
Dopo 40 anni di onorata e discussa attività la Rai manda in pensione la moviola. Lo strumento croce e delizia degli sportivi italiani fu introdotto dalla TV di stato nel 1967, erano i tempi di Enzo Tortora, e da allora ha animato le discussione nei bar della penisola e non solo. Ora l’azienda di stato ha deciso di mandarla in soffitta, una decisione discutibile e sicuramente molto coraggiosa, dal momento che sappiamo quanto le polemiche nel calcio facciano bene all’audience. Di sicuro questo nuovo corso piacerà al mondo arbitrale, Marcello Nicchi ha dato la sua benedizione e pare che anche Pierluigi Collina, ora alla Uefa, abbia applaudito a questa scelta controcorrente.
La Rai ha deciso di puntare sugli aspetti tecnici delle partite di calcio e non più sugli episodi più discutibili che accadono nel corso dei 90 minuti. Durante le trasmissioni non saranno più presenti i vari Longhi e Tombolini ma degli esperti di regolamento, forse inviati dalla stessa federazione arbitrale, che mostreranno alcuni casi che possiamo definire didattici, tre o quattro alla settimana, scelti per illustrare le sottigliezze regolamentari del calcio e poi nessuna discussione in merito, nessuna valutazione dell’operato arbitrale. Questo riguarderà tutte le trasmissioni calcistiche della Rai.
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Le solite voci estive di fantamercato, fin dall’arrivo di Josè Mourinho, hanno visto l’Inter alla caccia di quei giocatori inseriti nella fatidica lista dallo Special One. I nomi che si sono fatti erano e sono diversi, soprattuto portoghesi e londinesi del Chelsea, ex squadra del tecnico ora dipendente dei Moratti: Deco, Lampard o Essien a centrocampo, Eto’o o Drogba in attacco. Il sogno però, visto che Cristiano Ronaldo economicamente parlando appartiene ad altri pianeti , porta il nome di Ricardo Andrade Quaresma Bernardo, il funambolo che in Via Durini si tiene d’occhio da tempo.
Quaresma, portoghese classe 1983, è un centrocampista molto a suo agio sulla fascia, zona dove è diventato famoso per i dribbling ripetuti e i cross di esterno. La tecnica innata e la propensione all’attacco lo hanno portato ad esser paragonato spesso al suo connazionale numero 7 del Manchester United dal quale, proprio nel torneo europeo ora in corso, ha ricevuto l’assist per il 3-1 nella partita d’esordio dei lusitani contro la Repubblica Ceca.
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Il presidente della UEFA, Michel Platini, è intervenuto oggi a Dribbling e tra i vari temi affrontati ha parlato anche del fenomeno della compravendita di giovanissimi calciatori facendo riferimento anche al caso Camilleri. Bisogna allora fare un passo indietro e tracciare la storia di questo ragazzo ormai non più della Reggina, visto che gli è stato scippato in ogni senso dal Chelsea di Abramovich.
Vincenzo Camilleri è un difensore siciliano e faceva parte del vivaio della Reggina da 3 anni. Il club calabrese ha investito tanto su di lui e i frutti non si sono fatti attendere tanto è vero che nonostante la sua giovane età, non ha ancora sedici anni, ha già esordio in prima squadra in Coppa Italia contro l’Inter riuscendo a tenere a bada brillantemente l’argentino Hernan Crespo. Evidentemente le sue gesta non sono sfuggite agli osservatori delle grandi società europee ma i più lesti sono stati, appunto, gli inglesi del Chelsea.
Qualche giorno fa al centro sportivo degli amaranto è addirittura atterrato, senza preavviso, un elicottero. A bordo c’erano Frank Arnesen, Carlo Jannuzzi, un presunto procuratore tale Busardon e la madre del giovane Vincenzo. Il ragazzino è stato prelevato, fatto salire sull’elicottero e addio Reggio Calabria, la sua nuova casa è a Londra. Inutile dire che Lillo Foti è imbestialito per quanto accaduto tanto da minacciare un ricorso all’UEFA e alla FIGC.
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Gli anni passano per tutti, ma Luis Figo sembrava esser riuscito a trovare il modo di fermare il tempo. Lasciato libero dal Real Madrid nell’ estate del 2005, aveva accettato la scommessa di far vincere qualcosa di importante all’ Inter, prima di tornare nella amata Lisbona per chiudere una straordinaria carriera.
Luis c’è riuscito perchè a poco più di un anno di distanza i nerazzurri hanno sul petto il triangolino e la coccarda tricolori, simbolo di una leadership italiana che è confermata e anzi rafforzata da quanto dimostrato quest’ anno. Poco conta che la vittoria del campionato sia giunta a tavolino: sul campo Figo dimostrò di essere non solo l’ unico fuoriclasse dell’ Inter dell’ anno passato, ma che il suo rendimento potesse essere ancora elevato per un periodo abbastanza lungo; 45 presenze in totale, 3447 minuti giocati, conditi da 6 gol.
Passò alla storia inoltre la sua pubblica denuncia dopo quell’ Inter - Juve di San Siro su quella strana visita di Moggi e Giraudo allo spogliatoio dell’ arbitro nell’intervallo: deferito e multato, dopo il deflagrare di Calciopoli esclamò sorridendo: “Rivoglio il mio dinero”.