De Santis racconta la non esultanza in Napoli-Lecce 4-2 | Video
Il polverone che si è alzato con questo video non poteva non avere un seguito ed un chiarimento da parte del diretto interessato, Morgan De Santis, portiere del Napoli. Il giocatore, intervistato da Skysport, ha spiegato le ragioni di quella strana esultanza (meglio dire non esultanza) in Napoli - Lecce terminata 4-2, un gesto sembrato anomalo per un gol a favore. Lo scuotimento di testa e le braccia sbattute sulle cosce appaiono come un segno di disapprovazione, la faccia di De Santis contrariata e Lucarelli che con il ghigno gli dice “Mancano 7 o 8 minuti“. Tutte congetture che il portiere non accetta:
“Non volevo neanche parlarne e adesso mi trovo a commentarlo. E’ una situazione kafkiana. Venivamo da tre pareggi consecutivi, quel gol è stato una liberazione. Poi ognuno può dire quello che vuole, io mi riconosco in pieno in quella reazione. Il video l’ho potuto vedere solo mezz’ora fa, attenti alla caccia alle streghe. Non c’è nulla di strano. Come detto venivamo da tre pari consecutivi, l’ultimo dei quali un 3-3 rocambolesco con la Juve. Con il Lecce eravamo andati sul 3-0, poi loro avevano accorciato le distanze e rischiato di raddoppiare. Chi mi conosce sa che esulto solo negli spogliatoi. Chi ha messo quel video su YouTube venga a Castelvolturno a farmi le stesse domande che ha postato con il video. Risolverò i suoi dubbi, di fronte ai media”
Continua a leggere: De Sanctis racconta la non esultanza in Napoli-Lecce 4-2 | Video
Una partita a scacchi, un gioco di strategia in cui ogni mossa è frutto un piano sapientemente studiato a tavolino.
Questo è il quadro che emerge dopo l’ultima intervista rilasciata dall’ex designatore arbitrale Paolo Bergamo, coinvolto nello scandalo calciopoli, che ha in ballo l’Inter. E pesantemente anche.
Bergamo ha sempre ammesso di aver avuto un filo telefonico diretto con i dirigenti e i collaboratori della squadre ma, fa notare, non solo con quelli delle squadre indagate (Juventus, Milan, Fiorentina e Lazio).
L’ex arbitro ha sempre sostenuto durante la scorsa torrida estate che al telefono si parlava anche delle famigerate griglie arbitrali.
“Parlavamo di tutto quello di cui c’era da parlare. Cercavo di fargli capire che gli arbitri avevano bisogno di trovare una persona che accettasse le decisioni e non un giudice.
Torna in una nuova veste L’ immorale, rubrica dedicata ai segreti, agli scandali e agli inciuci, piccoli o grandi, che ancora tormentano il calcio italiano.
Nessuno ne parla, ma quel che non ha fatto la giustizia sportiva potrebbe fare la giustizia ordinaria. Mi riferisco alle ridicole punizioni inflitte agli arbitri coinvolti in Calciopoli che nella quasi totalità sono tornati a calcare i campi di serie A e B.
Ricominciando a sbagliare, ma almeno distribuendo ecumenicamente gli errori . O almeno così sembra: insomma meglio scarsi con tutti che bravi con pochi.
L’ indiscrezione che rischia di riportare la bufera fra le giacchette colorate, ormai di nero non hanno proprio più nulla, è quella che giunge dalla Procura di Napoli, che entro poche settimane dovrebbe emettere i rinvii a giudizio nei confronti di presidenti, dirigenti, designatori e appunto arbitri e guardalinee. Quale sarà la prima conseguenza di questi avvisi di garanzia?
L’ automatica sospensione per quattro mesi dall’ attività federale.