Brutte notizie per i tifosi juventini che sognavano di avere in squadra il bomber del Wolfsburg Edin Dzeko, i tedeschi hanno respinto l’offerta della Juve perché non hanno intenzione di vendere il giocatore. Secondo i rumors i bianconeri nei giorni scorsi avrebbero inviato al Dg Ditier Hoeness un’offerta di 29 milioni di euro più il cartellino di Christian Poulsen che è stata respinta senza troppi complimenti. A quanto pare i tedeschi restano convinti della scelta di non volersi privare del bomber bosniaco.
Ad informare i tifosi ci ha pensato Beppe Marotta in persona che ha dichiarato chiusa la trattativa per Dzeko, ma non ha escluso l’arrivo di Krasic e anche di altri giocatori da qui alla chiusura ufficiale del mercato: «Dzeko? Ci piace, ma il Wolfsburg non lo cede e quindi il discorso è chiuso. Krasic? Un altro giocatore intessante, valuteremo. La nostra è una squadra ancora in via di definizione e fino al 31 agosto può succedere di tutto».




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L’arrivo al Manchester City di Mario Balotelli, aumenta le possibilità di partenza di un altro attaccante della squadra di Roberto Mancini, il togolese Immanuel Adebayor, che già da alcune settimane aveva manifestato la sua volontà di lasciare la Premier League, dopo il deludente campionato dello scorso anno. Sulle tracce del giocatore, oltre al Marsiglia di Didier Deschamps ci sarebbe anche la Juventus, la quale sembra aver definitivamente rinunciato all’attaccante del Wolfsburg, Edin Dzeko, viste le eccessive pretese in termini economici da parte del club tedesco.
Sul bomber ventiseienne, messosi in luce due stagioni fa con la maglia dell’Arsenal, pesano soprattutto il faraonico ingaggio di cinque milioni e mezzo di euro a stagione percepito in Inghilterra e il fatto che vorrebbe a tutti i costi una squadra disposta a garantirgli un posto da titolare. La sua prima scelta sembrerebbero dunque i Campioni di Francia, con i quali Adebayor potrebbe anche disputare la Champions League. Il prezzo del suo cartellino sarebbe fissato intorno ai venti milioni di euro, ma i britannici sarebbero disposti anche a trattare sulla base un prestito oneroso con diritto di riscatto.
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Manchester United e Manchester City hanno rimediato nella notte due sonore sconfitte contro altrettante squadre della Major League Soccer, Kansas Wizards e New York Red Bulls, le due inglesi condividono anche il risultato finale, il 2-1 in entrambi i casi è maturato con la stessa sequenza di reti. I due tecnici non si sono detti preoccupati, Sir Alex Ferguson ha motivato la sconfitta con l’indecisione e l’inesperienza della linea difensiva composta da giocatori molto giovani, il suo collega Roberto Mancini invece si è detto soddisfatto di aver concluso senza infortuni, aggiungendo che la squadra è comunque ancora in costruzione e che all’avvio della stagione sarà tutta un’altra cosa.
Partiamo dai rossi dello United. Ferguson ha mandato in campo una squadra molto giovane, i difensori erano Rafael, Smallings, Johnny Evans e De Laet, ma non mancavano anche alcuni veterani come Giggs o Scholes. I Wizards sono passati in vantaggio dopo 11 minuto grazie a Davy Arnaud, scattato sul filo di fuorigioco. I Red Devils pareggiano i conti con un rigore trasformato da Berbatov che era stato atterrato da Conrad, il difensore americano viene espulso e lascia la squadra in inferiorità numerica per oltre un tempo. Nonostante ciò la squadra di Kansas City, di fronte ai suoi 52.000 tifosi, riesce a tornare in vantaggio con un colpo di testa di Kamara prima della fine della prima frazione di gioco, nella ripresa sono bravi a respingere gli assalti inglesi.
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Edin Dzeko e il Wolfsburg sono ormai arrivati al braccio di ferro. Ieri il club tedesco attraverso il suo sito ufficiale aveva provato a mettere la parola fine a tutte le speculazioni che riguardano la loro punta di diamante, il bosniaco è stato dichiarato incedibile e nessuna proposta sarà più presa in considerazione, insomma Manchester City, Juventus e tutti gli altri interessati possono mettersi l’anima in pace, l’attaccante resta in Bundesliga almeno per un altro anno. Questa decisione però non sta bene al giocatore che oggi ha risollevato il suo malumore con un’intervista al quotidiano tedesco Bild.
