L’Inter è di nuovo in corsa per lo Scudetto. E’ incredibile cosa sia riuscito a fare Claudio Ranieri da quando è diventato l’allenatore dei nerazzurri. L’ex romanista ha preso in eredità una squadra allo sbando ed è riuscito, non senza qualche difficoltà, a trovare una quadratura del cerchio, a rimetterla in piedi riportandola in corsa per il titolo. Nonostante le sei sconfitte nelle 18 partite finora disputate, i nerazzurri battendo il Milan si sono riportati sotto al gruppetto di testa a -6 dalla Juventus imbattuta e -5 dai cugini rossoneri. A fine partite Ranieri può sorridere ai microfoni di Sky per aver risollevato in 3 mesi scarsi una squadra che in molti davano per spacciata, in lotta per non retrocedere:
“Stiamo facendo passi da gigante, era importante battere il Milan, è il primo scontro diretto a nostro favore. Evidentemente i confronti con le altre grandi sono serviti da lezione. Abbiamo fatto una buona gara, siamo stati molto attenti tatticamente, pronti a colpire al momento giusto per cui sono soddisfatto. E’ la sesta vittoria e questo fa parte anche del caso. Alcune volte abbiamo giocato male e siamo riusciti a vincere, ultimamente stiamo giocando bene, abbiamo ritrovato le energie giuste e piano piano troveremo anche l’entusiasmo giusto per fare bene.”
I diciotto punti conquistati nelle ultime sei partite hanno fatto la differenza per la classifica dell’Inter che se continuerà di questo passo non avrà alcuna difficoltà a conquistare l’obiettivo minimo del terzo posto in campionato. Naturalmente i tifosi e tutto l’ambiente sono abituati a lottare per il vertice più che per un piazzamento in Champions, ma per il momento Ranieri allo Scudetto preferisce non pensarci:
“La parola Scudetto non la pronuncio per pudore o per scaramanzia, là davanti corrono, oggi abbiamo fermato il Milan e la Juventus è stata fermata dal Cagliari. Prima per noi era importante entrare in zona Uefa, adesso la nostra scalata sarà la zona Champions League. Facciamo un passo alla volta, l’Inter ha nel dna di lottare per le primissime posizioni. Adesso andiamo piano perché stiamo facendo bene ma dobbiamo continuare.”
Le Foto del Derby Milan - Inter 0-1 gol di Milito




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Highlights Serie A | Milan - Inter 0-1 (Video Gol Derby Milito)
15 Gennaio 2012 - Il Derby della Madunina è dell’Inter. Il Milan si ferma dopo 12 risultati utili consecutivi e cede la testa della classifica alla Juventus che può mangiarsi ancora più le mani per i punti buttati con il Cagliari. I rossoneri non perdevano in casa dallo scorso campionato contro la Roma di Ranieri (gol di Borriello), la dimostrazione che Don Claudio è l’uomo giusto per dare fastidio ad Allegri e ai suoi. Il grande protagonista del match è Il Principe Milito, autore del gol partita nella ripresa, ma è tutta l’Inter a giocare più da squadra nonostante il Milan abbia mantenuto per larghi tratti il possesso palla.
Nel primo tempo si distingue, in negativo il noto guardalinee amico del Milan (vedere le intercettazioni con Meani nel 2004) Copelli, una designazione inspiegabile. Proprio lui annulla un gol a Thiago Motta che era scattato in posizione regolare e aveva insaccato di testa su un calcio di punizione di Maicon. L’Inter ha un’altra grande occasione di Ricky Alvarez (troppo molle quando è solo davanti ad Abbiati), ma nel finale il gran manovrare del Milan produce la traversa di Van Bommel. Nella ripresa l’Inter sembra alle corde, tutti dietro e pedalare, ma su palla di Javier Zanetti Abate liscia e Milito si invola verso Abbiati e lo batte per l’1 a 0 che rimarrà il risultato finale di questo Derby.
