Highlights Lazio - Bologna 1-3 | Video Gol Serie A
11 Marzo 2012 - Pesante sconfitta per la Lazio nel posticipo della 27esima giornata di Serie A. In settimana Edy Reja sulle ali dell’entusiasmo dopo aver vinto il derby con la Roma, aveva pronosticato un futuro da protagonista per la sua squadra con il sogno di inserirsi nella lotta scudetto tra Milan e Juventus. Questa previsione ottimistica ha portato un po’ sfortuna alla Lazio che questa sera ha perso in casa con il Bologna, conservando il terzo posto in classifica ma facendo aumentare la concorrenza nella corsa alla Champions League.
Il Napoli ora è a soli due punti di distacco, così come l’Udinese che ha perso sempre stasera 1-0 sul campo del Novara.La partita dei biancocelesti è incominciata subito male, incassando un gol dopo appena 11′ minuti da Daniele Portanova su azione di calcio d’angolo. Dopo la rete dello svantaggio la Lazio si è buttata in avanti ma al 28′ minuto ha subito il gol del raddoppio di Alessandro Diamanti. Molto bravo l’attaccante del Bologna a raccogliere una respinta di Marchetti e a segnare nella porta sguarnita con una conclusione improvvisa da 35 metri.
Al 43′ minuto Matuzalem si è reso protagonista di un’ingenuità colpendo al volto proprio Diamanti con una manata. L’arbitro Guida ha espulso il centrocampista brasiliano lasciando la Lazio in dieci uomini. Ad inizio secondo tempo la squadra di Reja è partita comunque in forcing nonostante il doppio svantaggio e l’inferiorità numerica. Al 56′ minuto i padroni di casa sono riusciti ad accorciare le distanze grazie ad un’ingenuità di Matteo Rubin che ha messo il pallone nella propria porta cercando maldestramente di servire Gillet con un passaggio all’indietro.
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Il secondo derby della capitale se lo aggiudica ancora una volta la Lazio, con il medesimo punteggio dell’andata. Non è stata una bella partita (come succede spesso nei derby) dal punto di vista del gioco, ma le emozioni e il pathos non hanno tradito le attese. Reja si lascia completamente alle spalle il periodo travagliato delle dimissioni poi rientrate e vince il secondo derby consecutivo, ad un anno di distanza dalle tante stracittadine perse di seguito che avevano creato malumori all’interno della tifoseria. Luis Enrique è invece sempre più solo e questo risultato negativo, nella partita più importante della stagione per i giallorossi, diventerà difficile da digerire per i tifosi e per la dirigenza che lo ha sempre sostenuto. Le parole del tecnico spagnolo, rilasciate a Sky Sport a fine partita e riportate da “Il Messaggero”, sono eloquenti:
“Mi aspettavo un derby positivo. Mancano tante partite e il nostro lavoro continua. Se parliamo del derby mi piacerebbe giocarlo in undici. Non parlo mai degli arbitri, ma è chiaro che qualche volta mi piacerebbe giocare un derby con undici giocatori. La partita condizionata da errori errori infantili. L’espulsione viene proprio da un errore, che non si dovrebbe commettere ma si può commettere. Non voglio accusare i giocatori, che hanno cercato il pareggio per tutta la partita. Ho visto tanto tifo, tanta voglia di aiutare la squadra. Non so cosa ho fatto per meritarmi questo, ripeto: vorrei giocare un derby in undici. Noi non siamo ancora grandi. Chi lo ha detto che siamo grandi? Questo problema sui calci piazzati c’è. Succede a tutte le squadre, a noi un po’ troppo spesso. Tutta la settimana a preparare una partita diversa e invece un episodio ha fatto saltare tutto. Il fallo di Stekelenburg? Non lo so, ero troppo distante. Dico solo che mi piacerebbe giocare un derby in undici. Una partita del genere non si può buttare via dopo cinque minuti. La regola dell’espulsione? Non è il momento di parlare di questa. Sono deluso. La Lazio è forte, ma perdere due volte con uomini in meno. Non so cosa ho fatto per meritare questa m..da”.
