
Dopo la strampalata provocazione di Antonio Cassano che ha paragonato la stagione di Edison Cavani a quella di Igor Protti capocannoniere della Serie A con il Bari nel 1995/1996, ci ha pensato lo stesso Protti, con grande eleganza, a difendere l’attaccante uruguayano.
“Cavani come Protti? Cavani è un fuoriclasse, sarei orgoglioso di potergli assomigliare. Ma non mi rivedo assolutamente in lui, abbiamo caratteristiche opposte. Decisamente diverse. Ibrahimovic è sicuramente un grande giocatore che negli anni si è dimostrato decisivo in qualunque squadra sia andato. Mentre Cavani sta dimostrando di essere un centravanti straordinario“
Decisamente di cattivo gusto e fuori luogo l’uscita di Cassano che non solo ha cercato di sminuire i grandissimi meriti di Cavani, ma che ha anche offeso la dignità di un signor giocatore come Igor Protti. Certamente quella con il Bari del 95/96 fu la sua migliore stagione da un punto di vista qualitativo, ma altrettanto certamente Protti non merita di essere portato ad esempio come meteora dei bomber. Protti concluse quella stagione da capocannoniere di Serie A in una squadra che a fine anno non riuscì neanche a mantenere la categoria. Nessuno oltre a lui è mai riuscito a segnare così tanto in una squadra che ha concluso la stagione con una retrocessione in Serie B. Tanto per citare un esempio, l’anno che Cassano giocò titolare con i galletti prima di passare alla Roma, il suo Bari arrivò ultimo staccato di ben 17 punti dalla zona salvezza e fantantonio di gol ne realizzò appena 3 in 27 partite.
Protti è stato un grande professionista che in carriera ha realizzato la bellezza di 229 gol laureandosi 4 volte capocannoniere tra serie A, B e C unico a riuscirci insieme a Dario Hubner. Anche a 36 anni faceva ancora la differenza in Serie B segnando 24 gol in una sola stagione, nonostante giocasse insieme ad una prima punta di peso come Cristiano Lucarelli che nella stessa annata di gol ne segnò ben 29. Vedremo dove sarà e cosa riuscirà a fare a 36 anni Antonio Cassano.
Mentre si dibatte abbondantemente sul terzo gol di Edison Cavani, che dalle parti del Corriere dello Sport hanno rilanciato come un presunto “colpo dello scorpione”, è in realtà un altro il particolare che è sfuggito a tutti nel finale di Napoli - Juventus. Una provocazione, ancora più forte perché proviene da un calciatore e non da un tifoso, per il grande traditore e grande assente della partita di ieri: Fabio Quagliarella.
Il napoletano, ma ex giocatore del Napoli, era l’uomo più atteso sia perché giocatore più in forma fra i bianconeri sia perché odiatissimo dai sostenitori partenopei dopo il passaggio shock nel calciomercato estivo alla Juventus. Il grave infortunio al ginocchio l’ha tenuto lontano da un San Paolo che non vedeva l’ora di accoglierlo (eufemismo) e che aveva preparato un enorme maglia della Juve con il numero 71, il numero che nella smorfia napoletana sta per “traditore” (o se preferite per Ommo ‘e Merda). Il clima di nervosismo registrato attorno a questa gara è stato senza precedenti, basti citare il caso di Vincenzo Ricchiutti, giornalista, juventino e napoletano, epurato dal sito Tuttojuve dopo un editoriale provocatorio (ma certamente non “razzista, becero e idiota“), dopo le proteste di colleghi/tifosi del Napoli.
Tornando a noi, non è certamente strana la coreografia della Curva B, d’altra parte anche i tifosi bianconeri usavano il 71 per dare del traditore a Fabio Cannavaro, in quel caso ancor più paradossale “cavallo di ritorno” alla Juve dopo l’esperienza al Real. Sicuramente diverso è quel “2″ aggiunto alla maglia d’allenamento del Matador Cavani che abbiamo notato (per ora non registrato da altri media) per far diventare “27” il suo numero




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Il Napoli ha espugnato il Galileo Ferraris con due gol nel finale segnati da Hamsik e Cavani. Per la partita lo staff di Di Carlo era riuscito a recuperare in extremis Pazzini che ha composto con Cassano la coppia d’attacco doriana. Al 24′ del primo tempo il primo pericolo per la porta napoletana è arrivato dai piedi di Guberti con un bel sinistro di prima intenzione da fuori area che è finito di poco a lato. Allo scadere del primo tempo è stato il Napoli a rendersi molto pericoloso con un tiro di Dossena che ha impegnato Curci in una difficile parata.
