Cominciano a fioccare classifiche e graduatorie di fine anno stilate dalle più importanti riviste calcistiche mondiali. Ma la fine del 2009 coinciderà anche con l’epilogo di un decennio ricco di avvenimenti che per gli italiani sarà ricordato come la decade della quarta coppa del mondo conquistata dagli azzurri. Il prestigioso magazine inglese World Soccer ha organizzato una votazione in cui i lettori si sono sbizzarriti con le preferenze per calciatori, allenatori e squadre. Ronaldinho è il giocatore migliore del decennio, davanti a Messi e Cristiano Ronaldo. (Guarda le classifiche complete)
Il primo degli italiani è Fabio Cannavaro, sesto della lista. Franceco Totti e Paolo Maldini sono rispettivamente 23esimo e 26esimo. Il giocatore dell’anno è ovviamente Lionel Messi seguito dai suoi compagni di squadra, Andres Iniesta e Xavi. Guardiola si aggiudica la classifica di allenatore del 2009, seguito da Magath del Wolfsburg e da Alex Ferguson (quinto Capello). Aguero è il miglior giovane dell’anno, mentre il Barcellona è la miglior squadra del 2009.


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Sascha Riether, Alexander Madlung e Peter Pekarik: chi sono costoro? Chiedetelo a Cristian Zaccardo, lui sicuramente vi guarderà di sbieco e tenterà di dimenticare. Scherzi a parte, quei tre giovanotti sono giocatori del Wolfsburg, coloro che a turno hanno rubato il posto al Campione del Mondo che da domani metterà la parola fine alla sua esperienza tedesca. Felix Magath così lo presentò, dopo che il club della Volkswagen lo aveva pagato la bellezza di otto milioni di euro: “E’ un giocatore polivalente, bravo di testa e nell’uno contro uno“. Ma l’ex stella dell’Amburgo gli diede, l’anno passato, poca fiducia. E non è andata meglio col nuovo tecnico.
L’ex Stoccarda Armin Veh ha depennato il suo nome tra i possibili titolari del Wolfsburg di quest’anno e così Zaccardo ha deciso di fare le valigie e andar via. “Non è una situazione facile. In Italia c’è un club che mi vuole e se devo fare panchina preferisco tornare nel mio Paese” diceva appena 5 giorni fa il difensore, che in Italia è stato accostato al Milan e al Parma. I tifosi rossoneri, nei forum, lo hanno bocciato (”Meglio tenere Oddo“), lui alla fine se ne è andato in Emilia dove invece i supporters ducali e il presidente Ghirardi lo accolgono a braccia aperte.
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Anche nella stagione calcistica 2008/2009 non sono mancate le emozioni con nuovi calciatori che sono venuti alla ribalta dopo una stagione esaltante. Questo è il caso per esempio di André-Pierre Gignac calciatore del Tolosa che nella sua seconda stagione in riva al fiume Garonna, ha messo a segno 24 gol sui 45 complessivi della sua squadra ed ha a disposizione ancora una giornata di Ligue 1 per migliorare il suo bottino ed aiutare il suo club a difendere il posto in Europa League. (La Gallery Fotografica di tutti i capocannonieri europei del 2009)
Anche in Germania la coppia d’attacco del Wolfsburg formata dal brasiliano Grafite, capocannoniere della bundesliga, e dal bosniaco Edin Džeko è stata determinante nella conquista del Meisterschale realizzando rispettivamente 28 e 26 gol sugli 80 complessivi dalla squadra di Felix Magath. In Spagna per ora a trionfare nella classifica del Pichici è Diego Forlan dell’Atletico Madrid con 31 gol davanti a Samuel Eto’o del Barcellona (29 gol) e David Villa (26 gol) del Valencia.
L’Uruguaiano, con un passato anche nel Manchester Utd, sogna di bissare il successo nella classifica della Scarpa d’Oro dopo quello del 2005 a pari merito con Thierry Henry allora all’Arsenal. Questa volta però è insidiato da Marc Janko (39 gol) del Salisburgo che spera ancora di superare il Sudamericano nella classifica sfruttando l’ultima partita della Bundesliga austriaca; con una tripletta contro l’ultima in classifica Altach infatti supererebbe di mezzo punto il suo rivale.
