
Alle luci dell’alba di giovedì 26 gennaio è atterrato nella capitale Marquinho, l’esterno sinistro proveniente dalla Fluminense che a ore sarà ufficializzato quale nuovo acquisto della Roma. Il brasiliano classe ‘86, il cui nome completo all’anagrafe è Marco Antônio de Mattos Filho, occuperà l’unico posto da extracomunitario libero in seno alla società giallorossa e si aggregherà alla truppa di Luis Enrique per sei mesi almeno al prezzo di circa 350mila euro, con diritto di riscatto fissato a 3 milioni. Un colpo che avremo il tempo di poter giudicare tale, anche se il giocatore è stato a lungo inseguito da Walter Sabatini che in lui crede ciecamente e che ha potuto trattare con più convinzione (la famosa “accelerata”) quando la Fluminense ha ufficializzato Thiago Neves.
Ma che giocatore è Marquinho? Sconosciuto ai più, di lui è nota la carriera fin qui messa a curriculum: vari settori giovanili (Juventude, Internacional, Gremio, Vasco da Gama, Palmeiras), quindi l’esperienza passata quasi inosservata al Botafogo fino al proficuo, per lui e per le sue prestazioni, passaggio alla Figueirense in cui inizia a giocare con continuità mettendosi in luce. Infine la Fluminense (legandosi al club carioca fino al 2013) con la quale vince il Brasilerao nel 2010. Per presentarvelo con cognizione di causa prendiamo in prestito le parole di Sabatino Durante, noto esperto di calcio brasiliano che così ha descritto il ragazzo a vocegiallorossa.it:
“E’ un esterno sinistro di centrocampo, ha buona corsa, un buon fisico e ha un bel mancino. Negli ultimi anni ha segnato almeno quattro/cinque gol a campionato. Si può adattare anche a fare il terzino sinistro, magari con una difesa a tre. Due anni fa non giocò moltissimo nella Fluminense, disputando circa 13-14 gare titolare mentre quest’anno ha avuto più continuità. Ha corsa, un buon sinistro, è un buon giocatore che starebbe bene nella rosa della Roma. Dovrebbe arrivare in prestito con diritto di riscatto, ad una cifra ragionevole e può rivelarsi un bel colpo. E’ un classe ‘86, è ancora giovane e può migliorare tanto”.
Meteora o punto fermo del nostro campionato? Al campo l’ardua sentenza.
Foto | © TMNews
Una volta c’erano i soli Stati Uniti che attiravano i vari Pelè e Chinaglia con offerte opulente, poi si sono aggiunti il Qatar e gli Emirati Arabi a far gola ai giocatori europei e sudamericani, spesso a fine carriera. Adesso c’è nuova frontiera del calcio milionario che si affaccia prepotentemente sulla scena mondiale ed è la Cina.
Il club cinese Guangzhou Evergrande del finanziere Liu Yongzhuo, iscritto alla Chinese Super League, ha acquistato il centrocampista argentino Dario Conca (nella foto in alto è il giocatore che esulta) dal Fluminense per 7 milioni di euro. Fin qui tutto nella norma, se non fosse per il contratto dai molti zeri che legherà Conca alla formazione cinese: 10,6 milioni a stagione per 3 anni.
Conca sarà presentato l’11 luglio. La notizia è stata lanciata dall’edizione online di Globoesport, poi ha fatto velocemente il giro del mondo. Da questa sera Dario Conca è il quinto calciatore più pagato del pianeta. Buste paghe più pesanti solo per Cristiano Ronaldo (12 milioni), Rooney (11,5), Messi (11),e Yara Tourè (10,8) (Fonte ingaggi: Football Finance).
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La sua testa è tutta concentrata sul campo e sulla prossima partita, e non potrebbe essere altrimenti: domani Ronaldo sogna di vincere il campionato brasiliano col suo Corinthians, impresa non facile dato che la capolista Fluminense a 90 minuti dal termine è avanti di un punto e giocherà contro il Guaranì già retrocesso. I bianconeri di San Paolo invece se la vedranno contro il Goias e i tre punti potrebbero non bastare, perciò Ronaldo spera in un’impresa dei giocatori del Guaranì non nascondendo che sarebbe anche disposto a dargli un premio in soldi se riusciranno a bloccare la capolista: “Se darei una ‘valigetta bianca’ a quelli del Guaranì affinché diano tutto per non farsi battere? Certo che sì, perché no? Darei loro un incentivo per non prendere gol contro il Fluminense. Parliamoci senza ipocrisia: non vedo alcun problema nel dare un premio a dei colleghi affinché vincano una partita. La mia opinione è questa“.
