Fresco del successo in campionato contro il Napoli, che ha riportato il Genoa a ridosso delle posizioni valide per la conquista di un posto in Europa League, il patron Enrico Preziosi annuncia alcuni colpi di mercato dei suoi. Il più importante è sicuramente l’acquisto in comproprietà dalla Juventus del giovane attaccante Ciro Immobile, finora protagonista di un campionato straordinario in serie B con il Pescara di Zeman. Per la metà del ventunenne napoletano, il Grifone sborserà quattro milioni di euro, cifrà che farà di certo comodo ai bianconeri per tentare un ultimo assalto al cagliaritano Nainggolan.
Oltre all’attuale capocannoniere del torneo cadetto, arriverà anche un rinforzo in difesa: il brasiliano della Figueirense, Carvalho, seguito qualche tempo fa anche dalla Roma. Il presidente dei rossoblù ha così commentato l’acquisto del sudamericano: “Uno in difesa sta già arrivando ed oggi era qua per formalizzare. È Carvalho, brasiliano del Figuerense, che arriverà in prestito con diritto di riscatto perchè in difesa facciamo un po’ di fatica”. Il vero oggetto del desiderio dei liguri resta però il viola Alessio Cerci, per il quale la trattativa resta al momento piuttosto complicata.
Foto | © TMNews

Al Milan è emergenza centrocampo: ai soliti forfait di Flamini, Gattuso e Aquilani, il rientro dei quali è ancora incerto e da valutare, si è aggiunto anche quello di Kevin Prince Boateng, uscito malconcio dal derby. “Il centrocampista ghancese ha riportato una lesione muscolare ai flessori della coscia sinistra, e la prognosi si aggira attorno alle quattro settimane salvo complicazioni” ha riferito il club rossonero tramite una nota, affrettandosi nel contempo ad ufficializzare il rientro a Milanello di Alexander Merkel. Il mediano di origine kazake ma tedesco di nazionalità torna al Milan in prestito dal Genoa, che ne deteneva la metà del cartellino.
Merkel rimane così di fatto a metà tra le due squadre che a giugno valuteranno il da farsi. Operazioni in fretta e furia per Galliani e i suoi collaboratori che hanno aspettato il via libera da Preziosi e Capozucca, disponibili a cedere il giocatore per questa seconda metà di stagione dopo l’arrivo di Biondini. Il giocatore neanche 20enne ha disputato cinque mesi ottimi al Ferraris, con 13 presenze in campionato a 1 in Coppa Italia, prestazioni di quantità e assoluta qualità. Allegri, il quale tra l’altro già ne conosce le caratteristiche per averlo avuto agli ordini l’anno passato, dovrebbe schierarlo fin da subito, dalla partita del Piola di domenica prossima contro il Novara.

A vedere le ultime due partite di campionato in calendario, la 15esima e la 16esima, il Genoa sarebbe reduce da due vittorie di fila contro Siena e Bologna; in realtà Alberto Malesani è stato esonerato alla vigilia di Natale perché nelle ultime tre uscite del Grifone non è riuscito a racimolare 3 punti, quelli contro i felsinei arrivati tra la sconfitta interna contro l’Inter (recupero dell’11esima) e il roboante tonfo tennistico al San Paolo contro il gemellato Napoli (recupero della prima). Così Enrico Preziosi, insieme al figlio e al fido Capozucca, ha dato il benservito al buon Malesani optando per Pasquale Marino, tecnico navigato che ha vissuto stagioni di gloria a Catania, annate buone a Udine e un flop a Parma. Si riparte dunque dal uno dei più grandi ammiratori del 4-3-3, schema fin da questo pomeriggio provato in quel di Pegli dove il Genoa è tornato ad allenarsi dopo la settimana di vacanza natalizia, il tutto sotto gli occhi di alcuni appassionati tifosi:
“Credo che il Genoa abbia i giocatori per fare benissimo questo sistema di gioco, ossia il 4-3-3. L’importante è avere un’identità e una fisionomia ben precisa. Molto dipende dall’equilibrio che si riesce a dare per supportare questo atteggiamento tattico. Cerco di fare sempre un calcio propositivo, spero di riuscirci”.
Umile e di poche parole, Marino non fa proclami e dà l’impressione di avere un unico imprescindibile imperativo, quello del lavoro:
“Non mi va di fare proclami. Lavoreremo di settimana in settimana, cercando di migliorare le cose. Navighiamo a vista e pensiamo di partita in partita. Il primo obiettivo è cercare di recuperare i giocatori infortunati e la condizione di quelli che sono rimasti fuori a lungo come Zè Eduardo”.
