
La psicologia dei calciatori è spesso un fattore sottovalutato: se la Lazio e la Juve stanno andando così male è perché ormai sono in una spirale al contrario, un feed-back negativo in cui più giochi male e più ti deprimi. Mazzarri, ad esempio, ha preso un Napoli col morale a pezzi, ha parlato con ognuno dei giocatori e ha accresciuto la loro autostima: i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Ibrahimovic è un campione, in Italia non era più felice ma rendeva lo stesso; già, ma le interviste erano sempre così istituzionali, il suo viso dopo un gol mai particolarmente esultante, il suo rapporto coi compagni ordinaria routine. A Barcellona, dopo tanti anni, si sente un calciatore felice, voglioso di andare al campo di allenamento e poi di calcare il Camp Nou.
L’intervista rilasciata al Periodico, giornale catalano di politica, è qualcosa di sfiziosissimo. Il fuoriclasse svedese parla della sua nuova vita come mai lo aveva fatto, sottolineando sin dall’inizio come non sia un problema questo digiuno da gol: “Non sono preoccupato, mi è già successo altre volte, all’Ajax, alla Juventus, all’Inter: comincio bene, poi mi fermo, poi riparto: un po’ come sulle montagne russe. Sono un 9, è importante segnare, ma non è tutto o almeno non è tutto per me. Se partecipo al gioco e faccio un assist a un compagno mi sento bene lo stesso“. La sua serenità passa anche dal rapporto che ha sin da subito instaurato col suo allenatore, il giovane e brillante Sep Guardiola. Ibra lo descrive così.

Dalla prossima stagione il Milan avrà un nuovo sponsor sulle proprie casacche: Bwin, dopo 40 milioni elargiti al club di Via Turati, toglie le tende, dal primo luglio 2010 la scritta Fly Emirates campeggerà tra le strisce rosso e nere. Un’operazione importante, che conferma l’apertura verso il mondo arabo del Diavolo; fino ad oggi amichevoli e ritiri, dal prossimo anno anche la sponsorizzazione della più importante compagnia aerea della penisola arabica. I dettagli non sono ancora stati resi noti, doveva esserci una conferenza stampa di presentazione del progetto una settimana fa, ma impegni di Ahmed bin Saeed Al-Maktoum, presidente della prestigiosa compagnia, hanno fatto scivolare via l’evento a una data da destinarsi. L’imprenditore saudita, infatti, non vuole mancare all’appuntamento milanese.
Saranno 14 i milioni all’anno che andranno dritte nelle casse del Milan, per quattro anni fanno la bella cifra di 56 milioni. Escludendo ovviamente i premi, per cui se la squadra andrà avanti in Champions e avrà maggior visibilità la Fly Emirates sgancerà altri soldi. Saranno soldi vitali per una società, quella rossonera, che ormai è entrata nell’ottica dell’autofinanziamento: sponsor, tv, merchandising e biglietteria, più ovviamente cessioni mirate e rinnovi ancor più oculati (per non ripetere l’errore fatto con Dida). Berlusconi non mette più mano al portafogli, Galliani deve arrangiarsi come può e di certo una società gloriosa come il Milan non ha problemi a cavar quattrini. Ma non è tutto, perché gli emiri pensano anche di diventare azionisti del club, immettendo ulteriori liquidità nelle casse rossonere.

Il derby perso contro l’Inter continua a pesare nella testa dei giocatori del Milan, dopo l’eliminazione in Coppa Italia la squadra di Leonardo si deve accontentare, come all’andata, di un pareggio contro il Livorno. I rossoneri si sono portati in vantaggio allo scadere del primo tempo grazie a capitan Massimo Ambrosini. I labronici nella ripresa si svegliano dal torpore e dopo pochi minuti raggiungono il pari grazie a Cristiano Lucarelli. Poi, complice la poca precisione sotto porta delle punte milaniste, il risultato non si sblocca più. Serse Cosmi è felice per il fondamentale punto in chiave salvezza su un campo non certo semplice, Leonardo un po’ meno, ora i punti di distacco dalla capolista sono otto e non c’è neanche più il “vantaggio” della partita in meno (Il Tabellino di Milan - Livorno 1-1 - Il Video di Milan - Livorno 1-1).
All’ultimo momento Leonardo deve rinunciare a Dida bloccato dal mal di schiena, Abbiati può così tornare tra i pali. Anche Pirlo è fuori gioco per affaticamento, al suo posto il francese Flamini in coppia con Ambrosini, soltanto panchina per Gattuso, dentro dall’inizio anche Seedorf. Cosmi, tornato al timone degli amaranto, schiera un solido 3-5-2 con Lucarelli e Bellucci a formare la coppia d’attacco, con il secondo preferito a Tavano. Ad orchestrare la manovra al centro del campo il danese Bergvold in sostituzione dello squalificato Mozart.




