
Divorzio in vista tra l’ex fantasista della Juventus, il brasiliano Diego e il suo attuale club, i tedeschi Wolfsburg. L’allenatore del club biancoverde, Felix Magath, ha infatti annunciato oggi la sua decisione irrevocabile di mettere fuori dalla rosa della prima squadra il giocatore, che dopo aver saputo di non essere stato scelto dal suo tecnico nell’undici iniziale, aveva rifiutato di seguire la squadra nell’ultimo match di campionato, decisivo per la conquista della salvezza della sua squadra, poi vinto dai Lupi per 3-2 contro l’Hoffenheim.
Il giocatore, già in attesa di essere punito dal presidente del consiglio di sorveglianza del club, Francisco Javier Garcia Sanz, con un’ammenda dell’entità di alcune decine di migliaia di euro, sarebbe dunque costretto a giocare l’intera prossima stagione nella formazione B del club, che milita nel torneo di quarta divisione. Sembra dunque inevitabile un addio nel prossimo mercato estivo, nonostante sulla sua possibile partenza pesi la necessità per il club che vorrà assicurarsi le sue prestazioni di pagare una penale di dieci milioni di euro per la rescissione del contratto.

Alla fine di una travagliatissima stagione il Wolfsburg è riuscito a conquistare la permanenza in Bundesliga, la squadra della Volkswagen ieri ha espugnato Hoffenheim, dopo essere passata in svantaggio, e grazie ad alcuni risultati favorevoli, tra cui la sconfitta dell’Eintracht Francoforte contro i campioni del Borussia Dortmund, si è piazzata al quartultimo posto, l’ultimo valido per la salvezza. Verrebbe da dire tutto bene quel che finisce bene, in realtà però i verdi non possono godere di questo risultato perché contemporaneamente è esploso, in maniera fragorosa, il caso Diego.
Il brasiliano era in ritiro con la squadra come tutte le settimane, quando Felix Magath ha annunciato la formazione titolare che non lo vedeva nell’undici di partenza ha salutato tutti e si è rifiutato di partecipare alla trasferta, tutto all’ultimo minuto, non lasciando nemmeno la possibilità al tecnico di sostituirlo con qualcun altro. L’allenatore non riesce a spiegarsi un comportamento del genere e racconta che, in tanti anni di carriera, non aveva mai assistito ad una cosa simile:
“Non mi era mai capitata una cosa del genere in tutta la mia carriera. Non ho nemmeno cercato di parlare con lui. Il problema è che mi sono ritrovato con solo 17 giocatori disponibili. Inizialmente volevamo costruire per la prossima stagione una nuova squadra intorno a lui, ma dopo quel che è successo vedremo.”
Adesso l’ex fantasista della Juventus rischia di incappare in serie sanzioni disciplinari, il Wolfsburg ha infatti fatto sapere che non è escluso che il caso venga portato all’attenzione della Fifa e della Uefa. Davvero un brutto finale di stagione per un giocatore che nelle ultime due stagioni ha dimostrato di avere proprio nel carattere il suo punto debole.

Lo Schalke 04 ha esonerato Felix Magath. L’allenatore, nonostante i buoni risultati della squadra, ha perso la fiducia dei vertici societari a causa del suo carattere spigoloso e poco incline alla diplomazia. Noto per il suo “pugno di ferro” quest’anno, nella stagione più anomala della Bundesliga che si ricordi in tempi recenti, è soltanto decimo in campionato, ma ha conquistato la finale di Coppa di Germania e i quarti di Champions League.
Il presidente del club Clemens Tonnies ha presieduto una riunione straordinaria del Cda convocato appositamente per licenziare Magath: “Dal nostro punto di vista ci sono molte buone ragioni per giustificare questa decisione, ma non diremo di più, perchè c’è una procedura in corso. Comunque questa scelta è per il bene dello Schalke“.
Magath, già allenatore del Bayern Monaco, vincitore di tre Meisterschale in carriera, era arrivato a Gelsenkirchen all’indomani del suo trionfo con il Wolfsburg ma non è riuscito a portare lo Schalke agli stessi livelli almeno in Bundesliga. Certo il traguardo dei quarti di finale in Champions League avrebbero consigliato di non operare un esonero così traumatico. Ora sono due le alternative più accreditate per la successione: l’ex Ct della Grecia Otto Rehhagel e Ralf Rangnick che ha ricoperto il ruolo nel 2004.