Certo, in cuor suo la speranza è di far risalire il Genoa, attualmente a metà classifica con 21 punti, abbastanza per non fare cattivi pensieri ma di certo non troppi commisurati agli sforzi economici che ogni anno fa il presidente Preziosi. Così da un lato si augura di metter radici nel capoluogo ligure (a proposito, ha firmato un contratto di un anno e mezzo fino al giugno del 2013) e di farsi amare, o quanto meno apprezzare, come il professor Scoglio che dalle parti di Genova, sponda rossoblu, è ricordato con tanto affetto, dall’altro si affida alla finestra di mercato invernale per puntellare una rosa comunque già valida. E a proposito di Alberto Gilardino, dato ormai come sicura nuova punta genoana, Marino ammette: “Spero che arrivi, finché non lo vedo, non ci credo: un attaccante così ci serve“. Chiosa finale sulla deludente esperienza di Parma: “Ho commesso degli errori. È l’unico posto dove non mi sono fatto apprezzare. Se non è scoccata la scintilla, è colpa mia. Non sono riuscito a dare un’identità tattica alla squadra“. In bocca al lupo dunque al tecnico di Marsala.

Enrico Preziosi, dopo aver dato il benservito ad Alberto Malesani all’indomani dell’1-6 rimediato al San Paolo, non resterà con le mani in mano nel mercato di gennaio e, come aveva già promesso, puntellerà il Genoa con almeno un paio di colpi, uno a centrocampo, l’altro in attacco. “Escluso Borriello, che sarà della Juventus, rimangono Gilardino e Amauri. E’ come scegliere tra due bellissime macchine, e spero che uno dei due possa arrivare”, ha dichiarato il presidente dei grifoni qualche ora fa. Nel frattempo l’attenzione si sposta sul centrocampo rossoblu.
Secondo il quotidiano portoghese “Record” Ruben Amorim del Benfica vestirà la maglia rossoblu a gennaio. Il giocatore arriverebbe in prestito per i prossimi sei mesi. Ruben Amorim è un centrocampista classe ‘85. Ha esordito nel campionato portoghese nel 2003 con la maglia del Belenenses, squadra con cui ha collezionato 96 presenze e 4 gol. Nel 2008 è stato acquistato dal Benfica e con il club Lisbona ha giocato 62 partite e segnato 5 reti. Ha vinto anche un campionato portoghese (2009-2010) e due Coppe di Lega portoghesi (2008-2009 e 2009-2010).
Continua a leggere: Per la stampa portoghese Amorim sarà del Genoa
Dopo il siluramento del tecnico Alberto Malesani, sostituito ieri da Pasquale Marino, il Genoa si prepara al mercato di gennaio, puntando a rafforzare soprattutto il reparto offensivo. I due nomi in pole position per occupare il ruolo di centravanti del Grifone sono l’oriundo da tempo messo fuori rosa dalla Juventus, Amauri, e il bomber della Fiorentina, Alberto Gilardino, sempre più intenzionato a lasciare il club toscano. Per quanto riguarda l’italo-brasiliano, il problema principale resta l’elevatissimo ingaggio insostenibile per i liguri, nonostante secondo le ultime voci sembra che il giocatore sia disposto, al contrario di quanto affermato nella scorsa estate, di accontentarsi di una cifra inferiore.
Per l’ex giocatore di Parma e Milan ci sarebbe invece già stata un’offerta tra gli otto e i dieci milioni di euro, che i gigliati sarebbero disposti ad accettare sostituendo poi l’attaccante con lo stesso Amauri o con il sampdoriano Nicola Pozzi. Poco convinto sembra però il nuovo tecnico Marino, che avrebbe fatto capire di preferire il bianconero, già allenato da lui nella scorsa stagione quando era alla guida del Parma e il giocatore era in prestito agli stessi ducali. Resta per il momento aperta anche la pista che porta all’argentino del Catania, Maxi Lopez, ovviamente solo nel caso in cui il Milan decida di rinunciare a lui per orientare tutti gli sforzi economici su Tevez.
