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Palermo, Zamperini esonera Devis Mangia: vicino Bortolo Mutti

pubblicato da vieni_127


Gli ingredienti c’erano tutti, la ricetta era scritta, la partita di Catania l’infornata letale: il Palermo esonera Devis Mangia dopo otto trasferte senza reti, un punto nelle ultime tre giornate e un impianto di gioco che confusionario è di poco; non solo, i siciliani sono stati eliminati dalla Coppa Italia dal Siena (l’anno scorso furono i finalisti), Maurizio Zamparini è un noto mangia-allenatori e si avvicina il mercato di gennaio. Come poteva questa mattina Mangia salire sull’aereo che lo avrebbe condotto in Piemonte per affrontare coi suoi (ormai ex) ragazzi la sfida col Novara? Era nell’aria tanto che il tecnico lombardo venerdì si era presentato ai microfoni dei cronisti nella conferenza stampa pre-derby con una fetta di panettone tra le mani, un modo per fare autoironia e prenderla alla leggera; d’altra parte il buon Devis si è fatto apprezzare ad oggi per la sua spiccata simpatia.

Ma ancora è giovane e dopo aver allenato solo la Primavera del Varese era davvero difficile gestire una piazza esigente come quella di Palermo, con un presidente spietato che solo qualche settimane fa giurava il suo solito e falso amore eterno per il giovane allenatore. Sterzata netta, dunque, affidata come si sente dire in giro (ma ci sono i crismi dell’ufficiosità) a Bortolo Mutti, la stagione scorsa a Bari nel disperato tentativo di salvare i galletti pugliesi; operazione non riuscita, ma l’esperto tecnico bergamasco col materiale umano che troverà nel capoluogo siculo (in cui è già stato per una stagione 10 anni fa in B) potrà sicuramente fare meglio sia di dodici mesi fa sulla panchina del Bari e che di quanto fatto vedere da Mangia lontano dal Barbera e, ultimamente, anche in casa (Cesena e Siena). E sul ritorno di Sean Sogliano come ds (eventualità ventilata nei giorni scorsi perché Zamparini ha esigenza di rivoluzionare la squadra a gennaio con un mercato importante), pare la cosa si sia raffreddata proprio per questa scelta drastica dopo il ko nel derby.

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Palermo-Siena 4-7 dopo i calci di rigore | Video Gol Coppa Italia

pubblicato da Antonio D'Avanzo

La partita infinita tra Palermo e Siena è stata vinta dai toscani che raggiungono i quarti di finale della Coppa Italia ed ora aspettano la vincente tra Udinese e Chievo. Succede di tutto al Barbera. Il Siena passa in vantaggio al 21′ del primo tempo con Reginaldo, che insacca di testa dopo la conclusione del compagno Larrondo finita sulla traversa. I rosanero pareggiano con Ilicic, su rigore fischiato per fallo in area su Della Rocca. Ma il Siena non si demoralizza e si riporta in vantaggio grazie a all’ex Gonzalez dopo uno scambio con Grossi. Si va al riposo. Ad inizio ripresa i siciliani si rimettono in carreggiata, ancora con Ilicic.

Video Rigori - Video Gol Tempi Regolamentari

Tuttavia il Siena sembra indomabile e con Reginaldo sigla il 3-2 al 14′. Quando la partita sembra la trama di un’eliminazione del Palermo arriva il 3-3 su rigore fischiato per fallo di Angelo ai danni di Bertolo, nel recupero, firmato ancora una volta dall’infallibile (almeno per ora) Ilicic. Nei tempi supplementari l’allenatore del Palermo, Mangia, si fa espellere. Bertolo segna il 4-3 nel primo tempo supplementare, con una deviazione di Pesoli. E’ finalmente il gol decisivo per il Palermo? No, perché un minuto dopo Angelo entra palla al piede in area siciliana e mette dentro il 4-4. I rigori finali sono un incubo per il Palermo. Tre errori con Bollino, Ilicic e Cetto, al contrario del Siena che segna con Gonzalez, Pesoli e Angelo.