Non sembrano parole di chi, a 34 anni, ha voglia di chiudere col calcio. Ci ha pensato a lungo il Fenomeno, ponderando la scelta di mettere la parola fine alla sua carriera costellata di decine di prestigiosi successi, sia di squadra che personali, ma anche di brucianti sconfitte e pesantissimi infortuni; la sua voglia di chiudere con una vittoria è tanta, alla fine ha convenuto che lo sforzo di andare avanti ancora per 12 mesi è più che fattibile. Dopo però basta per davvero: “Volevo fermarmi alla fine di quest’anno, ma ho avuto tanti infortuni e ho deciso di continuare un’altra stagione per dare il massimo e fare un ultimo sforzo” ha dichiarato Ronaldo a Globo Tv. E ha anche chiamato il suo amico Adriano, corpo estraneo della Roma e che secondo l’ex interista vivrebbe una seconda giovinezza al Corinthians, come per altro più o meno ha vissuto al Flamengo la scorsa stagione.
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Nel giro di 24 ore cambia tutto: solo ieri davamo come per sicura l’assegnazione dell’ambita panchina del Brasile a Muricy Ramalho, oggi la Federazione brasiliana ha dovuto prendere atto dell’impossibilità del designato di abbandonare la Fluminense in corsa e così ha dovuto virare sul runner-up, l’allenatore del Corinthians Mano Menezes. Il pasticciaccio del numero uno del movimento calcistico carioca, Ricardo Teixeira, nasce dalla convinzione che, una volta convinto Muricy, non ci sarebbe voluto molto a strapparlo dal club di Rio che allena; ma il presidente della Fluminense ieri, punto nell’orgoglio, ha vietato l’operazione: intransigente Roberto Horcades, che ha confermato i dissapori che da tempo intercorrono tra la sua società e la Federazione. Tutt’altra storia con Andres Sanchez, numero uno del Corinthians, capo delegazione in Sudafrica della Seleçao: seppur a malincuore ha liberato “Mano”.
“Ma se perdi domani non sei libero di andare in nazionale” ha scherzato Sanchez nella conferenza stampa di addio del tecnico, che ha così commentato il suo passaggio sulla panchina dei verdeoro: “Sono molto orgoglioso e felice della scelta, ero la seconda opzione ma non tocca a me commentare la prima. Ammiro molto Muricy Ramalho come persona” e via a subire i complimenti di Ronaldo e Roberto Carlos, i due big del club di San Paolo. “Ciò che ha determinato la scelta è l’intesa della necessità del rinnovamento immediata della nazionale brasiliana che Mano Menezes inizierà già nell’amichevole del 10 agosto con gli USA” le parole di Teixeira che, tra le righe, ha imposto le convocazioni di Neymar e Ganso, facendo sapere inoltre che per la partita contro gli americani i convocati dovranno provenire solo da club brasiliani.
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Dopo la prematura eliminazione del Brasile agli scorsi Mondiali (fatali i quarti di finale contro l’Olanda), la Federazione di calcio carioca aveva la pesante responsabilità di sostituire Carlos Dunga per affidare i pentacampeao a colui che dovrà condurli ai Mondiali casalinghi, fra quattro anni. Tanti i nomi circolati nelle scorse ore, da Leonardo a Menezes, alla fine a spuntarla è stata Muricy Ramalho, 55enne allenatore della Fluminense che ora dovrà svincolarsi dal club di Rio de Janeiro per tuffarsi in questa nuova affascinante avventura.