Salta un’altra panchina in serie A: quella di Alberto Malesani al Genoa. Al tecnico veronese è stata fatale la pesantissima sconfitta subita nella sfida di ieri sera contro il Napoli. Questa la spiegazione del patron del Grifone, Enrico Preziosi: “Mi dispiace, ma non si poteva andare avanti così. C’è molta amarezza, quando una squadra viene umiliata sul campo non c’è altro da fare. Se ieri il Napoli avesse vinto 8-1 non ci sarebbe stato nulla da dire, e questo ha fatto scattare la mia decisione. Probabilmente la filosofia del tecnico non si sposa con le esigenze della società. Anche ieri avevo ribadito la mia fiducia in Malesani, poi me ne sono andato via sul 3-0 e ho deciso”.
La notizia arriva un po’ a sorpresa, visto che i rossoblù si erano resi finora protagonisti di un campionato tutto sommato discreto, con ventuno punti conquistati in sedici partite e la decima piazza in classifica. Al suo posto i liguri hanno ingaggiato l’ex allenatore di Catania, Udinese e Parma, Pasquale Marino, che ha firmato un contratto fino al 30 giugno 2013. Il nuovo tecnico ha commentato con grande entusiasmo la notizia ai microfoni della stampa: “Mi ha colpito la convinzione del presidente, abbiamo fatto tutto in poco tempo dopo la telefonata di questa mattina. Il Genoa è una grande società: più bel regalo di Natale non potevo ricevere”.

L’anno scorso fu il ghiaccio dicembrino a far saltare il derby della Lanterna tra Samp e Genoa, a undici mesi di distanza il Ferraris con ogni probabilità chiude di nuovo i battenti e il Grifone è costretto a rinviare nuovamente una partita, quella di domenica all’ora di pranzo contro l’Inter. Troppo violenta l’alluvione che ha colpito nella giornata di oggi Genova, con la zona dove è sito lo stadio particolarmente interessata dall’inondazione dei Bisagno; inoltre i fin quei sette morti, tra cui tre bimbi, sono un fardello pesantissimo per il capoluogo ligure tutto con la sensazione, ovvia e concreta, che la sfida contro i nerazzurri sarà rinviata a data da destinarsi.
L’ufficialità arriverà nella giornata di domani, l’ipotetica vigilia, quando i dirigenti del club, della F.I.G.C e gli enti comunali si riuniranno verso le 18 per fare un punto della situazione, anche se la Lega non dovrebbe opporsi in alcun modo all’eventuale decisione di non giocare. “Impensabile, dopo l’immane sciagura che ha colpito Genova, giocare domenica a calcio” ha detto poco fa Enrico Preziosi, mentre Stefano Anzalone, assessore allo Sport del Comune di Genova, ha aggiunto che “al 90% Genoa - Inter non si giocherà“. Da riportare, per onor di cronaca, che nonostante il terreno di gioco sia in pessime condizioni e i dintorni del Ferraris siano sommersi dall’acqua, spogliatoi e zone interne dell’impianto sono ad ora regolarmente agibili.

Gianpaolo Tosel, infaticabile Giudice Sportivo ormai da anni, ieri si è trovato ad esaminare due spinose questioni che ha voluto dirimere con la più classica delle mano pesanti: obbligato a giudicare le posizioni di Kakhaber Kaladze e Adrian Mutu, Tosel alla fine ha deciso per la linea di condotta decisamente dura infliggendo ben 4 turni di stop forzato al georgiano del Genoa e 3 al rumeno del Cesena. Il difensore rossoblu, in particolare, era stato espulso domenica scorsa nel corso di Genoa - Lecce, espulsione derivante da pesanti proteste del giocatore nei confronti dell’arbitro Gava; tanto è vero che nelle motivazioni della sentenza si legge: “Squalifica per doppia ammonizione per proteste nei confronti degli Ufficiali di gara, per avere inoltre, al 35′ del secondo tempo, all’atto dell’espulsione, assunto un atteggiamento intimidatorio nei confronti dell’Arbitro, rivolgendogli un epiteto ingiurioso e proferendo un’espressione blasfema“.
Enrico Preziosi e il suo staff hanno già deciso di far ricorso non appena otterranno i referti dell’arbitro veneto, certo è che se la squalifica dovesse essere confermata sarà una tegola non da poco per la retroguardia di Malesani dal momento che le prossime quattro partite dei liguri sono contro Juve, Roma, Fiorentina e Inter. Ma anche il Cesena ha poco di che rallegrarsi, con la sua stella Mutu costretto ai box per tre turni “per avere, al 28′ del secondo tempo, nel corso di un’azione di giuoco, colpito un avversario con un pugno al volto“. Anche per l’attaccante dei romagnoli è pronto un ricorso, fatto sta che nella delicatissima quanto campale trasferta di Siena di domenica prossima l’ex viola non ci sarà, e chissà contro Cagliari e Parma. Gli altri squalificati, ma solo per un turno, sono Simon Kjaer della Roma e Giampiero Pinzi dell’Udinese, entrambi espulsi nel corso delle partite domenicali.

