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Coppa Italia, 4° turno: ai supplementari passano Genoa e Udinese

pubblicato da vieni_127


Prime due partite del quarto turno di Coppa Italia, oggi si continuerà con altri tre match: ieri sera ci sono voluti 120 minuti sia al Friuli di Udine che al Ferraris di Genova per decidere le sfide secche tra Udinese-Lecce e Genoa-Vicenza, entrambe le partite finite 1-1 al termine dei tempi regolamentari. Dopo il 4-0 di dieci giorni fa, il Lecce era salito fino a Udine voglioso di prendersi una bella rivincita e il primo tempo, in effetti, si era concluso con un rassicurante vantaggio (gol di Chevanton); poi però l’ingresso di Sanchez e la smania di mettersi in mostra di Corradi hanno cambiato le sorti del match, con l’attaccante senese abile a pareggiare con una bordata dagli undici metri (penalty guadagnato da Floro Flores).

Palo di Ofere sulla sirena, poi l’extra-time senza grandi sussulti fino al guizzo finale di Floro Flores che dopo due ore di gioco ha freddato Benussi con un destro vincente. In quel di Marassi più o meno lo stesso copione, ma meno thrilling; dopo un primo tempo grigio a gran sorpresa passa il Vicenza con Salifu, diciottenne ghanese. La squadra di Ballardini, che ha ritrovato alcuni lungodegenti come Jankovic e Palacio, allora si sveglia anche grazie all’ingresso in campo di Luca Toni; è lui a siglare il pari a cinque minuti dalla fine su calcio di rigore, poi in avvio di supplementari si ripete e pochi minuti dopo Destro mette il sigillo sul match. L’Udinese ora andrà a far visita alla Sampdoria, il Genoa invece affronterà l’Inter.

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Roma, è Mirko Vucinic l'uomo del momento: conosciamo meglio il montenegrino

pubblicato da vieni_127


Era il primo ottobre del 1983 quando Mirko Vucinic nacque a Niksic, città dell’allora Jugoslavia e attualmente in territorio montenegrino: sono passati 27 anni da allora e quel ragazzetto è diventato l’idolo dei bambini del suo Paese, una “leggenda” come lo ha definito il suo connazionale ex fantasista Dejan Savicevic, “Il Genio” secondo Luca Toni affibiandogli un soprannome che sui balcani avevano sempre appiccicato proprio all’ex numero 10 milanista. Ne ha fatta di strada Mirko che ora parla leccese e che ha anche una moglie salentina, adottato da quella terra dirimpetto alla sua patria e ora pronto a divenire anche cittadino onorario di Roma. Dopo i primi calci con lo Sutjeska, squadra della sua città, è subito trasferimento in Italia.

A Pantaleo Corvino, allora direttore sportivo del Lecce, bastò vedergli segnare 4 gol in 9 partite nel massimo campionato serbo all’età di 16 anni, capì che c’era del potenziale. Era il giugno del 2000 e al ragazzone di Niksic fu data una stanza al Pastor Bonus, la struttura che accoglieva le giovani leve giallorosse, a tirar calci a Villa Convento; poi a 17 anni e mezzo l’occasione di esordire addirittura in Serie A e pian pianino diventare calciatore professionista. “Era già grande protagonista in A, eppure Vucinic veniva a trovarci sui nostri campi” ha dichiarato Roberto Rizzo, l’allora allenatore della Primavera dei miracoli leccese. Aveva qualità il ragazzo, ma non si montava la testa e quando i salentini scesero in Serie B lui appena 19enne decise che era il momento di diventare protagonista. Pur non dimenticando i compagni di Primavera che non ce l’avevano fatta.

Chiedeva al suo sponsor tecnico alcune paia di scarpini in più, per regalarle ai ragazzini del vivaio. E qualche sera invitava al ristorante i giovani con i quali era cresciuto, per avere il piacere di pagare il conto. Ricordo con affetto una scenetta. Squalificato per frasi gravemente offensive verso l’arbitro in una partita della Primavera, Mirko, messo in punizione dalla società, attraversava un periodaccio. Una sera, in una via del centro di Lecce, me lo trovai davanti, lo vidi abbracciato a una donna. “Mirko, e allora?”, gli feci. E lui mi rispose: “Mister, le posso presentare mia madre?”. Nei momenti difficili, la sua famiglia lo raggiungeva a Lecce per sostenerlo” racconta ancora Rizzo. In Salento un totale di sei stagioni e 37 gol, con addirittura 19 centri nel 2005 (e 3 in Coppa Italia), un record per il club in coabitazione con Chevanton.


