
Vargas
Secondo Sportmediaset potrebbe profilarsi un clamoroso scambio tra Fabio Quagliarella (28) e Juan Manuel Vargas (28). La Fiorentina potrebbe infatti cedere Vargas ed inoltre, come riportato dal sito “sportmediaset.it”, la Juventus sarebbe tanto entusiasta del neo arrivato Mirko Vucinic (28) al punto di considerare cedibile l’attaccante nativo di Castellamare di Stabia.
Almiron
Secondo quanto riportato dall’edizione odierna di Tuttosport sul centrocampista la contesa tra Catania e Bologna proseguirebbe da diverse settimane senza però al momento sviluppi o sbocchi eventuali che risolvano una situazione che diventa di giorno in giorno preoccupante per la società torinese che deve liberarsi del giocatore cercando di ricavare qualcosa anche dal cartellino pagato nell’estate 2007 ben 8 milioni di euro all’Empoli.
Alex
Stando a quanto riporta Sky Sport, la Juventus potrebbe a breve definire l’acquisto di Alex, ufficialmente fuori dai piani di Villas Boas, che gli preferirebbe Rolando. Alex è anche nel mirino del Bayern Monaco e potrebbe partire per 9 milioni di euro. (fonte tuttojuve)
Bruno Alves
Bruno Alves (29), difensore centrale dello Zenit San Pietroburgo, intervistato da Sky Sport, annuncia il proprio gradimento per un eventuale trasferimento alla Vecchia Signora: “Se dovessi andare in un’altra squadra, lo farei solo prima passando dalla mia. Dovrò parlare con il mio agente Jorge Mendes. La Juventus? Certo che mi piacerebbe, è uno dei migliori club al mondo ma non so nulla“.
Continua a leggere: Calciomercato Juve - Tutte le notizie e le voci di oggi - 9 Agosto 2011

La Juve abbandona momentaneamente Vinovo e si trasferisce nel cuneese per una quattro giorni di ritiro full-immersion; oggi è stata diramata la lista dei convocati e fa notizia l’assenza di Amauri, oltre a quella di Grosso. Per l’italo-brasiliano la conferma di un addio ai colori bianconeri: su di lui è in pole sempre il Parma, ma attenzione al Genoa e all’Olympique Marsiglia; più complicata la situazione dell’ex eroe dei mondiali tedeschi che nei giorni scorsi era stato accostato al Villarreal, oltre che negli Emirati Arabi Uniti più di un mese fa.
Questa la lista dei convocati in rigoroso ordine alfabetico: Barzagli, Bonucci, Branescu, Buffon, Chiellini, De Ceglie, Del Piero, Giandonato, Grygera, Krasic, Lichtsteiner, Manninger, Marchisio, Marrone, Matri, Motta, Pasquato, Pazienza, Pepe, Pirlo, Quagliarella, Ruggiero, Sorensen, Storari, Toni, Vucinic, Ziegler. A casa dunque anche De Silvestro, Martinez e Iaquinta, ma sebbene per niente certi di rimanere a Torino la loro esclusione è dettata da problemi fisici, così come quelli di Pepe la cui coscia però non preoccupa più di tanto lo staff medico dei bianconeri.
Intanto Antonio Conte acquisisce sempre maggior sicurezza quale allenatore della Juve, il timone è ormai saldamente nelle sue mani: ieri si è sgolato all’inverosimile in una giornata all’insegna del pallone, insistendo sul gioco di prima e sui cambi di gioco repentini. Ma anche lezioni di marcatura per i difensori e tiri in porta per gli attaccanti: “L’organizzazione da parte mia e del mio staff deve essere ai massimi livelli, dobbiamo proporre situazioni che servono a far crescere la squadra dal punto di vista fisico, tattico e comportamentale. La Juventus deve diventare squadra” le sue parole al sito ufficiale juventino.

Dopo un paio di mesi a guardare i compagni da lontano, Armand Traoré sabato scorso ha finalmente esordito con la maglia della Juve: terzino sinistro di spinta, nato a Parigi 21 anni fa, questo giovanotto dalla faccia pulita ha saputo aspettare, tenere duro affinché risolvesse le noie muscolari di questo inizio di stagione (ma un po’ più in generale della fin qui breve carriera) e contro la Roma ha avuto la soddisfazione di giocare per 45 minuti più recupero.
E’ un ragazzo serio, Traoré, soprattutto da quando si è convertito all’Islam e, per questo, ha addirittura tolto i tatuaggi che aveva; ora che il peggio sembra passato sarà importante vedere i progressi che potrà fare calcisticamente: fino ad ora il suo curriculum parla di un ragazzo bravo ma potenzialmente migliore, la scommessa di Marotta e soci (ma anche un po’ la sua lasciando Londra per Torino) è quella di avere a disposizione un laterale onesto in fase difensiva ma ficcante in quella offensiva. Per il momento rimane l’esordio e la sua felicità:
“Non mi aspettavo neanche di entrare, sono stato molto contento. I primi 20/25 minuti sono andati bene, poi ero molto stanco, ma la cosa più importante è stata non aver più avuto problemi fisici. Questi primi mesi per fortuna sono passati perché non sono stati affatto facili. Ora sto vedendo la fine del tunnel e spero che continui così”.
Continua a leggere: Juve, ecco Traoré: "Vedo la luce alla fine del tunnel"

