
Napoli capolinea di Eusebio Di Francesco quale allenatore del Lecce: 4 sberle da Cavani e compagni, un’espulsione nel finale e l’addio alla causa giallorossa, il sabato sera dicembrino nel capoluogo campano sarà da dimenticare per l’ex allenatore del Pescara. Il Lecce è ultimo in classifica avendo racimolato 8 punti, frutto di 2 vittorie (a Bologna e a Cesena) e 2 pareggi (contro Genoa e Novara), perdendo le restanti 9 partite (di cui le ultime 3). Fiducia e pazienza, alla fine la società di Via Templari ha deciso di puntare su Serse Cosmi che si legherà al sodalizio salentino fino a giugno, facendo di fatto il traghettatore:
“L’U.S. Lecce comunica di aver risolto in data odierna il rapporto di collaborazione con il Sig. Eusebio Di Francesco al quale desidera esprimere, unitamente al suo staff, un sentito ringraziamento per l’opera fin qui svolta con totale dedizione e competenza professionale. L’U.S. Lecce comunica inoltre di aver raggiunto un accordo con il Sig. Serse Cosmi per la conduzione tecnica della prima squadra”.
Col tecnico perugino arrivano al Via del Mare anche il preparatore atletico Francesco Bulletti ed il vice allenatore Mario Palazzi, mentre resta al suo posto il preparatore dei portieri Fabrizio Lorieri. Da sottolineare che il Lecce aveva contattato anche Pasquale Marino con cui non si è trovato un accordo, probabilmente per le poche garanzie sul contratto; il trainer 53enne umbro invece ha accettato di guidare i giallorossi fino a giugno, tentando la disperata impresa di salvare una squadra abbastanza confusa e in crisi di identità. Per Cosmi un ritorno in panca dopo le 4 partite col Palermo della scorsa stagione; in carriera ha anche allenato Pontevecchio, Arezzo, Perugia, Genoa, Udinese, Brescia e Livorno. Nella giornata di domani la presentazione e primo allenamento, esordio in panchina sabato prossimo alle 18, in casa contro la Lazio.

La Roma incamera altri tre punti e continua la risalita in classifica. Ora i giallorossi sono attesi da un tour de force molto impegnativo perché se la dovranno vedere contro Udinese e Fiorentina fuori casa, Juventus in casa e Napoli al San Paolo. Quattro partite che contribuiranno a rendere più chiara la reale forza della Roma. Luis Enrique, al termine di Roma - Lecce, predica fiducia in vista delle prossime gare:
“Sono soddisfatto per il risultato e per il modo con il quale è stato ottenuto. Avremmo potuto segnare di più per tutto quello che abbiamo creato, ma saper soffrire è importante. De Rossi può giocare sia davanti alla difesa che da interno. Mi piace anche la sua qualità negli inserimenti offensivi. Sono ottimista pensando alla sfida con l’Udinese che è davanti a noi di quattro punti. Questo è uno stimolo importante per i miei ragazzi. Osvaldo? Ho provato a consolarlo dopo il gol che gli hanno annullato. Gli devo fare i complimenti perché è stato bravissimo anche ad aiutare la squadra in fase difensiva. Le prossime tre partite non contano più di tanto. Se vinciamo quelle e perdiamo tutte le altre andiamo in Serie B. Quello che importa è il carattere che ci mettiamo. Se giochiamo come contro il Lecce, io sono contento”.
Dall’altra parte Eusebio Di Francesco spiega la partita del suo Lecce, rimasto ancorato a 8 punti in piena zona retrocessione:
“Siamo rientrati in partita con il gol di Bertolacci che ci ha dato una grande mano a livello psicologico. La Roma non ha chiuso, ma non siamo riusciti a recuperare. Il problema principale è stato in avvio di partita, quando sembravamo un pugile che aspettava soltanto di andare al tappeto. Non abbiamo aggredito abbastanza, nonostante sapessimo di dover attaccare il loro possesso palla. Nei primi 25′ la squadra non mi è piaciuta per niente. Non siamo stati bravi a recuperare palla sulla loro rete fitta di passaggi e siamo stati fallosi in palleggio. La lotta salvezza coinvolge anche le squadre che sono a 14-15 punti. Sabato noi giochiamo a Catania e questa è una partita fondamentale per accorciare la classifica”.







