Dondarini, alla prima da arbitro con la Juventus dopo il suo coinvolgimento “parziale” in Calciopoli, ferma la Juventus che perde a Reggio Calabria vittima di una conduzione di gara incredibile. Tre anni fa Luciano Moggi si arrabbiò con Paparesta millantando nel post partita di averlo chiuso negli spogliatoi, uno degli episodi più “significativi” dello scandalo che travolse la Juventus, chissà cosa avrebbe fatto stasera l’ex DG bianconero. Due calci di rigore apparsi nettissimi negati, altrettanti tocchi di mano in area calabrese più che sospetti e al 91esimo massima punizione in favore dei padroni di casa per presunto fallo di Sissoko che in vantaggio sul pallone tenta la rovesciata a liberare, non guarda l’avversario, ma lo colpisce. (Foto partita e episodi - Video Gara - Video Moviola)
“Donda” vede il danno procurato. Amoruso realizza dagli 11 metri dopo le vibranti proteste bianconere, l’arbitro ancora protagonista prima concede 2 ulteriori minuti di recupero, poi fischia al 49esimo e 20 secondi. La ciliegina sulla torta è l’espulsione di Zanetti sull’ultima azione. Nel primo tempo la Juventus aveva sofferto la mancanza di una prima punta di ruolo, troppo pesanti le assenze di Iaquinta e Trezeguet, andando in svantaggio al 32esimo. Brienza intercetta un tiro sbilenco di Cirillo, stop e palla piazzata con Belardi che reclama inutilmente una posizione di fuorigioco che non c’è.
La reazione dei bianconeri è affidata a Nedved e Camoranesi, autori di un’ottima gara, e proprio sul ceco c’è il primo episodio contestato: Valdez lo abbraccia in area e gli impedisce di raggiungere il pallone, Dondarini lascia correre. La ripresa è un monologo bianconero, la Reggina si chiude con 11 uomini nella sua metà campo cercando di chiudere tutti gli spazi di fronte all’assedio bianconero.
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Torna in una nuova veste L’ immorale, rubrica dedicata ai segreti, agli scandali e agli inciuci, piccoli o grandi, che ancora tormentano il calcio italiano.
Nessuno ne parla, ma quel che non ha fatto la giustizia sportiva potrebbe fare la giustizia ordinaria. Mi riferisco alle ridicole punizioni inflitte agli arbitri coinvolti in Calciopoli che nella quasi totalità sono tornati a calcare i campi di serie A e B.
Ricominciando a sbagliare, ma almeno distribuendo ecumenicamente gli errori . O almeno così sembra: insomma meglio scarsi con tutti che bravi con pochi.
L’ indiscrezione che rischia di riportare la bufera fra le giacchette colorate, ormai di nero non hanno proprio più nulla, è quella che giunge dalla Procura di Napoli, che entro poche settimane dovrebbe emettere i rinvii a giudizio nei confronti di presidenti, dirigenti, designatori e appunto arbitri e guardalinee. Quale sarà la prima conseguenza di questi avvisi di garanzia?
L’ automatica sospensione per quattro mesi dall’ attività federale.