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Antonio Conte concentratissimo: "Con il Palermo è come una finale"

pubblicato da Cesare Rinaldi

antonio conte

La Juventus non scende in campo ormai da tre settimane, complice il maltempo di Napoli e la sosta per le nazionali, l’avevamo lasciata con il trionfo di San Siro e in testa alla classifica. Ora avanti a lei ci sono tre squadre, psicologicamente potrebbe essere un problema, ma anche da un punto di vista tecnico non è la situazione ideale. Ora c’è il Palermo, avversario che vince a Torino ormai da tre anni, un cliente scomodo per riprendere confidenza con schemi e agonismo. Questo Antonio Conte lo sa e per questo nelle conferenza stampa della vigilia sottolinea la difficoltà dell’impegno, non esitando a descriverlo come una vera e propria finale, magari esagerando un po’, ma è tutta strategia per caricare al massimo i suoi giocatori:

“La sfida contro il Palermo per noi deve essere la finale di Coppa del Mondo, pensiamo solo a quello, senza fare calcoli e senza turn over. Da lunedì penseremo alla Lazio e poi al Napoli. Ventidue giorni senza giocare sono tanti, vedo un po’ di perplessità intorno a noi e su come ci ripresenteremo in campo, è inevitabile. Non abbiamo alibi, dopo le sfide delle Nazionali da giovedì ci stiamo risintonizzando sul campionato. Eravamo pronti prima della sosta, lo saremo anche domani”.

Tutto questo tempo di inattività ha però offerto la possibilità all’allenatore salentino di recuperare ogni singolo elemento della sua rosa. Adesso tutti sono al top della condizione e chiunque può ambire ad un posto da titolare, come fa capire Conte d’ora in poi ogni scelta che farà sarà squisitamente tecnica, non c’è più da fare i conti con la condizione fisica di alcuni elementi come ad esempio Quagliarella che si è pienamente ristabilito. L’allenatore bianconero si gode l’abbondanza e smentisce di essersi lamentato per il rinvio di Napoli o per le tante convocazioni di juventini in nazionale:

“Ho un gruppo di ragazzi che mi ha dato grande disponibilità, c’è grande voglia di fare cose importanti. Sono tutti a disposizione, quindi da oggi in avanti saranno tutte scelte tecniche, e non dettate dalle condizioni. La classifica per ora non conta, conta lavorare e mettercela tutta. I giocatori non convocati dalle rispettive nazionali sono rimasti a Vinovo, con loro ho lavorato bene. Dopo il rinvio di Napoli-Juve ho letto di mie presunte arrabbiature per il rinvio e per i tanti juventini convocati in Nazionale, mi sono stati attribuite frasi e pensieri che non ho mai detto. Se è stata presa la decisione di rinviare la partita, questa va rispettata in maniera serena”.

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Zamparini sta con Moggi: "Mi dispiace come è stato trattato un amico"

pubblicato da vieni_127


La sentenza di primo grado dell’ormai famigerato processo a Moggi e company il giorno dopo: se ne parla, eccome se se ne parla, con dichiarazioni dai più svariati versanti. Quando a parlare è Maurizio Zamparini, che a Radio Kiss Kiss commenta la vicenda e ne approfitta per dire due paroline anche del suo Palermo, raramente si ha a che fare con virgolettati banali. E allora il suo pensiero su tutta questa storia non può che essere fuori dal coro, esprimendo tutto il suo dispiacere per il trattamento ricevuto da Luciano Moggi:

“La vicenda di Moggi è una tragedia. Mi fa male che un amico venga colpito in questa maniera. Le condanne degli altri? Manca la condanna esemplare, manca la condanna alle Istituzioni del calcio. Carraro? Prima di Carraro c’erano altri personaggi che hanno fatto peggio. Il processo va fatto alle istituzioni che non sono state in grado di tutelare i campionati di calcio, non siamo stati capaci di mettere paletti. Abbiamo un’associazione arbitrale autonoma, senza nessun controllo. Non è possibile. Un giorno che l’Aia avrà un presidente truffaldino ne potranno combinare di tutti colori”.

