Lecce - Juventus 0-1 | Video Gol e Highlights Serie A
8 Gennaio 2012 - La Juventus di Antonio Conte tiene il passo del Milan e rimane in testa alla classifica della Serie A insieme ai rossoneri. I bianconeri sono reduci da un mini-ritiro invernale a Dubai con carichi notevoli per affrontare al meglio l’ultima parte della stagione e si nota un certo calo contro i salentini disperatamente a caccia dei tre punti. La squadra di Cosmi non demerita, anche se è poco pericolosa quando arriva negli ultimi 20 metri, ma raccoglie l’ennesima sconfitta.
Si rivela decisivo Alessandro Matri. La punta aveva subito una bocciatura da Conte che gli aveva preferito dal primo minuto Quagliarella proprio a pochi giorni dall’acquisto di Marco Borriello, ma il colpo subito dall’attaccante napoletano con conseguente frattura dello zigomo, gli consente di entrare e di farsi trovare pronto quando c’è da spingere in porta da due passi una goffa respinta di Benassi su tiro di Vucinic. Nel secondo tempo la Juve non chiude il discorso (il più attivo risulta ancora Vucinic), ma se si esclude un diagonale ravvicinato dell’ex Pasquato non rischia mai concretamente di subire il pareggio beffa.
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Con un destro rasoterra che finisce all’angolino basso Fabio Quagliarella firma la vittoria della Juventus nell’amichevole contro il Chivas. A Raleigh, nell’ultima sfida estiva in terra americana, i bianconeri sono apparsi un po’ imballati. Tuttavia, nonostante la forma fisica non ancora al top, la squadra allenata da Conte ha concesso pochissimo agli avversari.
Il tabellino
JUVENTUS- CD GUADALAJARA 1-0
RETI: 12’ p.t. Quagliarella JUVENTUS
Storari; Motta (24’ s.t. Grygera), Barzagli (43’ s.t. Sorensen), Bonucci (24’ s.t. Chiellini) , Ziegler; Pepe (12’ s.t. Krasic), Pazienza (22’ s.t. Marrone), Marchisio (15’ s.t. Pirlo), Pasquato (12’ s.t. Immobile); Quagliarella (24’ s.t. Del Pero), Toni (24’ s.t. Matri)
A disposizione: Buffon, Manninger, Lichtsteiner, De Ceglie, Giandonato, De Silvestro
Allenatore: Antonio Conte
CD GUADALAJARA
Michel Luis (12’ s.t. Hernandez); De Luna (19’ s.t. Gallardo), Araujo (19’ s.t. Ledesma), Magallon (24’ s.t. José Luis), Ponce (30’ s.t. Sanchez); Mejia (24’ s.t. Mora), Esparza (30’ s.t. Nava), Arellano (12’ s.t. Salazar), Fabian (12’ s.t. Tostado); Baez (12’ s.t. Fierro), Medina (12’ s.t. Casillas)
A disposizione: Solorio
Allenatore: Jose Luis Real
ARBITRO: Kadlecik

Ventinove giugno, la Juve senza coppe già riparte: oggi a Vinovo è cominciata ufficialmente la stagione bianconera, seppur a ranghi che dire ridotti è forse già tanto. Già, perché nel ritiro di Bardonecchia che comincerà tra otto giorni la società vuole che anche i reduci da infortuni importanti siano in uno stato di forma accettabile, così Quagliarella, De Ceglie e Martinez hanno accorciato le vacanze di una settimana. Ovvio ci fosse pure Antonio Conte, carico più che mai:
“C’è grande voglia di ricominciare, non solo da parte mia, e questo è importante. Ci vuole entusiasmo, dobbiamo ritrovare lo spirito da Juve. Dopo le telefonate a tutti i ragazzi sono molto rasserenato. Ho trovato tutti disponibili e arrabbiati per l’esito dell’ultimo campionato. Questa è una buona base, ma ora dalle parole dobbiamo passare ai fatti”.
Sul mercato bianconero, fino ad ora caratterizzato dall’arrivo di tre parametro zero e Lichsteiner il trainer salentino ha una sua personalissima opinione; soprattutto su chi già è stato ufficializzato:
“Questi giocatori sono stati presi in accordo con la dirigenza. Per Pirlo c’è poco da presentare, ha qualità tecniche importanti, ha voglia di rivalsa dopo una stagione con tanti infortuni. Sa cosa vuole dire vincere e soprattutto sa come si fa. Pazienza mi ha impressionato nel Napoli per come copriva il centrocampo insieme Gargano. È umile, determinato, ci mette ferocia e determinazione, darà un ottimo apporto. Anche Ziegler arriva da un’annata non felice. Ha un buon piede e una buona corsa. Ci sarà da lavorare con tutti dal punto di vista tattico, dovremo suonare uno spartito che sarà uguale per tutti”.