Senza troppi giri di parole Dzeko ha chiesto di essere ceduto, se ciò non dovesse verificarsi le sue prestazioni nella prossima stagione non saranno all’altezza della sua fama, un modo per mettere la sua società con le spalle al muro. Queste parole smentiscono in pieno quello che ieri aveva dichiarato il direttore sportivo dei verdi Dieter Hoeness che confermando l’incedibilità del bosniaco e di Misimovic si era anche detto sicuro che i due, da ottimi professionisti, non avrebbero certo fatto mancare il loro apporto alla squadra allenata da Steve McClaren.
Sembrava essere già tutto fatto ad inizio giugno per Milos Krasic alla Juventus, ma poi si sono messi di traverso prima i russi del Cska e poi il consiglio federale con la nuova norma sugli extracomunitari. La Juve insegue il sogno Dzeko e quindi continua a temporeggiare sul fronte Krasic perché, secondo la nuova norma, se si dovesse perfezionare l’acquisto del serbo non sarebbe più possibile portare in bianconero anche il bomber del Wolfsburg.
Chiaramente si tratta di una situazione non semplice per il Dg Marotta perché su Krasic ci sono altre squadre e c’è il rischio di mollare il laterale senza riuscire poi ad acquistare poi Dzeko. Nonostante questa situazione l’agente di Krasic rimane ancora fedele alla parola data alla Juve:
«Il momento giusto per chiudere la trattativa è stata la settimana del Mondiale in cui la Juve è andata a Mosca a presentare la richiesta del giocatore e l’offerta di 15 milioni di euro. Purtroppo il club russo ha giocato al rialzo, sperando di poter spillare qualche milione in più, e si è persa l’occasione. Ma Milos vuole la Juventus, tiene fede alla promessa fatta ai bianconeri, ha per le mani una ricca offerta del Fenerbahce ma il suo desiderio è venire in Italia, alla Juventus».




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David Trezeguet resta alla Juventus, ancora una volta. Sembrava veramente l’anno buono per vederlo lasciare la maglia bianconera ma, come accaduto in passato, il tecnico di turno non ha intenzione di privarsi di un giocatore dalla sicura affidabilità sotto rete. I dubbi, al limite, sono sulla sua integrità fisica, ma il suo fiuto da goleador (ancora di più in una squadra che punta sul 4-4-2 e sul gioco sulle fasce) non è in discussione.
La conferma arriva direttamente da Antonio Caliendo, storico agente del giocatore, che a Sky Sport 24 ha così spiegato la situazione del suo assistito:
Nella giornata di ieri mi sono arrivate telefonate da Grecia, Turchia e Qatar. Ma io ho risposto che per quest’anno non se ne parla. Ho parlato con Marotta, il ds della Juve, che mi ha detto che sono propensi a tenerlo perché Del Neri conta su di lui. Mi posso sbilanciare: non se ne farà niente, salvo una decisione della vita per il futuro.
Di nostro possiamo aggiungere una malignità: probabilmente Delneri dopo aver visto l’italo brasiliano Amauri all’opera, e con scarse prospettive di arrivare all’obiettivo di mercato Edin Dzeko, avrà pensato che alla sua squadra conviene tenere un giocatore esperto che ogni tanto la porta la vede.




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Dopo due anni spesi a Brema, pare già finita l’avventura col Werder per il talentuoso centrocampista Mesut Ozil: in seguito all’ottimo Mondiale disputato in Sudafrica (il coronamento di una stagione vissuta comunque da protagonista anche con la maglia verde della sua squadra di club) le pretendenti del giocatore di origine turche si sono fatte sentire, anche se c’era da capire se il Werder avesse voluto privarsene. Oggi il direttore sportivo della squadra, Klaus Allofs (noto ai più per il suo ruolo nella trattativa che ha portato Diego alla Juve), ha fatto sapere che Ozil è praticamente sul mercato:
“In caso di offerte concrete rifletteremo sull’eventualità di una partenza. Ma per il momento non è questo il caso. Il giocatore non ha rinnovato il contratto, speravamo di arrivare ad un accordo nei primi giorni del Mondiale, ma non abbiamo trovato una soluzione. Avevamo le nostre idee, ma la strada non si è completata”.
