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Tutti gli articoli con tag emanuele calaiò

Siena - Roma 1-2: Riise all'ultimo respiro, Ranieri parte bene

pubblicato da vieni_127


Claudio Ranieri riparte da dove aveva interrotto: non riuscì a sedersi sulla panchina del Franchi di Siena alla guida della Juve, ma dopo pochi mesi ricomincia proprio dall’impianto senese, questa volta in veste di allenatore della Roma. E la sua nuova avventura incomincia nel migliore dei modi: i giallorossi espugnano Siena con un fortunoso 1-2, mostrando ancora alcune lacune ma indubbiamente bravi a non mollare e a sfruttare le situazioni positive; alla fine ci rimane male Giampaolo, la sua squadra meritava forse qualcosa di più, soprattutto dopo il vantaggio firmato da Maccarone, alla 100esima apparizione con la maglia della Robur. Ma nella ripresa Mexes e, allo scadere, Riise su punizione hanno dato i 3 punti agli ospiti, tra l’altro rimasti in 10 per il rosso a Codrea (Le foto di Siena - Roma 1-2 - Il Video di Siena - Roma 1-2).

Totti unica punta e Pizarro suo suggeritore pareva un azzardo e in effetti la soluzione proposta da Ranieri non ha convinto; le fasce sfruttate poco, il palleggio arrugginito e la mancanza di un vero centravanti non hanno giovato ai giallorossi, che a causa di un acciacco a Brighi hanno potuto cambiare dopo soli 13 minuti lo strano schema, con l’inserimento di Julio Baptista. Ma è stato il Siena a fare la partita (a parte qualche punizione degli ospiti), e così nessuno s’è scandalizzato quando Maccarone ha fatto centro con uno splendido gol di sinistro dopo essersi bevuto Mexes. Nel primo tempo non succede tantissimo, allo scadere una punizione di Baptista deviata dalla barriera per poco non sorprende Curci.

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Siena - Juve 0-3: Del Piero prende per mano la Vecchia Signora

pubblicato da vieni_127


Buona la prima per Ciro Ferrara che alla guida di una Juve provata e arrabbiata coglie i primi tre punti della sua carriera, tre balzi in avanti in classifica importantissimi: aggancio al Milan, Coppa Campioni senza preliminari assicurata e possibilità, serissima, di chiudere al secondo posto in graduatoria. Strana la vita, eppure nel crudele mondo del calcio contano i numeri e le scelte, spesso fortunate, che si fanno: Del Piero quattro giorni fa pareva non doveva essere convocato, invece Ferrara l’ha inserito sin dal primo minuto e il capitano ha ripagato con due gol e un assist (per l’ottimo Marchisio). Al Franchi, insomma, non c’è stata partita: terzo 0-3 dei piemontesi in terra senese nelle ultime 4 sfide tra le due compagini (Fotogallery).

Eppure la ricetta del neo tecnico juventino è stata facile ed efficace: difesa, composta da Legrottaglie e Chiellini, indietreggiata di 20 metri, Marchisio e Zanetti insieme a centrocampo, Del Piero dal primo minuto accanto a Iaquinta. Il Siena, dal canto suo, senza Kharja, Amoruso e Frick ha provato a impensierire gli avversari con un generoso Calaiò a cui ha fatto da contraltare un Maccarone spaesato, promozione a Coppola nel ruolo di mediano con Galloppa (avvilito dal caldo) accanto a lui. Parte malino la Juve che subisce la verve di Calaiò, pericoloso su punizione e in un’altra circostanza (giallo a De Ceglie per un fallo al limite). Poi però gli ospiti escono bene.

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Inter - Siena 3-0: tris nerazzurro per festeggiare il 17esimo scudetto

pubblicato da vieni_127


Nonostante la sbornia di ieri sera, il posticipo della 36esima giornata di Serie A ha visto gol e belle azioni: il Siena ha tentato in tutti i modi di onorare l’impegno, la sorte però ha baciato i neo-scudettati dell’Inter capaci di calare il tris di fronte al popolo di fede nerazzurra, ormai da 24 ore in visibilio per i propri campioni. Già il clima prima del fischio di inizio di Bergonzi era elettrico, di quelli frizzanti, il giusto modo per ringraziare Mourinho e i suoi ragazzi: pullman scortato fino al Meazza, stadio gremito e spettacolare coreografia in curva. Poi però la gara è cominciata e a quel punto in un modo o nell’altro bisognava giocare (Fotogallery).