Le Foto del Derby Milan - Inter 0-1 gol di Milito




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Inter - Parma 5-0 | Video Gol e Highlights Serie A
7 Gennaio 2012 - L’Inter manda un messaggio chiarissimo al Milan in vista del Derby di settimana prossima. I nerazzurri annientano il Parma, confermano l’ottimo momento di forma del loro acquisto estivo più prezioso (Ricky Alvarez) e aprono il 2012 così come avevano chiuso il 2011, con i gol del Principe Milito. Ranieri non sceglie di fare turn over con Maicon e Thiago Motta nonostante la diffida, li mantiene in campo persino sul 5 a 0, e può guardare con più fiducia al prosieguo del campionato.
L’Inter gioca bene, il Parma rimane in partita, ma si vede una certa sofferenza. Alvarez fa ammattire Zaccardo sulla fascia sinistra e alla terza occasione piazza l’assist che premia il movimento di Milito. Ancora intesa fra i due argentini. Passano pochi minuti e Thiago Motta con un tiro dal limite dell’area prende in controtempo Mirante. Gli emiliani hanno due buone occasioni per accorciare, ma sono clamorosi gli errori di Giovinco e Modesto. L’Inter continua a spingere e Milito trova la doppietta: colpo di testa su inserimento splendido che premia il cross di Maicon. Nel secondo tempo, con una partita che ha poco da dire, c’è gloria anche per Pazzini e per il giovanissimo Faraoni che entra e segna con un meraviglioso tiro al volo. L’Inter è a -5 da Milan e Juve dopo 5 vittorie consecutive e guarderà con grande interesse alle sfide di domani.
Inter - Parma 5-0: Le foto della partita




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Ci avviciniamo alla fine dell’anno solare e puntuale come al solito arriva il premio della trasmissione sportiva Catersport dedicato al peggior giocatore degli ultimi dodici mesi, un riconoscimento non ambitissimo giunto comunque alla sua nona edizione. L’edizione 2011 del Bidone d’Oro se lo aggiudica l’argentino dell’Inter Diego Milito, l’attaccante sta attraversando un lunghissimo periodo di crisi dal quale non sembra esserci via d’uscita, le prodezze che hanno trascinato la squadra che fu di Mourinho verso il triplete sono un ricordo sempre più appannato. Alla redazione del programma in onda su Radio 2 sono arrivati oltre 20 mila voti concentrati nell’arco di 24 ore tra sabato e domenica scorsa, l’interista ha “trionfato” conquistando 3.099 voti pari a oltre il 15% delle preferenze.
Se la notizia non farà piacere ai tifosi nerazzurri diciamo subito che possono consolarsi guardando la Top Ten di quest’anno. Se il loro beniamino occupa il gradino più alto del podio, gli juventini monopolizzano tutte le posizioni dalla seconda alla quinta: giusto una manciata di voti dietro Milito c’è il solito Amauri, secondo anche l’anno scorso, seguito da Krasic, Felipe Melo e Luca Toni. Poi però è di nuovo la volta di due interisti e cioé Forlan e Zarate, rispettivamente sesto e settimo. Chiudono la graduatoria il portiere portoghese Eduardo, l’anno scorso al Genoa, Adrian Mutu, che soltanto ora sta iniziando a tornare quello di un tempo a Cesena, e Santiago Silva della Fiorentina.
A questo punto è bene ricordare l’albo d’oro di questo riconoscimento così poco desiderato. Nel 2003, primo anno dell’iniziativa, vinse il brasiliano Rivaldo del Milan davanti al figlio di Gheddafi. Nel 2004 si è imposto Legrottaglie, era il suo primo anno alla Juve, poi è cominciata la lunga serie di vincitori in casacca nerazzurra in quattro anni infatti vediamo premiati Vieri, in comproprietà con il Milan, Adriano due volte e Quaresma. Nel 2009 il premio torna a Torino facendo tappa a Firenze, è infatti l’anno di Felipe Melo. L’anno scorso è toccato al solito Adriano, questa volta in casacca giallorossa, e ora Milito. Un nuovo anno sta per cominiciare, chissà chi sarà il Bidone d’Oro 2012.
