La Reggina di Breda stecca la seconda uscita casalinga dopo l’ottimo esordio di sette giorni fa: al Granillo è 1-1 contro il Grosseto, squadra ancora imbattuta e che con molta probabilità reciterà un ruolo di primo piano grazie alla saggezza e alla preparazione del suo allenatore Ugolotti. A Reggio Calabria partono più che bene i padroni di casa che trovano il vantaggio con un calcio di rigore realizzato da Fabio Ceravolo; risponde nella ripresa la squadra maremmana che giunge al pari grazie a un imperioso colpo di testa di Ferdinando Sforzini, al secondo gol consecutivo dopo la rete siglata a Bergamo contro l’Albinoleffe.

Finezze, quelle che decidono un campionato: giochi e soffri, sudi e giri l’intera penisola ogni domenica, alla fine basta un dettaglio per far cambiare tutto, ma proprio tutto. Sampdoria e Palermo sono due squadre uguali: zero sconfitte in casa per entrambe, stesso numero di ko esterni (nove), il bomber principe ha per tutte e due i team realizzato 19 gol (Pazzini e Miccoli), gli scontri diretti sia a Genova che a Palermo si sono conclusi 1-1 e, insomma, tutto s’è giocato sul filo del rasoio, una vittoria in più per i blucerchiati, un pareggio in più per i rosanero. Crocevia fondamentale della stagione delle due formazioni (e non solo loro) la sfida dell’Olimpico tra Roma e Sampdoria, novanta minuti che hanno deciso il campionato: doppio Pazzini e 1-2 dei liguri, scudetto all’Inter, Champions alla Samp (Tabellino Samp-Napoli 1-0 - Tabellino Atalanta-Palermo 1-2)
Oggi la matematica: si doveva vincere contro il Napoli in un Marassi gremito e alla fine vittoria è stata. Chi ha segnato per l’1-0 finale? Ma ovviamente lui, il Pazzo da Pescia (Pistoia), il numero 10 amato dai tifosi del Doria, il prossimo attaccante dell’Italia ai Mondiali sudafricani. Bravi i partenopei ad onorare il match, superlativo Storari a tenere la porta inviolata, alla fine standing ovation dello stadio tutto per Cassano e tre punti che vogliono dire Champions League per i padroni di casa, in un pomeriggio assolato di festa. E il Palermo? Grande match a Bergamo, coi siciliani che alla fine l’hanno spuntata: tridente giovane e sudamericano, vantaggio con Cavani (assist di Pastore, partecipazione di Hernandez), pareggio di Ceravolo, ancora Cavani sulla sirena (rigore). Anche all’Atleti Azzurri d’Italia emozioni e spettacolo, con Sirigu e Consigli sugli scudi. Due punti: una sciocchezza da milioni di euro. Quelli che incasserà la Samp, Zamparini mastica amaro.
Le foto della festa della Samp, gol di Pazzini e Champions League



Striker a Marassi: solito fan che vuole Cassano in Nazionale



Un sussulto in una assolata domenica pomeriggio, la Juve torna al successo non giocando la miglior partita stagionale contro una tignosa Atalanta, ma comunque offrendo una prova sostanzialmente diversa rispetto alle ultime, seppur infarcita dai soliti errori e da una condizione fisica non eccelsa. In vantaggio col nono gol stagionale di Del Piero, il primo su calcio di punizione, la Vecchia Signora ha accusato il solito calo di concentrazione sulla sirena della prima frazione e ha consentito ad Amoruso di portare il risultato in parità. Poi la ripresa, con gli uomini di Mutti desiderosi di mettere alle corde gli avversari che alla distanza escono fuori con orgoglio e col brio di Giovinco, fino a trovare il gol della vittoria col contestato Felipe Melo. Boccata d’ossigeno per i bianconeri, gli orobici accusano un brutto stop (Tabellino - Pagelle - Foto - Video).
Questa Juve ha abituato i suoi tifosi a partenze in quinta, non va così però oggi perché gli ospiti sono ben messi in campo e determinati a non concedere molto spazio agli avanti bianconeri; Tiribocchi e Amoruso sono mobili, ma la vera spina nel fianco per i ragazzi di Zac si chiama Jaime Valdes: il cileno salta sistematicamente Zebina e mette scompiglio nella non sempre impeccabile retroguardia avversaria. Il primo tempo non è bellissimo, ravvivato da una gemma di Del Piero dopo un paio di occasioni con Tiribocchi e Trezeguet; ma è il capitano juventino a far davvero sul serio con una punizione stratosferica dai trenta metri su cui non può nulla Consigli. Padoin, Peluso e Valdes cercano di scuotere i nerazzurri, ma è al 46° che si concretizza la rimonta orobica: dorme Grosso sul lancio di Padoin, Amoruso raccoglie e deposita in rete.
Le migliori immagini di Juventus - Atalanta 2-1




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Video: Sintesi, Youtube Atalanta - Inter 1-1 del 13 dicembre Serie A 16° Giornata