Il Siena, come detto, è stato però generoso sin dall’inizio, complice anche la poca concentrazione dei padroni di casa; è Calaiò il più pericoloso dei toscani ma Julio Cesar dimostra, come ciliegina sulla torta, che probabilmente ora è lui il portiere più forte del mondo. Così nonostante lo sforzo a passare in vantaggio è l’Inter, sullo scadere di tempo grazie a Cambiasso, che sfrutta la respinta di Curci sul bolide da fuori di Stankovic. Nella ripresa il copione non cambia: gli ospiti attaccano, colpiscono due pali e sfiorano più volte il pareggio, a segnare però sono i nerazzurri.

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Coppa Italia, terzo turno: ko per Lecce, Chievo e Palermo

pubblicato da vieni_127

Quattordici delle sedici partite del terzo turno di Coppa Italia sono passate in archivio con qualche sorpresa, gocce di sudore di troppo e un infortunio abbastanza grave. Iniziamo da quest’ultimo, partita Lazio-Benevento 5-1: facile la vittoria dei biancocelesti grazie alle reti di Pandev (2), Meghni, Mauri e un’autorete, ma in uno scontro di gioco con Carrizo, il neo-acquisto dei giallorossi Evacuo ha rimediato la rottura composta di tibia e perone, per lui almeno tre mesi di stop. Di fronte a questo spiacevole episodio appaiono non poi così gravi le sconfitte delle tre compagini di Serie A che hanno già salutato la competizione.

Il Lecce ha perso in casa contro la Salernitana: 0-1 con gol di Di Napoli nella ripresa e clamoroso errore sottoporta di Ariatti nel finale. Sconfitta anche del Palermo al Barbera, col Ravenna corsaro grazie a una doppietta di Succi (inutile il gol di Cavani); e ko inaspettato finanche del Chievo di Iachini, giustiziato dal Padova (come il Ravenna in Prima Divisione) da un super-Varricchio, autore di una doppietta, e in partita solo grazie al gol di Pellissier, nel mirino dichiarato del Siviglia.

Vince l’Ascoli contro il Bari 1-0 (Pesce), l’Empoli ai danni del Cittadella sul neutro di Treviso (sempre 1-0, Lodi) e il Livorno a Crotone (0-3 con gol di Filippini, Diamanti e Tavano), inoltre superano il turno le altre sette compagini di massima serie. Il Cagliari si affida a Matri per superare la Triestina, l’Atalanta ha la meglio del Modena solo agli ultimi minuti grazie a Marconi, dopo i gol di Manfredini per i nerazzurri e Bruno per i canarini; vince facile il Siena contro l’Albinoleffe (Calaiò, Portanova, Kharja e Maccarone per il 4-0 finale), il Bologna supera il Vicenza con l’ex duo genoano Adailton-Di Vaio (2-0).

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Il Lecce riparte da Mario Beretta

pubblicato da vieni_127


Divergenze di strategie” così Giuseppe Papadopulo spiega il suo divorzio col Lecce e lascia una squadra a cui in due anni ha dato un gioco discreto e soprattutto la Serie A, dopo 24 mesi di purgatorio in cadetteria. Il timone del team salentino passa nelle mani del milanese Mario Beretta che diventa così il 14esimo allenatore del Lecce in Serie A: per lui è la prima esperienza al sud, lui che ama giocare con due punte e, se possibile, col trequartista. Ieri era in via Templari, nella sede della società, a discutere gli ultimi dettagli col presidente Giovanni Semeraro e con il ds Guido Angelozzi: per lui pronto un contratto di due anni e presentazione al Via del Mare in giornata.

Solito completo nero e camicia bianca, occhiali da sole scuri, Beretta si è imposto negli ultimi anni a Parma e soprattutto a Siena, squadra con la quale si è definitivamente lanciato: allenatore esigente ma al contempo persona leggera, oltre al gioco accettabile che fa esprimere ai suoi ragazzi è noto per le capacità di cementare il gruppo. E con il trainer milanese si è pure discusso di mercato, per il momento ancora una incognita per il club pugliese. Nei giorni scorsi si è fatto insistentemente il nome di Okaka, giovane di scuola romanista lo scorso anno 7 volte in gol col Modena; Vucinic, come è noto, è stato riscattato completamente dalla Roma.

