Problemi su problemi per l’Inter, attesa da un periodo cruciale per quanto concerne il campionato e la Champions League. Lo staff medico ha sottoposto Esteban Cambiasso ad accertamenti strumentali per un problema muscolare evidenziato durante Inter-Bayern Monaco: le valutazioni hanno confermato uno stiramento all’adduttore della coscia sinistra e il centrocampista, dopo gli esami, è rientrato al centro sportivo “Angelo Moratti” per la prima seduta fisioterapica.
Da valutare i tempi di recupero per il centrocampista argentino, che ha già fatto i conti con un analogo infortunio al bicipite femorale della stessa gamba a ottobre e a fine gennaio. Intanto non sarà a disposizione per la trasferta di domenica fra i nerazzurri e la Sampdoria. Per Cambiasso si profila una vera e proprio lotta contro il tempo in vista del ritorno di Champions League col Bayern Monaco, in programma il 15 marzo.
Nell’Inter è in dubbio anche Thiago Motta, alle prese con un affaticamento. I principali problemi di Leonardo riguardano però la difesa. Oltre al lungodegente Walter Samuel, è indisponibile Andrea Ranocchia, non è certo il recupero di Ivan Cordoba, che ha problemi alla caviglia destra, e Maicon è squalificato.

Questa sera andrà in scena un amichevole molto molto gustosa, cioè quella tra Argentina e Portogallo a Ginevra. Ci sarà anche Javier Pastore, talentuoso numero 27 del Palermo, a quota 9 gol e di recente legato ancor più saldamente alla società rosanero con un contratto che scadrà fra 4 anni; in Inghilterra, patria di scommettitori e allibratori, si può puntare sul suo più prossimo futuro: quota più bassa la permanenza in Sicilia per un altro anno, ma al secondo posto ecco la Juve, nonostante i continui sondaggi di Real Madrid e Barcellona. Come mai?
Un’intervista rilasciata dal Flaco alla Gazzetta dello Sport rivela quanto e perché l’argentino preferisca i colori bianconeri a qualsiasi altri: “Tutti sanno che ho un contratto fino al 2015 e chi sfoglia la margherita può essere solo Zamparini, ma è chiaro che se ci saranno le condizioni giuste sono pronto a partire. Di certo mi piacerebbe una squadra dove ci sia spazio per me, al Real e al Barcellona guadagnerei molti soldi, ma non avrei la sicurezza del posto da titolare. La Juve? Perché no… Fra l’altro la mia famiglia è originaria di Volvera, un paese alle porte di Torino sulla strada che porta a Pinerolo. A Cordoba, dove sono nato, siamo in tanti di origine piemontese“.
Poi aggiunge: “La mia priorità sarà sempre giocare, e quindi opto per la Juve. Ripeto, in squadre come Barcellona o Real adesso mi toccherebbero molte panchine, e questo non mi va. Ne riparleremo magari quando avrò 28 anni…“. E se tre indizi fanno una prova, sentite cosa pensa più nei dettagli della Vecchia Signora e dell’imminente sfida contro l’Inter:
“Ho molti amici all’Inter, a cominciare da capitan Zanetti, sempre prodigo di consigli, e da Cambiasso. Però non mi dispiacerebbe se vincesse la Juve, una squadra che ha acquistato fra estate e inverno tanti nuovi giocatori e che si sta riassestando. Una squadra un po’ come il Palermo: in grado di battere chiunque sfoderando una gran partita, ma poi capace di perdere anche due gare di fila”.
Un complimento, più o meno.
Una bellissima partita ha chiuso la 24esima giornata di Serie A. Otto gol, continui capovolgimenti da una parte e dall’altra, ritmi molto alti. Non è un caso, forse, che a regalare alla platea lo spettacolo di questa sera siano state le due protagoniste degli ultimi campionati. L’Inter si conferma più forte e, a parte il letargo che ha permesso alla Roma (merito anche dei giallorossi che non hanno mai mollato, neanche in 10 contro 11) di passare dall’1-4 al 3-4, gli uomini di Leonardo sembrano sempre più i reali antagonisti del Milan.