Aggiornamento: Mancini spiazza tutti. Balotelli in campo dal primo minuto, ma non al posto di Dzeko, bensì di Aguero.
22 Novembre 2011 - Serata di grande calcio per Inter e Napoli in Champions League. Gli azzurri alle 20:45 si giocheranno la qualificazione agli ottavi di finale contro il Manchester City e l’unico risultato utile sarà la vittoria. Si tratta certamente della partita più difficile dall’inizio della stagione per i napoletani, non certo paragonabile con la partita d’andata pareggiata 1-1 il 14 settembre scorso all’Etihad Stadium di Manchester. Due mesi fa la squadra di Mancini era ancora in fase di costruzione e non giocava certamente un calcio straordinario, mentre adesso è una formazione compatta che anche variando gli interpreti in campo continua a battere gli avversari con grande facilità, subendo poco e segnando tanti gol.
Sulla formazione del City c’è ancora tantissima incertezza come vi avevamo anticipato già questa mattina ed a pochi minuti dall’inizio della partita stanno filtrando notizie contrastanti l’una con l’altra. Secondo “Il Mattino” di Napoli Mancini avrebbe sciolto le riserve in attacco scegliendo la coppia Balotelli - Aguero, mentre secondo la Gazzetta dello Sport in avanti giocheranno Aguero e Dzeko che è stato tenuto a riposo in campionato contro il Newcastle. Per quanto riguarda il Napoli invece Mazzarri potrà contare sulla formazione tipo come contro la Lazio, con l’unica eccezione che Gargano tornerà titolare dal primo minuto al posto di Dzemaili per occupare il posto in mediana accanto ad Inler.
Veramente molto difficile fare un pronostico su questa partita; la ragione dice che vincerà il City ma l’istinto non riesce a dare il Napoli per spacciato, anzi. Quando serve gli azzurri hanno già dimostrato di poterci mettere qualcosa in più rispetto a quello che realmente hanno. A questo punto bisogna sperare che non finisca con un pareggio come all’andata perché sarebbe un risultato altrettanto dannoso quanto la sconfitta.

Dottor Jekyll e Mr Hide. L’Inter conferma le due facce, una per il campionato e l’altra, più gradevole, della Champions League, e batte il Lione mettendo una serissima ipoteca sulla qualificazione al turno successivo. Non è stata una grandissima partita quella giocata dai nerazzurri, ma contavano i tre punti. E i tre punti, la medicina migliore dopo la sconfitta contro la Juve e il periodo difficile in campionato, sono arrivati. Tuttavia c’è ancora molto da lavorare e da mettere a posto in questa Inter. A cominciare da Diego Milito, apparso ancora troppo impreciso nonostante il gol e dalla difesa, a volte pericolosamente burrosa. Le parole di Ranieri a fine partita raccolte da Mediaset Premium:
“Vittoria importante? Sono tutte importanti, perché ne abbiamo fatte poche…Abbiamo vinto tre volte in Champions League e questo è veramente importante, perché vogliamo fare bene, ma la cosa che mi è piaciuta di più di questa squadra è stata la grinta, la determinazione, il voler giocare bene. Questa è una squadra che ha grosso orgoglio, grossi sentimenti, per cui non sono finiti, però lo dobbiamo dimostrare partita dopo partita, anche soffrendo anche quando non ce ne sarebbe bisogno. L’errore di Milito? Vedevo il ragazzo che lottava, che correva. Ci sono dei periodi in cui non ne va bene una, ma ho visto un giocatore che è l’emblema della squadra, l’emblema dei tifosi, che non si è mai dato per vinto, che ha voluto lottare, ha voluto reagire e finalmente è riuscito a far gol”.