L’avvio della Roma in questa stagione non è stato esattamente da sogno: subito ko nella Supercoppa Italiana, poi avvio con singhiozzo in campionato (la miseria di due punti in tre partite, di cui due casalinghe), ciliegina sulla torta il 2-0 patito all’Allianz Arena contro il Bayern Monaco all’esordio in Champions. Il tutto condito da un Ranieri che fa la voce grossa, la stampa che scrive di un Totti critico verso l’atteggiamento tattico del suo allenatore, infortuni, espulsioni e desaparecidos (Adriano, ci sei?).
Ma se è vero che mal comune mezzo gaudio, allora la formazione capitolina può consolarsi apprendendo che altre big d’Europa hanno cominciato decisamente male quest’annata calcistica.
Ieri lo Schalke 04 ha perso in casa, notizia catastrofica (per dire) per una manciata di motivi: ko contro i cugini del Borussia Dortmund nel derby della Rhur (subendo tre pere a domicilio), quarta battuta d’arresto di fila e zero punti in classifica (in cui i blu occupano, come ovvio, l’ultima posizione), Raul e Huntelaar (i grandi colpi estivi!) latitano benché l’olandese l’abbia messa dentro ieri seppur al 90° e sullo 0-3, in Champions ancora sconfitta, contro un’altra delusa il Lione.
Così Magath, allenatore dello Schalke, in merito al momentaccio dei suoi: “E’ il mio giorno peggiore da quando sono qui. Non avevo mai vissuto prima d’ora una partenza con quattro sconfitte consecutive. La squadra ha mostrato tutte le sue incertezze sin dall’inizio. Non siamo mai stati realmente un avversario ed ora devo valutare bene la situazione“.
Continua a leggere: Non solo Roma: le crisi nere di Lione, Liverpool e Schalke

