
Sta vivendo ore di attesa, frenetica attesa per capire dove vivrà e lavorerà dal gennaio prossimo Amauri, attaccante italo-brasiliano che da mesi vive da separato in casa con la Juve e che con l’imminente finestra di mercato invernale potrà di nuovo indossare scarpini e divisa da gioco: tante voci su uno dei giocatori più discussi in casa juventina negli ultimi tre anni e mezzo in cui ha vissuto momenti da assoluto protagonista. Dall’ottima prima stagione targata Ranieri, al flop insieme a tutta la squadra con Ferrara prima e Zaccheroni poi; l’anno scorso infortuni e prove opache fino a Natale in bianconero, infine ottima seconda metà di stagione a Parma. In estate non ha gradito talune destinazioni fino alla condizione che lo ha accompagnato negli ultimi mesi: ad allenarsi a parte, aspettando gennaio, guadagnando come pochi in Serie A.
Intervistato da Alessio Alaimo di tuttomercatoweb, a leggere le risposte che Amauri ha dato sembra proprio che il centravanti sia carico e pronto per una nuova avventura. A Firenze magari: “Ho letto i giornali, ho visto. È una grande piazza, una bella squadra. La Fiorentina è un grandissima realtà, negli anni ha dimostrato di essere una piazza molto passionale e l’interesse mi lusinga tantissimo. Quando si parla di queste squadre, qualsiasi giocatore, anche il sottoscritto, ne è felice“, stando attento però a non propinare l’ennesimo rifiuto. Si dice infatti che oltre ad aver rifiuto il Marsiglia di Deschamps in estate, proprio nei giorni scorsi ha risposto picche alla corte del Genoa di Preziosi; a tal proposito Amauri ci tiene a precisare:
“Non ho mai rifiutato il Genoa. Ho avuto un contatto con il club rossoblù, che però probabilmente ha giocato su due tavoli. Li ho sentiti prima di Natale attraverso il mio procuratore e ci eravamo lasciati dicendoci che ci saremmo sentiti dopo. Non se n’è fatto nulla. Ma ormai è un’abitudine scrivere che rifiuto le squadre. L’unica squadra che ho rifiutato è il Marsiglia, perché non voleva farmi gli anni di contratto che volevo”.
A leggere i quotidiani sportivi di questi giorni pare che ci sia la fila per lui, con estimatori convinti soprattutto in Inghilterra (Tottenham in pole position, a ruota Queen’s Park Rangers e Fulham, tutti club londinesi). E poi c’è la Juve, da cui sta definitivamente andando via. E se ce ne sarebbe da dire, anche se Amauri sceglie un profilo basso senza lesinare frecciatine comprensibili:
“La storia con la Juventus è finita a gennaio dello scorso anno. Se fosse stato per me non sarebbe finita così. L’anno scorso la squadra andava male, ora bene. Il calcio è strano. Non sono riuscito a capire il perché di questo accanimento nei miei confronti. Non voglio neanche capirlo. Ormai la storia è finita. Voglio solo trovare una squadra per recuperare i cinque mesi che ho perso qui con la Juventus. Io e Diego additati più degli altri? Non lo so. Siamo dei giocatori importanti. In quella rosa lì però non c’erano solo Amauri e Diego. Oggi come oggi corrono tutti e fanno bene tutti. In quella squadra lì non tutti giocavano bene. Se non mi arriva la palla non posso fare gol. Evidentemente non mi sono arrivati tanti palloni. Sono convinto che se mi avessero dato l’opportunità sicuramente avrei fatto bene. In quattro mesi sono riuscito a far bene a Parma, a giocare con continuità. Qualcosa ho dimostrato. Poi però, giustamente, la società fa le sue valutazioni”.
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Dopo la positiva due giorni di Champions League che ha registrato le vittorie di Inter e Milan e il prezioso pareggio del Napoli contro il Bayern Monaco, stasera si scende in campo per l’Europa League, competizione che spesso alle nostre latitudini viene un po’ snobbata. Francesco Guidolin assicura però il massimo impegno da parte della sua Udinese, squadra che in questo scorcio iniziale di stagione ha sbagliato poco e niente, tant’è che si gode la testa della classifica sia in Italia che in Europa. La sfida di stasera è decisiva proprio per il Gruppo I dell’ex Coppa Uefa, i friulani incrociano infatti il quotato Atletico Madrid che fa coppia in vetta con i friulani.