Il tecnico nerazzurro si augura che l’aspetto mentale e la concentrazione dei suoi giocatori migliorino di partita in partita:
“Dopo la partita con la Juventus, avevo chiesto alla squadra di continuare a lottare, a crederci. Sono loro che convincono me per come si allenano, non mollano mai, stanno sempre sul pezzo. Questo è importante per un allenatore, io trasmetto quello che mi trasmette la squadra. Le amnesie difensive? Evidentemente c’è qualcosa che ti fa avere un’agitazione interiore. Spero che piano piano, avendo una continuità nei risultati e nelle vittorie, tutto questo scompaia”.




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L’Inter non ha avuto il tempo per metabolizzare la sconfitta casalinga contro la Juve, i nerazzurri infatti si sono dovuti subito concentrare sull’impegno in Champions League. A San Siro arriva il Lille, una squadra che corre tantissimo e che ha disperatamente bisogno di punti per restare in corsa per il passaggio del turno. Tutti questi aspetti non possono non preoccupare il tifoso interista cosciente che la squadra sta attraversando uno dei periodi più difficili della sua storia recente. L’unico tranquillo sembra essere Claudio Ranieri che continua a chiedere pazienza, in attesa di ricominciare a correre.
Intanto continuano ad arrivare brutte notizie dall’infermeria, dopo Maicon si è fermato anche Nagatomo. Tutti questi infortuni sembrano suggerire un’apparente logorio della rosa nerazzurra, da quando è andato via Mourinho gli acciacchi fisici sono all’ordine del giorno, come se il portoghese avesse spolpato al massimo i suoi giocatori. Ranieri non è d’accordo con questa teoria e come al solito suggerisce di attendere la fine della stagione per emettere sentenze:
“Quando si cambia modo di allenare qualche inconveniente può arrivare, ma da quando siamo qua noi, abbiamo lavorato solo durante la pausa e per 2 settimane. Ci sono dei ragazzi che hanno delle problematiche e cerchiamo di tenerle monitorate. Prima dell’infortunio sapevamo che Maicon non era al top e lo abbiamo fatto giocare senza farlo allenare. Può anche essere stato un errore nostro. Per questo dilemma il leit motiv è: su chi posso contare e per quanto ci posso contare. Ci sono difficoltà, le devo affrontare e risolvere. I ragazzi ce la stanno mettendo tutta. Stiamo crescendo come minutaggio partita dopo partita. Per dire che una rosa è logora si deve aspettare la fine del campionato. Io non li vedo logori quando si allenano. Date tempo e fiducia questa squadra ha ancora tanto da dare. Sì l’ho pensato che ci sarebbero state difficoltà. Non esiste il Mago di Oz che arriva e con la bacchetta cambia tutto. Sono arrivato consapevole del lavoro da fare”.
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Arrivano i primi verdetti in vista di Inter - Napoli di domani sera, e sono quelli dell’infermerie. Edinson Cavani ha dovuto ufficialmente rinunciare alla trasferta a Milano dopo aver effettuato un provino oggi pomeriggio per verificare le condizioni della sua caviglia malconcia. Sarà un’assenza pesantissima per gli azzurri per i quali l’uruguayano è il vero terminale offensivo del gioco di tutta la squadra. Un po’ a sorpresa invece è stato convocato Giampaolo Pazzini anche lui uscito anzitempo sofferente martedì sera in Champions League per un trauma distorsivo alla caviglia.
Le condizioni del “pazzo” non sono certamente ottimali, ma verranno valutate domani pomeriggio per stabilire se il giocatore potrà sedersi almeno in panchina o se invece dovrà accomodarsi in tribuna. Discorso simili anche per l’infortunato dell’ultimo minuto Diego Milito che sarebbe, molto probabilmente, sceso in campo titolare al posto proprio di Pazzini. L’argentino si è fermato oggi durante l’allenamento di rifinitura per un problema di natura muscolare. Anche nel suo caso la decisione definitiva verrà presa domani, ma ormai sembra quasi certo che contro il Napoli la coppia d’attacco sarà composta da Forlan e Zarate.
