Un buon numero di calciatori della serie A non ha ancora prolungato il contratto con la propria squadra di appartenenza. Alcuni di essi farebbero comodo a molte squadre, a partire dal macedone Goran Pandev. Ma è probabile che l’ormai ex attaccante della Lazio si accaserà all’Inter già da gennaio (Mourinho non ha mai nascosto il suo desiderio). Per Vieira questa potrebbe essere l’ultima stagione in nerazzurro: i piccoli screzi il tecnico portoghese costituiscono più di un segnale. (Lista completa)
Sculli, molto legato alla piazza ligure, è uno dei calciatori più interessanti della lista e appare tuttora difficile un divorzio dal Genoa. Bresciano e Simplicio dovrebbero rinnovare con il Palermo (anche se con Zamparini tutto può succedere), mentre Barreto del Bari è già adocchiato da 3 o 4 squadre. Criptica la situazione ed il futuro di Cassetti e Taddei nella Roma. Dida potrebbe restare a Milano dopo le ultime convincenti prestazioni. Particolare la situazione della Lazio che dopo aver accantonato Ledesma e Pandev si ritrova con altri 4 giocatori in scadenza, oltre al macedone (Baronio, Brocchi, Dabo e Siviglia).
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Dopo il pareggio casalingo con il Bologna, la Juve spreca la seconda occasione per conquistare la testa della classifica. Ciro Ferrara incappa nella prima sconfitta da quando siede sulla panchina bianconera, accade per merito di un Palermo in grande serata. La squadra di Walter Zenga ha disputato una partita meravigliosa e alla fine dei novanta minuti la vittoria per 2-0 gli va anche stretta, i rosanero hanno infatti creato tantissime occasioni da gol, Miccoli ha colpito un palo e Pastore è stato fermato per un fuorigioco inesistente, in offside c’era però il piccolo attaccante pugliese. Di Cavani e Simplicio le firme sui gol che decidono l’incontro (Le Foto di Palermo - Juventus 2-0 - Il Video di Palermo - Juventus 2-0).
Palermo in campo con Miccoli e Cavani avanti, Pastore a sostegno. In porta confermato il giovane Sirigu. La coppia d’attacco juventina è invece formata da Amauri e Iaquinta, dietro il solito rombo con vertice alto occupato da Diego, in campo dal primo minuto anche Poulsen al posto dell’assente Marchisio. I padroni di casa partono subito forte, al pronti via Cassani scende sulla destra e mette dentro una palla che nessuno però raccoglie. Nei primi minuti della gara i bianconeri sembrano però essere in partita e spingono gli avversari nella propria metà campo. Sirigu fa venire i brividi ai tifosi quando effettua un disimpegno prima in dribbling su Amauri e poi con un pallonetto su Camoranesi.

Se c’è una piazza pregna di euforia, che guarda al futuro con estremo ottimismo e che fatica a stare coi piedi per terra il suo nome è Palermo: i rosanero hanno effettuato un pre-campionato perfetto vincendo praticamente sempre, hanno puntellato la squadra giusto un po’ (Rubinho in porta, il rumeno Goian in difesa e gli argentini Bertolo e Pastore per la manovra offensiva) e sabato scorso hanno pure passato il primo turno di Coppa Italia battendo al Barbera per 4-2 la Spal. Con un presidente ambizioso come Maurizio Zamparini e con un allenatore altrettanto desideroso di grandi cose come Walter Zenga, beh, allora sognare diventa quasi un obbligo.
Contro i ferraresi non era iniziata benissimo: in vantaggio gli ospiti con Laurenti, è durato una manciata di minuti il sogno dei romagnoli, puniti da un super Miccoli: il salentino ha prima pareggiato i conti su calcio di rigore, quindi ha portato in vantaggio i rosanero appena 2 minuti dopo. Nella ripresa Simplicio e Cavani, grandi giocate di Pastore ed esordio in un match ufficiale anche per Bertolo, alla fine la prima uscita stagione del club siciliano è servita per accrescere ancor di più l’ego di questa squadra. Walter Zenga, meno di un mese fa, fece scalpore per le sue dichiarazioni: vogliamo vincere lo scudetto, disse.
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Sankt Veit an der Glan, cuore della Carinzia, Austria: è qui che il Palermo di Walter Zenga sta preparando la nuova stagione, provando schemi e cementando il gruppo, disputando amichevoli e lasciando che cresca l’euforia tra i tifosi rosanero. Perché se l’Uomo Ragno ha già fatto il suo in tal senso (dichiarando che la sua squadra punta allo scudetto), ci stanno pensando i nuovi acquisti argentini ad infiammare i sogni dei siciliani: Javier Pastore e Nicolas Bertolo ieri hanno giocato il secondo tempo della sgambata contro il Villacher e hanno letteralmente mandato in sollucheri il presente Maurizio Zamparini.