E cerca di indicare anche la ricetta per cambiare le cose:

“Bisogna cambiare le istituzioni, non punire solo uno colpendo a caso nel mucchio. Quello che faceva Moggi lo facevano tutti, chi più chi meno. Dico dal punto di vista sportivo, non come eventi di tribunali, che avranno avuto le carte per dare quelle condanne. In appello Luciano deve solo pensare a difendersi, senza attaccare nessuno. La sua condanna mi fa male, non entro nel merito, perché sono amico di Moggi, però non mi piace com’è stato trattato”.

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Palermo, Sogliano si dimette: Zamparini si riscopre anche mangia-ds

pubblicato da vieni_127


Partiamo dalla cronaca: Sean Sogliano, fino a due giorni fa direttore sportivo del Palermo, si è dimesso dal suo incarico dopo pesanti e insanabili contrasti col numero uno di Via del Fante, al secolo Maurizio Zamparini. Il vulcanico patron dei rosanero è da sempre un tipetto con cui non è facile lavorare, ma se fino a qualche tempo a essergli indigesti erano soprattutto gli allenatori che perdevano due partite di fila, oggi riscopriamo uno Zamparini allergico anche ai ds, se è vero che esattamente un anno fa fece le valigie dopo i solito alterchi anche Walter Sabatini, oggi alla Roma. Ma come mai l’ex dirigente del Varese (e tanto bene aveva fatto coi biancorossi appena la stagione scorsa) ha raccolto baracca e burattini e ha lasciato la bella Sicilia?

Si vocifera che il pomo della discordia sia Josip Ilicic, dacché Zamparini avrebbe voluto maggior tutela per il gioiellino sloveno (malignando si potrebbe supporre che le ultime deludenti prestazioni del numero 27 abbiano fatto calare le quotazioni del giocatore già in rampa di vendita), la realtà è che il rapporto con Sogliano era già compromesso al via del campionato quando, il 31 agosto, il divorzio pareva già cosa fatta. Poi uno stentato ricucire, le nuove frizioni prima della partita di Udine, infine lo strappo definitivo: “Se pensa di fare il capo ha sbagliato società, a Palermo il capo sono io” aveva tuonato prima dell’incontro di ieri mattina l’imprenditore friulano, che a questo punto potrebbe fare tutto da solo come dodici mesi fa.

La notizia ha ovviamente scatenato i cronisti a caccia di dichiarazioni e dettagli, di fatto le bocche sono rimaste cucite e hanno dato corpo alla cosa i pensieri di chi con i due hanno lavorato. Per esempio Rino Foschi che a reterete24.it ha detto:

“Sappiamo tutti che persona particolare sia il presidente Zamparini. Lavorare con lui da un certo punto di vista è molto facile, ma da un altro è anche molto difficile. Il patron friulano è un dirigente che lascia ampi margini di lavoro al proprio direttore sportivo, mettendo anche a sua disposizione importanti risorse economiche. Dall’altra parte però il presidente vuole sempre per se l’ultima parola su determinate decisioni, perché è lui a comandare nella sua società. Io nel mio primo anno a Palermo avevo rassegnato le dimissioni per ben tre volte, ma per il resto ho sempre lavorato bene con il patron friulano e sarei rimasto a lungo alla corte del Palermo. Lui assume appieno la figura del capo della sua società e in certe occasioni per andare d’accordo con lui, bisogna avere una certa elasticità”.

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Palermo, cosa succede a Bacinovic e Ilicic?

pubblicato da vieni_127


Il Palermo sloveno che tanto bene aveva fatto l’anno passato (finale di Coppa Italia e sesto posto in campionato nonostante qualche tribolazione di troppo forse dovuto al temperamento di Maurizio Zamparini) ora non c’è più: in estate sono stati dati via in prestito Jasmin Kurtic (anche in gol di recente, gioca nel Varese) e Sinisa Andelkovic (difensore passato all’Ascoli), sono rimasti invece Armin Bacinovic e Josip Ilicic, due centrocampisti che la stagione scorsa sono risultati tra i più brillanti della squadra rosanero. Fin da agosto però sono cominciati i primi problemi, soprattutto per Bacinovic: il mediano, 22 anni proprio ieri, si era presentato in ritiro appesantito e con poca grinta, chiedendo addirittura la cessione dopo qualche giorno per le poche attenzioni ricevute dall’allora allenatore Stefano Pioli.