Prima partita da titolare per Giampaolo Pazzini e prima vittoria per l’Inter in campionato. L’attaccante ex-doriano non era tenuto in grandissima considerazione da Gasperini che gli preferiva regolarmente il suo pupillo Diego Milito. Il “pazzo” ha saputo aspettare il suo turno senza fare polemica e alla prima di Ranieri sulla panchina dell’Inter è tornato a vestire la maglia di titolare contribuendo ad una vittoria importantissima:
Sì, è stata una vittoria pesante, ci tenevamo a ripartire. Oggi cominciava il nostro campionato, dopo le prime partite che avevamo fatto molto male, oggi volevamo far vedere che la squadra c’è, che ha voglia, che è molto determinata, quindi siamo contenti… Il mister (Gasperini ndr.) ha fatto alter scelte, poi le cose sono andate male, è normale che si vada a prendere tutto. Dispiace perché quando va via un allenatore è sempre un fallimento da parte di tutti. Adesso dobbiamo ripartire, abbiamo un nuovo allenatore che ci ha dato subito grande convinzione, grande fiducia nei nostri mezzi.
Ma anche Diego Milito, subentrato a Forlan a partita in corso, ha dato il suo contributo alla vittoria nerazzurra procurandosi e realizzando un calcio di rigore. A fine partita ha dedicato il successo a Gasperini con il quale ha condiviso anche un’esperienza importante ai tempi del Genoa:
Avevamo bisogno di questi tre punti per iniziare, per riprendere la fiducia che mancava. Sono tre punti fondamentali per guardare avanti… Siamo stati una squadra tosta, che ha difeso bene, abbiamo fatto due o tre cose importanti davanti che ci hanno permesso di ottenere la vittoria… Questa vittoria è anche per lui (Gasperini ndr.), perché è stato un grande allenatore, una grande persona, purtroppo non siamo riusciti a fare il risultato che nel calcio è ciò che comanda.





“Se sono deluso? Ovviamente sì, alla prima partita in Champions League perdi contro questi qui. Come fai a non essere deluso?” a sentir Massimo Moratti parlare così sembrerebbe l’inizio della fine. In realtà la sconfitta dell’Inter, in casa, contro i modesti (e ripescati) turchi del Trabzonspor è meno nera di quanto la stampa, i tifosi (interisti e, soprattutto, non) e gli addetti ai lavori vogliano far sembrare. Certo, partire nella massima competizione continentale con un ko casalingo non fa mai bene, per di più se collezioni la terza sconfitta in altrettante uscite ufficiali in stagione. Però, a nostro avviso, c’è un però. Anzi (senza h) tre però: il primo, siamo solo all’inizio e in termini di risultati c’è tutto il tempo per recuperare (Supercoppa a parte ovviamente), tanto più che Lille e Cska hanno pareggiato; secondo, la squadra è in rodaggio e qualche giro a vuoto deve esser concesso, anche se ti chiami Inter; terzo stasera i nerazzurri meritavano di vincere.
Ovvio, contro avversari di così differente caratura devi vincere e basta, non è sufficiente “meritare di vincere“. Ma le occasioni Milito e soci le hanno avute, il gol degli ospiti era in fuorigioco e, insomma, se non fosse che la banda di Gasperini aveva già perso due volte su due, una gara del genere poteva capitare a chiunque (anche a Mourinho, sempre in casa e sempre con uno 0-1, contro il Panathinaikos). Così il canuto tecnico interista cerca di cacciar fuori l’orgoglio nelle dichiarazioni a fine partita:
“La squadra ha giocato con impegno notevole, in questo momento non siamo fortunati. Ho visto comunque nel gruppo una grande rabbia e voglia di reagire. Nel calcio ci sono anche questi periodi, è l’inizio della stagione e questa sconfitta deve darci la molla per continuare a fare bene. Moratti? Nei miei confronti ha dimostrato sempre grande supporto, il fatto che si parli spesso insieme non vuol dire niente. Rispetto a Palermo ho visto una reazione della squadra. Possiamo fare meglio recuperando dei giocatori importanti. Abbiamo difficoltà di rodaggio, ma l’impegno e la disponibilità dei giocatori è notevole”.
Inter - Trabzonspor 0-1: Le foto della partita




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