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Dejan Stankovic dice addio alla nazionale serba, Vidic potrebbe seguirlo

pubblicato da Cesare Rinaldi

dejan stankovic

La Serbia, dopo la pesante sconfitta con la Slovenia, ha detto addio ai prossimi Europei. La stessa sera il suo capitano, Dejan Stankovic, ha annunciato che la partita di Maribor sarebbe stata l’ultima per lui in nazionale. Il 33enne centrocampista dell’Inter, che aveva debuttato con la Jugoslavia nel 1998 ai Mondiali francesi, lascia dopo 102 partite e 16 gol realizzati. Queste le sue parole dopo il fischio finale rilasciate al quotidiano sportivo serbo Sportski Zurnal: “È stata la mia ultima partita in Nazionale. Stavo aspettando una gara d’addio e quella di oggi lo è stata. È tempo di lasciare spazio ai giovani”.

Stankovic ha vestito la maglia di tre rappresentative nazionali diverse a causa della complessa situazione geopolitica dei Balcani. Come detto ha esordito nel 1998 quando ancora esisteva la Jugoslavia con la quale ha disputato anche gli Europei del 2000, in entrambi i casi è arrivata l’eliminazione per mano dell’Olanda. Ai Mondiali del 2006 la selezione ha cambiato denominazione diventando Serbia e Montenegro, la squadra è stata eliminata al primo turno. Infine c’è stata la partecipazione ai Mondiali sudafricani, un’altra eliminazione, ma per Dejan arriva un singolare primato: è l’unico giocatore ad aver disputato tre fasi finali dei Mondiali con tre maglie diverse.

Ieri sera contro la Slovenia Stankovic ha indossato la maglia della nazionale per la 102esima volta, diventando così il giocatore con più presenze nella storia in coabitazione con Savo Milosevic. Ma i problemi per la Serbia potrebbero non finire con l’addio di Stankovic: sempre ieri sera un altro pilastro della squadra, Nemanja Vidic, ha fatto capire che potrebbe seguire le orme dell’interista. Il difensore del Manchester United, più giovane di tre anni rispetto al suo compagno e vice capitano dei serbi, ha detto che ormai i tempi sono maturi per un ricambio generazionale. Peggio non poteva concludersi il girone di qualificazione per una nazionale che ha sempre avuto grandi potenzialità ma che spesso ha disatteso le aspettative su di essa.

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Supercoppa Italiana: Inter contro Mediaset, il derby si preannuncia infuocato

pubblicato da vieni_127


A poche ore dall’attesissimo derby di Supercoppa Italiana, un Inter - Milan in terra cinese dai sapori sicuramente forti (diretta su Rai Uno alle ore 14, ma anche diretta testuale su questo sito), infuria la polemica: i nerazzurri accusano i cugini di spionaggio, con tanto di esposto alla Lega. Il motivo è presto spiegato: nell’allenamento di giovedì, che per questioni di pretattica il coach interista Gian Piero Gasperini ha voluto fosse a porte chiuse e senza l’occhio indiscreto delle telecamere, Dejan Stankovic ha preso una botta al ginocchio, un incidente che gli farà saltare la sfida di oggi.

Ebbene, nonostante il diktat di Gasperini, una telecamera di Mediaset, intrufolatasi senza permesso nell’allenamento dei nerazzurri, ha ripreso l’episodio: è subito infuriata la polemica, tanto che le immagini non sono state mandate in onda; poco meglio, se è vero che la notizia è comunque uscita all’esterno, cosa che ha fatto arrabbiare e non poco la società di Massimo Moratti, desiderosa di non far sapere (sempre per questioni di pretattica) che Deki non sarebbe stato della partita. Ernesto Paolillo ha dunque presentato una protesta ufficiale a Marco Brunelli della Lega Calcio, tanto che ieri l’inviato Mediaset non ha potuto presenziare alle conferenze stampa di presentazione. Accusa al Milan: spionaggio.