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Giornata stramba questa sedicesima di campionato, risultati sui generis a cui non può non aggiungersi questo pari tra Atalanta e Inter, un 1-1 tutto sommato meritato per gli uomini di Antonio Conte che con tenacia, grinta e intelligenza tattica hanno saputo contenere i campionissimi interisti e alla fine sono stati premiati con un punto che fa classifica. Gara non bellissima ma interessante, senza gli allenatori in panchina (entrambi squalificati, Mourinho non ha perso il suo aplomb mentre Conte ha praticamente fatto lo show nel box dov’era relegato), match a un certo punto condizionato dall’espulsione di Wesley Sneijder, a metà ripresa (Tabellino Atalanta - Inter 1-1 - Foto Atalanta - Inter 1-1 - Video Atalanta - Inter 1-1).
Dopo un avvio sprint dei padroni di casa, è bastato un lampo del Principe, al secolo Diego Milito, per mettere a tacere i vivi animi atalantini: è il quindicesimo quando l’ex genoano fa praticamente tutto da solo (aiutato anche da un paio di rimpalli fortunati) e batte Coppola con un preciso tiro sul primo palo. Il cuore della Dea serve a collezionare calci d’angolo, Ceravolo e la sua verve costringono i difensori interisti a non abbassare mai la guardia, quando la buona sorte sembra sorridere ai bergamaschi ci pensa Julio Cesar a sventare i pericolo per l’undici milanese (grande parata su deviazione di Cambiasso nella propria porta). Prima del riposo Balotelli prima e Senijder poi sfiorano il raddoppio.




La Cronaca della partita. Le Foto della partita.
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Dieci gol: tanti se ne sono visti nell’anticipo serale del dodicesimo turno di Serie A, una spumeggiante Atalanta-Juve che nel secondo tempo ha fatto divertite tifosi e spettatori imparziali (Fotogallery). Sette le reti regolari, tre quelle annullate, alla fine il risultato è di 2-5 per la Juve che espugna l’Azzurri d’Italia con una partita bella e senza fronzoli, giocata a viso aperto e in cui i nerazzurri di casa, a dire il vero, non hanno lesinato impegno e coraggio. Primo tempo abbastanza soporifero rinvigorito dai due lampi juventini, o meglio “Camoranesiani“: doppietta dell’oriundo e tutti negli spogliatoi. Nella ripresa valzer del gol: da Ceravolo a Melo, da Valdes a Diego, fino a Trezeguet. Tre punti per la Juve, ottimo calcio in quel di Bergamo.
Ferrara ripropone il solito schema trapezoidale, Giovinco è recuperato, Trezeguet unica punta (a tutti gli effetti), in difesa c’è Caceres a destra, per il resto solito undici con Poulsen necessariamente titolare (ma il danese sta guadagnandosi il posto) nel centro del campo. Conte sfodera uno schema aggressivo, col solo Guarante vero combattente e disturbatore del centrocampo; per il resto Tiribocchi e Doni avanzati, il resto della parte mediana del campo affidata ai vari Ceravolo, Valdes e Padoin, non proprio gente di contenimento. La partita non è bella, benché intensa, nei primi 20 minuti la sola emozione la regala Tiribocchi con un sinistro di poco fuori. La Juve amministra e soffre il pressing avversario, gli orobici sono aggressivi e pare abbiano la partita in mano. Ma dopo il gol annullato, giustamente, a Trezeguet, i nerazzurri capitolano.
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Nelle partite di fine stagione spesso le motivazioni differenti delle squadre fanno scaturire risultati che qualche giornata prima non sarebbero successi: come è possibile che il Torino, mai vittorioso in trasferta quest’anno, espugni il San Paolo (teatro delle capitolazioni di Inter e Juve)? O che la Reggina metta sotto un Cagliari, di solito sempre battagliero? I complottisti avranno da ridire anche quest’anno, certo è che le tre sfide “calde” per non retrocedere quest’oggi sono state belle e spettacolari, non propriamente “pilotate“. Partiamo proprio dal Toro che se ha portato a casa i tre punti deve ringraziare san Sereni.
Sotto di un gol a fine primo tempo (rete di Pià al primo tiro in porta per i partenopei), nella ripresa i granata hanno tentato in tutti i modi di ribaltare il risultato: ok, è vero, la marcatura di Cannavaro sul gol del pari di Bianchi era alquanto leggerina, ma è pur vero che la punizione dell’1-2 di Rosina è stata davvero bella. Mannini, esterno dei partenopei, è stato l’ultimo ad arrendersi: suo il tiro che ha impegnato Sereni (con Datolo e Denis incapaci di metterla dentro sulla respinta), suo il cross che ha chiamato il portiere torinista a un altro grande intervento. E ancora Sereni ha compiuto alla scadere un miracolo sulla deviazione di Stellone nella propria porta.
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Nella notte di Champions, il calcio italiano non s’è fermato a guardare il ritorno nel calcio che contra di Juve e Fiorentina: sui campi di Reggio Calabria, Catania e Siena si sono svolti gli anticipi del quarto turno di Coppa Italia, tre partite che hanno sancito l’eliminazione rispettivamente di Cagliari, Padova e, appunto, Siena. Al Granillo i padroni di casa rifilano 4 sberle ai sardi allenati da Allegri, in partita fino al riposo e poi, nella ripresa, in balia degli scatenati Ceravolo e Brienza. Sono loro due a segnare a una doppietta a testa, utile a fissare il risultato sul rotondo 4-0 per la Reggina: i calabresi ora affronteranno l’Udinese agli ottavi.
Al Massimino il Catania di Zenga si mette alle spalle le polemiche scaturite all’indomani della partita con l’Inter e affronta il Padova, giustiziere del Chievo al terzo turno. Seppur con una squadra infarcita di rincalzi, gli etnei non mancano l’opportunità di qualificarsi agli ottavi, dove ad attenderli ci sarà la Juve; anche questo match è finito con un rotondo 4-0 grazie ai gol di Dica, Sabato e due volte Morimoto. Esordi in Italia per il portiere Kosicky e per l’esterno Llama. Da segnalare le contestazioni dei supporters di casa ai danni di Maroni, “immischiatosi” nella vicenda Lo Monaco.
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