
Sbagliare è umano, perseverare è diabolico: passi l’errore grossolano sul tiro da distanza siderale di Muntari dell’Inter, va bene anche la doppia incertezza contro la Juve, ma il terzo errore (e di nuovo al Ferraris sotto gli occhi dei tifosi del Genoa) di Eduardo potrà costare davvero caro al portiere della Nazionale portoghese. Strana la vita, ma forse è più giusto asserire che ad essere strambo è il calcio; era arrivato nel capoluogo ligure coi riflettori puntati addosso, voglia a mille di fare bene e la promessa di proteggere la porta del Grifone nel migliore modo possibile. Amelia? Dimenticato ancor prima di lasciare Genova, Eduardo portava con sé un biglietto da visita da star sicuri di non correre rischi.
Sei milioni per il suo cartellino o contratto pluriennale? Nessuna paura per il direttore sportivo genoano Capozucca, insomma Eduardo veniva da una stagione superlativa col Braga: miglior difesa e qualificazione in Champions; poi il mondiale da titolare col Portogallo. Una statistica non meglio identificata parlava di lui come uno dei primi dieci portieri del mondo. Avvio rassicurante, prime incertezze, una papera, un errore, poi il liscio di ieri con Di Natale che tutto solo infila in porta il momentaneo 1-2. Dopo pochi secondi è già 2-2 con Mattia Destro, Rafinha e Kaladze abbracciano il loro portiere, ma la frittata ormai è fatta. Sanchez riporta sulla terra il lusitano, Denis lo affonda, la ragazza sugli spalti è sconsolata (al secolo Jessica Augusto), lui guarda verso il cielo, espressione di pietra.
Assoluzione, l’ennesima? Davide Ballardini conferma la piena fiducia e aggiunge: “Sentire tutti i giorni una voce di mercato diversa è una cosa che può modificare in un senso o in un altro le tue prestazioni“. E Destro specifica: “Sbagliamo tutti. Un attaccante sbaglia un gol, un portiere lo prende“. Ma il dado pare tratto, Enrico Preziosi è stufo, ecco che il Siviglia bussa e gioca al ribasso, il Genoa apre la porta e chiede uno scambio alla pari con Konko. Chissà, forse. Intanto è caccia al sostituto, si cerca il figliol prodigo del calcio italiano Federico Marchetti, a patto che prima si ascoltino per bene le ramanzine di Massimo Cellino: “È tutto l’anno che si parla di Marchetti al Genoa, ma sicuramente da ieri c’è più urgenza. Secondo me i portieri e gli allenatori devono essere sempre italiani: sono ruoli che non si possono cambiare facilmente, si corrono grossi rischi“.
E poi, va bene che il braccio di ferro tra Cagliari e portiere pare finito, ma il buon Cellino i suoi soldini li pretende: “Voglio rifare i soldi dell’investimento per lui“, in altre parole sette milioni tondi tondi. E i conti tornano per modo di dire in casa Genoa, perché non è detto che Marchetti alla fine arrivi sotto la Lanterna: alcuni tifosi non hanno dimenticato i suoi ammiccamenti estivi alla Sampdoria, ma è pur vero che il giocatore rimane appetibile in generale. Ancora Cellino: “Per quello che vuole Preziosi ci sono tantissime possibilità che vada in Liguria a giugno, ce ne sono altre per gennaio. Ho dato libertà di scelta al procuratore che sceglierà se il Genoa è una destinazione gradita“. Se non lo fosse toc toc in casa Juve: Storari, l’anno scorso in blucerchiato, vuole giocare. I bianconeri ci penserebbero.