E quelle di Reja:
“E’ una buona domenica. C’è stato scambio di opinioni con la dirigenza. Poi le cose sono rientrate. La società si è mossa bene sul mercato e adesso stiamo raccogliendo i frutti. Ci sono tante partite da disputare. Adesso la nostra concentrazione va solo al campionato. Avevamo preparato la gara così e non abbiamo cambiato dopo l’espulsione di Stekelenburg. Abbiamo avuto molte occasioni. Solo un po’ di apprensione nel finale, perché la Roma ha giocatori che possono cambiare la partita. Venivo dai cinque gol di Palermo, ero abbastanza nervoso. Adesso è tutto risolto. Ripartiamo con questo successo. Zola? Le notizie girano, ma io sono di una serenità e di una fermezza eccezionali. Gianfranco è anche un mio amico. Se io andavo via il presidente doveva prendere dei contatti e sarei felice se arrivasse Zola tra una decina di anni. La regola dell’espulsione del fallo sull’ultimo uomo? Si, sarei favorevole a cambiarla. Già un rigore è pesante, basterebbe un’ammonizione”.
Roma-Lazio 1-2 | Le Foto degli Striscioni | 04/03/2012




La Lazio si lascia alle spalle una settimana a tratti surreale, in cui è rimasta senza allenatore per qualche ora, è stata eliminata dall’Europa League dall’Atletico Madrid ed ha concluso con una importantissima vittoria il periodo travagliato. La vittoria di misura sulla Fiorentina è un risultato che rigenera l’ambiente biancoceleste ad una settimana dal derby.
Miroslav Klose ha timbrato ancora una volta il cartellino rivelandosi decisivo anche in questa occasione. L’unico neo, per Reja, sono i tanti infortuni che stanno decimando in continuazione la sua squadra: stasera sono usciti anzitempo Lulic, Garrido e lo stesso Klose per affaticamento muscolare. Le parole del tecnico dei capitolini a fine partita, dai microfoni di Sky Sport:
“I ragazzi hanno giocato per me? No per questi colori. Hanno dimostrato di avere gli attributi. Non era facile, con tanti problemi, tanti infortunati e dopo la fatica di Madrid, vincere questa partita. Lo hanno fatto stringendo i denti e devo dir loro davvero bravi. Sono stato chiaro già alla vigilia della partita. A fine partita ho visto Tare e ci siamo abbracciati per questo bel successo. Io vado avanti pensando che devo preparare il derby e a recuperare qualcuno dei tanti infortunati. Le voci su Zola? Gianfranco lo conosco bene, siamo stati insieme a Cagliari e lo sento spesso. Gli auguro di allenare presto in serie A una squadra di alto livello. Magari proprio la Lazio…Io con i presidenti ho litigato spesso. Ma credo che a volte dirsi tutto aiuti anche a rendere più forti i rapporti. Magari sbaglio anche io che, col carattere che ho, spesso dico tutto quello che penso senza riflettere. E a volte, invece, dovrei essere più bravo a mordermi prima la lingua”.
Lazio-Fiorentina 1-0 | Le Foto | 26/02/2012




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E’ in corso la conferenza stampa di Edy Reja a Formello. Il tecnico goriziano, dimissionario prima della partenza per Madrid, è tornato indietro sulla sua decisione comunicando ai giornalisti che resterà alla guida della Lazio. Le prime parole di Reja ai giornalisti chiariscono che la frattura con la società si è sanata:
“Ho parlato fino adesso con il presidente, ci sono stati discorsi martedì, avevamo opinioni diverse per quanto riguarda l’operato, mi sono sentito mancare un po’ di fiducia, sono arrivate le mie dimissioni. In ogni famiglia ci sono litigi, discussioni. Anche a Napoli è successo con De Laurentiis, eppure siamo rimasti buoni amici. Ci sono dei momenti di tensione, è normale. Abbiamo chiuso questi argomenti con la promessa di fare il meglio possibile. L’obbiettivo è arrivare al terzo posto questo è quanto ci siamo detti. Cancelliamo questo periodo negativo. Un passo indietro lo faccio io, un passo indietro il presidente. Ci siamo chiariti. L’avventura del mister continua adesso e nel futuro. Io nel presidente ci credo, ho fiducia in lui, non è discorso contrattuale”.
