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Tutti gli articoli con tag dino zoff

Funerali di Bearzot, l'addio dei "Ragazzi dell''82"

pubblicato da Celephais


Si sono svolti questa mattina, nella parrocchia di di Santa Maria al Paradiso in zona Vigentina a Milano, i funerali dell’ex c.t. della Nazionale Campione del Mondo 1982, Enzo Bearzot, scomparso l’altro ieri all’età di 83 anni dopo una lunga malattia. Sotto la pioggia battente del capoluogo lombardo si sono dati appuntamento per l’estremo saluto al “vecio” tutti i protagonisti di quella squadra tra i quali Dino Zoff, Antonio Cabrini, Giuseppe Bergomi, Bruno Conti, Franco Baresi, Marco Tardelli, Alessandro Altobelli, Giampiero Marini, Fulvio Collovati, Giancarlo Antognoni, Francesco Graziani, Gabriele Oriali, Paolo Rossi oltre all’ex ct della nazionale, Cesare Maldini, vice di Bearzot in Spagna e al presidente della Figc, Giancarlo Abete.

Cerimonia sobria come ha dichiarato l’officiante Don Claudio Nora nel corso della sua omelia: “È una celebrazione semplice familiare, come sarebbe piaciuta ad Enzo. Le celebrazioni le lasciamo alle colonne dei giornali qui ricordiamo l’uomo, il marito sposato per 63 anni, il padre, il maestro, l’amico. Questa zona di Milano, pur essendo centrale, ha mantenuto una dinamica di quartiere, molti conoscevano Enzo, lo si incontrava al bar, alla messa. Enzo nella sua semplicità ci ha ricordato che i successi non valgono più degli affetti, della propria famiglia e degli amici.”

La fotogallery dei funerali di Bearzot

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Lazio, quanti strascichi la sconfitta col Villarreal

pubblicato da vieni_127


Qualificazione in bilico, Baronio espulso (e quindi squalificato), il futuro di Ballardini appeso a un filo: sono questi alcuni degli strascichi, pesantissimi, all’indomani dell’eurobatosta della Lazio. Un 4-1 subito dagli spagnoli del Villarreal, il Madrigal si conferma bestia nera per le squadre italiane e la Spagna terra di disfatta per la Lazio, ko per la sesta volta su sette trasferte iberiche. Come se non bastasse, è di oggi la notizia che il Capo Ufficio Stampa del club, Stefano De Martino, sta preparando un esposto all’Uefa per via di un trattamento da parte degli spagnoli molto discutibile.

Davanti a questo scempio non parliamo. Confermiamo il silenzio stampa e siamo chiusi in una stanza con l’UEFA per scrivere un esposto: sin da quando siamo arrivati qui in Spagna siamo stati osteggiati nel nostro lavoro. A me personalmente, in qualità di Capo Ufficio Stampa, non è stato permesso di lavorare e di entrare allo stadio. La Securidad spagnola ha lasciato fuori sia me che i magazzinieri. Dato che non ci è stato permesso di lavorare, faremo un esposto all’Uefa” ha spiegato De Martino, anche se la vera preoccupazione di Lotito è legata a Davide Ballardini e all’incapacità di risollevarsi.

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Zoff: "Lippi non può permettersi di essere così arrogante" - Lippi: "Ammetto di aver un po' esagerato"

pubblicato da Antonio D'Avanzo


A Dino Zoff non è piaciuta la reazione piccata di Marcello Lippi qualche istante dopo il fischio finale di Italia-Cipro e in merito ai fischi e ai cori di dissenso piovuti da un gruppo di spettatori del Tardini. Il pubblico invocava Cassano, divenuto ormai l’emblema della distanza che intercorre tra il ct della nazionale campione del mondo e i tifosi che non digeriscono alcune sue scelte. Zoff ha detto la sua dai microfoni di Radio Radio, rispondendo anche a chi gli chiedeva delle sue dimissioni da ct della nazionale:

