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Che fine ha fatto? La triste parabola di Freddy Adu

pubblicato da Skalka


C’era una volta un giovanotto di cui si sentiva parlare da più parti, era (ed è) ghanese (o ghaniano, in italiano corretto) e detiene ancora dei record più o meno invidiabili: sbarcato a otto anni negli Stati Uniti, diventatone cittadino a tredici, a 15 (eravamo nel 2004) esordiva nella Major League Soccer tra le fila del D.C. United. Un anno dopo addirittura in Nazionale, quella maggiore. Si parla di Freddy Adu, di lui si parlava un gran bene, giocatore offensivo capace di ricoprire tutti i ruoli dell’attacco con predisposizione per quello di trequartista. E allora i taccuini degli osservatori europei si riempirono di relazioni, il ragazzo pareva sì bravo ma non “così” bravo, alla fine passò al Real Salt Lake.

Qualcuno poi volle rischiare, ci pensò il Benfica che per due milioni di dollari portò Adu a Lisbona, facendolo anche esordire in Champions League; non giocava tanto, ma era giovane e alla fine la buttò dentro 5 volte in 18 apparizioni, tra Sagres Liga e tutto il resto. Lo staff tecnico dei lusitani rimase piacevolmente impressionato dalle sue capacità, ma era visibilmente acerbo cosicché fu mandato in prestito a farsi le ossa. Non in una squadra qualsiasi, ma il Monaco: non trovò spazio, non fece neanche un gol, era già tempo di tornare al Benfica. Effettuò la preparazione estiva, poi via al Belenenses, sempre massima serie portoghese. Un infortunio, poca roba, il coach Toni dopo 6 mesi gli diede il benservito.

Si inserisce allora l’Aris Salonicco (siamo a un anno esatto fa), prestito per 18 mesi; dopo aver segnato già alla terza partita, passa appena una mezza dozzina di mesi e viene subito messo fuori rosa. Poi rescinde col Benfica e allora sono guai. Si ritrova senza squadra e quest’estate si propone a qualche squadra. Già, ma quale? Prova col Sion, ma non convince il club svizzero. Quindi col Randers, massima serie danese, nuova bocciatura. Si parla di un ritorno in patria, Los Angeles Galaxy, ma non se ne fa nulla. Ora è stato avvistato in Turchia, dove è in ritiro l’Ingolstadt, serie b tedesca: “Vogliamo prenderlo, ma solo per il girone di ritorno. Ci serve ora, non in futuro” fanno sapere i dirigenti del club bavarese. Adu è sempre più giù.

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Portiere dei Dc United liscia il pallone e regala il goal

pubblicato da Antonio D'Avanzo


Altro video in cui il portiere si erge a protagonista assoluto, anche se stavolta in negativo. Il teatro è la Major League Soccer dove l’estremo difensore dei DC United, Bill Hamid, stoppa male il pallone su retropassaggio della difesa e, al momento del rilancio, svirgola goffamente il pallone. Ne approfitta facilmente l’argentino Guillermo Barros Schelotto che insacca a porta vuota. Schelotto, ex giocatore del Boca Juniors, milita nei Columbus Crew. E’ il fratello di Gustavo, ex giocatore del Villarreal.


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Amichevoli, Milan sconfitto in America: 3-2 per lo Dc United

pubblicato da vieni_127


Sconfitta di misura del Milan in terra statunitense: come capitato alla Juve, anche il Diavolo si inchina di fronte agli americani. Non New York, bensì Washington il teatro della sfida disputatasi questa notte tra rossoneri e i padroni di casa del DC United. Finisce 3-2 per i giocatori a stelle e strisce, un risultato importante per la compagine allenata da mister Onalfo anche perché tra le file degli italiani, allenati da Mauro Tassotti, figuravano giocatori di lignaggio mondiale: solo per citare i più fragorosi, da Nesta a Seedorf, da Pato a Ronaldhino. Disastrosa comunque la prova difensiva degli ospiti, con le tre reti americane scaturite da altrettanti errori della retroguardia milanista (c’era Terzi del Siena, in più titolare Brocchi della Lazio).

Dopo un avvio promettente, con Pato in palla e un buon possesso, ecco il vantaggio dello DC United con Luciano Emilio al 20°: sponda di un compagno, il giocatore tutto solo contro Abbiati lo fredda senza scampo. Poi sale in cattedra Pontius: è lui che guadagna il corner sulla quale lo stesso svetta su tutti e porta a due le marcature. Nella ripresa il capitombolo: pacchiano errore di Oddo (retropassaggio al portiere sbagliato), raccoglie Allsopp che aggira Abbiati e cala il tris. La reazione rossonera è guidata proprio da Oddo: prima trasforma un rigore per fallo di mano, poi accorcia ancor di più le distanze con un tiro da fuori. Quindi rischia il 3-3 con un’altra bordata. Pato, Inzaghi e Nesta producono gli ultimi pericolo, ma lo Dc regge e vince.

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