Il tecnico ci tiene molto a questa gara e garantisce che schiererà una formazione competitiva contro i Colchoneros, tuttavia non rinuncerà ad un po’ di sano turn over, inevitabile dal momento che giocando di giovedì il tempo per recuperare in vista del campionato è sempre limitato:
“Non faccio calcoli. Dico solamente che questa manifestazione si disputa il giovedì, c’è poco tempo per recuperare per il campionato, senza contare che dall’inizio di stagione siamo in campo tre volte la settimana per cui è evidente che ci sarà qualche avvicendamento, ma in campo ci sarà una squadra competitiva contro una delle squadre più forti del girone”.
Due le certezze annunciate dallo stesso allenatore, in campo dal primo minuto ci saranno Armero e Floro Flores, il napoletano prenderà il posto di Antonio Di Natale. Il capitano dei friulani sarà comunque presente in panchina questa sera, non sembra destare particolare preoccupazioni il dolore ad una gamba accusato negli ultimi giorni e potrà tornare utile alla causa a partita in corso. L’uomo più temuto tra gli spagnoli è Diego, il brasiliano ex Juve ha già giocato contro l’Udinese ai tempi del Werder Brema: l’ex Juve mise a segno quattro gol, due per partita, che valsero per i tedeschi l’accesso alle semifinali. Questa sera sarà sicuramente in campo dal primo minuto, Guidolin punta tutto sul gioco di squadra per fermarlo:
“Diego ha gran classe, è capace di esaltare la prestazione della sua squadra perché ha tocchi di classe. Noi dovremo fare gioco di squadra per neutralizzarlo. Non dobbiamo fargli arrivar tanti rifornimenti, è importante che tutta la squadra faccia una gran partita”.
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Nel gruppo F dell’Europa League il Paris Saint Germain si sbarazza facilmente del Salisburgo. Il club di Pastore e del ds Leonardo segna subito con Nenè al 15’ e raddoppia con Bodmer al 44’ (grandissima conclusione al volo). Il 3-0 lo firma l’ex romanista Jeremy Menez prima dell’inutile gol della bandiera di Sekgya all’87.
Nel gruppo I, oltre alla vittoria dell’Udinese, c’è da registrare l’affermazione dell’Atletico Madrid che supera gli scozzesi del Celtic Glasgow al Vicente Calderon per 2-0. Falcao, dopo soli tre minuti, facilita il compito dei colchoneros prima del raddoppio, al 68′, dell’ex juventino Diego che batte il portiere avversario con un preciso interno destro.
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E’ stata un’ultima giornata di calciomercato in cui anche molti altri club europei hanno piazzato alcuni colpi. Diamo uno sguardo a quelli piu’ importanti. L’ex juventino Diego passa dal Wolfsburg all’Atletico Madrid con la formula del prestito annuale. Il Liverpool ha ufficializzato l’ingaggio di Sebastian Coates, ventenne difensore centrale uruguaiano protagonista di un’ottima Copa America come difensore al fianco di Diego Lugano, nell’Uruguay. Coates proviene dal Nacional Montevideo ed era stato accostato piu’ volte, nei mesi scorsi, ad alcuni club italiani, tra cui la Lazio.
Poulsen, ex Juventus, lascia il Liverpool per legarsi all’Evian-Tg, club neopromosso in Ligue 1 francese. Tramite il proprio sito ufficiale, il Liverpool ha inoltre ufficializzato il trasferimento in prestito al Lilla di Joe Cole. Il 29enne fantasista inglese, 20 presenze e due reti nella scorsa stagione con la maglia dei Reds, andrà a rinforzare la rosa dei campioni di Francia, avversari dell’Inter nel girone B di Champions.
Sul fronte Arsenal, alla corte di Arsene Wenger, arrivano Andrè Santos, terzino sinistro della nazionale brasiliana che ha lasciato il Fenerbahce in odor di retrocessione a tavolino per lo scandalo delle scommesse, e il difensore centrale del Werder Brema e della nazionale tedesca Per Mertesacker. Ieri invece l’Arsenal aveva preso dal Monaco il capitano della Corea del Sud Park Chu-young.
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Sembra destinato ad un ritorno in patria l’ex fantasista della Juventus, Diego, protagonista anche quest’anno di una stagione assai deludente con la maglia dei tedeschi del Wolfsburg. Secondo quanto riportato dal quotidiano sportivo brasiliano Globoesporte infatti, il giocatore, entrato definitivamente in rotta con l’allenatore Felix Magath e con la società in seguito al suo rifiuto di scendere in campo nell’ultimo match di campionato che aveva poi sancito la salvezza dei biancoverdi, avrebbe ricevuto un’offerta allettante dal Botafogo.