La Juve non va oltre l’1-1 al Rigamonti, contro un Brescia aggressivo e ben organizzato che senza timori reverenziali ha cercato di impensierire i bianconeri, riuscendoci a più riprese. Partita non eccelsa ma comunque ben giocata, in cui l’agonismo ha sicuramente giocato il ruolo del protagonista, un match decisosi in appena 120 secondi: siamo poco dopo la metà della ripresa quando Quagliarella porta in vantaggio gli ospiti, passano due minuti e Diamanti pesca dal cilindro una magia delle sue, il gol del pari che fa esplodere l’impianto bresciano.
Nella prima frazione le emozioni, in ogni modo, non sono mancate; merito soprattutto delle Rondinelle che fanno del pressing e delle conclusioni fulminee, precise e da fuori il leit-motiv del match. Eder e Diamanti sono gli avanti bresciani coi piedi più caldi, è pronto Storari (anche se non sicurissimo) a respingere gli attacchi avversari; Caracciolo è impreciso. La Juve fatica a impostare gioco, sfrutta le fasce ma spesso è approssimativa, si affida dunque come gli avversari ai tiri dai 30 metri su cui Arcari, prima su Aquilani quindi su Sissoko, fa buona guardia. Da segnalare, sempre nei primi 45 minuti, anche la traversa dalla lunghissima di un ispirato Eder.
Le migliori foto di Brescia-Juve 1-1




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Non tutte rose e fiori, il day-after può a volte risultare alquanto indigesto: è quanto accaduto alla Juve il giorno dopo la preziosa e bella vittoria a San Siro contro il Milan, partita tutta da ricordare per la truppa bianconera per quanto riguarda il risultato, decisamente invece da dimenticare dal punto di vista medico. Usciti anzitempo per due acciacchi di natura differente, Paolo De Ceglie e Jorge Martinez aveva sin da subito preoccupato lo staff sanitario della società torinese; e i timori della primissima ora si sono rivelati fondati, dacché le visite specialistiche a cui si sono sottoposti domenica mattina i due giocatori hanno emesso prognosi molto molto preoccupanti.
Partiamo dal terzino, per De Ceglie botta con Bonera in un fortuito scontro di gioco e gran dolore al ginocchio: non solo contusione, al CTO di Torino è stata evidenziata la frattura della rotula, con conseguente applicazione di un apparecchio gessato e la probabilità di doversi sottoporre ad un intervento chirurgico nei prossimi giorni. Ricalcherà i campi da giuoco quanto meno a febbraio inoltrato. Per Martinez più o meno stessa sorte: frattura scomposta del secondo metatarso del piede sinistro, gesso anche per lui e intervento di osteosintesi fra pochi giorni. Bye bye 2010, tornerà per il girone di ritorno. E facendo due conti, questi non tornano a Gigi Delneri.
Per la partita contro il Salisburgo, giovedì prossimo per la quarta giornata di Europa League, il tecnico friulano dovrà fare a meno di mezza rosa: Buffon e Manninger (a proposito, venerdì scorso si era fermato anche l’austriaco, vittima di una distorsione alla caviglia destra, fuori un mese) per la porta, in difesa forfait di Grygera, De Ceglie, Traoré e Rinaudo (l’allarme per Chiellini sembra rientrato), a centrocampo Martinez, Lanzafame e Aquilani, in attacco Iaquinta e Quagliarella, con Amauri al rientro ma non ancora al top e lo stesso Del Piero che domenica mattina zoppicava leggermente e aveva abbandonato il rettangolo verde di San Siro col ghiaccio sul ginocchio. E contro il Cesena, prossimo impegno di campionato, mancherà di nuovo Krasic.
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Marcello Lippi non allena una squadra di club da tempo immemore, stagione 2003/2004 alla guida della Juve, un’annata negativa per la compagine bianconera che a maggio annunciò Capello e dovette affrontare, due mesi dopo, i preliminari di Champions League contro gli svedesi del Djurgardens. Poi solo Nazionale, per il biennio 2004-2006 con l’apice del Mondiale berlinese e, dopo due anni sabbatici, un’altra avventura mondiale con gli azzurri conclusasi però amaramente in Sudafrica. Bene, pare che Lippi abbia voglia di ritornare a fare il suo lavoro quotidianamente.
Così il suo nome negli ultimi giorni è circolato e non poco in seno ai tifosi di squadre che non se la passano benissimo, con conferme arrivate da quotidiani sportivi o testate giornalistiche online più o meno prestigiose. La meno confermata e, al contempo, meno verosimile è la possibilità che l’allenatore viareggino si sieda sulla panchina del Lione, col tecnico Puel che balbetta spaventosamente in Ligue One pur non facendo malaccio in Champions. Sirene anche da Roma, sponda giallorossa, con Ranieri che già dopo la sconfitta contro il Brescia cacciò gli artigli per scacciare il fantasma di Lippi.
Continua a leggere: Torna a circolare il nome di Lippi: accostato a Roma, Lione e Stoccarda