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Coppa Italia, l'Inter passa a Roma - Leonardo: "Ci siamo sbloccati"

pubblicato da Antonio D'Avanzo


Con un fantastico gol di Stankovic l’Inter si aggiudica il primo round della semifinale di Coppa Italia, all’Olimpico di Roma. Per i nerazzurri è una boccata d’ossigeno che mette un freno alla moria di risultati dell’ultimo periodo. Dall’altra parte, invece, c’è da registrare la seconda sconfitta consecutiva e gli assordanti fischi del pubblico romanista alla squadra allenata da Vincenzo Montella. Le parole di Leonardo a fine partita:

“Era importante bloccare questa sequenza di risultati negativi, a volte sembra facile, ma non lo è perché ci sono tanti fattori che ti portano a perdere tranquillità, soprattutto dopo l’eliminazione in Champions League. Abbiamo mostrato maturità nella gestione di questa partita, senza dimenticare che vincere a Roma non era facile e che una vittoria qui non è mai scontata. Oggi si sono affrontate due squadre che venivano da due sconfitte e non è mai semplice, in più questa è una sfida che si gioca tra andata e ritorno e all’inizio forse sia noi che loro volevamo gestire questa situazione, credo che piano piano l’Inter ci sia riuscita e abbia gestito bene la gara”.

Leonardo commenta la prestazione di Stankovic: “Stankovic? Straordinaria la sua rete, ma anche la prestazione, credo che in campo si sia divertito e si vede che sta bene. Aveva già fatto un gol bellissimo in Champions League, purtroppo in una sconfitta, quello di oggi è meraviglioso e arriva in una vittoria e dopo una prestazione veramente ottima, alla Stankovic. L’Inter deve essere costante e continuare a vincere, mancano 5 partite di campionato e la Coppa Italia, dobbiamo rimanere lucidi, tranquilli e calmi e torneremo ad ottimi livelli.”


Foto Coppa Italia: L’Inter passa a Roma, gran gol di Stankovic

Foto Coppa Italia: L'Inter passa a Roma, gran gol di StankovicFoto Coppa Italia: L'Inter passa a Roma, gran gol di StankovicFoto Coppa Italia: L'Inter passa a Roma, gran gol di StankovicFoto Coppa Italia: L'Inter passa a Roma, gran gol di Stankovic

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Inter - Napoli 3-1: esordio ok per Leonardo grazie a Thiago Motta

pubblicato da vieni_127


Va bene la pioggia e il freddo, ma se Walter Mazzarri finisce la partita con indosso la giacca, non rimanendo cioè in maniche di camicia con annessa trance agonistica, allora vuol dire che qualcosa non è andato per il verso giusto, non per il Napoli; di contro esordio migliore non poteva immaginarlo Leonardo, che non solo ha ottenuto i primi tre punti da allenatore dell’Inter, ma lo ha fatto anche di fronte al nuovo pubblico e beccandosi abbracci a ripetizione dai suoi giocatori, da Zanetti a Stankovic, da Cambiasso a Thiago Motta. A proposito del mediano brasiliano, a meritarsi più di un complimento a fine gara è stato proprio lui grazie a una partita perfetta condita da una preziosa doppietta.

Il primo gol arriva dopo appena tre minuti, coi partenopei ancora negli spogliatoi: ottimo lo scambio con Stankovic, l’ex Barça e Genoa non ci pensa su due volte e scarica un tiro piazzato dal limite dell’area, palla nell’angolino e De Sanctis battuto a freddo. Il Napoli è squadra tosta, a volte pasticciona, ma mai doma: per dire, non è stato il Napoli del settembre 2009, quello di Donadoni che a San Siro contro i nerazzurri buscò la prima rete proprio al 3° minuto (segnò Eto’o) e poi si dissolse nel nulla. No, i campani questa volta rimangono in partita, imbastiscono buone trame e, dopo il gol giustamente annullato a Dossena, ecco il pari di Pazienza, la cui incornata da corner è utile per battere Castellazzi.

