
Quante volte era sul piede di partenza e poi è rimasto in sella? Innumerevoli, David Trezeguet ha legato il suo nome alla Juve eppure ogni anno si è sempre sentito “scaricato”, salvo poi mantenere la residenza torinese a suon di gol. Ormai non è più un giovanotto e il suo contratto rimane molto molto oneroso, però è pur vero che il bomber transalpino, anche appannato, a fine anno va in doppia cifra: 171 i gol con il bianconero indosso, una media di 17 gol a stagione. Quest’anno stesso teatrino: la Juve cambia pelle a partire dalle fondamenta, Trezeguet è messo sul mercato: Valencia, Marsiglia, Napoli.
Poi però si inizia a sgobbare a Pinzolo, lui da gran professionista lavora in silenzio (e anche un po’ col muso) e rifiuta la fascia da capitano: il suo mestiere è buttarla dentro, in 90 minuti nelle prime due uscite stagionali della Vecchia Signora cinque marcature. Ieri tre schiaffi al portiere dell’Al Nassr, squadra saudita allenata da Walter Zenga a cui mancava evidentemente il calcio esotico; entrato nella ripresa insieme a Diego, ha duettato più che bene col brasiliano, calando il tris col suo campionario da cecchino: di testa, sul filo del fuorigioco, in tap-in.
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Il Parma è in ritiro a Levico Terme e ieri è stato omaggiato dalla visita del presidente Tommaso Ghirardi; il patron dei ducali è ottimista in vista della prossima stagione e sta lavorando (insieme al ds Leonardi) più che bene sul mercato, concentrandosi ad ora su molte operazioni interne come rinnovi di comproprietà o acquisizioni complete di atleti l’anno scorso solo per metà degli emiliani (Bojinov, Galloppa, Mirante, Dzemaili, Paloschi). Le partenze di rilievo rispondono al nome di Jonathan Biabiany e Davide Lanzafame, ad oggi la priorità per la dirigenza parmense è sostituirli degnamente: “Noi dobbiamo a livello tecnico ripristinare due giocatori come Biabiany e Lanzafame. Siamo alla ricerca di giocatori con queste caratteristiche. Una volta individuati la squadra è a posto“.
E oggi allora il primo puntello per il nuovo allenatore Pasquale Marino, per altro di grandissima qualità: ufficializzato Fernando Marques, centrocampista esterno proveniente dall’Espanyol. In rotta con la squadra catalana, nella seconda parte di stagione non ha giocato e si è così visto messo da parte da Vicente Del Bosque, che pure era intenzionato a inserirlo nella lista dei 23 futuri campioni del Mondo. Così l’esperto di mercato Gianluca Di Marzio (Sky) sul giocatore: “Fernando Marques è il nuovo colpo del Presidente Ghirardi. Si tratta di un classe ‘84, arriva a parametro zero essendosi liberato dall’Espanyol mediante una causa al club. Domani sarà a Levico per firmare per 5 anni, si tratta di un centrocampista offensivo di qualità e velocità che può giocare come ala“. Sicuramente un ottimo giocatore che potrà rivelarsi una vera sorpresa.
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Si fa sempre più trafficata la tratta Torino-Genova per quanto riguarda il prossimo calciomercato. I neodirigenti della Juventus, i transfughi doriani Giuseppe Marotta e Fabio Paratici, avrebbero infatti nel mirino, oltre a numerosi pezzi pregiati della loro ex squadra, anche i due giocatori in comproprietà tra i torinesi e l’altro club della citta ligure, il Genoa: il jolly difensivo Domenico Criscito e il fantasista Raffaele Palladino.
Ai due, che non erano riusciti a sfondare nella loro precedente esperienza in maglia bianconera, potrebbe essere data infatti un’altra chance, in particolare al difensore, considerato dal nuovo tecnico Gigi Del Neri una pedina ideale da inserire nel suo tradizionale 4-4-2. Sperano di avere un’altra possibilità a Torino, anche altri ex gioiellini della Primavera di Chiarenza come Davide Lanzafame e Michele Paolucci, anch’essi in comproprietà, rispettivamente con Parma e Siena.

Dopo undici anni il Parma è tornato a vincere a Torino, sponda Juventus, facendo un bel regalo al presidente Ghirardi, che ha compiuto 35 anni il giorno dopo, il 10 maggio: “Andare a vincere a Torino contro la Juventus e’ stato per me un bel regalo di compleanno. Mi hanno fatto felice” ha detto il numero uno parmigiano. Fin qui tanti sorrisi e belle parole, ma la realtà è che c’è una piccola grana in casa ducale e i toni nel post partita non sono stati dei più morbidi. Il più polemico il direttore sportivo Pietro Leonardi che se l’è presa coi media rei di aver imbastito una fittizia campagnia “disinformativa” circa un presunto litigio tra lui e Guidolin che, negli ultimi giorni, pare abbia deciso di fare le valigie destinazione Udinese.