Inizia una nuova avventura per una delle bandiere del calcio moderno, Raul Gonzalez Blanco dopo sedici anni ha lasciato il suo Real Madrid per accasarsi allo Schalke 04. Il fuoriclasse spagnolo ha iniziato oggi la sua avventura in Germania, è stato presentato ai suoi nuovi tifosi che sono accorsi numerosi sulle gradinate della Gelsenkirchen Arena, al suo fianco l’allenatore il suo nuovo allenatore Felix Magath, nel pomeriggio ha sostenuto anche il primo allenamento con i suoi nuovi compagni. Resterà legato allo Schalke per due stagioni, il contratto scadrà infatti a giugno 2012.
Il giocatore è apparso entusiasta di questa decisione e ha promesso il massimo impegno, non è un vecchietto che vuole soltanto rimpinguare il conto in banca, a 33 anni e dopo aver vinto tutto ha ancora voglia di mettersi alla prova e di sicuro vuole continuare a vincere:
“Voglio dire grazie ai miei tifosi. Questo è un giorno speciale per me, dopo 16 anni oggi ha inizio una nuova sfida – ha detto Raul. Arrivo in un club competitivo, che gioca la Champions e lotta per il titolo nazionale. Vengo qui con una grande voglia di giocare e di lavorare duro, sono sicuro che tutto andrà per il meglio. Volevo fare esperienza con un nuovo tipo di calcio, volevo conoscere una cultura differente, questa è una sfida importante nella vita. Il calcio tedesco o quello inglese, questi erano i soli due paesi che mi interessavano, tutto ciò che voglio è semplicemente continuare a giocare a calcio”.
Giornata commovente al Santiago Bernabeu dove quest’oggi s’è tenuta la conferenza stampa d’addio di Guti, centrocampista spagnolo che saluta il Real Madrid dopo 541 partite ufficiali e 77 gol: prima che iniziasse i saluti di commiato, Jorge Valdano ha portato in bella mostra le 15 coppe vinte con la camiseta blanca, con la proiezione di un filmato toccante celebrante il giocatore. Poi la parola a lui: “Voglio soltanto dire grazie al Real Madrid perché qui ho vissuto momenti stupendi e altri complicati. Sono cresciuto qui. Sono arrivato a 9 anni e me ne vado a 33. Il totale fa 24 anni, di cui 15 in prima squadra. Continuerò a giocare, ma il mio cuore sarà sempre qui. Una volta che avrò appeso gli scarpini al chiodo, mi piacerebbe tornare“.
Non ha svelato esplicitamente il nome della sua nuova squadra, ma fonti vicine al calciatore hanno assicurato che vestirà il bianconero del Besiktas: pronto per lui un biennale a 3,5 milioni all’anno, col suo ex allenatore Bernd Schuster pronto ad accoglierlo a braccia aperte. E’ la seconda partenza di lusso della squadra madrilena, stravolta almeno in parte dall’arrivo di José Mourinho: per l’intransigente tecnico lusitano non c’era posto per questo 33enne, esattamente come per Raul, anche per lui 33 primavere e un futuro imminente in Germania. Due autentiche bandiere che non avrebbero accettato il ruolo di comprimari dopo anni di trionfi da protagonista.
Continua a leggere: Addii al Real Madrid: dopo Raul, via Guti che s'accasa al Besiktas

Raul Gonzalez è ad un passo dall’addio al Real Madrid, la clamorosa notizia è stata diffusa dal quotidiano spagnolo As che ha riferito del forte interessamento dello Schalke 04 di Felix Magath nei suoi confronti. Lo spagnolo ha vissuto l’ultima stagione all’ombra, Pellegrini spesso lo ha lasciato in panchina, in totale è sceso i campo 30 volte realizzando appena 7 reti, poche per uno come lui abituato ad andare praticamente sempre in doppia cifra.
Il giocatore è legato al Real Madrid da un altro anno di contratto, il nuovo allenatore José Mourinho gli avrebbe chiesto espressamente di restare, a 33 anni però Raul vuole trovare una sistemazione che gli possa permettere di giocare con regolarità. Secondo As l’accordo con i tedeschi sarebbe già stato trovato, l’attaccante annuncerà il suo trasferimento il prossimo 15 luglio, quando sarà di ritorno dalle vacanze con la moglie e i suoi cinque figli a Menorca.
Le offerte comunque non mancavano, a lui si era interessato anche Sir Alex Ferguson che lo avrebbe portato volentieri allo United, sempre dall’Inghilterra un’offerta era arrivata anche dal Blackburn Rovers. Senza dimenticare i soliti paradisi economici, in particolare era desiderato da alcuni club americani della MLS e in Qatar. A convincerlo a trasferirsi a Gelsenkirchen ci ha pensato Cristoph Metzelder che ha concluso a maggio la sua avventura al Real per tornare in patria e vestire la maglia dello Schalke 04.
Continua a leggere: Raul lascia il Real Madrid, quasi certo il suo passaggio allo Schalke 04
Far scorrere fiumi di birra in occasione di ogni festa scudetto è un rito tedesco che coinvolge non solo i tifosi, ma anche giocatori, allenatori e staff tecnico della squadra vincitrice del titolo. Non mancano ovviamente scherzi e gavettoni e stavolta, a farne le spese, è stato Louis Van Gaal. L’allenatore del Bayern Monaco è stato preso di mira dai suoi giocatori che gli hanno versato litri di birra in testa davanti al pubblico in visibilio. Nel secondo video Van Gaal si improvvisa oratore da un palco e, barcollando leggermente, pronuncia frasi in tedesco lasciando trasparire un tono di voce…leggermente alticcio.