Insomma, nella prima frazione il Napoli gioca bene e risponde colpo su colpo alle folate dei padroni di casa, comunque sempre velenosi e pronti a colpire; così se Milito continua ad essere appannato e si divora un gol a tre metri dalla linea di porta (sparando alto di controbalzo), non perdona Cambiasso che sceglie il tempo giusto su cross di Maicon e di testa fa 2-1. Questa volta la mazzata è forte, anche perché un paio di minuti prima Maggio, con un diagonale a fil di palo, aveva addirittura sfiorato il vantaggio per gli azzurri. E così nella ripresa Thiago Motta chiude i conti dopo dieci minuti: corner di Pandev, il brasiliano si beve Dossena e di testa spedisce in rete. Nell’ultima mezz’ora di gioco non accade più nulla.


Le foto di Inter - Napoli 3-1

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Inter - Parma 5-2: spettacolo a San Siro, tripletta di Stankovic

pubblicato da vieni_127


Abbuffata di gol al Giuseppe Meazza, nulla di meglio per l’anticipo prandiale di questa 14esima giornata: dopo un mese di digiuno tra le mura amiche l’Inter torna a brindare coi tre punti e lo fa al termine di un match, quello contro il Parma, che spettacolare è forse dir poco. Che strano il calcio, senza il bomber principe Samuel Eto’o la sgangherata banda di Benitez impallina Mirante per ben cinque volte, e senza scomodare i sostituti del camerunense: ci pensa Stankovic a fare la parte del goleador consumato infilando una tripletta memorabile. Insieme a lui Cambiasso e, nella ripresa, Thiago Motta che riassapora il campo e, pochi minuti dopo, anche il gol. Onore e merito al Parma e ad Hernan Crespo: due gol, un palo e un’altra occasionissima su cui bravissimo è stato Castellazzi, gli emiliani devono fare i conti con un reparto arretrato ballerino e con la sfortuna.

Il primo tempo regala cinque gol ed occasioni a iosa, con tutti e 22 i protagonisti in campo che non lesinano energia; il primo squillo è degli ospiti che passano in vantaggio con un gol di rapina dell’ex Crespo, abilissimo a tagliare sul primo palo e a battere Castellazzi con un tocco raffinato. L’Inter è in bambola, Giovinco sfiora il raddoppio, ma Biabiany, guarda caso un altro ex, la prende per mano e dalle sue sgroppate nasce il pari e poi il sorpasso: l’esecutore materiale e Stankovic che batte Mirante con due tiri da fuori deviati entrambi da Lucarelli prima e da Antonelli poi, con Mirante incolpevole. Poi il tris di Cambiasso: corner, spizza di testa proprio Biabiany, i giocatori parmensi fanno le belle statuine e il Chucu sigla il secondo gol personale in cinque giorni. Match che si riapre poco dopo, ancora grazie a Crespo, tiro chirurgico che finisce alle spalle di Castellazzi.

Le migliori foto di Inter - Parma 5-2
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Stankovic: "Kakà all'Inter? Magari!"

pubblicato da Antonio D'Avanzo


E’ sempre meno madrileno il futuro di Kakà, come già preannunciavano i quotidiani spagnoli qualche giorno fa. Ed è un futuro che potrebbe non essere più spagnolo, ma ridiventare italiano. L’Inter mostra timidi interessi verso il brasiliano che si fanno sempre più espliciti con il passare delle settimane, mentre chi non disdegnerebbe per niente un arrivo del giocatore e lo dice apertamente sono i componenti della rosa nerazzurra. Se per Zanetti “i campioni sono sempre benvenuti“, per Dejan Stankovic, intervenuto ai microfoni di Sky Sport 24 sarebbe un enorme piacere averlo come compagno di squadra:

Kaka all’Inter? Dopo quello che è successo ultimamente con Ibrahimovic perché non crederci. Magari, è un grandissimo giocatore. Se ci sono le possibilità di prenderlo deve vederlo il presidente. E’ stato al Milan? Si’ ma è stato sempre un avversario corretto, un fuoriclasse piacevole da incontrare“. Intanto Massimo Moratti ha risposto tra il serio e il faceto a chi gli chiedeva del mercato di gennaio durante una visita a San Mauro Forte (Matera), davanti a 300 tifosi:“Un regalo? Va bene, a gennaio vi compro Messi…Vediamo come va in questi mesi, poi eventualmente interverremo..”