Federico Marchetti non ce l’ha fatta più: ieri sera, insieme al suo agente Giuseppe Bozzo, ha presentato una denuncia per mobbing contro il Cagliari, facendo pervenire la documentazione e quant’altro al Collegio Arbitrale della Lega. Ha chiesto la risoluzione del contratto (che scade nel 2013) e un cospicuo risarcimento, ripercorrendo dunque le orme di Goran Pandev che un anno fa la spuntò contro la Lazio e il suo presidente Claudio Lotito. Una parabola discendente assurda e inverosimile, quella che ha coinvolto Marchetti, solo qualche mese fa titolare dell’Italia ai Mondiali sudafricani e valutato circa 12 milioni di euro.
La scintilla che ha però fatto divampare l’incendio delle polemiche risale all’agosto scorso, quando durante un’intervista alla Gazzetta dello Sport esternò la sua volontà di trasferirsi alla Sampdoria per giocare la Champions League. Dichiarazioni che non fecero per niente piacere al patron cagliaritano Massimo Cellino e alla tifoseria sarda, con uno scivolamento nelle gerarchie dei portieri del club che in pochi potevano prevedere alla fine della stagione scorsa. Ufficialmente Marchetti si allena ed è, semplicemente, il terzo portiere dietro Michael Agazzi e Ivan Pellizzoli. Così ha commentato l’inattesa notizia Cellino:
“La notizia mi sorprende. Posso dire che sono esterrefatto. Il Cagliari si è comportato bene, seguendo rigorosamente le norme. Marchetti ha causato alla società un danno economico rilevante. Fatto questo, pensavo che il giocatore si comportasse lealmente dentro e fuori dal campo. Invece, mi trovo sul capo una denuncia per mobbing. In diciannove anni di presidenza ne ho visto di tutti i colori, ma una cosa del genere non mi era mai capitata. Il Cagliari, del rispetto rigoroso delle regole, anche di quelle che non condivide, ne ha fatto un punto d’onore. Così è stato con Marchetti”.
Continua a leggere: Marchetti passa alle vie di fatto: denuncia di mobbing per il Cagliari

Avvio atipico per il Cagliari quest’anno: in sei partite quattro 0-0 e, nelle restanti due, un roboante 5-1 con la Roma e il 2-4 a Torino contro la Juve. Tutto sommato l’esordiente Bisoli non sta lavorando male, eppure nei giorni scorsi gli addetti ai lavori indicavano proprio nel tecnico dei sardi il primo allenatore veramente in bilico, con Ballardini designato successore. Non si capiva cosa non andasse nell’ex cesenate, poi difeso dal patron Cellino, salvo poi emergere dei dissapori con alcuni giocatori della vecchia guardia; domenica scorsa a Verona si è capito chi erano costoro: Daniele Conti e Alessandro Agostini, capitano e vice capitano, i due più longevi nella rosa rossoblu.
Non convocati per la trasferta del Bentegodi, non si erano visti neanche alla ripresa degli allenamenti ad Assemini, tanto che Bisoli, interrogato sulla misteriosa faccenda, aveva anche fatto intendere che non sapeva quando e se sarebbero stati reintegrati. Situazione antipatica, a cui si è deciso di dare un taglio nella giornata di ieri: complice anche il ds dei sardi Marroccu, i due hanno fatto pace con Bisoli. Non ci è dato sapere se si tratta o meno di una tregua armata, fatto sta che l’allarme sembra rientrato: “Non sono mai stato uno che chiude la porta. Sono contento per come si è conclusa questa vicenda e di riavere in squadra due ottimi giocatori” ha detto Bisoli in merito all’accaduto.
Continua a leggere: Cagliari, pace fatta tra Bisoli e i "dissidenti" Conti e Agostini
Molti di voi si saranno chiesti che fine avesse fatto Federico Marchetti, titolare dell’Italia agli scorsi Mondiali e ora praticamente fuori rosa col Cagliari. Cerchiamo di ricostruire la sua situazione, corredando il racconto dalle dichiarazioni dei protagonisti. L’anno passato Marchetti ha disputato una stagione meravigliosa, corredata dalla convocazione in Nazionale e da decine di richieste, da club italiani ed esteri; il Cagliari è pronto a cederlo, promuove titolare Michael Agazzi (e come secondo ingaggia Ivan Pelizzoli) e fissa la base d’asta: per assicurarsi il portiere ci vogliono almeno 8-9 milioni di euro. Non noccioline, che pochi riescono a mettere sul piatto.
Marchetti vorrebbe la Roma, ma non disdegnerebbe neanche la pista inglese (Arsenal) e portoghese (Benfica), ma alla fine le richieste di Cellino vengono soddisfatte solo da club che Marchetti rifiuta (per l’esotismo o la rudezza dei campionati, ma le squadre non sono note a parte un forte club scozzese, quindi o Celtic o Rangers). Così i giorni passano, Marchetti si allena coi compagni ma è di fatto il terzo portiere e alle 19 del 31 agosto scorso diventa ufficiale: per il giocatore veneto si prospetta un quadrimestre di inattività, a gennaio si riparlerà del suo addio al Cagliari. Sul caso sono intervenuti Cellino e Giuseppe Bozzo, procuratore dell’estremo difensore.
Continua a leggere: Cagliari, Cellino sull'intricato caso Marchetti: "Mobbing? Non sono mica Lotito"
L’estremo difensore Federico Marchetti, a guardia della porta della Nazionale in due partite e mezzo della recente rassegna iridata, terminata con la disastrosa eliminazione degli Azzurri nel girone di qualificazione, è stato messo sul mercato dal suo club, il Cagliari, in seguito ad alcune dichiarazioni, rilasciate al termine della prima amichevole disputata ieri dalla squadra, nelle quali aveva espresso il suo rammarico per non aver scelto la Sampdoria, con la quale quest’anno avrebbe potuto disputare la Champions League. In una nota rilasciata ieri dalla società rossoblù si può leggere infatti:
Il giocatore ha espresso il desiderio di andar via attraverso dichiarazioni a mezzo stampa. La società farà di tutto per accontentarlo e qualora Marchetti dovesse effettivamente lasciare il Cagliari, il portiere titolare sarà Agazzi. Il Cagliari Calcio non è alla ricerca di un portiere titolare.
Continua a leggere: Al Cagliari scoppia il caso Marchetti: il portiere è sul mercato
Dopo le mille polemiche che hanno travolto Francesco Totti in seguito al fallo su Balotelli, l’Olimpico si è stretto intorno al suo capitano. La risposta del giocatore è stata da campione, il numero 10 ha infatti siglato una doppietta risolvendo la sfida contro il Cagliari che si era messa davvero male per i giallorossi. I sardi sono infatti riusciti a passare in vantaggio grazie ad un calcio di punizione di Lazzari, ma Totti, su azione prima e su rigore poi, ha ribaltato il risultato permettendo alla Roma di continuare a sperare fino all’ultima giornata (Tabellino - Video).
Il primo tempo è tutto all’insegna della squadra allenata da Claudio Ranieri, alla fine dei primi 45 minuti si conteranno una decina di conclusioni in porta ma i giallorossi non riescono a trovare il colpo del vantaggio, mentre dal San Siro non arrivano notizie confortanti. A superare Marchetti ci provano un po’ tutti, da Totti a Toni, da De Rossi a Menez, ma la sfortuna sembra essere la protagonista di giornata, la Roma sbatte due volte sul palo, in apertura con il capitano e nel finale di tempo con Motta. Luca Toni lamenta la mancata assegnazione di un calcio di rigore, mentre Totti chiede l’intervento dell’arbitro per un tocco di mano.
Le migliori immagini di Roma - Cagliari 2-1








