
Sicuramente i tifosi italiani davanti alla tv avranno accolto anche con impazienza i secondi in attesa del fischio d’inizio di Brasile - Italia, bisognava aspettare che tutto fosse pronto anche a Rustenburg dove Stati Uniti ed Egitto scendevano in campo con lo stesso obiettivo degli azzurri, la semifinale. Poi però è successo che i nostri si sono sgretolati di fronte al Brasile, gli americani invece hanno fatto a pezzettini un Egitto strafavorito alla vigilia e hanno guadagnato l’accesso alla finalissima contro la Spagna (Video).
Nei primi minuti dell’incontro gli africani sembrano coscienti del loro ruolo di favoriti e provano subito a piazzare la stoccata prima con Abdelghani e poi con Almouhamadi. Gli statunitensi però riescono a non farsi intimorire, anzi piano piano prendono le contromisure e neutralizzano la verve egiziana. A fare la differenza è un uomo, quel Landon Donovan che puntualmente ci ritroviamo ad elogiare in occasioni di eventi internazionali. Il piccolo attaccante è una furia che nessuno riesce a fermare, come quando fa tutto da solo saltando gli uomini come fossero birilli salvo poi perdersi in uno slancio di altruismo con un passaggio verso un compagno che non c’è.
A salvare l’onore dei giustizieri dell’Italia soltanto il portiere El Hadary, miracoloso la sua parata su Bradley autore di un diagonale pericolosissimo. Questo sarà solo uno dei tanti interventi di cui si renderà protagonista fino a quando non dovrà arrendersi alla sfortuna. È il 21° quando una confusa azione in area finisce con la rete di Davies che sfrutta una serie di rimbalzi e il ferimento dell’estremo difensore avversario colpito alla testa dai tacchetti di uno suo compagno. Gli Stati Uniti sono in vantaggio meritatamente e potrebbero arrotondare il risultato se non fosse per gli ottimi interventi dell’estremo difensore egiziano.
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Giovedì sera alla figuraccia dell’Italia contro l’Egitto ha contribuito, non poco, la prestazione superlativa dell’estremo difensore egiziano: non è più un giovanotto Essam El Hadary (36 anni per lui), eppure ha ancora voglia di giocare e di stupire. E dopo i miracoli su Rossi e Toni, Iaquinta e Pirlo, fa sentire la sua voce nei confronti del mondo calcistico, e con lui il suo agente: il suo sogno è sempre stato quello di giocare in Italia, in Serie A, chissà che dopo la prestazione di tre sere fa questa sua aspirazione non possa avverarsi.
Più di 500 presenze coi pluri-titolati egiziani dell’Al-Ahly, il suo passaggio al Sion, in Svizzera, un anno fa fece scalpore: se ne andò in Svizzera sfruttando la Sentenza Webster, scatenando l’ira degli appassionati supporters del team egiziano. Quest’anno non ha perso il vizio e ha continuato a vincere (una coppa di Svizzera) dopo aver conquistato tutto ciò che gli era possibile nel calcio africano, sia a livello di club che con la Nazionale (più di 100 partite con la maglia dell’Egitto). E ora ne approfitta per farsi pubblicità: “Ora spero che in Italia si siano accorti di me: il mio sogno è giocare in serie A“. Gli fa l’eco l’agente Abdel Zeaf, svizzero ma di origine arabe.
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