Il presidente della nuova Lega di Serie A non è disposto a fare passi indietro nella strada dell’autodeterminazione. I rapporti con la Figc e il suo presidente Giancarlo Abete sono più freddi che mai dopo l’approvazione della norma che limita il tesseramento degli extracomunitari: “E’ stata una scelta radicalmente sbagliata. Non porta alcun beneficio e crea danni alle società in quanto adottata a mercato aperto con diverse trattative già avviate“.
Il presidente non ha intenzione di abbandonare i vivai, ma teme che questa decisioni presa dalla sera e la mattina senza consultare nessuno, rischi solo di peggiorare ulteriormente la posizione di prestigio della Serie A: “E’ molto più facile che crescano talenti italiani se hanno la possibilità di allenarsi ed essere a contatto con il meglio che c’è in giro ed è dannosa perché rischia di ridurre l’appeal del nostro campionato, sia a livello italiano che a livello internazionale. I vivai potranno essere ricchi e produttivi solo se i club riusciranno ad investire in questo settore: limitare le potenzialità dei ricavi fa avere un impatto negativo“.
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Il Consiglio Federale della FIGC ha emesso questa mattina il verdetto definitivo sulle iscrizioni ai campionati professionistici. Una sola esclusa in serie B, l’Ancona, il cui ricorso è stato bocciato, al contrario di quello dei “cugini” dell’Ascoli, che dunque giocheranno anche la prossima stagione nel torneo cadetto. I dorici, nello scorso campionato a lungo in vetta alla classifica prima del crollo nella fase finale, ripartiranno dai dilettanti, sostituiti probabilmente da una tra Triestina e Verona, le quali hanno tempo fino al 30 luglio per raccogliere i circa due milioni di euro necessari all’iscrizione.
Vero e proprio stillicidio invece in Lega Pro, dove ben venti dei novanta club totali non ce l’hanno fatta. Perugia, Rimini, Mantova e Arezzo ripartiranno dalla serie D, il Gallipoli addirittura dalla Promozione, mentre è incerto il destino di Figline e Real Marcianise, per il quale è fallito il progetto di fusione con la Casertana. Permanenza in Prima Divisione assicurata invece per Cremonese, Viareggio, Spal, Foggia e Cavese, quest’ultima salvata dal supporto economico dei propri tifosi e di alcuni imprenditori della zona. Disco verde anche per la Salernitana, che dovrà però scontare una penalizzazione (si parla di tre punti) in classifica.
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La neonata Lega Serie A ha deciso di rispondere con estrema durezza alla decisione della Figc di limitare il numero dei tesserati extracomunitari, di fatto fino al 2 luglio era possibile tesserarne due all’anno adesso soltanto uno. Al termine della riunione che si è tenuta a Milano oggi i rappresentanti del massimo campionato italiano hanno rilasciato un comunicato attraverso il quale fanno sapere che i rappresentanti della Lega non parteciperanno al consiglio federale previsto per domani, inoltre per risolvere la delicata questione chiedono un incontro urgente con il governo.
Nella nota si sottolinea quali conseguenze comporta l’introduzione di una regola in maniera così improvvisa e di certo non concertata con la Lega Serie A che pure rappresenta la massima espressione del calcio nel nostro paese e dal punto di vista tecnico e da quello economico:
“L’Assemblea della Lega di Serie A ha preso atto della delibera della FIGC in materia di tesseramento di extracomunitari, adottata in modo estemporaneo a fronte delle difficoltà del calcio nazionale, mortificato dall’esclusione fin dalle prime battute dal Campionato del Mondo e dalla esclusione del nostro Paese dall’organizzazione dei prossimi grandi eventi calcistici internazionali.
Ribadisce che si tratta di una scelta sbagliata nel merito e nei tempi, adottata a mercato aperto senza tenere conto degli impegni nel frattempo assunti dalle Società, che vengono poste di fronte al rischio concreto di risultare inadempienti verso i club con i quali hanno negoziato il trasferimento di atleti facendo legittimo affidamento su un sistema che mai prima d’ora era stato modificato senza il consenso della Lega.
Al di là del merito la decisione è molto grave perché adottata senza alcun confronto preventivo e votata a maggioranza dal Consiglio Federale contro il parere dell’unica componente direttamente interessata alla questione”.
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Mino Raiola, procuratore di gente del calibro di Mario Balotelli e Zlatan Ibrahimovic, si è presentato oggi a Milano presso la sede della Lega Calcio per solidarizzare con i presidenti di Serie A che stanno protestando per la discussa regola che limita i nuovi tesseramenti degli extracomunitari. La Federcalcio aveva approvato in fretta e furia questa misura dopo l’eliminazione dai mondiali dell’Italia, secondo i piani alti del calcio tricolore dovrebbe servire a rilanciare gli italiani in un campionato caratterizzato da un alto numero di stranieri. Ma le società non ci stanno, anche perché l’introduzione è avvenuta quando molte di loro stavano già muovendosi sul mercato per preparare la prossima stagione.