Continua a leggere: Bayern campione: Van Gaal sommerso da gavettoni di birra

Era solo una formalità, e lo sapevano tutti: il Bayern Monaco, dopo il regalo del Werder Brema che era andato a vincere a Gelsenkirchen la settimana scorsa, aveva tre punti di vantaggio sullo Schalke. Ok, matematicamente ancora nulla di deciso, se non fosse che la differenza reti, il parametro che in Germania conta in caso di arrivo a pari punti, era +39 per i bavaresi contro un +22 della squadra di Magath. Come a dire, il Bayern doveva perdere 10-0 a Berlino e stesso risultato doveva fare lo Schalke a Magonza; alla fine 1-3 di Van Bommel e soci all’Olympiastadion di Berlino, e 0-0 dei blu della Westfalia allo Stadion am Bruchweg. Sotto gli occhi di Mourinho, i biancorossi hanno alla fine dominato il match: in vantaggio col solito Olic, aveva pareggiato per i già retrocessi capitolini Adrian Ramos. Poi due volte Robben, in splendida forma, ha chiuso trionfalmente i giochi (Le Foto del trionfo del Bayern Monaco in Bundesliga).
Un trionfo, quello dei bavaresi, che in pochi avrebbero creduto possibile a fine novembre, quando la vetta distava ben sette lunghezze, quando la Champions pareva ormai perduta dopo la doppia sconfitta col Bordeaux e quando, insomma, lo stesso Louis Van Gaal iniziava a vacillare insieme alla sua panchina. Poi però è accaduto qualcosa: metti una Juve all’inizio di una epocale crisi che si lascia trafiggere 4 volte in casa e che da morale alla truppa tedesca, metti una lenta risalita in Bundesliga complici battute d’arresto delle compagini rivali, e poi un Robben che lascia alle spalle i problemi fisici e trascina i suoi tanto in Germania quanto in Europa, un paio di aiuti arbitrali, la fioritura completa di gente come Muller, Badstuber, Olic e la sorpresa Butt tra i pali, insomma questo e tanto altro per metter su una stagione da ricordare con Meisterschale numero ventidue in bacheca.
Le foto del trionfo in Bundesliga del Bayern Monaco




Continua a leggere: Bundesliga, il Bayern Monaco è campione per la 22esima volta

Il terzino dello Schalke 04, il brasiliano Rafinha, non è tornato in Germania dopo le vacanze di Natale, scatenando un vero e proprio giallo a Gelsenkirchen. Il difensore sarebbe dovuto rientrare ieri ma non si è presentato all’allenamento, assenti oltre a lui gli altri due sudamericani, Farfan e Bordon, i quali però al contrario di Rafinha avevano chiesto un regolare permesso alla società che prontamente glielo aveva accordato. Il brasiliano sembra essere scomparso nel nulla, nessuno ha notizie di lui.
Felix Magath, l’allenatore ingaggiato per riportare il Meisterschaft nella bacheca dello Schalke 04, ha preferito non commentare la scomoda situazione, preferendo aspettare ulteriori sviluppi: “Non so dove sia in questo momento Rafinha. Non voglio parlare di possibili sanzioni. Decideremo insieme con la società in seguito. Prima devo capire cosa gli sia successo”. L’episodio potrebbe però complicare il lavoro dell’allenatore, lo Schalke insegue ad un punto di distanza il Bayer Leverkusen e questo potrebbe essere l’anno giusto per trionfare nuovamente in Bundesliga, non accade dal 1958.
Continua a leggere: Rafinha non è tornato dalle vacanze di Natale, vicino l'addio allo Schalke 04?