Alle nostre latitudini non è molto conosciuto: da calciatore ha speso una vita dividendosi tra il San Paolo e i messicani del Puebla, da allenatore una sfilza di esperienze in patria sulle più svariate panchine, con una piccola parentesi anche in Cina. La più grande soddisfazione professionale, indubbiamente, la tripla vittoria consecutive alla guida del San Paolo, campione del Brasilerao nel 2006, 2007 e 2008. L’anno scorso mezzo flop al Palmeiras, ma quest’anno con la Fluminense era in testa alla classifica e aveva anche trovato un insolito buonumore (”E’ l’aria di Rio” scherzava, alla sua prima esperienza in questa città).
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Aggiornamento: Il giocatore, tramite il suo blog ufficiale, ha smentito di aver rilasciato l’intervista e di essersi paragonato a Careca, dichiarando che domani si presenterà regolarmente al campo di allenamento della Fluminense.
Per la stampa transalpina sarebbe ormai in dirittura d’arrivo l’accordo tra la Fluminense e il Napoli per il passaggio dell’attaccante brasiliano Fred in maglia azzurra. Il giocatore, già protagonista qualche anno fa nel campionato francese con la maglia del Lione, sarebbe infatti ad un passo dal trasferimento alla corte di Mazzarri per la cifra di circa sette milioni di euro, tanto da aver dichiarato in un’intervista rilasciata alla tv inglese Sky Sports e riportata dal quoditiano sportivo d’Oltralpe L’Equipe:
Napoli è una grande piazza, dove ha giocato uno dei miei idoli: Careca. Spero di poterlo imitare e segnare tanti gol. Ho solo 26 anni, quindi sono sicuro di poter segnare tante reti in Italia.
Le foto dell’attaccante brasiliano Fred
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Domani sarà il gran giorno di Adriano a Roma: mai accoppiata di nomi fu più azzeccata, con il glorioso Impero di due millenni fa che viene rievocato nell’attesa che l’Imperatore vesta per la prima volta il giallorosso. Ieri è partito da Rio de Janeiro salutato da una folla festosa di tifosi, lui era carico e desideroso quanto prima di arrivare nella capitale, incontrare la Rosella Sensi e mettere la firma in calce al contratto che lo legherà al club capitolino per le tre prossime stagioni, con tanto di clausola che annullerebbe ogni accordo se il giocatore dovesse ricascare nei suoi annosi vizi con alcool e non solo. “Sto tornando in Italia per una questione d’orgoglio. Sarà un’avventura difficile, ma sicuramente avrò la forza per uscirne vincitore. Oggi sono più maturo. Credo che sarò ricevuto bene. I tifosi mi aspettano, e sono sicuro che sarà una festa” le sue parole rilasciata a un’emittente brasiliana prima della partenza.
Questa mattina è atterrato a Milano, un giorno su in Lombardia e poi domani dritto già a Roma; quindi vacanza in Sardegna con gli amici del Flamengo Wellington ed Everton Silva. Messe alle spalle, a sua detta, le vicissitudini degli ultimi mesi (con annesse donne, quale la caliente Joana Machado che ha effettuato una terapia al laser per rimuovere il nome “Adriano” che aveva tatuato sul braccio), l’Adriano che si presenterà ai nastri di partenza il prossimo anno a parole è carichissimo. Ascoltato da Il Romanista, quotidiano di fede giallorossa, l’attaccante ex Inter, Fiorentina e Parma non ha lesinato parole al miele per la sua nuova squadra: “Se vengo a Roma è perchè voglio restare nella storia. Ho sentito Totti, ha detto che mi aspetta e io non vedo l’ora di arrivare. Questa è un’attesa frenetica e bellissima“.




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L’anno scorso fu il capocannoniere del campionato brasiliano con 19 centri, titolo conquistato in coabitazione con Diego Tardelli dell’Atletico Mineiro che però non aveva saltato un match (a differenza dell’ex interista, tornato in Brasile nel maggio scorso). Quest’anno già cinque gol in sei partite, Adriano anche ieri ha fatto centro nel 3-3 del suo Flamengo contro l’Olaria; solo pochi giorni fa aveva addirittura messo a segno una tripletta contro la Fluminense. L’Imperatore è definitivamente tornato? No. E’ indubbiamente un fuoriclasse, più forte dei suoi compagni e della stragrande maggioranza degli attaccanti di scena in Europa, ma la testa, la sua testa, rimane quella di un ragazzo che di fare il professionista proprio non ne ha voglia.