Il Milan ha dovuto sudare non poco per piegare la resistenza del Novara, unica squadra imbattuta tra i professionisti con 10 mila tifosi al seguito. Alla fine i rossoneri si impongono per 2-1: portati in vantaggio da Filippo Inzaghi in apertura di gara, vengono raggiunti dopo solo un minuto del secondo tempo grazie alla splendida rete dell’argentino Gonzalez. Gli azzurri ci credono e sulle ali dell’entusiasmo provano il colpaccio. A dieci minuti dalla fine ci pensa però Flamini a risolvere la situazione con una gran conclusione da fuori e a regalare i quarti di finale alla sua squadra. (Il Video della Partita)
Le due squadre si presentano in campo con un assetto speculare, 4-3-1-2 per entrambe le formazioni. Leonardo da spazio a coloro che hanno avuto meno possibilità di scendere in campo in campionato, così tra i titolari rivediamo Filippo Inzaghi e Mathieu Flamini, Kakhaber Kaladze e Daniele Bonera, ma anche il giovane Davide Di Gennaro. Anche il Novara adotta il turn over preservando i suoi giocatori migliori per il torneo di Prima Divisione, il capitano Raffaele Rubino e il bomber Simone Motta non sono della partita.




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Si rivedono Abbiati e Jankulovski, dal primo minuto Huntelaar in coppia con Inzaghi, Flamini a centrocampo: sono molte le novità che questo pomeriggio Leonardo proporrà sul terreno di gioco di San Siro per gli ottavi di finale di Coppa Italia. Avversario del Diavolo, il Novara: i piemontesi non hanno ancora perso una partita in Prima Divisione (primi nel Girone A) e in questa competizione hanno eliminato Parma e Siena. Avversario ostico, ma anche emozionato come dimostrano le parole dell’allenatore, Attilio Tesser: “La mia preoccupazione è la qualità del Milan, anche perchè non solo il divario tra le due squadre è di tre categorie, ma anche perchè è una squadra al vertice che sta bene fisicamente, io mi auguro che i miei giocatori non si lascino influenzare dall’ambiente e che giochino la loro partita con tranquillità“.
Già, il Milan sta bene e in Via Turati si sono rivisti sorrisi che negli ultimi mesi parevano essere volatilizzati. Ma in cotanta euforia, tra un Ronaldinho a ritmo di samba, un Pirlo di nuovo ispirato e Borriello e Nesta senza acciacchi alla schiena, c’è anche chi storce il naso. E vorrebbe magari andarsene. Rientrato il pericolo di perdere Gattuso, che anzi si è rilanciato, tenute a bada anche le bizze di Huntelaar, Galliani ora deve affrontare la situazione di altri giocatori, poco sfruttati e che vogliono giocare di più. A costo di andare altrove. “Inzaghi al Parma? Credo di no, che continuerà a giocare con il Milan” le parole del pelato ad rossonero, ma intanto le voci di un suo passaggio in Emilia rimangono fondate. Superpippo ha un’età, è vero, ma non ha smesso di aver voglia di giocare. E di fare gol. In ogni modo sono più spinose le questioni inerenti a Storari e Flamini.

