Per dimenticare Glasgow e la figuraccia contro l’Empoli, per la classifica del Gruppo D di Champions, per tutti i gufi in poltrona a sperare nel definitivo tracollo: per questi e per altri cento motivi il Milan stasera non poteva steccare la partita contro lo Shakhtar Donetsk di Mircea Lucescu e di Cristiano Lucarelli (tra i tifosi ucraini tanti livornesi giunti nella città meneghina per sostenere il loro idolo e concittadino). E alla fine, complice anche una tattica avversaria che definire suicida è forse poco, Ancelotti può tirare un sospirone di sollievo; un 4-1 senza appello e una miriade di occasioni create, calcio piacevole, belle trame e (forse però questo si poteva evitare) un Kalac in grandissimo spolvero (cliccando qui potrete vedere la Galleria Fotografica della partita).
Kaka ce la fa e prende posto a centrocampo vicino al sempreverde Seedorf, operando in concerto alle spalle dell’unica punta Gilardino. Solito centrocampo con Gattuso, Pirlo e capitan Ambrosini, difesa a 4 con Oddo a destra, Favalli a sinistra al posto dell’infortunato Jankulovski, Kaladze e Nesta al centro con l’alto australiano Kalac a difendere la porta dello squalificato Dida. Lucescu si affida a uno spregiudicato 4-3-3 con Pyatov in porta, Srna, Kucher, Chygrynskiy e Rat sulla linea difensiva, Ilsinho, Lewandowski e Fernandinho al centro con avanti le bocche di fuoco Jadson, Brandao e ovviamente Lucarelli.
Passa un quarto d’ora ed è subito spettacolo di primissimo piano a San Siro: Rat impegna subito un attento Kalac, il Milan risponde col gol del vantaggio con Gilardino, abile a deviare di testa un corner dalla destra. Quindi Kaka ha due ghiottissime occasioni per raddoppiare ma le spreca malamente entrambe; ci pensa ancora Gilardino al 14′ a raddoppiare, ancora con una incornata questa volta raccogliendo un cross dalla sinistra. Il Milan a questo punto amministra e quando può riparte, forte degli spazi enormi che l’alta difesa ucraina lascia inesorabile; ancora Kaka sfiora il tris, ma comunque lo Shakhtar, sul finire di tempo, alza il baricentro andando vicino alla marcatura della speranza.