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È calato oggi il sipario sulla Bundesliga con un finale da favola: il Wolfsburg per la prima volta è campione di Germania. L’ultimo atto si è consumato in una Volkswagen Arena in festa con il Werder Brema a fare da comparsa nella festa dei lupi. La squadra allenata da Magath si è imposta per 5-1 rendendo inutile la vittoria per 2-1 del Bayern sullo Stoccarda. I mattatori di giornata sono stati i soliti Grafite, autore di una doppietta, e Dzeko.
I due hanno concluso questa stagione rispettivamente come capocannoniere e vice capocannoniere, la ciliegina sulla torta che ha reso indimenticabile questi ultimi nove mesi per i tifosi del Wolfsburg. Non dimentichiamo anche che in questo trionfo c’è un pezzo, nemmeno tanto piccolo, d’Italia: i due campioni del mondo ex Palermo, Zaccardo e Barzagli, si godono questo successo e la scelta azzeccata di migrare in Germania.
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Il Wolfsburg dopo l’addio annunciato dell’attuale tecnico Felix Magath, sta già pensando al nuovo allenatore per la prossima stagione. Nel mirino ci sarebbe Claudio Ranieri che sembra essere arrivato al capolinea della sua avventura torinese. La squadra della Bassa Sassonia viene da una stagione esaltante; è prima in Bundesliga e a tre giornate della fine del campionato sogna di mettere in bacheca il primo trofeo della sua storia. Una società sana e ambiziosa che punta a restare anche nei prossimi anni nell’elite del calcio tedesco, forte anche dell’aiuto della Volkswagen che è sponsor della squadra.
Nonostante le numerose voci che vedono il tecnico romano lontano da Torino nella prossima stagione con al suo posto uno tra Luciano Spalletti e Antonio Conte, pur ammettendo che qualcosa si sta muovendo sotto la Mole, Claudio Ranieri non sembra ancora essersi rassegnato a lasciare la panchina della Juventus. Proprio questo pomeriggio in conferenza stampa da Vinovo, dopo la rifinitura della sua squadra in vista del Big match di San Siro, ha dichiarato:
Io mi sento allenatore Juve a tutti gli effetti. Come ho sempre fatto mi sento allenatore per quest’anno e anche per il prossimo. Poi non lo so, quando c’è fumo c’è anche arrosto. Io vado avanti per la mia strada

In Italia l’argomento calcistico più caldo di questi ultimi tempi è forse la sorte delle importanti panchine di Roma e Juventus, in Europa oggi è stato il giorno dell’ufficializzazione di due importanti addii. Il primo riguarda il “Cigno di Utrecht”, Marco Van Basten, che ha annunciato la fine della sua avventura sulla panchina dell’Ajax; il secondo invece arriva dalla Bundesliga e riguarda addirittura la squadra che guida la classifica, il Wolfsburg si separerà dal suo condottiero Felix Magath. Le due storie, per quanto simili, presentano alcune differenze sostanziali.
Ad Amsterdam la stagione appena conclusasi è stata un vero fallimento, la rovinosa sconfitta nell’ultimo turno, 4-0 sul campo dello Sparta Rotterdam, ha escluso i Lancieri dall’ultimo obbiettivo stagionale, i preliminari di Champions League. L’Ajax ha fatto sapere che la decisione di Marco Van Basten è dovuta ai fallimenti di questa stagione e dalla sua stessa ammissione di non essere in grado di migliorare nella prossima. Certo è che anche la società ha le sue responsabilità, le partenze di Huntelaar e Heitinga a gennaio hanno pesato molto sul rendimento della squadra. Chissà che comunque dietro non ci sia l’ombra del Milan che non ha mai nascosto la stima per il suo ex centravanti in caso di partenza di Ancelotti.