L’Inter passa subito in vantaggio dopo 3 minuti con un gran tiro dalla distanza di Sneijder. Ma la reazione della Roma non si fa attendere e pareggia con Simplicio, al culmine di un’azione corale, dieci minuti dopo. Eto’o riporta avanti i nerazzurri (Julio Cesar non esente da colpe) con un sinistro in area di rigore al 35′. Nella ripresa la svolta: Burdisso espulso per fallo su Pazzini, concede il penalty a Eto’o che trasforma per il 3-1. Al 26esimo Motta segna il quarto gol interista. Partita finita? Nemmeno per sogno. Un’indomita Roma si riporta sotto prima con Vucinic al 30esimo minuto, poi con Loria al 36′. Ma allo scadere Cambiasso chiude i giochi sul 5-3. Il Milan è avvisato.




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Video Gol Catania - Inter 1-2 - Sintesi del 9 Gennaio 2011
9 Gennaio 2011 - L’Inter di Leonardo conquista altri 3 punti e ora crede alla rimonta. Se vincesse contro Parma e Fiorentina sarebbe solo a -5 dal Milan, il campionato rischia di diventare una sfida fra milanesi. Il Catania esce sconfitto nonostante l’iniziale vantaggio firmato da Gomez. Un primo tempo orrendo, con i nerazzurri abulici e senza idee. Una ripresa nella quale è proprio la rete dei siciliani a svegliare l’Inter.
Sugli scudi Castellazzi che sullo 0 a 0 riesce tre volte a fermare Maxi Lopez con ottimi interventi. Mattatore ancora Esteban Cambiasso (che al Massimino si esalta) prima capace di pareggiare, poi di segnare la rete del vantaggio ancora su assist di Maicon come contro il Napoli. L’esterno brasiliano sembra tornare lentamente sui suoi livelli, il cross d’esterno è straordinario e premia al meglio il consueto inserimento di Cambiasso.




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Va bene la pioggia e il freddo, ma se Walter Mazzarri finisce la partita con indosso la giacca, non rimanendo cioè in maniche di camicia con annessa trance agonistica, allora vuol dire che qualcosa non è andato per il verso giusto, non per il Napoli; di contro esordio migliore non poteva immaginarlo Leonardo, che non solo ha ottenuto i primi tre punti da allenatore dell’Inter, ma lo ha fatto anche di fronte al nuovo pubblico e beccandosi abbracci a ripetizione dai suoi giocatori, da Zanetti a Stankovic, da Cambiasso a Thiago Motta. A proposito del mediano brasiliano, a meritarsi più di un complimento a fine gara è stato proprio lui grazie a una partita perfetta condita da una preziosa doppietta.
Il primo gol arriva dopo appena tre minuti, coi partenopei ancora negli spogliatoi: ottimo lo scambio con Stankovic, l’ex Barça e Genoa non ci pensa su due volte e scarica un tiro piazzato dal limite dell’area, palla nell’angolino e De Sanctis battuto a freddo. Il Napoli è squadra tosta, a volte pasticciona, ma mai doma: per dire, non è stato il Napoli del settembre 2009, quello di Donadoni che a San Siro contro i nerazzurri buscò la prima rete proprio al 3° minuto (segnò Eto’o) e poi si dissolse nel nulla. No, i campani questa volta rimangono in partita, imbastiscono buone trame e, dopo il gol giustamente annullato a Dossena, ecco il pari di Pazienza, la cui incornata da corner è utile per battere Castellazzi.
Insomma, nella prima frazione il Napoli gioca bene e risponde colpo su colpo alle folate dei padroni di casa, comunque sempre velenosi e pronti a colpire; così se Milito continua ad essere appannato e si divora un gol a tre metri dalla linea di porta (sparando alto di controbalzo), non perdona Cambiasso che sceglie il tempo giusto su cross di Maicon e di testa fa 2-1. Questa volta la mazzata è forte, anche perché un paio di minuti prima Maggio, con un diagonale a fil di palo, aveva addirittura sfiorato il vantaggio per gli azzurri. E così nella ripresa Thiago Motta chiude i conti dopo dieci minuti: corner di Pandev, il brasiliano si beve Dossena e di testa spedisce in rete. Nell’ultima mezz’ora di gioco non accade più nulla.
