Gol e spettacolo al San Siro, la partita tra Milan e Cagliari regala emozioni fino alla fine. I tre punti li conquistano gli uomini di Leonardo che balzano al secondo posto in attesa della Juve, la squadra di Allegri è però da applausi e ha il merito di non arrendersi fino alla fine. La giornata del gol viene aperta da Clarence Seedorf, rispondono Alessandro Matri e Andrea Lazzari. Poi i rossoneri capovolgono il risultato con Marco Borriello e Alexandre Pato. Il gol della sicurezza lo mette dentro Ronaldinho su calcio di rigore, Nené prova a riaprire la partita ma la sua marcatura è l’ultima della partita (La Fotogallery di Milan - Cagliari 4-3 - Il Video di Milan - Cagliari 4-3).
Che la partita sarebbe stata divertente era abbastanza prevedibile, bastava dare un’occhiata alle formazioni iniziali. Leonardo fa giocare insieme in avanti Ronaldinho, Pato e Borriello, supportati da Seedorf per un Milan chiaramente a trazione anteriore. Allegri d’altra parte non ci pensa nemmeno un po’ a coprirsi e parte con le due punte Matri e Jeda e la mezza punta Lazzari qualche metro più dietro. Il Milan passa subito dopo 5 minuti, Seedorf cede a Borriello in area, l’attaccante chiude il triangolo con l’olandese che di destro trafigge Marchetti. Il Cagliari però non si lascia intimorire, macina gioco e corre a mille, non sorprende quindi il pareggio di Matri dopo 9 minuti, imbarazzante l’immobilità della difesa meneghina.
Gli ospiti continuano a imporre il loro gioco, sono gli interventi decisivi di Dida su Matri e Jeda a mantenere la partita in equilibrio. Alla mezz’ora però arriva il secondo gol dei sardi, lo mette a segno Lazzari che si ritrova nel cuore dell’area in colpevole solitudine. Lo svantaggio scuote il Milan che si riversa in avanti, servono otto minuti per trovare il 2-2, calcio d’angolo, Pato salta più in alto di tutti ma Marchetti respinge, per Borriello è facile ribadire in rete. Due minuti dopo i rossoneri sono di nuovo in vantaggio, Ronaldinho vede in area Pato e lo serve con un tocco delizioso, il Papero scarica di destro all’incrocio dei pali, gol meraviglioso.





Non smette di suscitare polemiche il rapporto fra Marcello Lippi, ct della nazionale, ed Antonio Cassano. Dopo i fischi di Parma con il durissimo sfogo del tecnico e l’invasore di campo di Pescara anche a Cesena sugli spalti c’è ancora aria di contestazione per l’allenatore campione del mondo che, far l’altro, può vantare proprio con il cavalluccio un paio di stagioni sulla panchina all’inizio degli anni 90. Lippi non si fa condizionare e stavolta mantiene la calma, ma la sua delusione traspare come la ferma intenzione di non tornare sul capitolo Cassano.
Mi hanno riferito che a Francavilla c’erano due sobillatori, persone che incitavano i bambini che urlavano tanti nomi: dite anche Cassano, era il loro incitamento. Una cosa squallida…La gente può fare quello che vuole. Se c’è qualcuno che si sente di fischiare un allenatore che gli ha regalato la coppa del mondo che devo dire? Che gliene regalerò un altra…In Italia tutto è normale, non c’è da sorprendersi.
La gara contro la Svezia, vinta grazie ad una rete di Chiellini e con una formazione per la prima volta priva nell’11 di titolare dei giocatori che hanno conquistato il Mondiale in Germania, non da grandissime indicazioni al tecnico, ma è comunque una buona sgambata che rafforza la buona opinione sulle secondo linee e sugli esordienti come Candreva e Biondini. La possibilità di un ripensamento su Cassano appare improbabile, mentre la notizia (che Lippi non commenta) su Amauri che diventerà italiano quando sarà tardi per vederlo in campo in amichevole ma in tempo per il Sud Africa ha già raggiunto il gruppo azzurro e rischia di diventare un nuovo fronte pericoloso per il tecnico azzurro.




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Faccia da bravo ragazzo, Mario Ferri, con tutta probabilità inconsapevole che il suo gesto provocatorio durante Italia - Olanda di sabato avrebbe provocato tutto questo clamore, chiede scusa. Entrato in campo con una maglia azzurra, “S” di Superman sul petto e doppio invito “Cassano in nazionale” stampato anche sulla schiena, ha creato un certo scompiglio non riuscendo a passare inosservato. Il suo è stato un gesto goliardico, una “cassanata” la definisce lui in un’intervista al Tg1.
L’invasore (che durante la sua passeggiatina in campo è stato scherzosamente rimbrottato da Fabio Cannavaro con un “Tu sì pazz”) ha approfittato della possibilità di stare a bordo campo concessagli in quanto accompagnatore di un amico costretto per un breve periodo ad usare la sedia a rotelle dopo un incidente in moto. Le sue scuse vanno principalmente al Presidente della Federcalcio Giancarlo Abete visto che Mario pare consapevole di aver fatto fare una brutta figura al calcio italiano. Marcello Lippi non è stato certamente convinto dall’invasione di campo, in compenso i genitori del ragazzo si sono arrabbiati un po’ per la pazzia del figlio. Insomma, se per miracolo Cassano dovesse andare al Mondiale chissà che non decida di portarsi dietro il suo giovane e spericolato fan…