Per noi non esiste un caso Bacinovic, è un giocatore che fa parte del nostro progetto e su quale crediamo. Se lui e il suo procuratore vogliono crearlo dopo solo una partita, ci dispiace. Allora cosa dovrebbero dire Cetto, Mantovani e Munoz che si sono visti preferire Migliaccio? A tutti ricordo che il bene del Palermo viene prima degli interessi personali. Se ragioniamo così, possiamo fare tanta strada. Il campionato è lungo, ci sarà spazio per tutti. E, per favore, niente facce tristi” aveva detto 5 settimane fa a Mediagol il ds palermitano Sean Sogliano, quando Bacinovic accumulava tribune anche con Devis Mangia in panca. Oggi, l’ex compagno di squadra Kurtic ha cercato di spiegare la situazione del connazionale:

“Non l’ho sentito tanto ultimamente come Josip ma lui è forte di testa e del resto quando ci sono queste cose devi esserlo, devi trovare una forza in più. In questi casi devi tenere questa rabbia dentro di te e rimanere comunque tranquillo, e penso che Bacinovic può riuscire a rimanere tranquillo e sono convinto che presto, quando arriverà il suo momento, farà bene”.

Sarà, fatto sta che non va molto meglio al numero 27 (una stagione fa era il 72, mentre il 27 era Pastore), anch’egli sloveno, Ilicic, giocatore di gran classe che l’anno scorso fu indubbiamente uno dei più in palla dell’intero campionato. Contro il Cagliari alla terza in campionato, vedendo che neanche alla terza sostituzione entrava in campo, si diresse direttamente negli spogliatoi senza vedere come andava a finire la partita; Mangia usò la sua consueta ironia per sgonfiare il caso (”Probabilmente è anche una mancanza mia perché non ho ancora detto ai ragazzi che preferirei restassero in panchina“), fatto sta che a distanza di un mese il buon Josip è ancora un lontano parente di quello ammirato l’anno passato. Contro la Roma ha superato Stekelenburg in uscita e poi ha sbagliato clamorosamente a porta vuota, i tifosi iniziano a mugugnare e lui non la prende bene:

“Non esiste un problema Ilicic, anche se è molto difficile comprendere il suo comportamento in campo che lo porta ad essere poco incisivo per la squadra. Detto questo mi piacerebbe non ingigantire la questione Ilicic, creando un caso che non esiste”.

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Luis Enrique: "Lamela ha grandi qualità"

pubblicato da Antonio D'Avanzo

Luis Enrique si coccola Erik Lamela. Il 20enne argentino non tradisce le attese e all’esordio piazza subito il colpo vincente, dopo pochi minuti, che regala la vittoria alla Roma. L’unico gol, pesantissimo, di una partita non certo noiosa ricca di capovolgimenti e di azioni interessanti. Le parole dell’allenatore spagnolo dai microfoni di Mediaset Premium, a fine partita:

“Non c’è mai una vittoria facile e in questo caso faccio i complimenti alla mia squadra. È stata una gara impegnativa, siamo in crescita, continuiamo così. Lamela? Sapevo dello stato fisico dei calciatori, lui è entrato in campo con grande personalità. Nonostante l’età ha grandi qualità. Il gol è una perla ma ha dato tanto alla squadra. Ha fatto una bellissima partita. Disattenzioni nella fase difensiva? Cerchiamo questo equilibrio fra fase d’attacco e difesa. Oggi abbiamo sofferto in alcune situazioni, normale contro una squadra come il Palermo al quale faccio i complimenti. I rosanero sono bravi e hanno ottimi calciatori”.