Reja ha poi aggiunto di non aver mai chiesto l’allontanamento del direttore sportivo Igli Tare, con il quale probabilmente c’erano stati dei dissidi: “Dal punto di vista contrattuale non potevo andarmene e sono rimasto al mio posto. Se la società avesse accettato le dimissioni era nel diritto di vedere anche altre persone. Non ho mai chiesto l’allontanamento di Igli Tare. Qualche scambio di vedute e inca..atura c’è sempre, ma aiutano a maturare”. Oggi pomeriggio sembrava quasi fatta per il passaggio di Gianfranco Zola sulla panchina della Lazio. L’ex allenatore del West Ham è stato contattato da Lotito. Quest’ultimo stava ripiegando su Zola dopo aver avuto l’ok da De Canio, ieri. Trattative che si bloccano sul nascere con il rappacificamento con Edy Reja.
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La Lazio non compie il miracolo e non riesce nemmeno a illudersi a Madrid. Troppo pesante il passivo della gara di andata, quando i biancocelesti in piena emergenza sono stati battuti 3-1. Gli spagnoli rivitalizzati da Simeone, ad ogni modo, in due partite hanno dato una grande dimostrazione di forza fisica e tecnica meritando ampiamente la qualificazione e candidandosi come favoriti della competizione, insieme alle due squadre di Manchester. Il miracolo della Lazio non si è avverato, ma la squadra capitolina potrebbe “consolarsi” con la pace tra Reja e la dirigenza.
Nulla è trapelato a fine partita, anzi Reja ha ribadito la sua posizione con queste parole: “Domani torneremo a Roma, chiariremo qualcosa col presidente e vedremo. Sono qui e ho rassegnato le mie dimissioni tramite una lettera, ora rientro e aspetto notizie da parte della società. Se sono convinto? Quando uno le dà, prima di darle è convinto. Poi… Domani vediamo, non bisogna mai precludere eventuali cambiamenti e scenari che si possono aprire. Se si è tra persone equilibrate e coscienti del momento… Poi bisogna vedere le intenzioni della proprietà”.
Il ds Igli Tare è intervenuto al Vicente Calderon rassicurando: “Dimissioni non irrevocabili? Penso di sì, parla il fatto che oggi il mister è qui con la squadra, per onorare fino in fondo questa competizione. Il colloquio di due giorni fa è stato solo per il bene di tutti, per cercare di uscire con una situazione difficile. Siamo terzi in classifica e vogliamo rimanerci a tutti i costi”. E infine i giocatori che hanno espresso il loro desiderio. Le parole di Hernanes: “Speriamo che Reja resti con noi, abbiamo fatto un buon cammino con lui, vorrei restasse“.