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Il budget della Juve
Il 23 giugno si riunirà il Consiglio d’Amministrazione presieduto da Andrea Agnelli per deliberare l’aumento di capitale. Secondo “Tuttosport”, la proprietà metterà a disposizione della società una cifra tra i 100 e i 120 milione, ai quali si aggiungeranno 70 con diverse alchimie finanziarie. Cifra però che non sarà utilizzata solo per la prossima stagione, ma per il quadriennio 2011-2015. Il budget per la prossima campagna acquisti non sarà pertanto faraonico, ma sarà sui 50 milioni. La bravura di Marotta consisterà nel saper vendere i giocatori che non fanno più parte del progetto bianconero.
Fabio Quagliarella
Luca Pasquaretta, inviato a Torino de Il Mattino, ha commentato la situazione relativa all’attaccante campano (intervista ripresa rilasciata da Marte Sport Live e ripresa da Tuttomercato): “Quagliarella verrà riscattato, anche se Marotta chiederà uno sconto per l’infortunio. Poi ci sono Iaquinta e Amauri, due giocatori da Napoli ma che guadagnano molto, non so se la società partenopea può garantirgli un ingaggio di un certo tipo. Ci sono interrogativi sulla loro continuità, non sull’aspetto tecnico, quindi bisogna vedere se possono far parte del progetto ‘Juventus”
Gokhan Inler
Ancora Luca Pasquaretta sul centrocampista di proprietà dell’Udinese:
“Inler?18 mln è una bella cifra per un centrocampista. Conte ha visto un’incompatibilità per caratteristiche tra lo svizzero e Pirlo. Il tecnico vuole un ‘mastino’ vicino all’ex milanista. La Juve sta trattando Diarra, e poi c’è Pazienza che si ritaglierà il suo spazio. Sottolineo che l’ex Napoli serve a completare il reparto. Io credo che Inler non dica la verità. L’accordo con i bianconeri ormai c’è da parte del giocatore e, se non ci fosse stato Conte, probabilmente sarebbe già un calciatore juventino. La Juventus non ha mai offerto 18 mln per il giocatore, l’Udinese è una gioielleria molto cara, ci sono troppi soldi in più che vengono chiesti per giocatori che valgono di meno. Non si può pretendere un 35 mln per un Sanchez che è ancora molto giovane, è troppo”.
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Domenica sera si giocherà un’inutilissima Juventus - Napoli: merito, si fa per dire, della posizione in calendario, ultima giornata e giochi già decisi (sì, la Roma almeno un punto in casa contro la Sampdoria lo fa!). E allora ci volevano le parole di Fabio Quagliarella, ex di lusso che però non farà parte della partita, ad infiammare la vigilia; il centravanti di Castellammare di Stabia ha deciso di togliersi, tramite Sky Sport, alcuni sassolini che gli sporcavano il cammino da quasi un anno:
“Su di me s’è detto di tutto a Napoli, migliaia di falsità e cose non belle. Dopo un anno è giusto parlarne: far sapere ad esempio che durante il Mondiale mi avevano venduto al Rubin Kazan, mi avevano tradito. Tutti i dirigenti dicevano che loro valutavano una proposta, dopo avermi detto di trovare squadra. Cose mai state dette da me. Si diceva poi che arrivavo tardi agli allenamenti e che litigavo coi compagni: chiedete ai miei compagni di questi dieci anni, io sono un tipo allegro a cui si vuole bene. Ogni cosa era colpa mia: mi squalificavano e non facevano neanche ricorso. La società ha fatto una cosa brutta: se dovevo andare via, non andavo certo al Rubin Kazan, così ho scelto la Juve. La Società mi ha buttato in pasto alla piazza, in pasto ai lupi: la verità è questa, hanno detto cose cattive gratuite”.
Così Quagliarella, ora che sente vicino il riscatto alla Juve, manda messaggi d’amore alla sua attuale squadra: “Ho dovuto pensare alla mia carriera: la gente e il club alla Juve ha puntato su di me, anche durante l’infortunio. Ho sentito il loro affetto“; pur non dimenticando quel pizzico di diplomazia che da sempre lo contraddistingue: “Una volta che noi eravamo fuori dai giochi, sono stato contento sia stato il Napoli a raggiungere la Champions. Chiudo qui, coi complimenti per un grande risultato“.