“Ce l’ho soprattutto con certe persone che magari hanno rancori, che hanno “pompato” una campagna “Leonardi vs Guidolin” sui giornali. Ma noi non abbiamo mai litigato, chiedetelo. Se dovesse andar via sarà per sue scelte professionali. E comunque se la comunità di Parma non mi vuole, sono pronto a lasciare anche da domani. E non so se - per via di tutte queste ipocrisie - domenica andrò allo stadio. Faccio gli auguri di buon compleanno al presidente Ghirardi e dedico la vittoria storica contro la Juve ai tifosi del Parma, attaccati allo stadio da dei vili e dei vigliacchi. La partita doveva essere vinta dai crociati a tavolino, mi aspetto che ora si prendano decisioni esemplari” ha tagliato corto Leonardi, visibilmente seccato anche dalla sua ex squadra, l’Udinese.
Le Foto di Juventus - Parma 2-3




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Grande soddisfazione di De Rossi per la vittoria sul Parma, domani sera lui per una volta tiferà la Lazio contro l’Inter: «Abbiamo fatto una grande prestazione su un campo difficile. Il Parma non aveva niente da perdere, ma nessuno ti regala niente e ha fatto una grande prestazione. La Lazio? Non vedo perché non dovrebbe fare lo stesso, anche perché ha più stimoli del Parma perché è in una situazione più complicata. In Inghilterra nemmeno se li pongono questi problemi, non capisco perché in Italia c’è sempre questa girandola nelle ultime tre partite. Com’è giocare con l’obbligo dei 3 punti? È un po’ peggio perché sai che devi vincere per forza. È antipatico, è scomodo ma l’Inter andava a giocare la partita per vincere comunque. Se domani tifo Lazio? Sì, certo, alla grande».
Le Foto dei 6000 tifosi della Roma
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La Roma torna a vincere a Parma dopo la sconfitta di domenica scorsa contro la Sampdoria e risorpassa l’Inter in vetta alla classifica. Alla vigilia della gara la Roma aveva un solo risultato a disposizione per tentare di strappare questo scudetto all’Inter e Ranieri, nonostante le voci della vigilia che lo davano in panchina, si è affidato al capitano Francesco Totti che non ha deluso le aspettative del suo tecnico. Il Parma in barba alla malelingue della vigilia che ipotizzavano uno scarso impegno contro i giallorossi, ha venduto carissima la pelle.
Dopo appena 4 minuti dall’inizio del match infatti sono proprio i padroni di casa a rendersi estremamente pericolosi con Boijnov che ai dieci metri riceve il pallone da Dzemaili e incrocia tirando sul secondo palo. Conclusione di poco a lato. Passa un solo minuto e la Roma va in vantaggio grazie a Francesco Totti che addomestica un pallone in verticale di De Rossi e con un pallonetto scavalca Mirante. Qualche dubbio sul controllo di Totti per un presunto fallo di mano. Il Parma prova a rispondere prima con una conclusione di Biabiany con la palla che termina sul fondo, e poi con una di Valiani che da fuori area impegna Julio Sergio in una deviazione non semplicissima in calcio d’angolo.
Le Foto dei 6000 tifosi della Roma
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Il Parma è sicuramente una delle squadre più in difficoltà in questa fase della stagione, i ducali non vincono ormai da oltre due mesi: era il 13 dicembre quando si aggiudicavano il derby emiliano disputato al Tardini contro il Bologna. La creatura di Francesco Guidolin non riesce più a ritrovarsi e si è ritrovata pericolosamente ai confini della lotta salvezza dopo aver sognato addirittura una clamorosa qualificazione per l’Europa. I punti conquistati nel 2009 dovrebbero comunque garantirgli una sufficiente tranquillità in questa seconda parte della stagione, ma i problemi ci sono e vanno risolti, sarebbe inutile far finta di non vederli.
La posizione del tecnico di Castelfranco Veneto non è più al sicuro come qualche mese fa, il tecnico sta perdendo il controllo dello spogliatoio che ora inizia a mugugnare. Ci sono ad esempio i casi di Daniele Galloppa e Davide Lanzafame: il primo non ha gradito la panchina di domenica scorsa a Cagliari, il secondo non nasconde la sua delusione per la scarsa considerazione di cui gode. Il bel Parma di inizio stagione non riesce più a esprimersi, in Sardegna gli emiliani hanno fatto vedere qualcosa nella ripresa, comunque troppo poco per impensierire la squadra di Allegri. Ecco quindi che si fanno i nomi dei sostituti di Guidolin: si è parlato di un clamoroso ritorno di Nevio Scala, così come di Gigi Cagni; sono stati inoltre fatti sondaggi per Gianluca Vialli e Antonio Conte, quest’ultimo sarebbe il preferito del direttore generale Leonardi.