Continua a leggere: Roma - Cagliari 2-1: Francesco Totti tiene vive le speranze dei giallorossi

Calcolatrice in mano, telefoni roventi, dubbi (tanti) e certezze (poche), l’ultimo obiettivo stagionale andato in fumo, l’incubo settimo posto e la prima partita ufficiale che si giocherebbe a fine luglio (e neanche la possibilità, ormai, di arrivare ottavi): non c’è mai fine al peggio e la stagione della Juve si chiude con un manipolo di paure e incertezze, da fugare al più presto con almeno il nome del prossimo allenatore. Il sesto condottiero bianconero in quattro anni ha da più giorni generalità spagnole, ma Rafa Benitez pare non scomporsi e ritualmente ripete che ha ancora un contratto col Liverpool e intende rispettarlo; 22 milioni in tre anni più bonus, assistenti al seguito e voce importante sul capitolo mercato, le lusinghe delle sirene bianconere fanno vacillare l’esperto allenatore che però prende tempo, facendo spazientire la proprietà bianconera. E allora ecco l’ennesimo ultimatum: o dentro o fuori, con Prandelli e Spalletti difficili, ma valide, alternative.
“La trattativa va avanti, ma ora stiamo valutando anche altre ipotesi” ha detto a un tabloid inglese un anonimo dirigente juventino, con lo spogliatoio del Liverpool che da più parti presenta crepe e sembra ormai rassegnato all’addio del proprio capo dello spogliatoio. Il nome del nuovo allenatore bianconero sarà la base di cemento armato per programmare il futuro, con Beppe Marotta, attuale ds della Sampdoria, già in rampa di lancio per assumere il comando delle operazioni di mercato. Dicevamo delle calcolatrici in mano: già, sono giorni di calcoli e conti vari per aggiungere al tesoretto stanziato dalla proprietà altri liquidi da investire sul mercato. Una plus-valenza tira l’altra, cessioni mirate, ingaggi onerosi di cui liberarsi e l’agenda degli osservatori zeppa di nomi e appunti. A partire dal portiere, il lifting della Vecchia Signora sarà radicale.
Si infrange in un soleggiato pomeriggio d’aprile il sogno del Napoli di raggiungere la Champions League. La squadra di Walter Mazzarri non è riuscita ad andare oltre lo 0-0 contro il Cagliari e vede così allontanarsi, forse definitivamente, il tanto ambito quarto posto. Gli azzurri però non hanno demeritato, sono stati protagonisti di una partita di grande intensità alla quale è mancato solo il gol, merito anche di una prestazione assolutamente fantastica del portiere sardo Federico Marchetti il quale ha parato tutto. I rossoblu erano chiaramente intenzionati a conquistare un punto prezioso in trasferta e sono riusciti nel loro intento, pur non avendo giocato una partita memorabile.
La partita rispetta il copione che prevede un Napoli sicuramente più motivato a trovare il successo, il traguardo europeo è un grande stimolo e la cornice del San Paolo fa il resto. Nei primi minuti però i campani faticano a trovare spazi, merito anche della disposizione tattica del Cagliari, quello di Melis e Festa è molto più attento in difesa rispetto alla versione spumeggiante proposta da Allegri fino alla settimana scorsa, insomma il 4-4-2 regge bene l’urto dell’avversario. A complicare i piani dei padroni di casa arriva anche l’infortunio di Lavezzi che deve lasciare il posto a Bogliacino al 25′ a causa di una noia muscolare (Tabellino - Video).
Le migliori immagini di Napoli - Cagliari 0-0