Fasi iniziali di Juve - Parma, è il 6 gennaio del 2011: Fabio Quagliarella, maggior cannoniere della Juve fino a quel momento, mette male il ginocchio destro al terzo minuti di gioco, i legamenti fanno crack. Stagione finita? Pare proprio di sì: l’attaccante di Castellammare di Stabia è al suo primo vero infortunio in carriera, la diagnosi è di quelle serie, operazione e fisioterapia. Però l’ex Udinese e Napoli, dopo lo scoramento iniziale, si rimbocca subito le maniche e inizia a lavorare; dopo cinque mesi si allena in campo e col pallone, un paio di presenze prima della fine della stagione sono una eventualità per niente remota:
“Il ritorno in campo per me avrebbe il sapore di un nuovo esordio. Sperando innanzitutto che vada bene e, magari, con la possibilità di fare un gol. Come vorrei che fosse? Con un rimpallo sul ginocchio operato. Sarebbe il modo migliore per mandare via tutti i pensieri di questi mesi. Ora sto benone. Ho finito la fase riabilitativa e ho ripreso a lavorare sul campo. In questo momento riesco a fare quasi tutto, quindi corro e calcio senza problemi. È una vera e propria fase di preparazione visto che fisicamente sono sotto zero, normale dopo tre mesi di inattività. Poter tornare a toccare il pallone mi ha dato sensazioni stupende. Il momento più difficile è stato all’inizio, quando mi sono sentito cadere il mondo addosso e intorno sentivo che si parlava di stagione finita. Poi, con il passare del tempo, le cose sono migliorate. Ogni nuovo esercizio è un passo avanti, ogni reazione positiva del ginocchio è un motivo di soddisfazione e un’ulteriore carica per proseguire”.
Un’ottima notizia per il popolo bianconero che sin da subito si è affezionato a Quagliarella, autore in pochi mesi di Juve di prestazioni ottime e di gol pesanti. La Juve che verrà avrà, di certo, bisogno di lui.

Philippe Mexes a 29 anni si trovava a un bivio importante della sua carriera: non rinnovato il contratto con la Roma, doveva decidere dove continuare a giocare. A fine marzo il francese aveva dichiarato che l’Italia era la sua priorità assoluta, non avendo però ancora deciso la destinazione; le indiscrezioni, fitte e alquanto fondate, parlavano di Milan che gli avrebbe offerto un quadriennale. Già, ma vale ancora tutto questo dopo la partita di ieri sera tra giallorossi e Juve? Sul finire di primo tempo Mexes ha subito, da solo, una distorsione al ginocchio sinistro.
Rimasto stoicamente in campo, finanche nei primi 5 minuti della ripresa, ha alla fine alzato bandiera bianca sistemandosi, con tanto di borsa col ghiaccio, in panchina. Appuntamento al Gemelli questo pomeriggio dove avrebbe svolto più approfonditi esami diagnostici; che sono stati impietosi, come recita il comunicato ufficiale del club capitolino:
“L’A.S. ROMA S.P.A. rende noto che il calciatore PHILIPPE MEXES, a seguito del trauma distorsivo di ginocchio sinistro riportato nel corso della gara di Campionato A.S. Roma - F.C. Juventus, è stato sottoposto nel pomeriggio di oggi ad accertamenti clinico strumentali. Gli esami effettuati hanno evidenziato la lesione del legamento crociato anteriore, che necessita di correzione chirurgica, la cui sede e i cui tempi di esecuzione saranno valutati nel corso delle prossime ore”.
Dai 4 ai 6 mesi di stop, rivedremo Mexes in campo all’inizio della prossima stagione. Cosa cambia, se cambia qualcosa, nei piani di mercato di chi voleva puntare su di lui per rinforzare la difesa? Si sa, gli infortuni sono la parte imponderabile del calcio e spesso condizionano il mercato: Quagliarella e il suo crack al ginocchio avevano fatto vacillare, sulle prime, la dirigenza juventina circa un suo riscatto; anche l’approdo di Matri in bianconero fu fatto in fretta col giocatore che aveva detto a Cellino: “Ora c’è l’occasione, e se mi infortuno da qui a giugno?”. Sarà una estate dura per Mexes, chissà se il Milan si prenderà carico della sua completa riabilitazione.

Rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro: stessa, identica diagnosi sia per Walter Samuel, difensore dell’Inter, che per Fabio Quagliarella, attaccante della Juve. Al nerazzurro cedette il ginocchio il 6 novembre scorso nella gara casalinga contro il Brescia, il puntero napoletano invece si procurò l’infortunio esattamente due mesi dopo, giorno dell’Epifania in casa contro il Parma. Ebbene, dopo settimane di sofferenza per entrambi il tunnel pare inondarsi di una certa luce, con Quagliarella che dopo due mesi e mezzo già corre, fa cambi di direzione e calcia il pallone. Un vero record che potrebbe farlo tornare in campo già a fine aprile, per disputare le ultime quattro partite di campionato.