L’avvio della trattativa già nello scorso mese di aprile, quando il presidente del club carioca Assumpção aveva avuto alcuni colloqui con Franz Beckenbauer, incaricato di sondare le intenzioni del club di proprietà della Wolkswagen, con il quale il centrocampista ha un contratto fino al 2014. Nei prossimi giorni, due dirigenti del Fogão si recheranno in Germania per concludere l’affare. Il progetto, supportato da diversi sponsor, prevederbbe uno stipendio importante per il giocatore (circa tre milioni di euro annui, poco meno di quanto percepisce ora) e un’offerta di prestito oneroso con diritto di riscatto.

Divorzio in vista tra l’ex fantasista della Juventus, il brasiliano Diego e il suo attuale club, i tedeschi Wolfsburg. L’allenatore del club biancoverde, Felix Magath, ha infatti annunciato oggi la sua decisione irrevocabile di mettere fuori dalla rosa della prima squadra il giocatore, che dopo aver saputo di non essere stato scelto dal suo tecnico nell’undici iniziale, aveva rifiutato di seguire la squadra nell’ultimo match di campionato, decisivo per la conquista della salvezza della sua squadra, poi vinto dai Lupi per 3-2 contro l’Hoffenheim.
Il giocatore, già in attesa di essere punito dal presidente del consiglio di sorveglianza del club, Francisco Javier Garcia Sanz, con un’ammenda dell’entità di alcune decine di migliaia di euro, sarebbe dunque costretto a giocare l’intera prossima stagione nella formazione B del club, che milita nel torneo di quarta divisione. Sembra dunque inevitabile un addio nel prossimo mercato estivo, nonostante sulla sua possibile partenza pesi la necessità per il club che vorrà assicurarsi le sue prestazioni di pagare una penale di dieci milioni di euro per la rescissione del contratto.

Alla fine di una travagliatissima stagione il Wolfsburg è riuscito a conquistare la permanenza in Bundesliga, la squadra della Volkswagen ieri ha espugnato Hoffenheim, dopo essere passata in svantaggio, e grazie ad alcuni risultati favorevoli, tra cui la sconfitta dell’Eintracht Francoforte contro i campioni del Borussia Dortmund, si è piazzata al quartultimo posto, l’ultimo valido per la salvezza. Verrebbe da dire tutto bene quel che finisce bene, in realtà però i verdi non possono godere di questo risultato perché contemporaneamente è esploso, in maniera fragorosa, il caso Diego.
Il brasiliano era in ritiro con la squadra come tutte le settimane, quando Felix Magath ha annunciato la formazione titolare che non lo vedeva nell’undici di partenza ha salutato tutti e si è rifiutato di partecipare alla trasferta, tutto all’ultimo minuto, non lasciando nemmeno la possibilità al tecnico di sostituirlo con qualcun altro. L’allenatore non riesce a spiegarsi un comportamento del genere e racconta che, in tanti anni di carriera, non aveva mai assistito ad una cosa simile:
“Non mi era mai capitata una cosa del genere in tutta la mia carriera. Non ho nemmeno cercato di parlare con lui. Il problema è che mi sono ritrovato con solo 17 giocatori disponibili. Inizialmente volevamo costruire per la prossima stagione una nuova squadra intorno a lui, ma dopo quel che è successo vedremo.”
Adesso l’ex fantasista della Juventus rischia di incappare in serie sanzioni disciplinari, il Wolfsburg ha infatti fatto sapere che non è escluso che il caso venga portato all’attenzione della Fifa e della Uefa. Davvero un brutto finale di stagione per un giocatore che nelle ultime due stagioni ha dimostrato di avere proprio nel carattere il suo punto debole.

Carlos Tevez poteva essere un giocatore della Juve e chissà che oggi non si sarebbe raccontata una storia diversa per i bianconeri. Il clamoroso retroscena giunge da José Alberti, espertissimo di calcio brasiliano nonché procuratore dell’attaccante argentino. L’uomo ha rivelato che nell’estate del 2009 aveva proposto il suo assistito, entrato in rotta di collisione con Alex Ferguson e il Manchester United, alla società bianconera ma la dirigenza, nello specifico Blanc e Cobolli Gigli, declinarono l’offerta avendo già puntato su Diego e Felipe Melo.
Ad ascoltare le parole di Alberti si scopre che l’affare sarebbe stato anche piuttosto vantaggioso per i bianconeri: “L’argentino aveva appena rotto con il Manchester United per via di alcune frasi poco carine nei confronti di Ferguson che erano uscite sui tabloid e ho cercato di portarlo in bianconero. L’operazione era allettante, prestito oneroso con diritto di riscatto fissato a 20 milioni di euro ma Cobolli e Blanc non se la sentirono perché avevano già concluso per Diego e Felipe Melo”.