In un periodo di confessioni scomode in cui, prima Balotelli e poi Santon, hanno ammesso la propria simpatia per i colori rossoneri, ovviamente scemata del tutto quando ci ha pensato l’Inter ad aprire le porte radiose del loro futuro calcistico, arriva un’altra ammissione, stavolta dalla metà rossonera di Milano. In realtà non si tratta propriamente di uno scoop in quanto su Adriano Galliani circola già da parecchi anni la “voce” che accosta la sua fede di tifoso ai colori della Juventus, in tempi di infanzia e di adolescenza. Ma il momento giusto per ritirare fuori questa vecchia storia sembra arrivato. Il Milan è in ripresa, non una rinascita che fa gridare al miracolo, ma è comunque in ascesa rispetto al confusionario momento di inizio stagione.
Il sorpasso ai danni della Juve, figlio dell‘exploit di Huntelaar a Cagliari, comincia a far ingolosire il popolo rossonero. L’Inter è ancora lontana, ma il prossimo turno di campionato riserverà ai nerazzurri la trasferta di Torino. E Galliani, dai microfoni di Gr Parlamento, molto sinceramente, spera in un passo falso dei cugini: “Il Milan ha un buon rendimento, ma davanti c’è un’Inter straordinaria. Abbiamo sogni, come tutti, ma non siamo l’anti-Inter. Nelle ultime sette gare abbiamo vinto sei partite e ne abbiamo pareggiata una senza recuperare punti. Non abbiamo tormenti, pensiamo solo alla nostra squadra. I nostri 28 punti, come i 27 della Juve, sembrano pochi perchè davanti c’è un’Inter straordinaria”.
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Il Milan non si ferma più, i due gol in pieno recupero di Klaas Jan Huntelaar regalano ai rossoneri i tre punti, il secondo posto in classifica con sorpasso ai danni della Juventus ed emozioni che i tifosi ricorderanno a lungo. La squadra di Leonardo sembra vivere un momento d’oro, centrano la quarta vittoria consecutiva in campionato, il nono risultato utile di fila e in Champions, nonostante il pareggio contro il Marsiglia i numeri sono comunque positivi con una qualificazione a portata di mano. Sotto queste premesse è facile intuire l’euforia dell’allenatore a fine gara.
Il brasiliano ai microfoni racconta quali sono state le difficoltà di una gara che si è decisa soltanto in pieno recupero non mancando di fare i complimenti al suo collega sulla panchina rossazzurra: “Bravo Atzori, abbiamo fatto il corso insieme, lui mi conosce ed ha messo la squadra molto bene per chiudere gli spazi. Ho pensato di schierare le quattro punte già a 25′ dalla fine, ho anche chiesto ai ragazzi in panchina e loro mi hanno mostrato entusiasmo, chiedendo di vincere”. Alla fine la scelta di schierare un offensivissimo 4-2-4 con i brasiliani Ronaldinho e Pato sulle fasce a supporto di Inzaghi e Huntelaar ha pagato, con la coppia di centravanti protagonista di entrambe le marcature.




Continua a non perdere il Milan, che anzi in quel di Catania fa bottino pieno grazie a un finale non adatto ai deboli di cuore: dopo un intero match intenso ma avaro di emozioni in quanto a occasioni, il tanto criticato olandese Klaas Jan Huntelaar sigla una doppietta nel tempo di recupero. Sono due gol pesanti, per vari motivi: risollevano il morale dell’ex punta di Ajax e Real Madrid che, chissà, potrà tornare molto molto utile alla causa, ma con questi 3 punti il Milan balza al secondo posto e si candida, semmai serva a qualcosa, come avversaria principale dell’Inter. Che dire dei siciliani? Volenterosi, ordinati, forse poco audaci; Atzori per il momento rimane saldo sulla panchina, ma domenica prossima a Siena si gioca tutto (Il tabellino di Catania-Milan 0-2 - Le foto di Catania-Milan 0-2 - Il Video di Catania - Milan 0-2).
Squalificato Pirlo, c’è Flamini in mezzo al campo insieme a Ambrosini; Leonardo da fiducia ad Abate sulla destra, per il resto solito quartetto fantasia in avanti e pacchetto arretrato standard. Atzori schiera ben sei argentini, tridente d’attacco con Martinez e Mascara a supporto di Morimoto, terzino Bellusci, giovanissimo ex Ascoli già Under 21 azzurro. La prima frazione non è bellissima, l’agonismo c’è ma di grandi occasioni se ne vedono poche; possesso palla esclusivamente rossonero, gli etnei in difesa sono tignosi, a volte al limite del regolamento. Insomma, le conclusioni più importanti partono dal destro di Seedorf, l’olandese però non è sempre preciso e lucido, e da un tiro al volo di Borriello; il Catania quando può riparte, però poi si ferma contro il muro difensivo erto da Nesta e Silva. Al duplice fischio di Brighi l’impressione è che nella ripresa ci vorrà qualcosa di più per sbloccare il match.