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Abbuffata di gol al Giuseppe Meazza, nulla di meglio per l’anticipo prandiale di questa 14esima giornata: dopo un mese di digiuno tra le mura amiche l’Inter torna a brindare coi tre punti e lo fa al termine di un match, quello contro il Parma, che spettacolare è forse dir poco. Che strano il calcio, senza il bomber principe Samuel Eto’o la sgangherata banda di Benitez impallina Mirante per ben cinque volte, e senza scomodare i sostituti del camerunense: ci pensa Stankovic a fare la parte del goleador consumato infilando una tripletta memorabile. Insieme a lui Cambiasso e, nella ripresa, Thiago Motta che riassapora il campo e, pochi minuti dopo, anche il gol. Onore e merito al Parma e ad Hernan Crespo: due gol, un palo e un’altra occasionissima su cui bravissimo è stato Castellazzi, gli emiliani devono fare i conti con un reparto arretrato ballerino e con la sfortuna.
Il primo tempo regala cinque gol ed occasioni a iosa, con tutti e 22 i protagonisti in campo che non lesinano energia; il primo squillo è degli ospiti che passano in vantaggio con un gol di rapina dell’ex Crespo, abilissimo a tagliare sul primo palo e a battere Castellazzi con un tocco raffinato. L’Inter è in bambola, Giovinco sfiora il raddoppio, ma Biabiany, guarda caso un altro ex, la prende per mano e dalle sue sgroppate nasce il pari e poi il sorpasso: l’esecutore materiale e Stankovic che batte Mirante con due tiri da fuori deviati entrambi da Lucarelli prima e da Antonelli poi, con Mirante incolpevole. Poi il tris di Cambiasso: corner, spizza di testa proprio Biabiany, i giocatori parmensi fanno le belle statuine e il Chucu sigla il secondo gol personale in cinque giorni. Match che si riapre poco dopo, ancora grazie a Crespo, tiro chirurgico che finisce alle spalle di Castellazzi.
Le migliori foto di Inter - Parma 5-2




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Brutte notizie in casa Inter, gli infortuni di Milito e Cambiasso sono più gravi del previsto. I due giocatori avevano accusato problemi muscolari durante l’amichevole persa dall’Argentina contro il Giappone di Zaccheroni venerdì scorso, e solo oggi al centro “Angelo Moratti” si sono potuti sottoporre agli esami strumentali. Purtroppo per l’Inter il verdetto è stato molto pesante visto che per Cambiasso si tratta di uno stiramento al bicipite femorale di primo grado recuperabile in 15-20 giorni, mentre per Milito la lesione è stata valutata tra il primo e secondo grado con i tempi di recupero che si allungano nel suo caso a 20-25 giorni.
Il comunicato ufficiale di Inter.it:
APPIANO GENTILE - Dopo essersi sottoposti in mattinata a una seduta fisioterapica al centro sportivo “Angelo Moratti”, Esteban Cambiasso e Diego Milito sono stati sottoposti ai programmati controlli strumentali da parte dello staff medico di F.C. Internazionale. Entrambi i calciatori, nel corso dell’amichevole Giappone-Argentina, hanno accusato problemi muscolari al bicipite femorale della gamba sinistra. Per il centrocampista gli esami hanno evidenziato uno stiramento di primo grado. Per l’attaccante, invece, uno stiramento tra il primo e il secondo grado. I tempi di recupero saranno stabiliti, singolarmente e progressivamente, durante il lavoro specifico con lo staff di recupero.
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Domenica prossima la partita a ora di pranzo proporrà una succulenta Cagliari - Inter; tuttavia a sette giorni di distanza già si sa che due possibili protagonisti rimarranno fermi ai box per degli infortuni accorsi durante l’amichevole di Tokyo tra Giappone e Argentina: sia Diego Milito che Esteban Cambiasso hanno lasciato il terreno di gioco nel corso del primo tempo. L’attaccante al 32° toccandosi l’adduttore della coscia destra, il mediano a ridosso del duplice fischio di fine tempo sempre per problemi di natura muscolare. “Lo staff medico dell’Inter ha già preso contatto con i calciatori, che hanno riferito di aver accusato entrambi problemi muscolari: saranno valutati nei prossimi giorni” ha fatto sapere la società meneghina.