Continua a leggere: Panchine calde anche in Europa, annunciati gli addii di Van Basten e Magath

“Mamma mia!” titolava il sito ufficiale del Wolfsburg questa mattina, a testimoniare la deferenza con la quale i tedeschi si presentavano a S. Siro al cospetto della squadra più titolata del monso. E “Mamma mia!” potrebbe essere la sintesi di quanto visto sul campo nell’ultima giornata del Gruppo E di Coppa Uefa. Un Milan imbarazzante per impotenza e mancanza di lucidità. Un Milan volenteroso e per questo ancor più malinconico al cospetto di una squadretta senza storia ma composta da gente che corre.
Finisce 2-2, un pareggio che lascia inalterata la classifica che vede i tedeschi qualificati come primi del girone e i rossoneri secondi: 10 punti contro otto. Terzo, lo Sporting Braga. Un pareggio che, alla fine, va stretto agli uomini di Felix Magath che, specie nella ripresa, specie negli ultimi 10/15 minuti sembra il Barcellona, mettendo alle corde un Milan spompato e che deve accontentarsi del punto che va stretto agli ospiti.
Nel primo tempo, padroni di casa in vantaggio con Massimo Ambrosini al 15esimo, che incorna prepotentemente di testa un calcio d’angolo al bacio di Seedorf, alla prima vera occasione. Fino a quel momento, e anche dopo, il solito stucchevole possesso di palla degli uomini di Ancelotti, che presentano un Pirlo irriconoscibile alla regia, che costringe la squadra a lanci lunghi dalla difesa alla ricerca più di Inzaghi, in perenne fuorigioco, che di un volitivo Shevchenko.
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Lo so, il titolo del post sembrerebbe introdurre una partita di ben altro spessore, con un piatto ricco di puntate. In realtà, si parla della Cenerentola delle Coppe europee, la bistrattata (da pubblico, sponsor e TV) Coppa Uefa, giunta all’ultima giornata della fase a gironi. Milan-Wolfsburg vale il primo posto nel Gruppo E e poco altro, dato che entrambe sono già qualificate. I tedeschi, in cui militano i nostri Andrea Barzagli e Cristian Zaccardo, guidano a punteggio pieno il girone con 9 punti, davanti ai rossoneri che, complice il pareggio di Portsmouth, seguono a 7 punti.
La partita assume una valenza particolare per il Milan che, fuori dalla lotta scudetto, non può non arrivare in fondo alla competizione europea, oltre che centrare la qualificazione in Champions e veder ancora una volta i cugini festeggiare a maggio, raggiungendoli per numero di tricolori.
Dal primo posto di qualche settimana fa, la squadra meneghina è scivolata al terzo posto in campionato, agganciato dal Napoli, tallonato dalla Fiorentina, scavalcato dalla Juventus e ad un’abissale -9 dall’Inter. Le ragioni? Difficile indentificarle con chiarezza, anche perché un tecnico preparato come Ancelotti le avrebbe già individuate. C’è chi dice che il Milan semplicemente non è più una grande squadra da tempo, ma solo una collezione di figurine e che quindi, con il calendario che ha concentrato tutte le sfide più impegnative nelle ultime giornate, stiamo assistendo al naturale evolversi delle cose.

Cristian Zaccardo, difensore del Palermo classe 1981, si appresta a seguire le orme di Luca Toni. Sembra ormai chiusa la trattativa tra il giocatore e il Wolfsburg, società tedesca della medesima città in Bassa Sassonia, posizionata tuttora al settimo posto della classifica in Bundesliga. L’allenatore e direttore sportivo della squadra, Felix Magath, ha espresso il suo gradimento per l’operazione appena conclusa: “Sono molto contento abbiamo preso un giocatore versatile, forte di testa, un lottatore. Migliorerà ancora con noi e i nostri giovani potranno imparare molto da lui”.
Ci va piano però il Palermo e Rino Foschi, direttore sportivo, rimarca il fatto che la società rosanero deve ancora apporre la firma necessaria alla conclusione dell’affare:
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