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Non poteva cominciare in maniera migliore l’avventura di Edy Reja sulla panchina della Lazio: l’allenatore goriziano alla sua prima partita riesce addirittura a conquistare l’intera posta in palio su un campo non facile come quello di Parma, i biancocelesti non vincevano lontano dall’Olimpico addirittura dallo scorso 31 agosto. Gli emiliani invece sono decisamente in crisi, la squadra di Francesco Guidolin non vince da due mesi e sembra aver smarrito le buone qualità messe in mostra nella prima parte della stagione. Oggi si sono dovuti piegare di fronte ad una rediviva Lazio, 2-0 il finale con le reti di Stendardo e Zarate (Il tabellino di Parma - Lazio 0-2 - Il video di Parma - Lazio 0-2).
La mano del nuovo allenatore si vede fin dalla formazione iniziale, Reja sceglie come modulo il 3-5-2 affidando il reparto offensivo a Rocchi e Floccari, lasciando in panchina Zarate. Le chiavi del centrocampo tornano nella mani di Cristian Ledesma alla prima apparizione in questo campionato, la sua presenza nella zona nevralgica del campo si è fatta sentire. I capitolini sono ben messi in campo ma nella prima frazione di gioco è il Parma a creare pericoli maggiori. Biabiany si divora un gol già fatto e più tardi si fa fermare da Stendardo, dalle parti di Mirante i laziali si fanno vedere poco, l’unica conclusione, tutt’altro che pericolosa, è di Floccari.





Un tempo la Juve a gennaio se ne stava zitta in un angolo e osservava le avversarie arrabattarsi col mercato di riparazione; tutto è cambiato, la Vecchia Signora oggigiorno ha neccesità di lifting invernali e così in Corso Galileo Ferraris, Torino, gli uomini di mercato bianconeri lavorano per operazione in entrata e in uscita. Due anni fa Sissoko fu un ottimo colpo, l’anno scorso niente degno di nota, quest’anno si registrano già tre partenze: Ariaudo a Cagliari, Molinaro allo Stoccarda e Tiago all’Atletico Madrid (quasi certo). Poca roba, perché indiscrezioni verosimili parlano di colpi in canna che faranno molto discutere.
Il Chelsea di Carletto Ancelotti, impaurito dal non poter operare sul mercato l’estate prossima, cerca di fare la voce grossa sin da subito: messi gli occhi su Pazzini (con la concorrenza della stessa Juve), ma anche su Vincenzo Iaquinta. L’attaccante calabrese della Nazionale è convalescente, di certo tornerà combattente come al solito, doti che piacciono e non poco al nuovo allenatore dei Blues; da Stamford Bridge propongono uno scambio alla pari con Florent Malouda, che di recente ha battibeccato con un idolo indiscusso da quelle parti come Frank Lampard. Di certo non potrebbero giocare in Europa, l’impressione è che Iaquinta sia troppo importante per questa Juve per potersene privare.
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I giocatori della Roma fanno un bel regalo di Natale ai loro tifosi, battendo il Parma i giallorossi agganciano proprio gli emiliani al quarto posto in classifica. Dopo un primo tempo che si chiude senza reti, ci pensa Burdisso a spezzare l’equilibrio. Francesco Totti colpisce un palo, è bravo Mirante a deviare il pallone. Il raddoppio arriva a tempo scaduto e porta la firma di Brighi che è bravo a finalizzare un buon assist di Vucinic. Il 2009 si chiude nel migliore dei modi per i capitolini, i gialloblu possono comunque stare tranquilli, la loro stagione resta superlativa (Il Video di Roma - Parma 2-0).
Claudio Ranieri schiera come unica punta Totti, alle sue spalle piazza un tridente a sostegno composto da Vucinic, Brighi e Taddei; tra i pali l’ormai confermatissimo Julio Sergio. Tra le fila del Parma manca un po’ a sorpresa Davide Lanzafame, l’attacco poggia sulle solide spalle di Valeri Bojinov e Nicola Amoruso. Nel primo tempo le emozioni non sono tantissime, le due squadre si equivalgono da un punto di vista atletico, le occasioni di conseguenza non fioccano. Le uniche azioni di rilievo sono un colpo di testa di Vucinic all’avvio, che però non centra il bersaglio, e una conclusione di Brighi deviata bene da Mirante.



