
Strana la vita, tanto più quella di un allenatore di calcio: la settimana prima sei un mago, quella dopo un brocco. Non è andata esattamente così a Diego Pablo Simeone ma comunque di montagne russe si tratta; la sua carriera in panchina è stata subito brillantissima con la vittoria del campionato prima con l’Estudiantes e poi col River Plate, salvo poi precipitare in un buco nero che i tifosi dei Millionarios non pensavano di conoscere. E così ieri, tra le lacrime e il dispiacere di società e giocatori, non se l’è sentita di continuare e ha rassegnato le dimissioni: la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l’eliminazione del River dalla Copa Sudamericana per opera dei messicani del Chivas.
Sommando i nove miseri punti in 13 giornate che è stato capace di racimolare, si vede come al Monumental sia effettivamente buio pesto. Eppure i suoi ragazzi lo volevano ancora con sé: Abreu e Tiuzzo sono stati i due che hanno tentato in tutti i modi di farlo ritornare sui propri passi, ma anche il presidente José Maria Aguilar non aveva intenzione di esonerarlo e in qualche modo credeva in lui. Tanto che ora non si sa chi mettere in panchina: “Non abbiamo pensato all’eventuale successore perchè eravamo convinti che avrebbe proseguito. Lunedì nomineremo un allenatore pro tempore perché è la soluzione più pratica” ha dichiarato Rodolfo Cuina, dirigente del club.
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Lo scorso giugno Diego Pablo Simeone festeggiava con il suo River Plate il trentatreesimo titolo della storia dei Millionarios, sono passati pochi mesi e la situazione in classifica è cambiata totalmente. Dopo12 giornate del campionato d’Apertura la sua squadra è ultima in classifica con soli 9 punti frutto di una vittoria e sei pareggi, il resto sono sconfitte. Per capire la gravità del momento basti pensare che il River mai era sceso così in basso in tutta la sua storia.
Questi numeri certo non fanno felice Simeone che alla fine della partita contro il Colon Santa Fe, conclusasi con l’ennesimo pareggio, ha sfogato tutta la sua rabbia. L’allenatore, ex centrocampista di Inter e Lazio, in preda ad una vera e propria crisi di nervi, ha colpito ripetutamente e violentemente con un pugno una porta negli spogliatoi ferendosi la mano. La notizia è finita su tutti i giornali argentini mentre il buon Diego è fino all’ospedale per curarsi una ferita che i medici hanno definito “piuttosto seria“.
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Diego Armando Maradona non s’è mai preso cura del suo figlio “italiano“, quel ragazzotto nato poco più di venti anni fa dalla relazione del Pibe de Oro con Cristiana Sinagra; arrivando quasi a non riconoscerlo, solo negli ultimi tempi è stato disposto seppur freddamente ad incontrarlo. Diego Maradona Jr. non s’è mai afflitto più di tanto per questo, portando orgogliosamente e con tanta intelligenza quel pensate cognome sulle spalle e facendo da par suo la propria strada, con un sogno: diventare un calciatore. Per realizzarlo si affidò pure a un reality, quel “Campioni, il Sogno” in cui indossò la maglia del Cervia per qualche mese, salvo poi infortunarsi gravemente.
L’esperienza al Venafro nella scorsa stagione, condita da qualche gol, lo ha sicuramente temprato, ma il ragazzo vuole di più. Così un paio di settimane fa è volato in Argentina: “Mio padre? No non l’ho incontrato e neanche le mie sorelle, ma ho conosciuto parte della mia famiglia e devo dire che è stata un’esperienza molto positiva” tanto per precisare sin dall’inizio. Diego è infatti andato a Buenos Aires per un provino con la maglia del River Plate, la squadra acerrima rivale del Boca Juniors, il team per cui il padre fa un tifo sfegatato (oltre ad averne indossato la maglia), che proprio ieri ha battuto i rivali nel derby, 0-1 al Monumental.
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Nemmeno il nuovo allenatore Diego Pablo Simeone, che in pochi mesi è riuscito ad invertire il trend negativo dei Millionarios in campionato, riesce a spezzare la “maledizione” che da sempre accompagna il River Plate in Copa Libertadores. La squadra di Buenos Aires viene infatti clamorosamente eliminata dal San Lorenzo dopo una partita incredibile, che conduceva per 2-0 in undici contro nove per l’espulsione di due giocatori avversari. Dopo aver dominato e sprecato l’impossibile infatti, Buonanotte e compagni si sono fatti incredibilmente raggiungere in soli quattro minuti da una doppietta di Bergessio, autore degli unici due tiri in porta degni di nota del Ciclón in tutto l’incontro.
La beffa è resa ancora più amara dal contemporaneo passaggio ai quarti di finale degli odiatissimi rivali del Boca Juniors, vittoriosi con autorità in Brasile, sull’ostico terreno del Cruzeiro, dove gli Xeneizes hanno chiuso la pratica già nel primo tempo con le reti di Palacio e Palermo. Ma il risultato più clamoroso di questo ritorno degli ottavi è la straordinaria rimonta dei messicani del Club América, capaci di ammutolire la torcida del Maracanà, rifilando un secco 3-0 al Flamengo, risultato che gli permette di ribaltare il 2-4 subito a Città del Messico una settimana fa.