Conferenza stampa per il tecnico brasiliano del Milan in vista dell’impegno esterno contro il Catania. Leonardo non appare preoccupato dallo pareggio in casa con il Marsiglia, la qualificazione non è eccessivamente in pericolo e la squadra sembra rispondere bene alle sue sollecitazioni. L’equilibrio della squadra sembra ormai acquisito, Ronaldinho quasi del tutto recuperato, Borriello si sta togliendo delle ottime soddisfazioni, Pato è già una garanzia e anche Dida sembra tornato quello dei tempi d’oro.
La grana, l’unica ma per nulla insignificante, è la posizione di Rino Gattuso. Il centrocampista ha manifestato tutto il suo malessere e l’intenzione, se dovesse continuare ad essere considerato una riserva, di lasciare il Milan. Nemmeno un incontro con Galliani lo ha tranquillizzato, ma Leonardo non si scompone e nel mentre gli manifesta tutta la sua stima ricorda (con il consueto garbo) che al momento è infortunato e che la sua forma non è certamente al massimo.
Se Gattuso ha questo in testa, cercherò di fargli cambiare idea. Conoscevo le sue parole prima che parlasse. Conosco bene Rino, ho giocato con lui e gli parlo sempre cercando di essere molto chiaro. Ci ho parlato ieri, oggi, mesi fa. Ora è infortunato e la cosa fondamentale è la guarigione. Adesso bisogna pensare a questo. Sta progredendo, ma avverte ancora qualche fastidio. Io cercherò sempre di mettere in campo il giocatore che sta meglio. Se davvero vuole andare via, cercherò di convincerlo del contrario. Perché, come ha detto anche lui, è Rino Gattuso. È sempre una questione di scelte. Seedorf, per esempio, non ha giocato le prime partite e non è stata certo una bocciatura. Gattuso è qui da undici anni, è normale avere un momento di riflessione. Per il rapporto che ha con me e con la società, non ci sono problem




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Gol e spettacolo al San Siro, la partita tra Milan e Cagliari regala emozioni fino alla fine. I tre punti li conquistano gli uomini di Leonardo che balzano al secondo posto in attesa della Juve, la squadra di Allegri è però da applausi e ha il merito di non arrendersi fino alla fine. La giornata del gol viene aperta da Clarence Seedorf, rispondono Alessandro Matri e Andrea Lazzari. Poi i rossoneri capovolgono il risultato con Marco Borriello e Alexandre Pato. Il gol della sicurezza lo mette dentro Ronaldinho su calcio di rigore, Nené prova a riaprire la partita ma la sua marcatura è l’ultima della partita (La Fotogallery di Milan - Cagliari 4-3 - Il Video di Milan - Cagliari 4-3).
Che la partita sarebbe stata divertente era abbastanza prevedibile, bastava dare un’occhiata alle formazioni iniziali. Leonardo fa giocare insieme in avanti Ronaldinho, Pato e Borriello, supportati da Seedorf per un Milan chiaramente a trazione anteriore. Allegri d’altra parte non ci pensa nemmeno un po’ a coprirsi e parte con le due punte Matri e Jeda e la mezza punta Lazzari qualche metro più dietro. Il Milan passa subito dopo 5 minuti, Seedorf cede a Borriello in area, l’attaccante chiude il triangolo con l’olandese che di destro trafigge Marchetti. Il Cagliari però non si lascia intimorire, macina gioco e corre a mille, non sorprende quindi il pareggio di Matri dopo 9 minuti, imbarazzante l’immobilità della difesa meneghina.
Gli ospiti continuano a imporre il loro gioco, sono gli interventi decisivi di Dida su Matri e Jeda a mantenere la partita in equilibrio. Alla mezz’ora però arriva il secondo gol dei sardi, lo mette a segno Lazzari che si ritrova nel cuore dell’area in colpevole solitudine. Lo svantaggio scuote il Milan che si riversa in avanti, servono otto minuti per trovare il 2-2, calcio d’angolo, Pato salta più in alto di tutti ma Marchetti respinge, per Borriello è facile ribadire in rete. Due minuti dopo i rossoneri sono di nuovo in vantaggio, Ronaldinho vede in area Pato e lo serve con un tocco delizioso, il Papero scarica di destro all’incrocio dei pali, gol meraviglioso.