L’agente Raiola non è stato affatto tenero e ha attaccato senza nessuna esitazione i vertici della Figc e dell’Aic arrivando a chiedere dimissioni collettive:
“Se Abete si dimette forse Balotelli resta in Italia. Parlo solo se Abete si dimette. Con lui devono andarsene anche Campana e Grosso: i vertici di Federcalcio e Aic. Hanno preso una misura vergognosa, contro tutti i valori umani. Balotelli e gli altri giocatori che rappresento non si iscriveranno quest’anno all’Associazione Italiana Calciatori. Campana e Grosso sono una vergogna. Devono uscire dalla Fifpro. Vorrei vedere come guarderanno in faccia i rappresentanti del Brasile o dell’Africa dopo che hanno votato per togliere un extracomunitario in Italia. Io mi vergogno per queste persone”.

Il flop della nazionale italiana ha spinto il Consiglio Federale della Figc ad approvare la riduzione da due a un extracomunitario tesserabile per club. La riduzione, ha spiegato Leonardo Grosso vicepresidente dell’Assocalciatori al termine della riunione, e’ passata anche se la Lega di serie A non era d’accordo. ‘Riteniamo che questa conclusione lasci l’amaro in bocca e non risolva i problemi del calcio italiano‘, ha dichiarato il presidente della Lega di serie A, Maurizio Beretta. E in puro italian style il Consiglio Federale conferma la fiducia a Giancarlo Abete nonostante il disastro mondiale in Sudafrica.
Beretta si è fatto portavoce del dissenso della serie A: “Se questa è la risposta al problema dei vivai, è alquanto riduttiva e per di piu’ avviene in una fase di mercato aperto. Avrei preferito un progetto organico condiviso, che arrivasse anche a questa decisione ma magari a partire dalla finestra del mercato di gennaio. Dico questo con rammarico, perchè la discussione del mattino era stata interessante e costruttiva: le squadre di Serie A investono tanto nei vivai, questa decisione rischia di complicare la vita delle società senza sortire effetti reali”.
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Non è successo niente. Non sono bastate le umiliazioni subite dalla Nazionale Italiana in Sudafrica per indurre il presidente della FIGC Giancarlo Abete alle dimissioni, ma soprattutto non sono bastate nemmeno perché si diffondesse una qualche forma di dissenso all’interno della Federazione che lo mettesse in discussione.
Oggi il Consiglio Federale ha di fatto confermato la fiducia ad Abete senza porre alcuna eccezione, il presidente ha illustrato le sue idee per un rilancio del calcio italiano, la platea ha ascoltato e nessuno si è preso la responsabilità di alzare la mano per chiedere un cambiamento al vertice. Nessun terremoto, solo conferme. D’altra parte che il clima fosse questo era chiaro da qualche giorno, la parola dimissioni un tabù e pochissime voci contro Abete. Così aveva parlato Maurizio Beretta, presidente della Lega Calcio, in mattinata:
Non è in discussione la fiducia ad Abete, bisogna pensare alle cose da fare e queste verranno valutate oggi nel merito e con grande attenzione. Servono misure che non siano palliativi, prese sull’onda dell’emotività. Occorre fare un lavoro profondo di modernizzazione del sistema, cosa che la Lega calcio ha sempre sostenuto.

Patrick Vieira, giocatore che faceva parte di quella Francia sconfitta dall’Italia nella finale di Germania 2006, ha alzato la Coppa del Mondo davanti alla folla durante una manifestazione, più precisamente un concerto, tenutosi a Soweto giovedì scorso. L’evento era stato organizzato dalla Fifa e questo gesto non è piaciuto a Giancarlo Abete, presidente della Figc, al quale probabilmente sarà tornato in mente l’incredibile comportamento di Blatter che nello stadio di Berlino non andò a consegnare la Coppa del Mondo agli azzurri.
La consegna della Coppa del Mondo al Sudafrica da parte dell’ex giocatore francese Patrick Vieira è una gaffe della Fifa. Quella coppa non l’ha vinta lui nè nessun altro altro giocatore ma l’Italia. Ce lo dovevano chiedere. Non è stato recapitato alcun invito ufficiale né al sottoscritto, né al tecnico, né alla squadra.
