in apertura con il capitano e nel finale di tempo con Motta. Luca Toni lamenta la mancata assegnazione di un calcio di rigore, mentre Totti chiede l’intervento dell’arbitro per un tocco di mano.
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Si infrange in un soleggiato pomeriggio d’aprile il sogno del Napoli di raggiungere la Champions League. La squadra di Walter Mazzarri non è riuscita ad andare oltre lo 0-0 contro il Cagliari e vede così allontanarsi, forse definitivamente, il tanto ambito quarto posto. Gli azzurri però non hanno demeritato, sono stati protagonisti di una partita di grande intensità alla quale è mancato solo il gol, merito anche di una prestazione assolutamente fantastica del portiere sardo Federico Marchetti il quale ha parato tutto. I rossoblu erano chiaramente intenzionati a conquistare un punto prezioso in trasferta e sono riusciti nel loro intento, pur non avendo giocato una partita memorabile.
La partita rispetta il copione che prevede un Napoli sicuramente più motivato a trovare il successo, il traguardo europeo è un grande stimolo e la cornice del San Paolo fa il resto. Nei primi minuti però i campani faticano a trovare spazi, merito anche della disposizione tattica del Cagliari, quello di Melis e Festa è molto più attento in difesa rispetto alla versione spumeggiante proposta da Allegri fino alla settimana scorsa, insomma il 4-4-2 regge bene l’urto dell’avversario. A complicare i piani dei padroni di casa arriva anche l’infortunio di Lavezzi che deve lasciare il posto a Bogliacino al 25′ a causa di una noia muscolare (Tabellino - Video).
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All’andata la sconfitta di Cagliari fu forse il campanello d’allarme più possente di una crisi, quella della Juve, che nel corso delle partite non ha avuto margini; lo 0-2 del Sant’Elia fu anche la prima partita di una lunghissima serie in cui la Vecchia Signora ha sempre subito almeno un gol, e così dopo 19 partite di fila la difesa rimane finalmente imbattuta nell’arco dei 90 minuti (era già successo in Coppa Italia e in Europa League, ma non nel nostro campionato): indubbiamente merito di Chiellini e Buffon, al rientro entrambi dopo un periodo non lunghissimo di stop. Più che il portierone, il marchio deciso su questo match lo ha messo il tignoso difensore toscano, autore del gol vittoria e di una prestazione difensiva eccellente (Tabellino e pagelle Juve - Cagliari 1-0).
Senza Del Piero, Diego e Sissoko, ma con un 4-4-2 che boccia ancora Giovinco promuovendo De Ceglie esterno di sinistra, la squadra di Zaccheroni non appare, al solito, nella miglior giornata; la manovra è arrugginita e gli ospiti hanno una gran voglia di scrollarsi di dosso la serie negativa degli ultimi tempi. Così la prima vera occasione la confezionano proprio i sardi con Cossu, per altro alla 100esima partita nel massimo campionato: il fantasista cagliaritano colpisce in pieno la traversa con un destro scagliato dal cuore dell’area. Reagisce la Juve con un bel tiro di Camoranesi, bravissimo Marchetti, ancora Cagliari con Matri e salvataggio sulla linea di Cannavaro. Poi, all’improvviso, il gol: lungo lancio di Zebina, spizza Amauri e corregge in rete Chiellini, con un pallonetto di testa.
Video Youtube: Sintesi e Gol di Cagliari - Roma 2-2 del 6 Gennaio 2010 Serie A





