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Tutti gli articoli con tag dino zoff

Buffon miglior portiere degli ultimi 20 anni secondo la Fed. Internaz. di Storia e Statistica del Calcio (IFFHS)

pubblicato da Antonio D'Avanzo

Il migliore al mondo delle ultime due decadi, davanti al danese Peter Schmeichel e allo spagnolo Iker Casillas. L’IFFHS ha dato il suo verdetto collocando in cima alla lista Gianluigi Buffon, estremo difensore della Juventus e della nazionale. E’ una classifica che considera un limitato arco temporale e non tiene perciò conto di altri mostri sacri della porta, come Lev Yashin, Gordon Banks o del nostro Dino Zoff. Al quarto posto si piazza il tedesco Oliver Kahn con 62 punti, al quinto il paraguayano Josè Luis Felix Chilavert con 58. Al sesto posto un altro portiere italiano, l’attuale tecnico del Catania, Walter Zenga con 55 punti. (clicca per la graduatoria completa)

L’olandese Edwin van der Sar (53 punti) si colloca al settimo posto, il ceco Petr Cech (44) all’ottavo. Chiudono la top ten della speciale classifica il belga Michel Preud’homme (43) e il brasiliano Claudio Andrè Taffarel (40). Altri italiani in lista: Francesco Toldo al 20esimo posto, Gianluca Pagliuca al 22esimo, Angelo Peruzzi al 33esimo, Sebastiano Rossi al 43esimo e Luca Marchegiani al 69esimo posto. La sorpresa più grande? Il brasiliano del Milan, Nelson Dida, al tredicesimo posto.

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Mancini: "C'è qualche vedova che scrive e giudica contro l'Inter..."

pubblicato da Antonio D'Avanzo

Alla fine Mancini non ce l’ha fatta e appena terminato il silenzio stampa, è tornato sull’argomento vecchio di due settimane:

Credo che il silenzio stampa dopo la partita contro il Parma sia stato deciso per non alimentare ulteriori polemiche. E’ successo un putiferio per una normale azione dubbia in area di rigore, un rigore, un mezzo fallo…ecco non era mai accaduto prima che si alzasse un polverone del genere. C’è più di qualche “vedova” che giudica e scrive contro di noi in modo particolare. Se a Udine Rosetti ci ha penalizzato? Lasciamo perdere, non abbiamo parlato dopo la partita, preferisco non tornarci su. Noi abbiamo sempre lavorato onestamente, a differenza di quanto veniva fatto prima.

Piccole stilettate che testimoniano un malessere italiano, figlio di anni fatti di sospetti, intrighi di potere, veleni e moviole ripetute all’infinito su cui discutere per intere trasmissioni e non cavarci un ragno dal buco. E’ il calcio italiano (oppure è l’Italia intera) che sembra non aver imparato nulla dal passato e continua a navigare nel mare dei cattivi pensieri (Zoff docet), nel finto fair play dei palloni buttati fuori ogni volta che un giocatore è colpito da un moscerino, nei terzi tempi forzati e decisi per decreto regio in cui i calciatori si sfanculano (ma stavolta dandosi la mano…) e sbraitano contro l’arbitro per il fallo laterale non concesso.

Mancini, saggiamente, getta acqua sul fuoco sul nuovo pupillo Mario Balotelli: “Ha qualità importanti, è dotato di un gran fisico per l’età che ha, ma è uno dei tanti giovani catapultati in un’altra realtà e non bisogna dargli troppa importanza. Dovrà mantenere la testa a posto”.

Gli 80 anni di Enzo Bearzot

pubblicato da Gabriele Capasso

Enzo Bearzot, allenatore campione nell'82, compie 80 anniIl 26 Settembre del 1927 nasceva ad Aiello del Friuli Enzo Bearzot, l’indimenticato CT della Nazionale Italiana Campione del Mondo nel 1982. Il “Vecio” compie oggi 80 anni, ma quel soprannome se l’è guadagnato quasi 30 anni fa. (Clicca qui per la gallery fotografica)

Dopo una carriera non esaltante da calciatore fra Torino e Inter comincia l’apprendistato da allenatore alle dipendenze di una leggenda del calcio italiano, Nereo Rocco. Ben presto entra nei quadri federali e dopo un’esperienza come selezionatore della nazionale Under 23 (all’epoca non esisteva l’Under 21) approda nel 1977 sulla panchina della nazionale maggiore.

Vi resterà per 9 anni, allenando gli azzurri in tre mondiali e in un europeo, e accumulando il numero record di presenza sulle panchina azzurra, ben 105 davanti alle 95 del pluricampione del mondo Vittorio Pozzo. Simbolo di un calcio di altri tempi, quando gli allenatori della Nazionale erano “cresciuti” all’interno della federazione e non bastavano nemmeno una qualificazione ad un europeo fallita (nel ‘76) e due quarti posti all’Europeo Italiano dell’80 e ai Mondiali Argentini del ‘78 per essere bocciati.

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