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Ancora una vittoria per il River Plate di Diego Pablo Simeone. A farne le spese questa volta è il Tigre, squadra rivelazione dello scorso Torneo di Apertura, battuta dai Millionarios per 1-0, con un gol di testa del bomber Falcao Garcia. Prestazione convincente per i biancorossi, trascinati come al solito da una grande prestazione del giovane talento Diego Buonanotte. Alle spalle del River resistono Estudiantes e Boca Juniors; la compagine di La Plata batte con un rete di Véron a pochi minuti dal termine i campioni in carica del Lanús, precipitati ormai in una crisi che non sembra avere fine.
Gli Xeneizes invece passano abbastanza comodamente sul terreno del modesto Gimnasia Jujuy. Le due squadre rimangono così a quattro punti dalla capolista, con l’Estudiantes che però ha una gara in meno rispetto alle due big di Buenos Aires. Bene San Lorenzo e Newell’s Old Boys, entrambe vittoriose e protagoniste di prestazioni convincenti, che permettono alla due formazioni di rimanere in corsa per il titolo; torna alla vittoria anche il Vélez Sársfield, dopo la mini-crisi seguita alla tragica morte di un proprio tifoso avvenuta alcune settimane fa.

Ancora una prestazione convincente per il River Plate di Simeone, protagonista di un ottimo inizio di stagione, sia in campionato che in Copa Libertadores. Questa volta è l’Arsenal Sarandí a soccombere ai Millionarios, momentaneamente in vetta alla classifica con due punti di vantaggio sulla coppia Estudiantes-Boca Juniors, anche se i biancorossi di La Plata hanno una partita da recuperare. Ancora una volta però sono da segnalare problemi di ordine pubblico, causati in questa occasione da due fazioni rivali di ultras, entrambe del River, che scontrandosi tra loro hanno messo a ferro e fuoco lo stadio del Vélez Sársfield, dove si disputava l’incontro della propria squadra dopo la squalifica del Monumental in seguito ad altri incidenti causati dai supporter della compagine della capitale alcune settimane fa.
Deludono invece i rivali del Boca Juniors, costretti sul pari in casa del modesto Olimpo ed agganciati in seconda posizione dall’Estudiantes, vittorioso di misura sul Vélez Sársfield nel big match di questa ottava giornata. Sempre più in crisi i campioni in carica del Lanús, ormai in caduta libera, travolti nella trasferta di San Lorenzo e relegati nei bassifondi della classifica. Mezzo passo falso anche per il Tigre, che comunque conquista un punto sull’ostico terreno del Newell’s Old Boys.

Il River Plate di Simeone batte per 2-0 in casa i cileni dell’Universidad Católica, già sconfitti all’andata a Santiago, e fa un passo decisivo verso la qualificazione agli ottavi di finale di Copa Libertadores. Ottima partita dei Millionarios, capaci di sbloccare immediatamente il risultato con il solito Falcao Garcia e di gestire poi l’incontro senza troppi problemi, mettendolo al sicuro a venti minuti dalla fine con Abreu. Nell’altro incontro del girone, vittoria a sorpresa dei peruviani dell’Universidad San Martín sui forti messicani del Club América, che ora rischiano seriamente l’eliminazione.
Grande battaglia invece alla Bombonera, dove il Boca Juniors alla fine si impone per 4-3, dopo un incontro rocambolesco e spettacolare, sull’altra formazione della capitale cilena, il Colo Colo, che una settimana fa l’aveva battuto nettamente nell’incontro di andata. Per gli Xeneizes, comunque, la qualificazione è ancora in bilico avendo, a due partite dal termine, gli stessi punti dei messicani dell’Atlas, fermati sul pari a Maracaibo, ma una peggiore differenza reti, ed una sola lunghezza di vantaggio sugli stessi cileni. Protagonista come sempre il bomber Palermo, autore di una rete e di una grande partita.
Dopo il mezzo passo falso della prima giornata il Boca Juniors si rifà alla grande, travolgendo alla Bombonera l’Argentinos Juniors. Gli Xeneizes dominano dal primo all’ultimo minuto, mandando a segno oltre ai “soliti” Palermo e Palacio anche Datolo e Gracian su rigore, e riscattando la prova opaca dell’esordio e rilanciando prepotentemente la propria candidatura per il titolo.
Fermato invece il River Plate, il cui inizio di stagione finora è stato piuttosto altalenante. Per i Millionarions comunque buono il punto conquistato sull’ostico terreno del Newell’s Old Boys. Cadono a sorpesa i campioni in carica del Lanùs, sconfitti di misura in trasferta dall’Huracán.
Crollano altre due delle protagoniste dello scorso anno, il Tigre, travolto da uno scatenato Independiente e i vincitori della Copa Sudamericana dell’Arsenal Sarandì, sorprendentemente battuti a Santa Fé dal Colòn. Vittoria esterne per Estudiantes e Vèlez Sàrsfield.