Ad inizio stagione ci fu il clamoroso strappo con Eugenio Corini, neanche al via dell’avventura in Veneto e subito “sollevato dall’incarico” per divergenze con la società in merito a mercato e tattica. Parliamo del Portogruaro che dopo l’addio di mister Calori, l’ex difensore artefice della miracolosa promozione in B, ha dovuto affidare le sue sorti a Fabio Viviani, subentrato proprio a Corini (che proprio ieri, tra l’altro, è tornato in pista sostituendo a Crotone Leonardo Menichini). Dopo un avvio promettente, però, la matricola amaranto ha inanellato una serie di risultati negativi molto preoccupanti e sabato scorso, all’Adriatico di Pescara, ha “legittimato” l’ultima piazza perdendo in rimonta: dal benaugurante 0-2 a un netto 4-2.
Francesco Mio, presidente della società, ha così salutato Viviani e ha cercato di dare una sterzata al trend negativo affidandosi a Sandro Salvioni: pronto un contratto fino a fine anno per l’ex mister dell’Ancona, pareva mancasse solo l’ufficialità, poi è tutto saltato. E allora ecco Alberto Cavasin, ma anche con lui qualcosa è andato storto. Nessuno pare voglia allenare il Portogruaro, la realtà dei fatti però la spiega il direttore generale del team, e cioè Gianmario Specchia. Il dirigente ha serenemante illustrato i motivi dei dinieghi aggiungendo che la guida tecnica della squadra è, per forza di cose, momentaneamente affidata all’allenatore della Primavera.
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Il 14 luglio scorso, con l’ufficializzazione di Cristiano Bergodi sulla panchina del Modena, tutte e 22 le squadre che parteciperanno alla prossima Serie B (anche se con l’esclusione dell’Ancona, si avrà da vedere se sarà la Triestina o il Verona la 22esima) avevano un proprio allenatore. A inizio mese la neo promossa Portogruaro aveva scelto Eugenio Corini come mister, dopo l’addio di Alessandro Calori accasatosi a Padova; l’ex Genio lo scorso anno aveva studiato per diventare allenatore (collaborando, al contempo, con Sky) e così quest’anno primo grande incarico. Così parlava appena 10 giorni fa: “Restare fermo un anno dopo la conclusione della mia carriera di calciatore mi è servito per seguire molta serie B e riflettere su diversi aspetti del ruolo di allenatore“.
E ancora: “Ho scelto il Portosummaga perché è una realtà emergente, entusiasta e propositiva. Ho avvertito dalle parole della dirigenza la voglia di voler proseguire su questa spinta per non fare del Portosummaga una meteora. Lavorando assieme possiamo salvarci“. Peccato che dopo pochi giorni sia già giunta al capolinea l’avventura dell’ex palermitano, nella nottata di ieri ha ponderato la scelta di lasciare la barca addirittura prima che salpasse: Corini si è dimesso lasciando di fatto il club senza guida, con lui anche il direttore sportivo Giuseppe Magalini. Il direttore Gianmario Specchia ha spiegato i motivi di questa brusca interruzione del rapporto, lasciando intendere che l’ex centrocampista non si sia sentito abbastanza garantito sulla possibilità di avere una rosa all’altezza della categoria, con la società che insiste col gruppo della promozione, inserendo in squadra ulteriori giovani e concedendosi l’acquisto di non più di uno-due giocatori.
Gli appassionati di calcio hanno la memoria lunga: gli stranieri che hanno soggiornato nel nostro Paese facendo i calciatori difficilmente vengono dimenticati, tanto più se hanno ben figurato nelle squadre in cui militavano. Proprio oggi dalla Scandinavia arrivano due notizie, entrambe brutte; se una però è semplicemente cronaca, l’altra è davvero drammatica. Partiamo proprio da quest’ultima. L’ex mediano svedese di Bari, Bologna e Lecce, il lungo Klas Ingesson sta vivendo a Stoccolma delle ore molto difficili: gli è stata diagnosticata, all’età di 41 anni, una malattia del sangue (c’è chi parla di leucemia, chi di mieloma). Ha già iniziato le cure, ma per l’ex nazionale svedese si prospettano mesi difficili e non si può che augurargli tanta forza.
Altra storia invece quella che riguarda Martin Laursen, 31enne danese che ha indossato come difensore le maglie di Verona, Parma e Milan: attualmente in forza all’Aston Villa ha deciso che lascerà il calcio giocato ad un’età tutt’altro che avanzata. I problemi che lo attanagliano al ginocchio sono stati la goccia che ha fatto traboccare il vaso: “Ci vorrebbe un anno per recuperare. Ma visto che ho solo un anno di contratto, ho deciso di smettere” ha dichiarato al giornale BT. Ma è di queste ore la notizia che un altro protagonista del nostro calcio appenderà le scarpette al chiodo: non rivedremo più in campo Eugenio Corini.