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Adriano Galliani, alla fine di un rocambolesco Lecce-Milan, non riesce a gioire spensieratamente per la vittoria importantissima. Il pensiero del dirigente rossonero va alla prematura morte di Marco Simoncelli. Il 24enne era un tifoso del Milan e la notizia della sua morte ha sconvolto tutto il mondo sportivo. Galliani gli rende omaggio:
“Marco Simoncelli era un nostro tifoso ed un grande campione. Abbiamo appreso la notizia mentre eravamo in pullman, e siamo rimasti scioccati: sarebbe dovuto venire a Milanello a farci visita la prossima settimana. La cosa ci ha molto colpito, con Marco c’erano stati contatti anche negli ultimi giorni. Davanti ad una tragedia come questa commentare di aver subito tre gol nel primo tempo ci sembra banale”.
Poi passa alla partita e dà la colpa all’orario mattutino per i tre gol presi nel primo tempo:
“Ho una mia teoria: secondo me, è successo tutto per colpa del fuso orario. Chiederò alla Lega di non far giocare alle 12:30 la squadra che gioca in Champions di mercoledì, perchè non si dorme bene la notte dopo la partita. Poi il giovedì, il venerdì e il sabato ci si allena prestissimo e si dorme malissimo. Boateng? Lui è entrato nel fuso orario delle 13:30 e ha fatto bene (ride, ndr). A parte tutto è evidente che Boa ha spaccato la partita e anche Aquilani ha fatto bene, credo che una rimonta così non sia mai successa in trasferta, sicuramente non al Milan”.
Eusebio Di Francesco, tecnico dei salentini, stenta a credere nell’epilogo del match:
“È difficile parlare di una gara che nel primo tempo si chiude 3-0 e poi è ribaltata 4-3. Il Milan ha grande forza in fase offensiva ma non mi aspettavo questo epilogo. Volevo vedere una squadra più agguerrita anche nei minuti finali. Abbiamo cercato di modificare qualcosa in corsa, nel primo tempo abbiamo fatto una gara straordinaria. Nella seconda frazione di gioco abbiamo fatto una gara disastrosa perché abbiamo concesso molto, soprattutto sui calci piazzati. C’è rammarico, si fa fatica a commentare. Sembrava una gara perfetta e invece è diventata imperfetta”.




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Ha tentato l’avventura estera (Fenerbahce e Stella Rossa), fallendo. Ha girovagato da nord a sud, invano. E’ dai tempi di Foggia, il primo Foggia di quasi 20 anni fa che Zdenek Zeman riesce a far parlare di sé per la sua “presunta” lotta al sistema più che per i risultati sul campo. Retrocessioni ed esoneri, acclamato (più o meno) dalle folle al suo annuncio e poi salutato senza troppi rimpianti. Così l’anno scorso ha ricominciato, proprio dalla brutta parantesi a Belgrado, proprio coi satanelli, in Puglia, dalla Lega Pro. Un buco nell’acqua: va bene la squadra giovane, va bene tutto, ma il Foggia non è arrivato ai play-off. Un fallimento? Per il tecnico boemo non è stata colpa sua: “Io auguro alla società di andare avanti e di fare una squadra ancora più forte di quella di quest’anno. Abbiamo ricevuto troppi torti arbitrali, non cedo al sistema, ma ai risultati. Non me la sento di continuare“.
Così parlava neanche un mese fa quando, deluso dall’ennesima congiura ai suoi danni, aveva lasciato intendere che a 64 anni era giunta l’ora di dire definitivamente basta. Macché, incredibile ma vero ha ancora estimatori e addirittura Zeman sale di categoria: il Pescara, reduce da una buona annata in B con Eusebio Di Francesco (promesso sposo del Lecce), ieri sera ha raggiunto l’accordo con l’ex allenatore, tra le altre, di Lazio e Roma e così “il fustigatore per antonomasia del calcio nostrano” ritorna in pista: “Fumata bianca in casa Pescara: Zdenek Zeman è il nuovo allenatore dei biancazzurri. Nelle prossime ore tutti i dettagli” la nota del club abruzzese. All’Hotel Majestic in via Vittorio Veneto a Roma c’erano il presidente De Cecco, l’ad Sebastiani, il ds Delli Carri, il neo socio Renato Fezia e l’avvocato di fiducia Fraccastoro: nella tarda serata di ieri sera si sono sciolte le riserve. Che ne sarà del Pescara?