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Una situazione surreale ha caratterizzato l’ambiente laziale, alla vigilia della sfida di ritorno tra Atletico Madrid e Lazio. Nel primo pomeriggio il tecnico friulano ha rassegnato le dimissioni. Una decisione scaturita, probabilmente, al termine dell’incontro con la dirigenza nella giornata di martedì e covata forse a lungo dopo il 31 gennaio, al termine di una sessione di calciomercato che ha fatto storcere il naso allo stesso Reja. La Lazio, piena zeppa di infortunati, in posizione ottima in classifica e in procinto di affrontare l’Atletico Madrid in Europa League, necessitava di un paio di innesti di qualità. Sono arrivati solo Candreva e Alfaro. Reja, convinto dalla società a partire per Madrid in quella che al 90% dovrebbe essere la sua ultima gara sulla panchina dei capitolini, ha parlato in conferenza stampa di divergenze di opinioni:
“Il mio futuro lo sapete, ora penso solo alla gara che giocheremo domani sera. Al momento è questo è il mio futuro, del resto ne parleremo al termine della partita. Siamo qui per onorare questa sfida, il risultato dell’andata lo conosciamo tutti, cosi’ come il valore dell’avversario. Posso dire semplicemente che c’è stata una divergenza di opinioni. Chiuso. I ragazzi hanno sempre giocato per i loro colori e dato il massimo, indipendentemente dal mister. Fanno parte di una società gloriosa e in due anni e mezzo di mia permanenza non hanno risparmiato una goccia di sudore. Si sono sempre impegnati al massimo”.
Stefano De Martino, il responsabile della comunicazione della Lazio, ha spiegato la situazione: “Edy Reja ha presentato alle 14 le dimissioni ma la società le ha respinte, quindi nulla cambia. Al ritorno a Roma ognuno farà le sue valutazioni. Diamo questa comunicazione per fare chiarezza con i tifosi. Reja ha presentato le dimissioni formalmente per scritto ma la Lazio le ha respinte. Il mister è con la squadra, non cambia nulla, poi venerdì si vedrà“. I giocatori sono con Reja. Le parole di Hernanes: “Abbiamo già passato momenti delicati. Sì, siamo con il mister”.
E infine quelle di Kozak: “ Noi siamo sempre con il mister. Qui non ci sono mai stati problemi, quindi noi andiamo avanti con il nostro allenatore. Giochiamo tutti insieme per dare il massimo e vincere insieme. Non ci sono partite in cui giochiamo per noi o per il mister ma solo per vincere tutti insieme”.
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Aggiornamento: Secondo le ultime indiscrezioni Edy Reja parte comunque per Madrid, un segno di rispetto per i suoi giocatori. È in corso un summit a Formello per valutare la situazione, pare probabile che comunque domani per l’allenatore sarà l’ultima panchina.
A pochi minuti dalla partenza per Madrid in casa Lazio scoppia la bomba Edy Reja: il tecnico goriziano non partirà con la squadra, si è dimesso dall’incarico di allenatore dei biancocelesti e lo ha comunicato alla società con fax. La notizia giunge inaspettata alla vigilia dell’importante partita del Vicente Calderon dove i capitolini dovranno provare a ribaltare l’1-3 subito all’Olimpico. La rottura è arrivata in seguito al vertice tenutosi ieri a Formello tra l’allenatore, il Direttore Sportivo Igli Tare e il presidente Claudio Lotito, incontro che doveva servire a discutere del difficile momento della squadra, nonché a placare le rimostranze dello stesso Reja che più volte si era mostrato scontento del mercato di gennaio. A Madrid la squadra sarà guidata da Alberto Bollini, mentre il duo composto da Crialesi e Simone Inzaghi dovrebbe traghettarla poi fino a fine stagione.
Non è la prima volta in questa stagione che Reja rassegna le dimissioni, questa volta però lo strappo non sembra essere destinato ad essere ricucito. La società non ha ancora espresso la sua posizione, ma un comunicato è atteso a breve. Intanto a commento di questa inaspettata notizia ci sono le parole di Sergio Cragnotti raggiunto dalla redazione di Tutto Mercato Web, l’ex patron biancoceleste si è detto sorpreso, anche alla luce della classifica della Lazio, e ha espresso fortissima preoccupazione: “Credo che sia la decisione sbagliata per la Lazio, non è sconfitta e non vedo perché debba fare certi drammi. Avrà le sue ragioni, ma credo che sia assurdo dimettersi adesso con una classifica buona. Sarebbero discorsi da fare a fine anno, occorreva buon senso da parte di tutti, non conosco i retroscena. Sono cose da discutere a tavolino, non era il momento per discutere di certe divergenze”.