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La Roma getta letteralmente alle ortiche la possibilità ci conquistare i primi tre punti del nuovo anno. La squadra di Claudio Ranieri nella ripresa passa due volte al Sant’Elia con David Pizarro dagli undici metri e con Simone Perrotta, il Cagliari fino al 90° sembra spacciato nonostante la partita generosa. L’imprevedibile accade però nei minuti di recupero, prima il capitano Lopez accorcia le distanze, poi allo scadere ci pensa il romano Daniele Conti a spezzare il sogno dei giallorossi, siglando il definitivo 2-2. Verso la fine dell’incontro ha fatto il suo esordio anche Luca Toni, visto il risultato finale non lo si può certo definire fortunato. I sardi hanno comunque meritato il pareggio (Le immagini di Cagliari - Roma 2-2 - Il video di Cagliari - Roma 2-2).
Il primo tempo non è stato spettacolare. Gli ospiti hanno provato subito a fare la partita con la squadra di Allegri che ha tenuto. Con il passare dei minuti però i rossoblu sono cresciuti di intensità ed allora è stata la Roma a soffrire maggiormente. Di occasioni ghiotte se ne sono viste poche, le migliori sono state a favore dei padroni di casa. Il primo rischio lo corre Julio Sergio, il portiere brasiliano deve fare dle suo meglio su un colpo di testa di Lopez. I giallorossi rispondono con Perrotta, la sua conclusione finisce di poco a lato, poco dopo doppio tentativo di Lazzari ma il risultato non si sblocca. Ci provano senza fortuna anche Cossu e Julio Baptista.




Il grave infortunio in cui è incappato Robin Van Persie durante l’incontro amichevole tra Italia e Olanda, disputato il 14 novembre scorso a Pescara, ha fatto inviperire i vertici dell’Arsenal. L’intervento (prima sul pallone e poi, sullo slancio, colpisce l’olandese) di Chiellini, dopo una dozzina di minuti, è costato caro a Van Persie: infortunio (Guarda il Video) alla caviglia destra, con rottura dei legamenti. L’attaccante sarà costretto a rimanere fermo fino ad aprile. L’Arsenal sembra seriamente intenzionato ad inoltrare una richiesta di risarcimento alla Federazione olandese. Arsene Wenger spiega come si muoverà il club:
“Stiamo lavorando con i nostri avvocati e senz’altro ci rivolgeremo ai tribunali. Mi aspetto un risarcimento per il danno subito e per l’ingaggio che, come club, dovremo comunque pagare al calciatore. È frustrante perdere giocatori per una stagione a causa di un’amichevole. Vogliamo tutelarci perché inizialmente la federazione olandese ci aveva fatto sapere che si trattava di un problema di lieve entità e Robin mi ha chiamato per sapere se poteva andare a farsi curare da questa dottoressa dei miracoli che, in Serbia, lavora usando la placenta dei cavalli. Ho dato il mio okay, ma quando Robin è tornato qui abbiamo capito che il problema era molto serio, mentre in Olanda litigavano il medico della nazionale e quello che poi ha operato Robin”.




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Naufragio juventino in quel di Cagliari: i sardi si impongono con un netto 2-0, secondo stop di fila per la Juve dopo il tracollo di Bordeaux e settimana che si preannuncia nebulosa per Ciro Ferrara e i suoi ragazzi. Sabato l’Inter e tre giorni dopo il Bayern, non un buon modo per avvicinarsi a questi due importantissimi match, il ko in Sardegna apre scenari inquietanti e lascia l’Inter più che mai in testa alla classifica (ora sono 8 i punti di vantaggio dei nerazzurri sui rivali). Ma c’è stato un discreto Cagliari, cinico nei momenti decisivi, buon corridore, capace di infilare due volte Buffon con Nenè nel primo tempo e Matri allo scadere: il gol del brasiliano conferma le splendide qualità dell’ex Nacional, il raddoppio del lodigiano invece è arrivato al culmine di un contropiede fulmineo. Ai bianconeri mancano, però, due rigori (Tabellino e pagelle - Le foto di Cagliari - Juve 2-0 - Il video di Cagliari - Juve 2-0).
Ferrara recupera Amauri, fuori Del Piero con Marchisio nell’insolito ruolo di mezza punta esterna; a centrocampo Felipe Melo in tribuna per scelta tecnica, ecco Poulsen insieme a Sissoko, in difesa la novità si chiama Molinaro al posto dell’altro acciaccato, Grosso. Allegri dà fiducia a Nenè che insieme a Jeda forma la coppia offensiva dei sardi; per il resto solito undici rodato che ben sta figurando in questo campionato. Come spesso accaduto a questa Juve targata Ferrara, nella prima frazione i bianconeri corrono meno degli avversari, paiono abulici e senza idee, subiscono le iniziative altrui. Colpo di testa di Nenè e due tiri dalla lunga di Conti, il Cagliari produce la Juve no. E alla fine va sotto.




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