Ovviamente è difficile fare pronostici circa la prognosi, ma alcuni indizi ci sono, a partire da quanto apparso sul sito ufficiale di Cambiasso in cui addirittura non si esclude uno strappo muscolare: in tal caso l’argentino dovrebbe star fermo almeno per due mesi saltando anche il Mondiale per Club in cui sarà impegnato l’Inter a dicembre. Su Milito invece c’è cauto ottimismo e si azzarda un recupero per la sfida di Champions contro il Tottenham; in ogni modo col Cagliari Eto’o tornerà prima punta con Coutinho, Biabiany e Pandev a contendersi due maglie per affiancare il camerunense. Per la sostituzione di Cambiasso, invece, è pronto al rientro Zanetti che pare aver totalmente recuperato dopo la botta al torace ricevuta a Palermo.
Dopo mesi di corteggiamento adesso è ufficiale: David Silva è un giocatore del Manchester City. Gli inglesi hanno finalmente raggiunto l’accordo con il Valencia pagando agli spagnoli ben 30 milioni di euro. Il giocatore verrà presentato al termine dei Mondiali, e proprio dal Sudafrica Silva ha espresso la sua soddisfazione per la conclusione della trattativa:
«Prima di tutto vorrei ringraziare il Valencia per avermi dato la possibilità di andar via per una nuova avventura professionale. Ho passato sei anni eccezionali in Spagna e sarò sempre grato al club che mi ha scoperto e lanciato nel grande calcio. Dopo il Mondiale penserò a questa nuova esperienza in Premier League. Voglio aiutare il City a vincere quanti più trofei possibili. Ho sempre sperato di andare a giocare con i Citizens e sono felicissimo di poterlo fare dalla prossima stagione: è un club con un grande futuro e giocatori fantastici».
Finalmente i citizens sono riusciti a mettere a segno questo grande colpo e anche Roberto Macini, in vacanza in Sardegna in questi giorni, non ha nascosto il suo entusiasmo per il nuovo arrivato: «David è uno dei migliori centrocampisti presenti in Europa, sono convinto che sarà molto utile al City. Non vedo l’ora di vederlo giocare con la nostra casacca».

E arrivò anche il giorno di Rafael Benitez ad Appiano Gentile, allenatore numero enne della gestione Massimo Moratti: come ormai tutti sanno il tecnico spagnolo è il nuovo condottiero dell’Inter e se da un lato prende in gestione una schiera di giocatori molto forti (per cui il suo non sarà un lavoro difficilissimo), dall’altro deve confrontarsi con una stagione quasi perfetta e con lo spettro di José Mourinho, un tale portoghese che dalle parti di Milano ha ancora orde di spasimanti innamorati persi di lui. Insomma, la presentazione dell’ex allenatore di Valencia e Liverpool ha avuto un’importanza relativa, ma tanta era la curiosità per vedere l’approccio del nuovo trainer nerazzurro con la stampa e con i riferimenti al più recente passato.
Esordisce mescolando spagnolo e italiano, non ha preparato frasi ad effetto di mourinhana memoria (”Non sono un pirla“), risponde con garbo alle domande dei giornalisti non lesinando in alcuni frangenti battute di spirito. Insomma, assodato che “sono qui per vincere” e che “non so se sono un pirla, ma di certo mi reputo intelligente“, si passa a parlare seriamente di futuro: “No, non mi riconosco come anti-Mourinho. Lui ha fatto un grande lavoro qui, io sono diverso e voglio fare il mio lavoro. Dopo la grande annata abbiamo la possibilità di vincere sei trofei e ci proveremo. Non c’è molto tempo per preparare le Supercoppe in agosto ma abbiamo esperienza e possiamo farlo. Questi sono i primi obiettivi, alla Champions League penseremo più avanti. Se ho parlato con Mourinho? No, siamo entrambi molto occupati“.
Le immagini della presentazione del nuovo allenatore dell’Inter Rafa Benitez