Dall’altra parte Devis Mangia, tecnico del Palermo, non ha nulla da rimproverare ai suoi calciatori:

“Mal di trasferta? Oggi sinceramente non ho molto da rimproverare a nessuno, la gara è stata fatta, abbiamo preso un gol così ma la squadra ha creato, siamo arrivati vicini alla riga di porta. Non ho niente da rimproverare ai ragazzi. Zamparini? Sereno sì, tranquillo no. Il rapporto è questo, il presidente esprime le sue cose. Io sono giovane, penso di avere la consapevolezza di fare ciò che c’è da fare e faccio le mie scelte anche in funzione di mettere in difficoltà l’avversario. Le situazioni le abbiamo create, con i ragazzi sto bene. Secondo me nella fase di rifinitura e di conclusione dobbiamo mettere a posto qualcosa, dobbiamo essere più cattivi. Penso che sia un cosa che si acquisisce. La squadra deve prendere consapevolezza dei propri mezzi, ha bisogno di serenità. Non dobbiamo creare problemi e dobbiamo fare le cose bene”.

Roma-Palermo 1-0 (8’ Lamela) - Le Foto

Roma-Palermo 1-0 (8' Lamela) - Le FotoRoma-Palermo 1-0 (8' Lamela) - Le FotoRoma-Palermo 1-0 (8' Lamela) - Le FotoRoma-Palermo 1-0 (8' Lamela) - Le Foto

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Palermo, Delio Rossi e Zamparini si continuano a beccare

pubblicato da vieni_127


Maurizio Zamparini, che dopo il 2-0 al Siena del suo Palermo e la sosta delle Nazionali era tutto gongolante e soddisfatto, non ha proprio digerito lo 0-3 di San Siro contro il Milan: “Con Mangia e Sogliano abbiamo parlato del momento che stiamo vivendo. Ovviamente non possiamo essere contenti dopo questa sconfitta. Vedremo se la prestazione col Milan è stata un caso oppure no. A Mangia ho solo detto che questa squadra era costruita pensando ad un altro modulo con un altro allenatore, forse non è la più adatta al 4-4-2“. Se è vero che l’imprenditore friulano non è mai contento, allora prima che chiedere a Mangia andate da Pioli e Cosmi. O magari da Delio Rossi.

Il tecnico romagnolo è attualmente ai box e a Radio Sportiva ha parlato di tutto e di più, compreso il suo futuro, non esimendosi come ovvio dal rispondere alle domande sulla sua ex squadra, il Palermo appunto. E le sue parole non sono state proprio morbide:

“Il contatto con Zamparini era reale, non ho ritenuto giusto per la gente di Palermo tornare. Lì c’è gente che con il mondo del calcio non ha molti punti di contatto, e con cui faccio fatica a parlare”.

Il riferimento al suo ex presidente non è proprio palese, almeno non per quanto riguarda il secondo periodo. Eppure Zamparini si è risentito e nel corso dell’intervista di cui sopra, ne ha approfittato anche per controbattere alle parole di Rossi:

“Siccome lui capisce tanto di calcio è a casa senza allenare”.

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Domani Milan - Palermo: Allegri è carico, Mangia emozionato

pubblicato da vieni_127


Domani sera a San Siro sarà di scena Milan - Palermo, uno degli anticipi della settima (o sesta che dir si voglia) giornata di campionato: sarà il 27esimo scontro tra le due formazioni in terra lombarda (e in campionato) con i precedenti nettamente a vantaggio dei rossoneri, capaci di vincere 21 volte, pareggiare 3 (clamoroso il 3-3 nel 2005 che consegnò lo scudetto alla Juve) e perdere 2 (una volta con Guidolin, gol di Bresciano e Amauri, e una con Delio Rossi, a segno ancora l’australiano e Miccoli, entrambe le volte sono stati 0-2). L’anno scorso finì 3-1 con gol di Pato, Ibra e Robinho, Bacinovic firmò il momentaneo pari per i rosanero.