Lo strip tease di Mirko Vucinic in Roma-Cagliari
Lo strip tease di Mirko Vucinic in Roma-CagliariLo strip tease di Mirko Vucinic in Roma-CagliariLo strip tease di Mirko Vucinic in Roma-CagliariLo strip tease di Mirko Vucinic in Roma-Cagliari

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Recuperi di serie A: doppio pari, 2-2 tra Bologna e Atalanta, Genoa-Bari finisce 1-1

pubblicato da vieni_127


Si sono disputate questo pomeriggio, alle ore 18, due delle quattro partite che a causa della neve furono rinviate un mese fa; il diciassettesimo turno si completerà a febbraio quando si giocheranno anche Fiorentina-Milan e Udinese-Cagliari. Riflettori accesi al Ferraris di Genova e al Dall’Ara di Bologna, in campo Genoa e Bari in Liguria, Bologna e Atalanta in Emilia: alla fine pari e patta per tutti, 1-1 il risultato finale della prima partita, felsinei ed orobici invece fissano il risultato sul 2-2 dopo che i padroni di casa erano in vantaggio di due reti. Belle partite, forse (a sorpresa) migliore quella di Bologna, ma a discapito dello spettacolo, comunque godibile, a Marassi da segnalare l’ennesimo prato dissestato. Ma vediamo nei dettagli come è andata, partendo da Genoa-Bari 1-1 (I tabellini delle gare).

Subito al via gol di Barreto: punizione calciata da Parisi, la barriera devia, spazza Papastathopoulos ma lo fa sul corpo dell’attaccante barese che quindi, in maniera un po’ fortuita, sigla il gol del vantaggio dei pugliesi. Il Genoa nella prima frazione prova a combinare qualcosa, ma riesce raramente a impensierire Gillet; unico brivido un tiro di Milanetto respinto dal portiere belga. Di contro il Bari fa la sua partita con tranquillità, anche se perde Parisi per un grave infortunio al ginocchio. Nella ripresa è tutt’altra musica: i padroni di casa partono col piede pigiato a manetta sull’acceleratore, mille angoli, schiaccia il Bari in area e trova il pari; punizione dal limite di Milanetto (per fallo di Bonucci su Suazo), ci mette la testa Almiron che spiazza Gillet. Triplo miracolo ancora del numero uno dei galletti (due volte su Mesto e una su Suazo), palo di Juric, nel Bari esordisce Castillo, ma alla fine c’è stanchezza. Pari giusto.

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Calciomercato di Serie A, gli ultimi colpi (prima parte): Abbruscato al Chievo, Pesce al Catania, Savio alla Fiorentina, Grosso alla Juve

pubblicato da vieni_127


Ore 19: l’Ata Hotel Quark di Milano chiude i battenti. Chi è dentro è dentro, la sessione estiva del mercato cala il sipario. Ora la sosta per far integrare i nuovi arrivati, poi fino al 2010 si andrà avanti con le rose definite oggi (salvo acquisti di svincolati). Vediamo squadra per squadra gli ultimi colpi di mercato (vengono riportate solo le operazioni in entrata, a patto che le cessioni non riguardino squadra di categorie inferiori o di altri campionati).

ATALANTA: Carlo Osti lo diceva da tempo è così è stato: il box della Dea è stato il più tranquillo. Nessuna operazione in entrambe le direzioni per gli orobici.

BARI: arriva in prestito dal Lecce Souleymane Diamoutene, difensore maliano l’anno scorso per sei mesi alla Roma. Dopo Donati, Almiron e Yago, ulteriore tassello. Nessun attaccante, anzi ceduto a titolo definito Corrado Colombo al Verona, in Lega Pro.

BOLOGNA: preso Henry Damian Giménez, attaccante uruguagio, in prestito dal River Plate Montevideo mentre Gabriele Paonessa, con la stessa formula, è tornato a Vicenza. Sfumato all’ultimo Chevanton, restano Mudingayi e Marazzina. Deluso Papadopulo, preoccupato soprattutto per il centrocampo.

CAGLIARI: i nomi nuovi per Cellino e Allegri dovevano essere due, Daniele Dessena dalla Samp e Lorenzo Ariaudo dalla Juve: pareva fatta per entrambi ma all’ultimo secondo il giovane difensore è rimasto a Torino per problemi burocratici.

CATANIA: giornata di scambi in casa etnea. Con l’Ascoli per cui arriva Simone Pesce e nelle Marche s’accasa Silvestri; col Chievo con Gennaro Sardo che torna al Bentegodi e Giovanni Marchese in rossoblu.

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Chevanton può tornare a giocare

pubblicato da vieni_127



Per l’uruguaiano Chevanton (clicca qui per vedere la sua galleria) arrivano finalmente buone notizie: la sua squadra, il Siviglia, lo ha reintegrato in squadra. Grazie infatti alla Convenzione di Cotonou la società andalusa ha potuto rendere comunitario l’ivoriano Arouna Koné, proprio in questi giorni la relativa documentazione è stata accettata, che insieme a Aquivaldo Mosquera e Luis Fabiano occupava i tre posti disponibili per gli extracomunitari.
Il posto libero quindi viene occupato proprio dall’ex leccese che così può tornare a giocare dopo aver passato in tribuna i primi mesi di questa stagione. Ora starà a lui risolvere anche i problemi che in passato ha avuto con il tecnico Juande Ramos.

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