La seduta pomeridiana di allenamento della Juve, in vista della sfida con la Sampdoria, è stata interrotta oggi da una visita a sorpresa di Andrea Agnelli, il neo presidente si è presentato a Vinovo, in compagnia di Marotta e Paratici, per incontrare e incoraggiare la squadra e Mister Delneri. L’incontro è durato circa tre quarti d’ora, Agnelli ancora una volta ha voluto sottolineare la sua vicinanza al campo, caratteristica che mancava di sicuro a chi lo ha preceduto in questi anni di rifondazione post calciopoli.
Ma dall’incontro di oggi è emersa anche una novità importante che riguarda i due “esuli” Fabio Grosso e Hasan Salihamidzic. La società ha deciso che i due saranno reintegrati nel gruppo e hanno quindi sostenuto già da oggi l’allenamento insieme a tutti gli altri. Che l’isolamento non dovesse durare per tutta la stagione era però abbastanza chiaro ormai, alla ripresa degli allenamenti martedì scorso Felipe Melo aveva espresso la sua solidarietà nei confronti del terzino italiano ricordando davanti alle telecamere che si stava parlando comunque di un campione del mondo, alla Juve non sarebbe convenuto continuare a escludere due calciatori regolarmente a libro paga.
Continua a leggere: Grosso e Salihamidzic reintegrati nel gruppo di Delneri

Poche ore fa sembrava che Juventus e Milan dovessero chiudere due affari: l’arrivo di Marco Borriello a Torino in prestito e lo scambio alla pari fra Fabio Grosso e il georgiano Kaladze. Alla fine nessuna delle due operazioni ha avuto una felice conclusione. Sull’attaccante è pesata la volontà del Milan di cedere il cartellino a titolo definitivo, mentre la Juventus puntava al prestito. Lo scambio fra difensori reietti è fallito con tutta probabilità perché i bianconeri puntavano a non appesantire il monte ingaggi, ma Kaladze ha in essere un contratto ad una cifra superiore ai 2.5 milioni che percepisce Grosso e sembra intenzionato ad accettare un taglio dello stipendio solo per accasarsi al Genoa di Enrico Preziosi, dove avrebbe più possibilità di giocare da titolare.
All’uscita dalla sede del Milan il direttore generale Beppe Marotta ha dichiarato chiuso il calciomercato della Juventus che deve accontentarsi dell’ingaggio di Armand Traoré, terzino sinistro francese classe ‘89 in prestito dall’Arsenal. Quindi niente quinta punta, l’attacco rimane composto da Amauri, Del Piero, Iaquinta e Quagliarella, e niente quarto centrale di difesa.

Il Milan da segni di vita. Niente di spettacolare, ma comunque sussulti che non dispiacciono ai tifosi: dal Genoa arriva con la formula del prestito (con diritto di riscatto dell’intero cartellino) Kevin Prince Boateng. Giocatore dinamico che piace ad Allegri, lo abbiamo visto con la maglia della Nazionale ghaniana negli scorsi mondiali, balzato agli onori della cronaca la scorsa stagione per aver infortunato con un brutto fallo Micheal Ballack nella finale di Fa Cup tra il suo Portsmouth e il Chelsea di Carlo Ancelotti.
Doveva arrivare a Milanello nella giornata di domani, il giocatore però non ha saputo aspettare e già ieri sera era alla Malpensa. Oggi visite mediche e subito aggregazione alla squadra, andando a rinfoltire un centrocampo che appare comunque ancora da puntellare. Ritornando a Boateng, con molta probabilità lo vedremo all’opera già domenica prossima quando a San Siro si disputerà il consueto Trofeo Luigi Berlusconi. Allegri punta sull’ottimismo: “E’ una buona mezz’ala, molto dinamica, ha un buon piede e buona tecnica“. E anche quando gli si fa notare il calo di vendite di abbonamenti…
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Chi pensava che l’arrivo di Andrea Agnelli sarebbe servito a risanare totalmente la frattura tra i tifosi juventini e il club si sbagliava. Certo rispetto ai mesi scorsi l’atmosfera è molto più tranquilla, ma il tifo organizzato della Vecchia Signora è ancora vigile sull’operato della società e sul futuro della squadra. In queste prime settimane della nuova stagione non è mancato il calore nei confronti di giocatori e staff tecnico, oggi però, seppur in un’atmosfera di festa, si è registrata la prima vera forma di contestazione.
L’obbiettivo principale dei tifosi sono quei giocatori che stanno ostacolando il processori rinnovamento in atto, tutti coloro che stanno rifiutando sistematicamente la cessione. Durante l’allenamento di ieri a Varese è stato esposto uno striscione duro ed eloquente firmato dai gruppi Viking, Tradizione e Bravi Ragazzi, il testo è chiaro e senza nessun giro di parole: “A chi se ne deve andare ma vuole restare, un anno d’inferno faremo passare”.
Continua a leggere: I tifosi della Juve contro chi non vuole partire, contestati Camoranesi e Grosso