“”La mia vicenda fu diversa, non ho avuto sfoghi, ho preso una decisione e basta.
Non ci si può permettere di essere così arroganti. Il pubblico ha il diritto di invocare chi vuole. Lui può prendere le dovute distanze, ma lo deve fare con una certa educazione. Il caso di Beccalossi ignorato da Bearzot? Certo la statura del ct era diversa…Io credo però che pur essendo contestati, non è mai serio lasciarsi andare a strane dichiarazioni. Io non vedo nessuna deficienza nelle convocazioni di Lippi, ognuno ha le sue idee e ognuno ha il suo modo di concepire la nazionale. L’importante è portare avanti le proprie idee con classe”.

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Vent'anni fa moriva Geatano Scirea, campione vero il cui ricordo è sempre vivo

pubblicato da Skalka


Sono passati vent’anni da quel maledetto 3 settembre del 1989 in cui Gaetano Scirea, ex libero, capitano e bandiera della Juventus morì a causa di un incidente automobilistico su una strada polacca. All’epoca si era da poco ritirato dal calcio giocato e rivestiva il ruolo di allenatore in seconda per i bianconeri al fianco del suo grande amico e compagno di mille battaglie Dino Zoff. La Juve doveva affrontare in Coppa Uefa il Gornik Zabrze, avversario modesto per il quale Zoff non riteneva ci fosse bisogno di un attento studio, l’ordine della trasferta polacca arrivò invece dall’allora presidente Giampiero Boniperti.

La notizia della morte di Scirea sconvolse l’Italia del pallone e non solo, a darla, in diretta nazionale, fu Sandro Ciotti durante la Domenica Sportiva (guarda il video), lo studio era scioccato, Marco Tardelli, ospite della puntata, fu vittima di un malore. Nell’incidente morirono insieme all’ex giocatore altre due persone, la traduttrice che lo accompagnava e l’autista, autore del fatale sorpasso azzardato, si salvò soltanto il dirigente dei polacchi seduto al posto anteriore del passeggero. La macchina prese fuoco anche a causa di alcune taniche di benzina che trasportava. Quel giorno non è morto soltanto un ex campione della Juve e della nazionale, ma anche un uomo le cui doti morali erano riconosciute da tutti, indistintamente dalla fede calcistica. In tal senso è toccante l’articolo di Gianni Mura datato 5 settembre 1989.

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Gigi Buffon e Francesco Totti tra i dieci candidati per il Golden Foot 2009

pubblicato da Skalka


Il Golden Foot è un premio istituito nel Principato di Monaco nel 2003, ispirandosi alla famosa Walk of Fame di Hollywood, il premio per i vincitori consiste in un’impronta dei loro piedi sul lungomare di Montecarlo. Il trofeo è riservato ai giocatori che hanno superato la soglia dei 29 anni di età, la loro caratteristica principale è quella di essere grandi campioni, non solo sul campo ma anche per tutto quello che hanno fatto vedere nell’arco della loro carriera. È chiaro che un premio del genere si può vincere una sola volta nella vita (Fotogallery).

Tra i candidati alla vittoria di questa settima edizione ci sono due italiani, Gianluigi Buffon e Francesco Totti. Se la dovranno vedere con altri otto campionissimi del football e cioè: gli inglesi David Beckham e Steven Gerrard, i francesi Thierry Henry e David Trezeguet, più altri pesi massimi del calibro di Luis Figo, Ryan Giggs, Raul e Ronaldinho. Il vincitore lo scelgono i tifosi votando attraverso il sito ufficiale del trofeo. Le votazioni per questa edizione sono aperte fino al 18 settembre prossimo.