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Calaiò in partenza: se fosse Zampagna l'alternativa?

pubblicato da Gabriele Capasso


Il pareggio esterno di Siena del Napoli potrebbe aver messo la parola fine definitiva alla storia di Emanuele Calaiò in azzurro. Il bomber della doppia promozione, simbolo e cuore del Napoli che si è ripreso il posto che merita nel calcio italiano, non ha possibilità di trovare spazio nell’undici titolare, chiuso da Zalayeta e Lavezzi, e non è considerato prima alternativa nemmeno quando viene a mancare il talento argentino.

Edy Reja, l’allenatore che tante volte aveva dovuto ringraziare le prodezze di Calaiò nelle due annate trionfali fra C1 e B, posto di fronte alla necessità di sostituire Lavezzi ha preferito inserire quel Bogliacino che tanto bene aveva fatto nella vittoria casalinga contro il Parma. I fatti dicono che la scelta non può essere messa in discussione: proprio l’esterno offensivo è stato l’autore della rete dell’immediato pareggio inspirata da Hamsik.

Allo stesso tempo Calaiò non può più attendere, a Gennaio vuole andar via da Napoli per poter finalmente ritrovare un posto di titolare. Pier Paolo Marino, uno che guarda all’equilibrio del gruppo e della rosa, sa che per poterlo accontentare c’è bisogno di trovare un’alternativa che non lasci scoperto il ruolo di attaccante di riserva nel lungo girone di ritorno che attende la squadra.

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Parola di Marino: Calaiò è incedibile

pubblicato da vieni_127



Pierpaolo Marino chiude la porta in faccia a tutte quelle società che avevano mostrato interessamento per l’attaccante azzurro: le varie Siena, Torino, Genoa, ma anche Reggina o Lazio possono mettersi l’anima in pace poiché Calaiò da Napoli non si muove.
Il direttore generale è così intervenuto direttamente sui malumori che attanagliavano il giocatore:

Calaiò è incedibile. Mi fa piacere che sia apprezzato da altri club, ma questo non cambia la sostanza delle cose: il giocatore resta con noi, a meno che non chieda espressamente di andare via. E questo non lo ha mai fatto.”

Il concetto è molto chiaro ma Marino lo rafforza facendo anche un raffronto storico, la situazione di Calaiò gli ricorda molto quella di Carnevale che lamentava lo scarso impiego nel Napoli quando poi era titolare nella nazionale olimpica, alla fine l’attaccante restò a Soccavo e i frutti si sono visti.

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Napoli: Rigore sbagliato? Marino difende Calaiò

pubblicato da Gabriele Capasso

Il pareggio interno con la Reggina di ieri ha lasciato l’amaro in bocca al Napoli. La squadra partenopea, nonostante il gol arrivato in extremis grazie all’opportunismo e alla freddezza Ezequiel Lavezzi che ha fatto esplodere i 40 mila del San Paolo, non può essere del tutto soddisfatta. Ci sono degli alibi, la grande prestazione del portiere avversario Campagnolo, tante occasioni sciupate soprattutto nel primo tempo. Poi c’è un altro elemento da non sottovalutare: i calabresi arrivavano a Napoli con il nuovo tecnico Renzo Ulivieri che in settimana ha sostituito Ficcadenti, ad avevano nuovi stimoli oltre alla disperata necessità di trovare punti salvezza, ma rimane la delusione per una partita che sul piano del gioco gli azzurri avrebbero meritato di vincere.

Pesa il calcio di rigore fallito da Emanuele Calaiò che si è fatto ipnotizzare da Campagnolo quando il risultato era ancora sfavorevole al Napoli, pesa ancora di più perchè il bomber della doppia promozione ha chiesto al rigorista designato, quel Domizzi infallibile contro Buffon, di poterlo calciare al suo posto. Doveva essere la rete che sbloccava la stagione di Calaiò, accantonato da Reja per far spazio a Lavezzi e Zalayeta, spesso quarta scelta anche dietro al Pampa Sosa, invece diventa solo un altro capitolo del brutto inizio dell’attaccante nel nuovo Napoli della Serie A.

La società non ci sta a crocifiggere il “responsabile dell’errore“, presumibilmente già depresso dalla sua situazione attuale, e fa quadrato attorno al suo bomber. Pierpaolo Marino, Direttore Generale del Napoli, è chiaro in merito:

Rigore? Ci sta che un attaccante voglia segnare e quindi ci teneva a batterlo, non è detto che Domizzi lo segnava. Dico che non è il caso di prendersela con questo ragazzo che sta dando tutto per prendersi i suoi spazi.

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