Nelle prossime ore si conosceranno ulteriori dettagli sulla vicenda, importante sarà la risposta di Claudio Lotito alla mossa del suo allenatore. Di certo c’è soltanto il fatto che la Lazio si appresta a scendere in campo contro l’Atletico Madrid in condizioni psicologiche non certo ottimali: per superare il turno Klose e compagni avevano bisogno di un’impresa, adesso tutto sembra maledettamente più difficile. Evidentemente gli ultimi risultati non esaltanti, con la sconfitta di Palermo a fare da punta dell’iceberg, hanno lasciato segni molto più profondi di quanto fosse lecito immaginare.
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E’ una Lazio mai doma, come la racconta il suo allenatore, Edy Reja. I romani recuperano con carattere una partita che sembrava ormai persa, sotto di due gol alla fine del primo tempo, con un uomo in meno e con una formazione largamente rimaneggiata. La Lazio è ora momentaneamente terza in classifica e attende l’esito di Milan-Udinese che confermerà o ridefinirà le posizioni. La vittoria contro il Cesena è figlia di un gruppo compatto rinvigorito dall’ingresso in campo, nella ripresa, di Libor Kozak, l’uomo della provvidenza che ha spesso risolto partite difficili per i biancocelesti. Reja, a fine partita, dai microfoni di Sky, elogia la squadra e soprattutto Klose e Kozak:
“Questa è una squadra straordinaria. La soddisfazione di oggi è quasi come quella del derby. Non si abbatte mai, lotta sempre fino al 90′. A livello tattico è un collante, rientra, si sposta lateralmente, chiede palla tra le due linee. Tutti lo guardano come un esempio: mi aspettavo di allenare un bomber, in realtà è un giocatore completo che non dà riferimenti agli avversari. Kozak? Si è allenato soltanto due volte in settimana, aveva 20 minuti nelle gambe e ci ha risolto il problema: volevo due uomini lì davanti per impegnare i loro tre centrali. Quando recuperemo tutte le punte sarò contento: per ora Rocchi è fuori un mese e anche Alfaro sta recuperando. C’era sconforto all’intervallo. Avevamo sofferto all’inizio per motivi anche psicologici, sentivamo l’emergenza in difesa. Il primo gol arriva da una palla persa di Hernanes, a volte gli succede. Si è fatto perdonare, la sua gara è stata straordinaria. Oggi mancando Dias, Diakitè e Stankevicius ho deciso di rischiare, la linea difensiva era inedita. Forse avrei dovuto fare più sicurezza giocando con i tre dietro”.
Dall’altra parte la delusione di Arrigoni è evidente. Il Cesena torna a casa senza un punto dopo aver chiuso la prima frazione di gioco con due gol di vantaggio:
“Adesso dobbiamo recuperare bene da questa partita, è una bella batosta. Dovremo lavorare sulla testa e restare positivi, questa partita ci dava la possibilità di attaccarci alle altre e ora diventa più difficile. La partita si era messa in una maniera che era da portare a casa. Nelle poche occasioni che abbiamo avuto eravamo stati cinici ma dovevamo gestire meglio la partita e invece alle prime difficoltà ci sciogliamo e il tutto in pochi minuti. Siamo un po’ calati nel secondo tempo, siamo stati meno aggressivi e li abbiamo lasciati giocare. E loro sono stati più bravi di noi. Abbiamo un attacco di grande livello che va supportato ma non è questo il problema. Il problema è che la squadra deve avere certezze diverse, deve sentirsi più sicura”.
Lazio-Cesena 3-2 | Le Foto | 09/02/2012




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Sarà Milan-Juventus anche in Coppa Italia. Le due squadre (almeno per ora) migliori del campionato si affronteranno in semifinale di Coppa Italia in un confronto di andata e ritorno. Il Milan è l’ultima squadra ad accedere alle semifinali dopo Siena, Napoli e Juventus e lo fa grazie alla vittoria contro una Lazio apparsa meno brillante di quella vista contro l’Inter.