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L’Inter scappa? La Juve non molla, vince il derby della Mole e si tiene a 7 punti dalla capolista; niente di scontato, niente di facile, all’Olimpico di Torino c’è da sudare per i ragazzi di Ranieri, avversari di un Toro agguerrito e difficilissimo da domare. Ma i 14 anni che separano questa serata dall’ultima vittoria granata in una stracittadina torinese non sono un mero dato statistico; alla fine di 90 minuti tirati e a tratti anche belli, vince la Juve grazie a una incornata vincente di Chiellini, nella ripresa, abile a trafiggere l’ottimo Sereni sfruttando un cross di Nedved. Sono ancora 7 i punti che dividono i bianconeri dall’Inter, il Torino interrompe la striscia positiva e ingoia il boccone amaro, pur rimanendo consapevole del suo ottimo stato di forma. (Fotogallery - Video)
Ranieri stravolge l’undici iniziale, forse in vista della gara col Chelsea e deluso dal risultato coll’Inter: dentro Zebina, Poulsen, Giovinco, Salihamidzic, Iaquinta e Amauri, tra gli esclusi di lusso Sissoko, Nedved, Del Piero e Trezeguet. Novellino non tituba, Rosina e Stellone di punta, a Dzemaili e Corini le chiavi del centrocampo con Abate e Barone larghi, difesa non stratosferica ma accettabile, Sereni e Buffon i portieri. Non è un primo tempo per cui andare in fregole, ma in ogni modo le emozioni non mancano. Nella prima metà è il Torino a fare la gara, anche se deve ringraziare Sereni per la mega parata su Iaquinta dopo pochissimi minuti.
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Non perde da sette partite e vuole infilare l’ottavo risultato utile consecutivo: non c’è che dire, Novellino ha rigenerato il Torino che ora si trova fuori dalla zona retrocessione. Ma il prossimo impegno è il più proibitivo della stagione, il sentito derby della Mole contro i cugini “odiati” della Juve; una gara che i granata giocheranno in casa, ma che in ogni modo storicamente non gli ha mai sorriso: su 181 confronti ufficiali ne hanno persi 72, l’ultima vittoria “casalinga” risale addirittura a 14 anni fa. Ma sabato sera si prospetta battaglia e se Novellino esprime bene il concetto (”Non mi importa sia una bella partita, voglio solo vincerla, anche rubacchiando“), Corini ribadisce il modo di pensare del clan torinista.
Con De Biasi non poteva dirsi un titolare inamovibile, col ritorno di Novellino, il regista numero 5 ha ritrovato sia il campo che i cartellini gialli; ben 39 anni ma ancora tanto entusiasmo, lui che tra l’altro è un ex. E proprio per i suoi trascorsi juventini azzarda parole non certo morbide: “E’ una partita di straordinaria intensità. Io l’ho giocata su entrambi i fronti, ma oggi sono orgoglioso di attenderla sulla sponda granata perché qui è davvero un’emozione speciale. La Juve prepara questa sfida con snobismo, quasi fosse una partita qualunque: però poi la teme parecchio, perché considera un disonore perderla“. E poi, come detto, getta un po’ di benzina sul fuoco: “Diciamocelo: gli unici derby che hanno vinto nell’era Cairo li hanno un po’ rubacchiati. Sarebbe ora, oltreché giusto, di ripagarli con la stessa moneta“.
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Dopo la pesante sconfitta di ieri a Genova (Video) c’era da mettere in preventivo una reazione dei tifosi granata e questa non si è fatta attendere. Già alla fine della partita una ventina di macchine avevano assediato il casello di Genova Est per bloccare il pullman della squadra, l’obbiettivo vero era Walter Novellino che però non era sul mezzo con la squadra. La polizia ha comunque dovuto deviare il traffico per evitare problemi alla circolazione.
I fatti più gravi sono però accaduti a Torino, nel parcheggio del centro Sisport dove erano ancora parcheggiate le auto dei calciatori non ancora tornati da Genova. Un gruppo di tifosi ha assalito le vetture presenti, quelle che hanno riportato più danni sono state quella di Bjelanovic e Pisano. All’arrivo del autobus granata per fortuna la pioggia aveva scoraggiato molti supporter e si è evitato il confronto con i giocatori.
A parte questo la situazione di Novellino ora si fa davvero difficile. I tifosi più volte hanno chiesto il suo allontanamento ma per il momento Cairo continua a dare garanzie al suo allenatore. L’aria che si respira nel Toro però è molto pesante, c’è la sensazione che anche tra i giocatori l’esonero dell’allenatore sia visto come necessario ed ecco quindi che le certezze di Urbano Cairo iniziano a vacillare e già da domenica prossima contro l’Inter in panchina potrebbe esserci qualcun altro.
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Non perde tempo il Torino nel costruire la squadra che disputerà la prossima stagione.
Se un paio di giorni fa si era ufficializzata l’acquisizione a parametro zero di Eugenio Corini, adesso i granata hanno raggiunto l’accordo anche per Vincenzo Grella e Nicola Ventola.
Il centrocampista australiano si è svincolato dal Parma e arriverà quindi a parametro zero, mentre dell’attaccante verrà acquistato il cartellino dall’Atalanta.
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