Aurelio De Laurentiis non ci sta a passare per pazzo. A Dimaro, sede del ritiro del Napoli, spiega i motivi del suo sfogo sui generis di mercoledì scorso, durante la cerimonia per il sorteggio dei calendari della prossima Serie A:
“Il mio gesto era per salvaguardare tutte le squadre impegnate in Europa. Bisognava evitare i big match, in occasione delle sfide in Champions ed in Europe League. E non siamo sulla stessa barca di Inter e Milan perché non siamo teste di serie, quindi non avremo, almeno inizialmente, un turno agevole in Champions. E poi cominciamo a precisare: sono stato maleducato in casa mia, non certo in casa d’altri, come mi è stato detto in questi giorni. La sostanza, però, resta. Posso essere libero di esprimere il mio consenso o il mio dissenso. Mi viene il dubbio che l’Italia non sia un paese democratico. Non permetto a nessuno di additarmi come quello che alza i toni. E’ l’Italia che è così. Sono un passionale e un impulsivo”.
Al moralizzatore Enrico Preziosi, che aveva ripreso il collega, dedica un esplicativo “non sparo sulla croce rossa“, mentre interessante è il suo concetto di “rinnovamento del calcio italiano“, un rinnovamento che secondo lui deve passare anche da cose di questo genere, e cioè niente big-match di campionato prima e dopo di turni europei:
Dura presa di posizione da parte del presidente del Genoa, Enrico Preziosi, nei confronti del “collega”, Aurelio De Laurentiis, protagonista ieri di una teatrale sceneggiata al termine del sorteggio dei calendari per il prossimo campionato, a suo parere manipolato per sfavorire il Napoli. Nell’intervista rilasciata questa mattina all’emittente radiofonica partenopea Radio Kiss Kiss, il patron del Grifone ha attaccato:
“Il Napoli alla prima giornata? Tanto, dovremo affrontarle tutte. De Laurentiis ha detto che per loro sarà una gara abbordabile, io rispondo che il nostro inizio è difficile e in salita. La sua reazione? De Laurentiis non è ancora entrato nel nostro mondo, probabilmente continua a fare ciò che fa nel mondo dello spettacolo. Ma il calcio è diverso dal cinema. Dico all’amico Aurelio: basta, hai un po’ stufato con queste esternazioni. Essere presi a parolacce, aggiungendo che solo lui sa fare tutto e che tutti gli altri non valgono niente, è una cosa che non va bene. Abbiamo bisogno di toni più bassi e di essere tranquilli. Così non si da una buona immagine del calcio. Non capisco il perchè di quel gesto, quando si entra nella volgarità non va bene, non si può esternare in quel modo quando sei un personaggio pubblico che rappresenta una città come Napoli. De Laurentiis ha sbagliato e deve chiedere scusa alle persone cui ha rivolto tutti quegli insulti. Non mi è piaciuto niente del suo atteggiamento. Le sue parole rivolte ai colleghi presidenti non sono state civili, mi aspetto un atto distensivo per non iniziare il campionato in questo modo”
aggiungendo poi:
“Non è la prima volta che De Laurentiis, nell’intento di portare qualche innovazione nel mondo del calcio, alla fine porta qualche volgarità di troppo e qualche problema in più. La fama del mondo del calcio forse lo ha colpito più di quella che gode nel mondo dello spettacolo e non sa ancora gestirla. Il calcio ha una visibilità illimitata, che va oltre confine. Le sue dichiarazioni si esportano via internet e non. Rappresentare il nostro mondo in quella maniera non è il massimo. Forse è stato sconvolto da certi tipi di situazione che non vede in maniera serena. Io gli consiglio di tranquillizzarsi, se ha qualcosa da dire lo faccia nelle sedi opportune, ma nel lo stesso tempo sia più conciliante con questo mondo, altrimenti farebbe davvero bene a pensare di tornare al cinema, che forse è il suo mondo ideale”.
Continua a leggere: Preziosi contro De Laurentiis: "Adesso basta, ha stufato"