Quest’anno la partita arriva con i siciliani avanti in classifica e non solo: più punti (10 contro 5), più gol fatti (9 a 5) e meno gol subiti (6 a 8), ma anche più corner (ben 66 a 27). Per dire che la squadra di Devis Mangia non arriverà domani sera nella Scala del calcio da vittima predestinata, nonostante il tecnico ex Varese gioca ancora a fare il super modesto:

“Adesso non ho tanti pensieri, ma so già che quando arriverò con il pullman al cancello d’ingresso di San Siro, non so cosa potrà succedere. Come a Roma, io mi terrò vicino al dottore… Maalox per Ibrahimovic e Cassano? Non so, io spero solo che il Milan non mi faccia venire il mal di testa costringendomi a prendere l’Aulin. In campo ci va Pinilla o Hernandez? Non ve lo dico nemmeno sotto tortura. Miccoli? E’ convocato, facciamo un po’ di pretattica, una volta funzionava. Sono imbattuto a San Siro, è vero, anche perché è la prima volta che ci vado da allenatore. Il Milan? Fortissimo, una grandissima squadra piena di qualità. Sarà incavolata, ma noi ce la giocheremo, come sempre. Fondamentale sarà l’approccio giusto poi la differenza la faranno come sempre i dettagli”.

Poi si sofferma sulle questioni tecnico-tattiche pur non svelando più di tanto i dettagli inerenti la formazione. Sul fronte milanista invece Massimiliano Allegri si mostra carico e determinato:

“Sono state due settimane di ottimo lavoro in cui abbiamo recuperato molti infortunati; utile per limare qualche difetto. Ci stiamo riallinenando, però domani dobbiamo assolutamente vincere. Ibra e Cassano? Bisogna vedere in quale contesto è stata fatta la famosa intervista a Zlatan. In verità, in questi giorni l’ho visto benissimo, è positivo, ha voglia, si allena bene ed è quello che conta. Cassano sta facendo bene anche lui, con noi e con la Nazionale, e cresce di condizione; soprattutto sente la fiducia della società. Giocare sempre, per lui è un vantaggio e deve continuare così. E poi basta con questi discorsi sulla stanchezza, creano alibi inesistenti. Ha detto che smette fra 3 anni e mezzo, mica domani: sono parole che vengono anche strumentalizzate”.

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Dal Varese dei miracoli alla Serie A: Sannino e Mangia si ritrovano al Barbera

pubblicato da Cesare Rinaldi

giuseppe sannino

La sfida di domenica pomeriggio al Barbera tra Palermo e Siena non sarà soltanto importante per la classifica di queste due squadre che bene hanno fatto in questo inizio di campionato. La partita sarà anche molto interessante dal punto di vista tecnico perché sulle panchine siedono due allenatori che fino a qualche mese fa lavoravano gomito a gomito a Varese. Giuseppe Sannino è il tecnico dei miracoli, quello che ha portato i varesotti dal calcio di provincia alla Serie B con una storica doppia promozione, quello che ha sfiorato addirittura il salto triplo arrendendosi solo nelle semifinali di play off contro il Padova. Devis Mangia era invece l’allenatore della primavera, un squadra capace di sfiorare il titolo di campione d’Italia che ha ceduto alla Roma soltanto nei supplementari, dopo essere stata riacciuffata in pieno recupero.

Dietro di loro c’è sempre stata l’attenta regia di Sean Sogliano, l’attuale direttore sportivo era la mente di quel progetto Varese che ha stupito tutti gli addetti ai lavori. L’interesse tattico dietro Palermo - Siena risiede proprio in questi intrecci, nel fatto che di fronte ci sono due allenatori che adottano un 4-4-2 speculare e che si conoscono a memoria dopo aver lavorato insieme per un anno. Sannino, soddisfatto dell’inizio della sua squadra, è ben consapevole del fatto che la partita di domenica non sarà semplice, nonostante ciò l’obbiettivo dichiarato è sempre lo stesso, fare più punti possibile:

“Siamo consapevoli del valore della squadra che andremo ad affrontare, ma dobbiamo andare a Palermo per cercare di ottenere un risultato positivo. Quella rosanero è una squadra dalle grande ambizioni, motivo per il quale dovremo essere bravi a limitarne i pregi e contemporaneamente reattivi nell’esprimere sul terreno di gioco le nostre qualità. Sono convinto che ci ritroveremo di fronte un avversario molto aggressivo, che proverà a imporre il proprio gioco fin da i primi minuti dell’incontro”.

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