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Claudio Gentile torna a parlare: "Perché nessuno mi chiama?"

pubblicato da vieni_127

Della magica nidiata del 1982, i 23 calciatori che ci fecero sognare in quel di Spagna conquistando il terzo titolo mondiale dell’Italia, sono usciti allenatori piuttosto mediocri: non può dirsi che Tardelli e Graziani, Dossena e Vierchowod, Conti e Cabrini abbiano avuto una brillante carriera come trainer, tutt’altro. Le uniche eccezioni riguardano Dino Zoff (ottimo condottiero di Juve e Lazio oltre che arrivato a un secondo dal titolo Europeo nel 2000) e Claudio Gentile che con la Under 21 ha vinto un Europeo nel 2004 oltre a conquistare un bronzo alle Olimpiadi nello stesso anno non avvalendosi dei fuori-quota.

Nel 2006, in seguito allo scandalo Calciopoli, l’allora presidente in pectore della FIGC, Guido Rossi, lo sollevò dall’incarico di selezionatore degli azzurrini, nonostante non ci fossero sentori in questo senso. Così qualche tempo fa si espresse in merito: “Non mi hanno mai detto perché sono stato esonerato. Mi hanno solo detto che non facevo più parte dei quadri della Federazione“. Eppure oggi assicura: “L’esonero mi è costato tantissimo perché io potevo andare in un grande club ma la Federazione mi disse che facevo parte dei loro piani. Poi invece a sorpresa mi hanno licenziato anche se io avevo ottenuto risultati” l’amara considerazione dell’ex juventino.

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Scoppia il caso Cribari in casa Lazio

pubblicato da vieni_127


A fine stagione lascio la Lazio, sono rimasto male per il cambio e per i fischi. E’ vero che avevo fatto un errore grossolano nel primo tempo, ma mi stavo facendo un mazzo così, da qui a fine stagione darò il massimo per questa maglia, ma poi lascerò la Lazio, me ne voglio andare, non mi importa se Lotito non mi paga più gli stipendi. A fine anno me ne vado” parole dure di Emilson Cribari, da quattro stagioni alla Lazio ma evidentemente desideroso di cambiare aria. Quasi 100 partite con la maglia biancoceleste, l’ex Empoli e Udinese è letteralmente scoppiato in lacrime domenica pomeriggio di fronte ai taccuini dei giornalisti.

Così il suo allenatore nel commentare questa uscita: “Era particolarmente stanco, noi eravamo in dieci e lui non riusciva più a salire; onestamente rimango basito davanti a questa cosa, se vuole andare via per la sostituzione c’è qualcosa che non quadra” le parole non esattamente sibilline del sempre schietto Delio Rossi. Sulla faccenda è intervenuto pure Claudio Lotito, numero uno della Lazio: “Cribari? Nessuno lo ha escluso dal progetto. C’è un clima sereno: lui ha male interpretato una parte del dissenso dei tifosi; non c’è nessun problema con la società, forse c’è stato un problema di caduta psicologica per una sconfitta come quella di ieri. I fischi non erano rivolti a lui, ha capito in modo diverso. Parlerò con il giocatore nei prossimi giorni perché la sua uscita ha sorpreso tutti“.

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Van Der Sar senza limiti: stabilisce il nuovo record di imbattibilità in Premier

pubblicato da vieni_127


Stagione 93/94, il Milan si appresta a vincere il suo terzo scudetto di fila, la difesa dei sogni ha Sebastiano Rossi come ultimo baluardo: quell’anno cadde il record di imbattibilità di Dino Zoff (903 minuti nel 72/73 con la maglia della Juve), Rossi entra nella storia (929 minuti senza incassare un gol). Da allora solo Ivan Pelizzoli della Roma è andato vicino ad insidiare il personale record del collega, nel 2003/04 per 773 minuti non dovette mai raccogliere il pallone in rete. Primati niente male, distanti però da quelli del Regno Unito o della Spagna: proprio in questi giorni, infatti, Edwin Van der Sar ha battuto il precedente record di Bobby Clark dell’Aberdeen (1155 minuti di imbattibilità).