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Il vice-presidente dei rossoneri Adriano Galliani, smentisce le voci che negli ultimi giorni davano per certo l’addio del brasiliano Ronaldinho al Milan, con destinazione il Flamengo. Il dirigente della squadra milanese ha infatti dichiarato a questo proposito in un’intervista rilasciata oggi:
Ronaldinho è del Milan e giocherà sicuramente nel Milan la prossima stagione. Ronaldinho è tranquillissimo, sta arrivando con suo fratello, ma non c’é mai stata nessuna sua richiesta di andare via, né mai alcuna offerta, il Flamengo non si è mai fatto vivo con il Milan: Ronaldinho arriva e va in ritiro normalmente, ha un contratto con il Milan per un anno ancora, senza nessuna clausola rescissoria a gennaio.
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I due obiettivi di mercato della Juventus che più solleticavano gli appetiti dei tifosi bianconeri stanno sfumando in queste ore. Si tratta del serbo Milos Krasic e del bosniaco Edin Dzeko. L’esterno del CSKA ha appena ricevuto un’offerta dai turchi del Fenerbahce che si è detta disposta a versare nelle casse del club russo una cifra vicina ai 18 milioni di euro, più di quanti la Juventus sia disposta a spenderne dopo la rottura della trattativa di un paio di settimane fa. Come ricorderete in quel caso le due società avevano raggiunto un punto d’incontro intorno ai 15 milioni, poi il CSKA aveva giocato al rialzo facendo alzare dal tavolo Beppe Marotta.
Resta forte la volontà di Krasic di passare alla Juventus, ma i giorni passano e di fronte a questo stallo l’esterno potrebbe essere propenso a cedere alle lusinghe del club di Istanbul. Per Dzeko invece, scaduta la clausola rescissoria da 40 milioni, c’è una serratissima corte del Manchester City di Mancini che si è dichiarato disposto ad accontentare le richieste del Wolfsburg, anche con l’inserimento nella trattativa di Roque Santa Cruz.
Tutto questo senza contare che i due, entrambi extracomunitari, non potrebbero comunque essere acquisiti contemporaneamente dalla Juve dopo il recentissimo (e contestato) cambio di regolamento sul tesseramento dei giocatori Extra-UE. Insomma, se Krasic sembrava vicinissimo e Dzeko il “sogno“, oggi sembra proprio che i bianconeri dovranno guardare altrove per rinforzare la rosa.
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C’era una volta la Juventus, punto di arrivo e mai sia dire che fosse invece di partenza, gloriosa casacca a striscie bianco e nere, con l’Avvocato che a Villar Perosa teneva a battesimo i nuovi arrivati con una battuta delle sue, condita dall’inconfondibile erre moscia. Dopo il terremoto del 2006, macerie dappertutto, una difficile ricostruzione e l’appeal scaduto all’improvviso, come se bastasse un sisma per cancellare lo charme di città come Roma o Venezia. Bene, a distanza di quattro anni da quella piccola grande tragedia sportiva a tinte zebrate, lo scenario non è più apocalittico come allora ma siamo comunque in una fase di stallo, con gru e cantieri aperti, con i giocatori che elmetto in testa non mollano e subiscono ancora il fascino della Vecchia Signora e altri che invece le voltano le spalle come fosse la prima arrivata.
C’è chi vuole rimanere e pare la tenga a cuore (i vari Buffon, Del Piero e Trezeguet non fanno testo, loro sono gli eroi, come i pompieri dell’undici settembre che entrarono nelle Torri Gemelle che potevano crollare da un momento all’altro), chi invece la ripudiano; ieri Tiago ha scomodato l’imponderabile andando a segno per ben due volte in una partita dei Mondiali e, raggiante, a fine partita ha ribadito che lui vuole rimanere all’Atletico Madrid: “Voglio restare in Spagna, mi sono trovato benissimo. So che l’Atletico Madrid parla con la Juventus, spero che il mio futuro sia ancora là. In Serie A il mio calcio non funziona. Io gioco per costruire, l’unica preoccupazione in Italia è fermare gli altri per lanciare l’attaccante. Non sono stato bene e non ho avuto il tempo di mostrare il mio valore“.
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