Terminata la prima frazione 3-0 (con gol di Bovo, Balzaretti e Mchedlidze), nella ripresa Zenga ha rivoluzionato la squadra affidando l’attacco proprio a Pastore, per la prima volta con la maglia rosanero indosso, ed Hernandez, con Bertolo a rifinire. E dopo soli 3 minuti quest’ultimo ha lanciato il giovane uruguiano messo giù dal portiere, rigore e subito gol per Pastore. Che poi ha regalato dribbling da favola, tocchi di fino, corsa e assist al bacio. Come quello a Succi per il quinto gol. Le altre tre reti sono state siglate ancora da Succi, da Miccoli e da Simplicio, fissando il punteggio sull’8-0.
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Il Milan non stecca l’operazione sorpasso e approfitta del mezzo passo falso della Juventus a Reggio Calabria, portandosi al secondo posto della classifica e riducendo temporaneamente il distacco dall’Inter (-7 in attesa di Napoli-Inter). Sono in salute gli uomini di Ancelotti e lo dimostrano i 3 goal rifilati al Palermo: un parziale che avrebbe potuto assumere dimensioni più ampie. Nel bel pomeriggio rossonero spicca il 150esimo goal in serie di Filippo Inzaghi e il 62esimo goal in campionato dell’attacco milanista, il più prolifico della serie A. (Foto)
Ancelotti schiera il cecchino sempreverde davanti a Seedorf e Kakà, Ballardini, senza timori reverenziali, inserisce in attacco Cavani e Miccoli supportati da Simplicio. L’avvio del Milan è veemente e al decimo minuto un rigore trasformato da Kakà (fallo su Ambrosini) imprime il primo marchio della partita. Passano solo nove minuti e i lombardi, con il solito e impagabile Pippo Inzaghi raddoppiano: cross di Ambrosini e incornata vincente di SuperPippo. Partita già archiviata con un orecchio alle radioline per captare notizie da Reggio Calabria.
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Il Palermo torna al Renzo Barbera dopo la severa umiliazione subita nel derby dal Catania, la tonda sconfitta per 4-0 era già stata dimenticata la settimana scorsa a Firenze, ma la voglia di far bene davanti ai propri tifosi era tanta. Per contro il Lecce arriva in Sicilia con il nuovo allenatore De Canio alla ricerca di punti pesanti per la salvezza. Dopo novanta minuti prevalgono i padroni di casa per 5-2, inutile la doppietta di Tiribocchi, i salentini sono seppelliti dalla doppietta di Cavani e dai gol di Simplicio, Miccoli e Kjaer.
Il festival del gol inizia dopo appena undici minuti, Vives trattiene Cavani in area e per Dondarini non ci sono dubbi: è rigore. Sul dischetto non va Miccoli, salentino doc, e tocca quindi allo stesso uruguayano battere Rosati. Il Lecce indovina la reazione e riesce a pareggiare i conti dopo soli otto minuti, il danese Kjaer difetta nel rinvio, Castillo si avventa sul pallone e serve Tiribocchi che supera Amelia. L’equilibrio dura novanta secondi, tanto ci mette il Palermo a tornare in vantaggio, cross di Balzaretti e pasticcio di Rosati, Simplicio ringrazia e mette in fondo al sacco.
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In questo campionato solo l’Inter aveva tenuto inviolata la propria porta in casa dei viola così come solo il Lecce aveva espugnato l’impianto fiorentino: in un solo colpo il Palermo non subisce reti e fa bottino pieno, battendo i ragazzi di Prandelli con un secco 0-2 su cui non si può dire nulla. I siciliani, reduci dalla batosta interna contro il Catania e senza gol da un mese, sono solidi in difesa e guizzanti in avanti, guidati dalla solita maestria di Liverani e pungenti in avanti con Cavani, Miccoli e Simplicio. La firma sulla gara la mettono proprio questi ultimi due, a inizio ripresa; i padroni di casa incapaci di reagire incassano il ko e fanno un favore al Milan, ora più saldamente al terzo posto. (Video)
Schemi più o meno speculari quelli scelti dai due allenatori: Prandelli riabbraccia Jorgensen e lo piazza dietro Mutu e Gilardino, Ballardini invece non cambia niente dando fiducia a Simplicio alle spalle di Cavani e Miccoli. A Montolivo e Liverani il compito di ispirare, Dainelli e Gamberini i difensori viola, Carrozzieri e Bovo quelli palermitani; in porta gli ottimi Frey e Amelia. La Fiesole fa la pace col suo allenatore, la Fiorentina cerca di ripagare l’appoggio partendo bene; Jorgensen dopo 5 minuti colpisce il palo, Gilardino sbaglia a pochi passi da Amelia.
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