Se questo atteggiamento era intollerabile all’Inter, ma anche al San Paolo dove ebbe una breve parentesi nel 2008, non lo è al Flamengo: sono decine i permessi che gli vengono accordati, l’ultimo in ordine di tempo due giorni fa insieme al compagno di reparto Vagner Love. Ma nello spogliatoio questa immunità di cui gode, del tipo “mi alleno quando voglio“, non suscita gelosa: lo riferisce un dirigente del club carioca, Marcos Braz che in un’intervista spiega i motivi di tanta tolleranza nei confronti di Adriano. “Se trattassimo lui, che è l’Imperatore, così come facevano all’Inter, probabilmente Adriano se ne sarebbe già andato da un pezzo” l’ammissione di Braz.





Nawaf Al-Abed un 17enne centravanti dell’Al-Hilal in Arabia Saudita, ha realizzato il gol più veloce nella storia del calcio. Il giovane attaccante è riuscito a segnare dopo appena due secondi di gioco al distratto portiere dell’Al Shoalah che suo malgrado è entrato così nel guinness dei primati calcistici. Davvero una prodezza non da poco, che toglie lo scettro della rapidita a Fred, calciatore brasiliano ex Lione ora al Fluminense, che quando giocava per l’America Mineriro realizzò un gol in 3,17 secondi dal fischio d’inizio nel Copa São Paulo categoria Juniores. (Le Foto del Gol più veloce della storia)
Altri giocatori però possono vantarsi di aver realizzato una prodezza simile, come Roy Makaay, ex attaccante del Bayern Monaco ora al Feynoord, che detiene il record del gol più veloce in Champions League segnato nei quarti finale tra Bayern Monaco - Real Madrid dopo 10,2′, la partita terminò 2-1 e i tedeschi passarono così il turno. Hakan Sukur, attaccante turco con un passato anche in Italia con le maglie di Inter e Parma, è invece il calciatore che è riuscito ad impiegarci meno a segnare in una partita di un Campionato del Mondo. Dopo poco più di 11 secondi ha sbloccato la finale per il terzo e quarto posto contro la Corea del Sud nel Mondiale 2002, vinta alla fine proprio dai turchi per 3-2. Per quanto riguarda la nostra serie A, il dententore del primato è Gianfranco Matteoli, centrocampista interista ormai ritiratosi da più di qualche anno, attuale responsabile del settore giovanile del Cagliari, che il 27 novembre 1988 segnò, con indosso la maglia nerazzurra, un gol contro il Cesena dopo 9 secondi e 9 decimi.




Continua a leggere: Le Foto e il Video del gol più veloce della storia

Grande giornata di calcio oggi sabato 7 novembre in Europa e nel Mondo. In Serie A si giocheranno i due consueti anticipi nei quali si affronteranno alle 18 il Catania contro il Napoli e alle ore 20:45 la Juventus contro l’Atalanta sul campo dei bergamaschi. Previsto anche il tredicesimo turno di Serie B dove la capolista Cesena ospiterà l’Albinoleffe, mentre il Frosinone, che ha perso la testa della classifica nell’ultimo turno, cercherà di non perdere ulteriore terreno allo stadio Via del Mare di Lecce contro un Gallipoli affamato di punti. Si giocherà anche il dodicesimo turno di Premier League, Ligue 1 e Bundesliga mentre in Spagna si giocheranno gli anticipi del decimo turno di campionato che vedrà protagoniste Real Madrid e Barcellona.
ITALIA: Serie A
18:00 Catania - Napoli
20:45 Atalanta - Juventus
ITALIA: Serie B
15:30 Ascoli - Cittadella
15:30 Brescia - Triestina
15:30 Cesena - Albinoleffe
15:30 Crotone - Ancona
15:30 Gallipoli - Frosinone
15:30 Padova - Salernitana
15:30 Piacenza - Mantova
15:30 Sassuolo - Modena
15:30 Vicenza - Grosseto
Dopo il Continua tutte le altre partite del 7 Novembre 2009…