Ad inizio secondo tempo ci riprova ancora il Napoli prima con un diagonale di Gargano fuori di poco e poi con un tiro di Cavani bloccato da Curci. Al 21′ ancora protagonista Guberti con gran tiro da fuori area di destro che centra clamorosamente la traversa. Passono pochi minuti e il Napoli pareggia il conto dei legni su un calcio da fermo di Gargano. Al 32′ l’arbitro Valeri concede un calcio di rigore ai doriani per una trattenuta di Cannavaro su Pozzi. La trattenuta c’è, ma l’attaccante era in posizione di fuorigioco. Cassano dal dischetto batte De Sanctis che intuisce ma non riesce ad intercettare la palla.




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Il ventitreenne attaccante della nazionale uruguayana Edison Cavani, passa a sorpresa dal Palermo al Napoli, che batte così la concorrenza dell’Inter, al quale il giocatore sembrava destinato fino a pochi giorni fa. La formula scelta è quella del prestito per un anno con diritto di riscatto a favore del club partenopeo, fissato intorno ai sedici milioni di euro. Al giovane talento della Celeste, protagonista di un buon mondiale nel quale ha anche segnato una rete, andranno invece circa 1,8 milioni di euro con la possibilità di firmare un contratto per ulteriori quattro anni in caso di passaggio definitivo alla corte di De Laurentiis al termine della prossima stagione.
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Il giovane talento italiano del Manchester United, Federico Macheda, da tre stagioni ai Red Devils, chiama l’amico e compagno nella Nazionale Under 21, Mario Balotelli alla corte di Sir Alex Ferguson. Il diciottenne romano avrebbe infatti iniziato da qualche giorno un’opera di convincimento nei confronti del talentuoso ma caratterialmente difficile attaccante nerazzurro, per convincerlo a scegliere la sua squadra. C’è da però battere la fortissima concorrenza dei “cugini” del Manchester City, allenati da Roberto Mancini, che avrebbero già formulato un’offerta di trenta milioni di euro per il giocatore. Ancora nessuna notizia ufficiale su un possibile offerta dei vicecampioni d’Inghilterra, con gli emissari dei quali c’è stato un incontro lunedì scorso ad Amsterdam.
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La prima doppietta del Mondiale arriva nella sfida di Pretoria tra i padroni di casa del Sudafrica e l’Uruguay; a siglarla è l’attaccante dell’Atletico Madrid Diego Forlan, che con il suo exploit spiana la strada alla Celeste, vittoriosa con un secco 3-0 sugli africani, apparsi molto più in difficoltà rispetto alla buona prova disputata con il Messico. Gli uomini di Tabarez al contrario confermano l’ottima impressione già destata nella prima sfida contro la Francia e mettono una seria ipoteca sul passaggio del turno. Per i ragazzi di Parreira sarà invece necessario un vero e proprio miracolo, visto che per sperare ancora nella qualificazione saranno costretti a battere i transalpini, facendo anche a meno di uno dei loro uomini migliori, l’estremo difensore Khune, espulso per aver provocato il calcio di rigore che ha permesso agli uruguayani di raddoppiare.
Non riesce ad imporsi l’Inter al Barbera di Palermo. Un pareggio tutto sommato giusto: gli uomini di Delio Rossi hanno disputato una prova gagliarda e si confermano squadra temibilissima, soprattutto davanti al proprio pubblico. I nerazzurri devono così subire l’avvicinamento della Roma, ora a meno 4, e dovranno aspettare l’esito di Milan-Napoli, in programma domani alle 15 per conoscere il proprio destino in vetta alla classifica. Le reti al 18′ di Milito su rigore e al 24′ di Cavani. (Tabellino - Foto)
Inter subito in attacco con un palo di Milito. Al 10′ l’argentino segna il rigore concesso per una trattenuta di Bovo su Lucio. Il Palermo pareggia al 24′ al termine di un’azione insistita di Miccoli per Cavani che realizza di destro. Nella ripresa l’Inter spinge forsennatamente, ma il Palermo spreca in più di un’occasione in contropiede il goal che potrebbe valere la vittoria. I nerazzurri sono apparsi un po’ stanchi dopo le fatiche della Champions League. Un segno preoccupante per il proseguo del campionato e anche alla luce del calendario durissimo che aspetta l’Inter nelle prossime nove giornate. Continua invece a gonfie vele la marcia del Palermo, ora quarto in classifica davanti alla Juventus.