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Il ct dell’Italia ha diramato le convocazioni per le due amichevoli che gli azzurri disputeranno sabato prossimo e quattro giorni dopo, il 18 novembre: Lippi ha più o meno stupito, chiamando due esordienti e riproponendo due ragazzi che a Genova stanno facendo molto bene e che meritavano la chiamata. Si tratta di Antonio Candreva, centrocampista offensivo del Livorno, e Davide Biondini, polmone del Cagliari; i ritorni invece rispondono ai nomi di Giampaolo Pazzini, puntero implacabile della Sampdoria, e Raffaele Palladino, redivivo con la maglia del Genoa (Elenco dei convocati).
Ricordiamo che l’Italia giocherà sabato a Pescara contro l’Olanda: raduno martedì alla Borghesiana, giovedì gita a L’Aquila in sostegno della gente vittima del terremoto di sette mesi fa, due giorni dopo alle 20 e 50 fischio d’inizio contro la temibile selezione arancione. La truppa azzurra si sposterà di qualche chilometro a nord per preparare poi la seconda amichevole, che si giocherà il mercoledì dopo in quel di Cesena: avversaria di turno la Svezia che ha di recente cambiato allenatore e che è ancora delusa per la mancata convocazione ai prossimi mondiali sudafricani.
S’era messa malino per l’Inter che dopo novanta minuti intensi riesce finalmente ad espugnare il Sant’Elia, campo che da qualche anno non sorrideva ai colori nerazzurri; bravo il Cagliari ma impreciso sotto porta (i sardi non hanno ancora fatto un gol su azione in 360 minuti), una squadra, quella di Allegri, che nel primo tempo è passata con un rigore di Jeda ma che nella ripresa non ha saputo approfittare della trazione iper anteriore dell’Inter, in cerca del ribaltone. Poi un errore di Conti ha dato il là alla rimonta interista con Milito che prima pareggia, poi regala il vantaggio agli ospiti con un preciso tiro a battere Marchetti in uscita. Espulso Mourinho per proteste (Le Foto di Cagliari - Inter 1-2 - Il Video di Cagliari - Inter 1-2).
Le scorie della partita col Barcellona si sentono: l’Inter entra in campo abbastanza stanca e il leggero turn over non le dà sufficiente ossigeno; di contro il Cagliari è pimpante, con Matri chiaramente in forma. E’ proprio l’attaccante rossoblu il protagonista dell’episodio chiave del primo tempo: viene messo a terra da una spinta di Maicon in area di rigore, Orsato non ha dubbi e assegna il penalty (il primo contro l’Inter dopo 53 giornate). Jeda non sbaglia e così per gli ospiti si fa subito dura. Il primo tempo scivola via senza grandi emozioni, le squadre rientrano negli spogliatoi dopo più di uno sbadiglio del pubblico a casa e sugli spalti. La ripresa è altra cosa.
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Al Sant’Elia di Cagliari si incrociano due tra le squadre più in forma di questo campionato, Cagliari e Genoa hanno fatto grandi cose fin’ora e puntano a concludere al meglio questa stagione. Ai padroni di casa manca la vittoria da un mese quando ebbero la meglio sul Lecce, gli ospiti giocano per conquistare un miracoloso posto in Champions League. Dopo novanta minuti equilibrati e vibranti la spuntano i ragazzi di Gasperini grazie ad un gol di Olivera al 85°, la partita è rimasta comunque aperta fino alla fine offrendo buone indicazioni ai due allenatori. (Video)
Allegri si affida al suo collaudato schema con la linea di quattro difensori davanti a Marchetti, a centrocampo piedi buoni e polmoni generosi grazie a Conti, Biondini e Fini. Al solito Cossu il compito di ispirare la coppia d’attacco Jeda-Acquafresca. Anche Gasperini si affida al suo modulo preferito, quel 3-4-3 che gli sta dando tante soddisfazioni. Gli squalificati Biava e Ferrari sono sostituiti da Bocchetti e Papastathopoulos, a centrocampo manca Thiago Motta e al suo posto gioca l’affidabile Milanetto. In avanti, al fianco di Milito, ci sono Sculli e Jankovic.
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Il Cagliari espugna l’Olimpico di Torino dopo 41 anni e frena la corsa scudetto della Juve, alla seconda sconfitta consecutiva in tre giorni; i ragazzi di Allegri confermano il trend delle ultime settimane, imperversando per tutto il campo seguendo i tempi del playmaker Conti e pungendo come non mai con i folletti d’attacco, da Jeda a Acquafresca, da Cossu a Matri. Finisce 2-3 per i sardi, passati in vantaggio con l’ottimo Biondini; la Juve recupera con Sissoko e Nedved ma nella ripresa cede di schianto e subisce due gol in contropiede prima con Jeda, quindi con Matri: i bianconeri hanno poche idee e piuttosto confuse, gli ospiti hanno meritato i tre punti (Fotogallery - Video).
Ranieri sceglie Zanetti e Mellberg al posto di Marchisio e Grygera, Del Piero torna in attacco, Chiellini rientra piazzandosi al centro della difesa; Allegri non ha paura degli avversari e opta per un tridente con Cossu, Jeda e Acquafresca, Agostini torna sulla fascia, Conti a centrocampo supportato da Biondini e Fini. Ci si aspetterebbe un avvio a mille della Juve, ferita ma desiderosa di riscatto; invece il Cagliari non si fa intimorire e addirittura al primo vero affondo passa con Biondini che, sul cross di Fini, anticipa Marchionni e batte Buffon di testa. I padroni di casa reagiscono, vanno vicinissimi al gol con Legrottaglie e Sissoko, poi trovano il pari.
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