La squadra di Allegri, dopo aver recuperato lo svantaggio iniziale, ha controllato senza troppi affanni la partita. A fine partita il tecnico dei rossoneri mostra soddisfazione per la prova della squadra e lancia la sfida alla Juventus:
“Nel complesso abbiamo fatto una buona partita. Ci tenevamo ad andare in semifinale e così è stato. Nel primo tempo Amelia ha dovuto effettuare due interventi importanti, noi abbiamo avuto le occasioni per fare più di un gol e ne abbiamo fatti due, mentre nella ripresa ci sono state alcune situazione in cui abbiamo fatto una scelta sbagliata nell’ultimo passaggio. Inizialmente abbiamo commesso un errore difensivo, non riuscivamo ad accorciare bene davanti. Poi la squadra si è ripresa, si è difesa ordinatamente e nella ripresa non ha rischiato nulla. Indipendentemente dal fatto che affrontiamo la Juve ci tenevamo a qualificarci, visto che l’anno scorso abbiamo perso in semifinale. Adesso pensiamo a domenica sera che abbiamo un’altra partita difficile in campionato (contro il Cagliari, ndr)”
Milan-Lazio 3-1 | Coppa Italia | Le Foto




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L’Inter ha battuto 2-1 la Lazio nel posticipo della diciannovesima giornata e confermando il distacco di 6 punti dalla Juventus capolista e di 5 dal Milan. I biancocelesti hanno giocato però una grandissima partita, in modo particolare se paragonata alle recenti prestazioni di inizio 2012, ma ciononostante sono usciti sconfitti dal campo. Sul punteggio finale in favore dei nerazzurri pesano due errori evidenti della terna arbitrale. Il gol della vittoria di Pazzini è stato segnato in posizione irregolare e successivamente Lucio ha colpito volontariamente il pallone con il braccio in area di rigore, ma l’arbitro ha assegnato una punizione all’Inter per una strattonata di Klose sullo stesso Lucio. Reja a fine partita si è sfogato ai microfoni di Sky Sport:
“È fuorigioco tutta la vita (Il gol di Pazzini ndr.). Ci può stare qualche errore, non è che posso condannare un giocatore o l’altro, io devo guardare la squadra nell’insieme, meritavamo di più, l’Inter ha fatto un tiro in porta praticamente”. Sul fallo di mano invece: “Lucio è davanti, fa ostruzione, è rigore. Capitava magari a maglie girate, probabilmente lo dava. Sono situazioni, non stiamo qui a discuterne, ormai non serve. Si spingono tutti e due, è rigore nettissimo.”
Di opinione diversa sul fallo di mano di Lucio è invece Claudio Ranieri. Secondo l’allenatore interista ha fatto bene l’arbitro: “Se l’arbitro non guarda la spinta di Klose è calcio di rigore, ma evidentemente l’arbitro stava guardando tutto e ha fischiato la spinta su Lucio. Dice: ‘Ha spinto’.“. Ranieri però ha i suoi motivi per essere rammaricato, la prestazione della sua squadra non l’ha convinto per niente:
“Mi è piaciuto solo il risultato. Dico sempre la verità: con il Milan abbiamo fatto una buonissima partita, oggi non siamo proprio scesi in campo. Con il Milan ho visto una squadra organizzata che non ha fatto giocare la squadra avversaria. Stasera la Lazio ha giocato bene, abbiamo vinto solo perché abbiamo grandi campioni che si sono inventati i due gol, ma la squadra non mi è piaciuta. Ci sono tre squadre davanti che non sbagliano un colpo. Da allenatore so che non abbiamo fatto una buona gara. Così non andiamo lontano, non siamo stati squadra. La Lazio è una buona squadra, mi prendo il risultato perché è importante, in questo momento, fare punti e andare il più avanti possibile.”
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