
A Madrid è festa senza fine: a bordo di un ”double decker” scoperchiato le Furie Rosse hanno sfilato per le strade della capitale. Più di un milione di tifosi in delirio ha salutato i primi campioni del mondo della Spagna. Prima della sfilata la squadra è stata ricevuta da re Juan Carlos e famiglia e dal premier Zapatero. “Siete un esempio di sportività, nobiltà e di squadra” ha detto il sovrano, che sembrava in realtà un ragazzo nella sua emozione, dice grazie “per aver fatto vibrare tutta la Spagna e aver realizzato uno dei nostri sogni“, ha detto il re. “Sono la forza unita di tutta la Spagna“, ha affermato invece Zapatero.



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Tutta la Spagna si ubriacherà titolava qualche giorno fa Marca. E così è stato, perché la festa collettiva ha coinvolto tutti ed ha unito la Spagna. Il goal di Iniesta (giocatore del Barcellona nato in Castiglia e non catalano, come qualche commentatore lo ha erroneamente definito) ha liberato la gioia degli spagnoli che attendevano da sempre una vittoria del genere, mai arrivata in 80 anni di storia della Federazione. Il blocco vincente del Barcellona farà forse dimenticare, per qualche periodo, le ataviche divisioni interne del paese. La tipica inclinazione degli spagnoli alla fiesta, alla movida, si abbina alla perfezione alla gioia estemporanea e incontrollata per la conquista della Coppa del Mondo. Un delirio collettivo che probabilmente durerà ancora per molti giorni.










La festa è ovunque, in qualsiasi città, paese, in ogni piazza e via della Penisola Iberica, alle Baleari e alle Canarie. Madrid, Siviglia, Saragozza, Barcellona ribollivano di gioia, con migliaia di tifosi per le strade a festeggiare il 2° titolo europeo; molti in quel lontano 1964 non c’erano, non hanno potuto vivere il primo trionfo spagnolo in un campionato europeo, ma oggi invece sono presenti e si godono questa vittoria, attesa tanti, troppi anni. “Yo soy español, español, español oè, oè, oè” gridava ripetutamente la folla in festa sia prima, durante e ancora con più forza e convinzione dopo la partita contro la Germania (Fotogallery della Fiesta).
La Regina Sofia, vestita rigorosamente di rosso, ha esultato al goal di Torres con il Re Juan Carlos con la stessa emozione e soddisfazione provata da tutti gli spagnoli. Non erano presenti solamente i reali di Spagna nel palco d’onore, ma anche il Premier Zapatero, grande appassionato di calcio ed in particolare tifoso del Barça e il suo “avversario” politico Mariano Rajoy. Questa volta però non hanno discusso di politica, non era il momento, ieri sera erano tutti uniti e tesi per la Roja.
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