Continua a leggere: Napoli - Cagliari 0-0: Marchetti interrompe il sogno europeo dei partenopei

Mai dire gatto se non ce l’hai nel sacco: pareva tornato il tempo dei tre punti per il Cagliari del debuttante allenatore Giorgio Melis, in vantaggio di due reti contro il Palermo al 42° del secondo tempo; ma i sardi, a digiuno di vittorie da ormai dieci turni, sono stati capaci di farsi recuperare dall’undici siciliano mai domo e che si è lasciato prendere per mano dal solito Miccoli, che pure era partito dalla panchina. Il Romario del Salento ha prima accorciato le distanze, poi ha confezionato sulla sirena il pallone del due pari con un cross perfetto per la zuccata di Hernandez (Tabellino di Cagliari - Palermo 2-2 - Foto di Cagliari - Palermo 2-2).
In vantaggio con Cossu nel primo tempo, la squadra del patron Cellino ha giocato discretamente bene, compreso il portiere Federico Marchetti. Il vice Buffon in Nazionale nella prima frazione ha compiuto dei veri e propri miracoli sul lungo Goian, in un paio di occasioni vicinissimo alla marcatura con imponenti colpi di testa. Ma a parte questi lampi su calcio da fermo, sono stati i padroni di casa a tenere il pallino del gioco in mano con annesso gol del vantaggio: cross di Lazzari, irruzione di Cossu che al volo ha scagliato un bolide verso Sirigu, ingannato dalla deviazione di Migliaccio.
Le migliori foto di Cagliari-Palermo 2-2




Continua a leggere: Cagliari - Palermo 2-2: strepitosa rimonta rosanero, ma quarto posto perso
All’andata la sconfitta di Cagliari fu forse il campanello d’allarme più possente di una crisi, quella della Juve, che nel corso delle partite non ha avuto margini; lo 0-2 del Sant’Elia fu anche la prima partita di una lunghissima serie in cui la Vecchia Signora ha sempre subito almeno un gol, e così dopo 19 partite di fila la difesa rimane finalmente imbattuta nell’arco dei 90 minuti (era già successo in Coppa Italia e in Europa League, ma non nel nostro campionato): indubbiamente merito di Chiellini e Buffon, al rientro entrambi dopo un periodo non lunghissimo di stop. Più che il portierone, il marchio deciso su questo match lo ha messo il tignoso difensore toscano, autore del gol vittoria e di una prestazione difensiva eccellente (Tabellino e pagelle Juve - Cagliari 1-0).
Senza Del Piero, Diego e Sissoko, ma con un 4-4-2 che boccia ancora Giovinco promuovendo De Ceglie esterno di sinistra, la squadra di Zaccheroni non appare, al solito, nella miglior giornata; la manovra è arrugginita e gli ospiti hanno una gran voglia di scrollarsi di dosso la serie negativa degli ultimi tempi. Così la prima vera occasione la confezionano proprio i sardi con Cossu, per altro alla 100esima partita nel massimo campionato: il fantasista cagliaritano colpisce in pieno la traversa con un destro scagliato dal cuore dell’area. Reagisce la Juve con un bel tiro di Camoranesi, bravissimo Marchetti, ancora Cagliari con Matri e salvataggio sulla linea di Cannavaro. Poi, all’improvviso, il gol: lungo lancio di Zebina, spizza Amauri e corregge in rete Chiellini, con un pallonetto di testa.