Solo 4 mesi, dunque, per recuperare da uno degli infortuni più tignosi che possano capitare a un giocatore: come diavolo ha fatto il Quaglia? Così parlava il 9 marzo scorso:
“Mi mancano gli allenamenti, i compagni di squadra, il pallone, il ritiro prepartita. Sto alla grande, il ginocchio reagisce bene a tutti i lavori, procede bene. Era il mio primo intervento, non sapevo come potesse reagire il ginocchio, quindi era tutto un punto interrogativo nella mia testa. Piano piano, però, vedi i miglioramenti giorno dopo giorno e ti rassereni un po’. Sono sempre concentrato sul ginocchio, sulle sensazioni che provo nel fare determinati gesti - percepire se c’è qualcosa che non va, oppure spingere sempre di più -, però fortunatamente sono tutte sensazioni positive fin adesso. L’infortunio era scritto nel mio destino. Questo è un ostacolo da superare con carattere. La mia fortuna è quella di poter contare su uno staff medico competente, che mi segue quasi 24 ore su 24. La mia fortuna è che sto in una delle migliori società, non solo in Italia, ma anche in Europa e nel mondo”.
Felice, per non dire raggiante, anche Walter Samuel il cui rientro in campo è vicino a quasi sei mesi dall’intervento. Lo stopper argentino è consapevole che la sua squadra viaggia a mille e che Ranocchia sta sostituendolo a menadito, lui comunque non vede l’ora di ristabilirsi al cento per cento:
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Nell’era dei reality show e delle telecamere onnipresenti nella vita quotidiana non poteva mancare il diario filmato della riabilitazione di un calciatore professionista. E’ il caso di Fabio Quagliarella, infortunatosi il 6 gennaio scorso, durante Juventus-Parma (1-4), quando si procurò la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro. Il video è accompagnato da brani come Money dei Pink Floyd, ma anche dalla più pacchiana Eye of Tiger dei Survivor (una delle canzoni del film su Rocky Balboa).
L’attaccante bianconero sta procedendo a grandi passi verso il recupero anticipato (la sua concreta speranza è di scendere in campo addirittura ad aprile) e si è esibito nelle vesti insolite di paziente, che descrive passo dopo passo la sua vicenda sanitaria e intrattiene i virtuali tifosi con spiegazioni dettagliate e sorrisi. Il video è stato diffuso sul sito della Juventus, mentre la sua versione integrale è riservata solo agli utenti della categoria “member”, i tifosi speciali che hanno acquistato la card della società.
Quagliarella corre già sul tapis-roulant: “Mi mancano gli allenamenti, i compagni di squadra, il pallone, il ritiro prepartita. Miglioro giorno dopo giorno. Sono molto concentrato sul mio ginocchio, per adesso ho solo sensazioni positive. L’infortunio era scritto nel mio destino. Questo è un ostacolo da superare con carattere. La mia fortuna è quella di poter contare su uno staff medico competente, che mi segue quasi 24 ore su 24. La Juve è una delle migliori società in Italia, in Europa e nel mondo“.
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Mentre si dibatte abbondantemente sul terzo gol di Edison Cavani, che dalle parti del Corriere dello Sport hanno rilanciato come un presunto “colpo dello scorpione”, è in realtà un altro il particolare che è sfuggito a tutti nel finale di Napoli - Juventus. Una provocazione, ancora più forte perché proviene da un calciatore e non da un tifoso, per il grande traditore e grande assente della partita di ieri: Fabio Quagliarella.
Il napoletano, ma ex giocatore del Napoli, era l’uomo più atteso sia perché giocatore più in forma fra i bianconeri sia perché odiatissimo dai sostenitori partenopei dopo il passaggio shock nel calciomercato estivo alla Juventus. Il grave infortunio al ginocchio l’ha tenuto lontano da un San Paolo che non vedeva l’ora di accoglierlo (eufemismo) e che aveva preparato un enorme maglia della Juve con il numero 71, il numero che nella smorfia napoletana sta per “traditore” (o se preferite per Ommo ‘e Merda). Il clima di nervosismo registrato attorno a questa gara è stato senza precedenti, basti citare il caso di Vincenzo Ricchiutti, giornalista, juventino e napoletano, epurato dal sito Tuttojuve dopo un editoriale provocatorio (ma certamente non “razzista, becero e idiota“), dopo le proteste di colleghi/tifosi del Napoli.
Tornando a noi, non è certamente strana la coreografia della Curva B, d’altra parte anche i tifosi bianconeri usavano il 71 per dare del traditore a Fabio Cannavaro, in quel caso ancor più paradossale “cavallo di ritorno” alla Juve dopo l’esperienza al Real. Sicuramente diverso è quel “2″ aggiunto alla maglia d’allenamento del Matador Cavani che abbiamo notato (per ora non registrato da altri media) per far diventare “27” il suo numero




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