Poi le cose sono andate come sappiamo, Diego ha già lasciato Torino e Melo potrebbe seguirlo a fine stagione, mentre l’argentino, accasatosi al Manchester City, ha continuato a dimostrare di essere un gran giocatore. Con i “se” non si costruiscono le storie, ma notizie come queste non possono che rovinare ulteriormente il feeling, ai minimi storici, tra i tifosi e una società, che nascondendosi dietro il progetto stadio e i danni di Calciopoli, continua a collezionare stagioni deludenti, che saranno ricordate soltanto per i record negativi che vengono stabiliti anno dopo anno, neanche fossero trofei.
Dopo aver lasciato la Juve, Diego ha scelto la sua amata Germania per cercare il rilancio, la sua avventura con il Wolfsburg però non sta andando nel migliore dei modi. La squadra è al dodicesimo posto in classifica con un solo punto di margine sulla zona retrocessione e ha vinto una sola volta nelle ultime undici gare. A pagare questo rendimento scadente è stato, come di solito accade in queste circostanze, l’allenatore Steve McClaren, esonerato dopo l’ultima sconfitta in casa dell’Hannover. Su questo ennesimo risultato negativo c’è però lo zampino del brasiliano che ha sbagliato il rigore, da lui stesso procurato, del pareggio, rubandolo al tiratore designato dal tecnico.
È il secondo tempo della partita, il Wolfsburg è in svantaggio per 1-0 a causa del gol, arrivato nel primo tempo, di Sergio Pinto propiziato anche da una papera del portiere Benaglio. La squadra della Volkswagen soffre ma prova a raddrizzare il risultato, l’occasione arriva a dieci minuti dalla fine quando Diego viene atterrato in area da Pogatetz e l’arbitro assegna un rigore in loro favore. Il brasiliano prende il pallone fra le mani e lo piazza sul dischetto, subito gli si avvicina il nuovo acquisto Patrick Helmes, l’attaccante è il prescelto per l’esecuzione da McClaren e lo fa presente al compagno di squadra. Diego non cede e dice che se ne occuperà lui, Helmes incredulo chiede chiarimenti alla panchina ma si rassegna di fronte alla testardaggine dell’ex bianconero. Diego sbaglia il rigore, il suo destro, potente, sbatte sulla traversa e il Wolfsburg perde 1-0.
L’episodio fa andare su tutte le furie l’allenatore inglese che promette una severa punizione per il suo giocatore, la sconfitta però gli causa l’esonero, a sostituirlo è il suo vice Pierre Littbarski. Il campione del mondo di Italia 90 però non dimentica l’intemperanza del fantasista e mette in pratica la minaccia del suo predecessore decidendo di sospendere Diego per un turno: “L’ho sospeso in seguito all’incidente avvenuto nella nostra ultima partita. Dopo sabato ci metteremo alle spalle questa storia e lui potrà dimostrarci se è in grado di dare una mano alla squadra. Noi non siamo l’FC Diego”.
Sempre a causa del rigore sbagliato è circolata la voce, per non ora non confermata, di una multa di 100 mila euro che la società avrebbe inflitto al suo tesserato. Sanzione pecuniaria o no resta la durezza del provvedimento di Littbarski che ha deciso di adottare una linea dura con i giocatori, vista la quasi anarchia che regna nello spogliatoio. I tifosi sono depressi, la partenza di Dzeko è stata un duro colpo, Diego, anche a fronte dei 15 milioni investiti, è il giocatore verso il quale nutrono maggiori aspettative. L’investimento, almeno per ora, non sembra essere stato dei migliori, del giocatore che aveva incantato con la maglia del Werder Brema ormai non sembra esserci più traccia.

L’ex juventino Diego non sta vivendo un periodo molto tranquillo in Germania, lo dimostrano soprattutto alcuni episodi violenti di cui si è reso protagonista in campionato. La causa potrebbe essere da ricercare nel deludente andamento del Wolfsburg, la squadra è largamente al di sotto delle aspettative di inizio stagione: attualmente occupa il dodicesimo posto in classifica avendo collezionato la miseria di 13 punti in 11 giornate, nelle ultime cinque gare soltanto una volta è riuscita a conquistare l’intera posta in palio.
Il nervosismo del brasiliano è affiorato nuovamente ieri in allenamento, durante la partitella l’ex bianconera ha subito un’entrata abbastanza decisa da Sascha Riether, il centrocampista si è subito scusato. Passano solo pochi minuti e Diego decide di ripagare il compagno con la stessa moneta e cioè con un tackle molto duro, il gesto scatena la pronta reazione del tedesco e scoppia così una rissa. I due si sono accapigliati fin quando, grazie all’intervento dei compagni, sono stati divisi.
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