La replica della Fifa non si è fatta attendere:
In merito al concerto dello stadio degli Orlando la Fifa aveva invitato membri della delegazione italiana dei Mondiali 2006. In seguito la Federazione italiana ha fatto sapere che i membri invitati erano impossibilitati a presenziare, e la Fifa ha pienamente compreso la situazione. La presenza di Vieira sul palco è chiara, si tratta di un ex campione del mondo, di origini africane (Senegal) dato che ne rende particolarmente di rilievo la presenza al concerto, in occasione del primo mondiale che si disputa nel continente africano.
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Pesante botta e risposta tra la Fiorentina e la Figc circa la nomina di Cesare Prandelli a commissario tecnico della nazionale per il dopo Lippi. La dirigenza viola non ha gradito il fatto di essere stata, a suo dire, scavalcata nella trattativa che ha portato l’ex viola sulla panchina azzurra e sul sito ufficiale della società ha diramato una nota polemica nei confronti della federazione e del presidente Abete:
«In riferimento a quanto emerso ieri e oggi sugli organi d’informazione, relativamente all’accordo raggiunto tra FIGC e Cesare Prandelli quale nuovo Commissario Tecnico della Nazionale, l’ACF Fiorentina comunica che, ad oggi, la Società non è ancora stata né informata né avvertita da nessuno degli interessati. Abbiamo appreso soltanto dal sito della FIGC e dai media dell’accordo raggiunto tra il Presidente Abete e Cesare Prandelli; reputiamo grave questo comportamento, una grande mancanza di rispetto verso la Società ed i suoi tifosi. Come già accaduto nel recente passato, quando i media anticiparono la notizia di un’imminente offerta della FIGC per Cesare Prandelli, la Federazione ha comunicato in maniera autonoma e tramite stampa, senza alcun tipo di coinvolgimento della proprietà e della dirigenza dell’ACF Fiorentina. Ci auguriamo che tali metodologie comunicative possano non ripetersi più da qui in avanti, anche per non ritardare la programmazione tecnica dell’ACF Fiorentina».
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Indiscrezioni che trapelano inesorabili, manca l’ufficialità ma mai come in questi casi può parlarsi di notizia ufficiosa: Cesare Prandelli sarà il 18esimo commissario tecnico della Nazionale Italiana. L’allenatore che comunque attualmente rimane al timone della Fiorentina, proprio oggi è partito per il Canada coi viola: mini tournee di fine anno con tanto di partita contro la Juve a Toronto martedì prossimo. Silenzio assenso il suo a Fiumicino, interrogato sulle insistenti voci che lo vogliono selezionatore azzurro dopo il Mondiale sudafricano. Ma da più parti i tasselli del puzzle indicano che sarà proprio lui il successore di Marcello Lippi.
Nella centenaria storia dell’Italia, intesa come federazione calcistica, mai era successo che si giocasse un Mondiale sapendo già che il ct avrebbe lasciato alla fine, indipendentemente dal risultato. Ma Lippi era stato chiaro con Giancarlo Abete, dopo aver bissato l’esperienza quale allenatore della Nazionale, non avrebbe più voluto sentirne parlare. E allora si è messa in moto la FIGC a caccia del suo sostituto con Prandelli designato da tempo: due i contatti, con l’ultimo (telefonico) avvenuto proprio ieri. Accordo di massima, contratto per due o addirittura quattro anni, esordio il 18 agosto in amichevole (ignoti ancora gli avversari).
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Dopo il ko casalingo di domenica scorsa contro la Sampdoria, la Roma vuole continuare a credere nel sogno scudetto, magari nella speranza che gli interisti si distraggano un po’ pensando alla finale di Champions appena conquistata. Claudio Ranieri carica i suoi in vista delle partita di domani contro il Parma: «Sono convinto che la squadra abbia reagito bene. Il Parma cercherà di batterci, hanno la serenità di aver raggiunto l’obiettivo stagionale e tatticamente presseranno, si chiuderanno e ripartiranno in contropiede. Dovremo essere molto intelligenti e determinati».
Il tecnico romano ringrazia i 6000 tifosi giallorossi che seguiranno la squadra in trasferta e che come lui ci credono ancora, ma anche i 400 che oggi hanno protestato in Via Allegri sotto la sede della Figc: «La squadra e i tifosi sono un tutt’uno. Noi non abbiamo la forza di competere con l’Inter, ma con l’aiuto e l’energia del nostro pubblico tutto può succedere. Dopo domenica, tra lettere e messaggi ho ricevuto tanta carica dalla gente. La manifestazione in via Allegri? Se è stata civile, mi piace e sono d’accordo. Hanno voluto allertare… È bello sentire il calore della gente. Si vede che dagli spalti hanno visto delle cose particolari. Con Damato a Napoli non avremmo avuto il rigore contro, Rocchi all’Olimpico lo avrebbe fischiato».
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