L’olandese del Manchester United, grande protagonista lo scorso anno coi Red Devils durante la loro trionfale Champions League (ma ricordato senza troppi rimpianti dai tifosi della Juve), non subisce reti da 13 partite, più di 20 ore per un totale esatto di 1212 minuti. Lui nicchia e trasuda modestia, ma il prossimo obiettivo è superare il record-man europeo di sempre, Abel Renso dell’Atletico Madrid che nel ‘91 parò tutto per 1275 minuti di fila (è ovviamente anche il primato della Liga): ci proveranno McCarthy, Diouf e Santa Cruz del Blackburn a rovinargli la festa, all’Old Trafford però sabato tutti si aspettano l’ennesimo “shut-out“.

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Buffon miglior portiere degli ultimi 20 anni secondo la Fed. Internaz. di Storia e Statistica del Calcio (IFFHS)

pubblicato da Antonio D'Avanzo

Il migliore al mondo delle ultime due decadi, davanti al danese Peter Schmeichel e allo spagnolo Iker Casillas. L’IFFHS ha dato il suo verdetto collocando in cima alla lista Gianluigi Buffon, estremo difensore della Juventus e della nazionale. E’ una classifica che considera un limitato arco temporale e non tiene perciò conto di altri mostri sacri della porta, come Lev Yashin, Gordon Banks o del nostro Dino Zoff. Al quarto posto si piazza il tedesco Oliver Kahn con 62 punti, al quinto il paraguayano Josè Luis Felix Chilavert con 58. Al sesto posto un altro portiere italiano, l’attuale tecnico del Catania, Walter Zenga con 55 punti. (clicca per la graduatoria completa)

L’olandese Edwin van der Sar (53 punti) si colloca al settimo posto, il ceco Petr Cech (44) all’ottavo. Chiudono la top ten della speciale classifica il belga Michel Preud’homme (43) e il brasiliano Claudio Andrè Taffarel (40). Altri italiani in lista: Francesco Toldo al 20esimo posto, Gianluca Pagliuca al 22esimo, Angelo Peruzzi al 33esimo, Sebastiano Rossi al 43esimo e Luca Marchegiani al 69esimo posto. La sorpresa più grande? Il brasiliano del Milan, Nelson Dida, al tredicesimo posto.

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Mancini: "C'è qualche vedova che scrive e giudica contro l'Inter..."

pubblicato da Antonio D'Avanzo

Alla fine Mancini non ce l’ha fatta e appena terminato il silenzio stampa, è tornato sull’argomento vecchio di due settimane:

Credo che il silenzio stampa dopo la partita contro il Parma sia stato deciso per non alimentare ulteriori polemiche. E’ successo un putiferio per una normale azione dubbia in area di rigore, un rigore, un mezzo fallo…ecco non era mai accaduto prima che si alzasse un polverone del genere. C’è più di qualche “vedova” che giudica e scrive contro di noi in modo particolare. Se a Udine Rosetti ci ha penalizzato? Lasciamo perdere, non abbiamo parlato dopo la partita, preferisco non tornarci su. Noi abbiamo sempre lavorato onestamente, a differenza di quanto veniva fatto prima.

Piccole stilettate che testimoniano un malessere italiano, figlio di anni fatti di sospetti, intrighi di potere, veleni e moviole ripetute all’infinito su cui discutere per intere trasmissioni e non cavarci un ragno dal buco. E’ il calcio italiano (oppure è l’Italia intera) che sembra non aver imparato nulla dal passato e continua a navigare nel mare dei cattivi pensieri (Zoff docet), nel finto fair play dei palloni buttati fuori ogni volta che un giocatore è colpito da un moscerino, nei terzi tempi forzati e decisi per decreto regio in cui i calciatori si sfanculano (ma stavolta dandosi la mano…) e sbraitano contro l’arbitro per il fallo laterale non concesso.

Mancini, saggiamente, getta acqua sul fuoco sul nuovo pupillo Mario Balotelli: “Ha qualità importanti, è dotato di un gran fisico per l’età che ha, ma è uno dei tanti giovani catapultati in un’altra realtà e non bisogna dargli troppa importanza. Dovrà mantenere la testa a posto”.