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Krasic: "L'Italia ha paura della Serbia"

pubblicato da Antonio D'Avanzo


Venerdì a Belgrado arriva l’Estonia, ma
Miloš Krasić e compagni stanno già pensando a martedì prossimo, alla trasferta di Marassi, quando la nazionale serba avrà di fronte gli azzurri di Prandelli nelle qualificazioni per Euro2012. Per il “cavallo pazzo” della Juventus si tratterà di un ritorno nella sua nuova seconda patria, dove ritroverà in azzurro alcuni compagni juventini: “Ci sono quattro miei compagni di squadra tra i convocati di Prandelli - racconta l’ala serba al quotidiano ‘Novosti’, riferendosi a Chiellini, Bonucci, Marchisio e Pepe - Abbiamo parlato nei giorni scorsi della partita che ci vedrà avversari e ho capito che hanno grande rispetto per la Serbia.

Il serbo, che in nazionale ritroverà da compagno di squadra Dejan Stankovic, lancia la sfida all’Italia: “Sanno che a livello collettivo siamo forti e che abbiamo anche buone individualità, ci accoglieranno con un pizzico di paura. Ma le preoccupazioni per la partita contro l’Italia dobbiamo per ora metterle da parte, prima c’è quella con l’Estonia che è importantissima. Non sarà facile ma abbiamo già analizzato le loro partite e se ci affideremo alla nostra forza di gruppo possiamo vincere.”

Le Foto più belle di Milos Krasic

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Australia - Serbia 2-1: Canguri vittoriosi a sorpresa, serbi eliminati tra le polemiche

pubblicato da Celephais


A Nelspruit, la Serbia cade clamorosamente 2-1 contro l’Australia e dice addio alla rassegna iridata, cedendo il passo al Ghana, che si qualifica come seconda del girone D nonostante la sconfitta di misura contro la Germania. La partita si chiude però con gli uomini di Antic infuriati per due contestatissime decisioni arbitrali negli ultimi minuti di gioco: ai serbi è stato infatti prima anullato (giustamente) il gol del pareggio per fuorigioco e poi negato un penalty invece abbastanza netto per un evidentissimo fallo di mano di Cahill.


Le foto di Australia - Serbia 2-1

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Mondiali 2010 - La scheda della Serbia

pubblicato da vieni_127


La Serbia, Nazionale enigmatica: nelle recenti amichevoli pre-mondiali sconfitta incredibile contro la Nuova Zelanda, poi pareggio a reti bianche avversaria la Polonia, quindi un rocambolesco 4-3 ai danni del Camerun. Questa squadra, ufficialmente al debutto in un Mondiale ma di fatto all’undicesima apparizione (prima si chiamava Yugoslavia e, in Germania, Serbia e Montenegro), ha una rosa talentuosa, un tecnico preparato e ha effettuato brillanti qualificazioni: tutte le carte in regola dunque per essere la sorpresa del torneo, eppure in questi serbi c’è sempre qualcosa che non va. Come quattro anni fa, nei Mondiali tedeschi: tre sconfitte e a casa, con due gol fatti e dieci subiti (storico lo 0-6 rifilatogli dall’Argentina).

Quest’anno il ct si chiama Radomir Antic, per i più attenti calciofili un nome non nuovo: serbo di 62 anni, da calciatore faceva lo stopper e divenne bandiera di Partizan, Saragozza e Luton Town; ma è da allenatore che è divenuto davvero famoso: ha allenato il Real Madrid all’inizio degli anni ‘90, l’Atletico Madrid quando i colchoneros di Gil fecero il double (scudetto e Coppa del Re), il Barcellona nel 2003 (per dire, era il tecnico sulla panchina dei blaugrana quando la Juve espugnò il Camp Nou con Zalayeta) e altre squadre come l’Oviedo e il Celta di Vigo. E’ un selezionatore di una certa esperienza, serbo purosangue che sa farsi amare e rispettare; ha in mano un nugolo di ottimi giocatori e sicuramente saprà cavarne qualcosa di buono.

Il portiere non è conosciutissimo, parliamo di Stojkovic che quest’anno si è diviso tra Sporting Lisbona e Wigan; ma in difesa campioni del calibro di Vidic e Ivanovic, senza dimenticare Kolarov o anche l’udinese Lukovic. A centrocampo, ancora qualità con Stankovic o il quasi juventino Krasic, e poi l’ex Fiorentina Kuzmanovic, Kacar dell’Hertha di Berlino e Tomic del Manchester United. In attacco forte fiducia al gigante Zigic, in passato spesso accostato alla Juve e l’anno scorso in Premier tra le fila del Birmingham; ma noto è anche Pantelic, puntero dell’Ajax che in coppia con Suarez ha fatto più che bene in Eredivisie. Insomma, gente, tantissimo materiale: ma riusciranno a non perdere la testa questi focosi serbi? Gli auguriamo di sì.

Le Foto di Tutte le Maglie del Mondiale 2010 in Sudafrica
Le Foto di Tutte le Maglie del Mondiale 2010 in SudafricaLe Foto di Tutte le Maglie del Mondiale 2010 in SudafricaLe Foto di Tutte le Maglie del Mondiale 2010 in SudafricaLe Foto di Tutte le Maglie del Mondiale 2010 in Sudafrica

Le foto degli stadi sudafricani che ospiteranno il mondiale
Soccer City, Johannesburg (capienza 94.700 persone)Ellis Park Stadium, Johannesburg (capienza 61.000 persone)Kings Park Stadium, Durban (capienza 70.000 persone)Greenpoint Stadium, Città del Capo (capienza 70.000 persone)

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Siena - Inter 0-1: Milito, ancora e sempre lui, per lo scudetto interista

pubblicato da vieni_127


L’Inter è campione d’Italia per la 18esima volta (17 sul campo) dopo la striminzita ma preziosissima vittoria ai danni di un già retrocesso Siena: decide un gol del solito Diego Milito, il Principe nerazzurro che mette l’ennesimo sigillo sulla stagione dell’Inter. Dopo un primo tempo a reti bianche, è all’inizio della ripresa che si sblocca il match con la rete numero 22 del centravanti, esattamente come la cifra che l’argentino ha stampata sulla sua schiena; una marcatura fondamentale nell’economia della partita, perché i bianconeri di casa erano compatti e tignosi, con un Curci in ottima forma e gli ospiti comunque abbastanza tesi. Non serve dunque a nulla la vittoria romanista a Verona, nessuna sorpresa nel 38esimo turno di Serie A: il tricolore è ancora a Milano, sponda interista (Tabellino di Siena - Inter 0-1).

Mourinho non rinuncia alla truppa di titolari, schierando Balotelli al posto di Pandev e non rischiando Lucio, in campo Materazzi. Il Siena fa la sua onesta partita, d’altra parte motivazioni a parte sono pur sempre quasi 50 i punti che dividono le due squadre: in altri termini, l’Inter è più forte e non c’è bisogno di fare tante chiacchiere per intuire che sarà una giornata di sofferenza per Curci. Ma il ragazzo è romanista, come lui Rosi, e poi c’è il presidente Mezzaroma, insomma la voglia di far bene non manca; ma come detto sono gli ospiti a mettere più convinti il piede sull’acceleratore anche se la prima vera occasione è per Ekdal che spara fuori a tu per tu con Julio Cesar. Poi è assedio Inter con Milito che impensierisce più volte il portiere avversario.

Le migliori foto di Siena-Inter 0-1, match scudetto deciso da Milito
Le migliori foto di Siena-Inter 0-1, match scudetto deciso da MilitoLe migliori foto di Siena-Inter 0-1, match scudetto deciso da MilitoLe migliori foto di Siena-Inter 0-1, match scudetto deciso da MilitoLe migliori foto di Siena-Inter 0-1, match scudetto deciso da Milito

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